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PRESIDENTE. L'onorevole Alfonso Gianni ha facoltà di
ALFONSO GIANNI. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, è stata posta molta enfasi sulla missione della Croce rossa italiana per la costruzione di un ospedale da campo in Iraq, paese nel quale non mancavano peraltro strutture ospedaliere; mancavano molte altre cose, come sappiamo!
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, sono gli interpellanti che devono dichiararsi soddisfatti o insoddisfatti. Io, invece, devo dichiararmi molto dispiaciuto per un'interrogazione di questo tipo, anche per quanto riguarda questo signor Giuseppe Renda - che il Governo italiano non conosce - e le sue dichiarazioni.
ma è stata anche ripetuta e confermata successivamente da un'analoga richiesta pervenuta dall'autorità provvisoria irachena e, in particolare, dal direttore generale del Ministero della sanità di quel paese. Il Governo italiano ha dunque voluto rispondere positivamente e con prontezza a questa richiesta di aiuto. È peraltro del tutto priva di fondamento l'illazione di questo signore, Giuseppe Renda - che noi non conosciamo - secondo il quale, come egli dice in una intervista a il Manifesto, tutto sarebbe stato pianificato in precedenza.
PRESIDENTE. L'onorevole Alfonso Gianni, cofirmatario dell'interrogazione ha facoltà di
ALFONSO GIANNI. La ringrazio, signor Presidente. Mi dispiace per l'onorevole Giovanardi, perché non c'è nessuna acrimonia e nessuna malizia: noi ci riferiamo a notizie che ci pervengono da parte della stampa. Sappiamo quanto siano necessarie le iniziative comunitarie e sappiamo anche come queste spesso siano poste a giustificazione di altri fatti. Pertanto, caro ministro, sono molto insoddisfatto della sua risposta, soprattutto per il tono più che per il contenuto. Lei mi darà atto che in altre occasioni non v'è stata insoddisfazione, quindi non vi è una persecuzione nei suoi confronti. D'altro canto, sarebbe fuori luogo, visto che lei è destinato a questo compito - capisco anche ingrato - di rispondere a noialtri, che abbiamo, allo stesso modo, il compito istituzionale di mettere sotto accusa il Governo, come è giusto per una forza di opposizione (naturalmente quando ve n'è motivo).
PRESIDENTE. Onorevole Alfonso Gianni, la invito a concludere.
ALFONSO GIANNI. Tutta questa vicenda ci richiama ad una situazione in cui gli aiuti umanitari servono da patina per una guerra che, come dimostrato dalla inesistenza di armi di distruzione di massa, appare del tutto pretestuosa o comunque motivata da ben altri motivi geopolitici.
PRESIDENTE. Prego i colleghi di stare nei tempi perché si capisce che, proprio per la natura di queste interrogazioni, esse rappresentano, non un motivo di polemica politica, ma un'informativa relativa alla situazione del nostro paese.
Il delegato della stessa Commissione internazionale per la Croce rossa in Iraq, Giuseppe Renda, ha criticato questa iniziativa ritenendola frutto di uno spirito di propaganda più che umanitario.
La critica si è spinta al punto da accusare che l'iniziativa della sezione italiana sia stata assunta per ragioni puramente unilaterali. In questo modo, sono state violate, o sarebbero state violate, tutte le norme che presiedono al funzionamento della Croce rossa internazionale. Così Renda si è dissociato dal comportamento del Governo italiano e per questa ragione noi domandiamo al rappresentante del Governo quale sia stato, se vi è stato, un ruolo effettivo del Governo italiano nell'assumere una iniziativa che può essere anche stata gravemente lesiva della stessa immagine della sezione italiana della Croce rossa internazionale.
Infatti, il 15 aprile, proprio in quest'aula, abbiamo illustrato la posizione italiana sulla crisi irachena e le iniziative umanitarie che erano in programma. In quella occasione, dicemmo che si voleva inviare un ospedale da campo in Iraq, per dare un concreto aiuto alle popolazioni civili colpite dalla guerra. Com'è noto, la cooperazione italiana si era impegnata a finanziare le spese di trasporto, installazione e gestione di un ospedale da campo a Bagdad, messo a disposizione dalla Croce rossa italiana.
Questa decisione è stata assunta in contatto con le autorità attualmente sul campo, quelle angloamericane, che hanno fornito indicazioni sui bisogni della popolazione,
L'invio di un ospedale da campo rappresenta una misura di emergenza in attesa della ripresa di interventi sulle strutture ospedaliere permanenti e si colloca nel solco di una tradizione di assistenza italiana all'Iraq nel settore sanitario, tradottasi in passato nella ristrutturazione e riattivazione dell'ospedale centrale e di quello pediatrico di Bagdad. In merito alla presunta inutilità dell'ospedale da campo, a cui fa riferimento l'interrogazione, sarà sufficiente sottolineare come, a quattro giorni dalla sua entrata in funzione, oltre 300 persone abbiano fatto ricorso alla sola sezione chirurgica del nostro ospedale italiano della Croce rossa. Si tratta di pazienti inviati dalle autorità irachene, di casi gravi, di ustionati, di feriti da armi da fuoco e di altre patologie richiedenti interventi di pronto soccorso.
Su questo intervento, la Croce rossa internazionale ha dato un giudizio positivo, certo chiedendo un chiarimento circa il ruolo che avranno i carabinieri. Com'è noto, il ruolo dei carabinieri - si tratta di 30 unità - è solo di vigilanza interna della struttura, per garantire, in un paese in cui vi sono ancora i problemi del dopoguerra, l'incolumità degli operatori sanitari e dei degenti, in funzione quindi soltanto e semplicemente di protezione dell'ospedale stesso da azioni di saccheggio o di violenza. Quindi, credo si tratti proprio di uno di quei casi - ma, ovviamente, è una mia opinione - in cui forse gli interpellanti avrebbero dovuto applaudire all'iniziativa del Governo italiano, a questa opera umanitaria che stiamo portando avanti in quel paese.
Ora, lei non conosce Giuseppe Renda: è una mancanza sua o del Governo. Comunque, si tratta di un delegato del comitato internazionale per la Croce rossa e si tratta di un'intervista rilasciata ad un giornale di diffusione nazionale, come il Manifesto, ancorché della sinistra - certamente non di ampia diffusione, come i maggiori, compresi quelli che sono di proprietà del Presidente del Consiglio che presiede il Governo di questo paese, di cui lei fa parte, onorevole Giovanardi - ma che è giornale più che dignitoso.
Ora, qui si ha motivo di ritenere che siamo di fronte ad un'iniziativa precedentemente prefissata che non ha incontrato particolari risultati. Di fronte al bisogno, vorrei anche vedere che persone preposte alla salute dei loro simili non si prestino alle misure in emergenza. Tuttavia...


