Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 309 del 14/5/2003
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(Cartolarizzazione dei crediti relativi ai contributi agricoli da parte dell'INPS - n. 3-02280)

PRESIDENTE. L'onorevole Strano ha facoltà di illustrare l'interrogazione La Russa n. 3-02280 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3), di cui è cofirmatario.

NINO STRANO. Signor Presidente, onorevole ministro, attraverso questa interrogazione abbiamo voluto porre l'accento su un problema che sta mettendo in ginocchio alcune regioni del Meridione, con particolare riferimento alle aziende agricole che tanto contribuiscono all'economia del sud Italia.
L'INPS - attraverso una cartolarizzazione voluta dall'allora governo D'Alema - ha provveduto a cedere i propri crediti contributivi ad una società per azioni (la Scci), creata ad hoc soltanto per questo problema.
Fra l'altro, mi sembra giusto sottolineare che ogni Governo nascente dovrebbe rivolgersi al mercato e non creare delle società.
Ad ogni buon conto, con la cessione di questo credito si riportò soltanto un utile del 8,65 per cento, a fronte di aziende agricole che, ancora oggi, propongono di poter estinguere questo debito nei confronti dell'ente di previdenza con quote di versamento maggiori.
Quindi, anche sotto questo aspetto, si è trattato di un'operazione sbagliata e non ci basta si dica che le quote sono state versate nei mercati internazionali.
In conclusione, le chiediamo se è possibile - noi lo riteniamo doveroso - sottrarre a questa società la quarta tranche di cartolarizzazione e rendere libere le aziende di poter trattare con l'ente previdenziale la loro situazione debitoria, in attesa di provvedimenti a sostegno dell'agricoltura, che si fanno sempre più pressanti.

PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Maroni, ha facoltà di rispondere.

ROBERTO MARONI, Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Signor Presidente, rispondo all'interrogazione in oggetto anche a nome del collega ministro dell'economia e delle finanze che mi ha inviato un appunto su questo tema.
Il recupero dei crediti ceduti tramite concessionari scaturisce da un preciso obbligo legislativo riguardante la generalità dei crediti contributivi dell'INPS.
Per quanto riguarda il settore dell'agricoltura nella formazione dei ruoli sono stati esclusi, a titolo cautelativo e in attesa di successive verifiche, tutti i crediti relativi agli anni indicati nelle domande di condono presentate, a prescindere dalla circostanza che il contribuente intendesse condonare l'intero debito, o parte di esso.
In tema di contribuzione agricola, va ricordato che le partite iscritte al ruolo derivano dal mancato pagamento nei termini dei contributi dovuti dalle aziende e che sono stati emanati, peraltro, provvedimenti


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legislativi volti a sanare le situazioni debitorie.
In particolare, la legge n. 448 del 1998 all'articolo 76 ha previsto, per tutti i crediti maturati sino al 31 dicembre 1997, la possibilità di effettuare la regolarizzazione agevolata, consistente nel pagamento dei soli contributi senza aggravio di sanzioni.
Con la circolare dell'INPS del 4 luglio 2002, n. 129 è stato precisato che, pur in presenza di ipoteche, di fermo amministrativo, gli interessati possono richiedere una dilazione di pagamento, tenuto conto che tali azioni del concessionario rappresentano misure cautelari della riscossione del credito.
Per quanto concerne il merito della questione, riguardante cioè eventuali provvedimenti di sospensione delle procedure di riscossione relative a crediti per contribuzione agricola, dal Ministero dell'economia e delle finanze - a cui compete la responsabilità di assumere decisioni in merito - mi è stato precisato che, attualmente, sono allo studio diverse ipotesi tecniche da parte di tecnici del ministero stesso. Si tratta di ipotesi che saranno esaminate e valutate, anche alla luce delle considerazioni e dei commenti contenuti nella interrogazione presentata dal gruppo di Alleanza nazionale.
Si tratta di considerazioni e valutazioni sull'opportunità di questo intervento che il Ministero dell'economia e delle finanze sta valutando e che il sottoscritto, a nome del Governo, si impegna a portare all'attenzione del Parlamento in tempi molto brevi.

PRESIDENTE. L'onorevole Giuseppe Drago, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.

GIUSEPPE DRAGO. Signor Presidente, onorevole ministro, la disponibilità da lei mostrata, insieme a quella del ministro dell'economia, ad insediare un tavolo tecnico per verificare come risolvere una partita certamente difficile dal punto di vista normativo, nonché sotto il profilo dell'economia agricola non solo del Mezzogiorno, ma complessivamente di tutto il paese è certamente di buon auspicio. La consideriamo favorevolmente e, pertanto, da questo punto di vista, siamo soddisfatti, anche perché dalle sue parole emerge la consapevolezza dell'urgenza. Nella legge finanziaria è stata, infatti, prevista la sospensione del termine che sta per scadere e, pertanto, non vi è dubbio che questa partita vada giocata nell'immediato. Tra l'altro, ha ragione a sostenere che un provvedimento di condono, lo dico tra virgolette, è stato già emanato nel 1998, ma il motivo per cui gli agricoltori, le imprese agricole non hanno pagato le cartelle risiede nella loro inesattezza (così è stato ritenuto) poiché non sono state detratte dai ruoli, dai contributi che dovevano essere pagati, le spettanze derivanti dalle norme che prevedono il diritto da parte degli agricoltori di ottenere alcune risorse quando vi sono calamita naturali (la legge n. 185 del 1992). Da una parte lo Stato non ha stanziato queste risorse e dall'altro è stato chiesto il pagamento; allora il problema è quello di rivedere tali cartelle.
Inoltre, considerato che questo credito è stato ceduto alla società di cartolarizzazione, l'INPS dovrebbe recuperarlo, senza mettere in dubbio la cartolarizzazione (già prodotta dalla società) e facendo in modo che si possa rivedere, in un rapporto trasparente, il dovuto da parte delle aziende all'INPS stesso. D'altra parte, essendo stato ceduto all'8,65 per cento, vi è la disponibilità a pagarlo con una percentuale superiore.

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