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grande enfasi è stata data dal Governo italiano all'invio in Iraq di una delegazione della Croce Rossa italiana con la scorta dei carabinieri e con lo scopo di allestire un ospedale da campo;
il delegato del comitato internazionale per la Croce Rossa in Iraq, Giuseppe Renda, ha fortemente criticato l'iniziativa del Governo italiano e della Croce Rossa italiana, giudicando l'invio dell'ospedale da campo inutile e rispondente esclusivamente a fini propagandistici;
il Manifesto del 10 maggio 2003 riporta un'intervista a Renda, nella quale il delegato del comitato internazionale sostiene che quella messa in piedi della sezione italiana è un'azione unilaterale, che viola tutte le normali procedure della Croce Rossa internazionale a cui sono vincolate le singole sezioni nazionali della medesima;
Renda, per spiegarsi come un simile fatto sia potuto accadere, avanza anche l'ipotesi che l'operazione sia parte di un progetto del Governo italiano negoziato prima della guerra e, comunque, esprime e spiega che il comitato internazionale si dissocia nettamente dalla decisione del Governo italiano -:
se la critica del delegato Renda corrisponda o meno a verità, quale sia stato il ruolo del Governo nell'adozione di una procedura che appare gravemente lesiva dell'immagine della sezione italiana della Croce Rossa e quali ne siano le ragioni.
(3-02283)
(13 maggio 2003)