Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 305 del 7/5/2003
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(Interventi per razionalizzare la spesa sanitaria - n. 3-02257)

PRESIDENTE. L'onorevole Polledri ha facoltà di illustrare l'interrogazione Cè n. 3-02257 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 6), di cui è cofirmatario.

MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, signor ministro, possiamo ancora oggi tollerare gli sprechi nella sanità? Credo di no. Francamente, gli sprechi che vediamo e che abbiamo ereditato dal passato ci indignano oggi come ieri perché conosciamo la fatica e la difficoltà dei pazienti, degli ammalati per trovare un posto letto, per trovare una cura adeguata.
Signor Presidente, l'attenzione in questi giorni va a quanto succede a Gioia Tauro, questa piana della Calabria con grandi difficoltà che conosce 7 ospedali malfunzionanti. Si tratta di 7 ospedali per un costo di 1.153 euro per ogni abitante, con una percentuale di persone che si prendono cura di ogni malato di circa tre-quattro volte superiore rispetto alla media nazionale. Vi sono sette o, forse, otto ospedali che dovrebbero aprire, quindi uno spreco infinito di denaro pubblico; 300 addetti alle pulizie a concorso per mansioni superiori; 27 cuochi, quindi soldi sprecati e scarso funzionamento.
Su questo, signor ministro, quindi sull'uso dei soldi dei nostri contribuenti, chiediamo un parere del Governo.


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PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevole Polledri, la riorganizzazione della rete ospedaliera rientra nella sfera delle attribuzioni regionali. La normativa nazionale in questione si limita, come è noto, alla definizione di standard e di indirizzi tesi a garantire un giusto equilibrio fra le macroaree dell'assistenza sanitaria e quelle territoriali ospedaliere di prevenzione.
La competenza regionale in tema di programmazione ed organizzazione dei servizi sanitari si è ulteriormente consolidata ed espansa con la modifica del titolo V della Costituzione. Pertanto, allo stato attuale, spetta alle regioni assumere le decisioni più appropriate, tenendo conto delle specifiche e proprie situazioni, nei limiti e nel rispetto della normativa vigente ed assumendosi l'intera responsabilità dei relativi oneri. Il Governo non può intervenire in questioni che sono ormai di competenza regionale, in quanto non sussiste più alcun potere statale che possa incidere in maniera coercitiva sull'autonoma capacità gestionale ed organizzativa riconosciuta alle amministrazioni regionali. A tale riguardo, è necessario rammentare che l'accordo sancito l'8 agosto del 2001, in sede di Conferenza Stato-regioni, ha dato mandato al Governo di procedere, mediante appositi strumenti legislativi di urgenza ed il ricorso alla cosiddetta corsia preferenziale parlamentare, all'adozione di una serie di misure indirizzate, tra l'altro, all'adeguamento delle previsioni normative concernenti la dotazione dei posti letto ospedalieri per acuti, fissando il nuovo parametro di riferimento a 4 posti letto per 1000 abitanti. Detta previsione è stata successivamente ripresa e ribadita con la legge n. 405, che ha convertito il decreto-legge n. 347 (relativo ad interventi urgenti in materia di spesa sanitaria). In particolare, questa disposizione, nel prevedere che nell'ambito della ristrutturazione ospedaliera le regioni adottino uno standard di dotazione media di 5 posti letto per 1000 abitanti, di cui l'1 per mille riservato alla riabilitazione e alla lungodegenza post-acuta, ha lasciato piena autonomia alle stesse, relativamente alla scelta delle metodologie da adottare per raggiungere tale obiettivo. Le regioni effettueranno le loro scelte, tenendo conto delle caratteristiche geomorfologiche del territorio ed anche avvalendosi delle indicazioni che verranno loro fornite dalle singole aziende sanitarie.
È opportuno rilevare come, in generale, i criteri prescelti dai governi regionali siano diretti alla riduzione dei posti letto (in caso di sovradotazione dei servizi), alla trasformazione dei posti letto per acuti in day hospital e alla conversione dei posti letto in degenza ospedaliera, nonché alla conversione di taluni posti letto in residenze sanitarie assistite.
Per quanto sopra esposto, risulta evidente che solo la regione interessata - in questo caso la Calabria - potrà chiarire i dubbi avanzati dagli onorevoli interroganti e fornire elementi esplicativi in merito alle motivazioni poste alla base delle scelte operate, che non sono più riferibili all'attività né di controllo, né di intervento, del Governo nazionale.

PRESIDENTE. L'onorevole Polledri, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare per due minuti.

MASSIMO POLLEDRI. Vede, ministro, questa non è l'Italia - ancora oggi - che noi vogliamo. Noi vogliamo e sogniamo un paese libero e responsabile, dove i soldi dei contribuenti vengano spesi in modo efficace. Allora, quando parliamo di devoluzione, quando parliamo di federalismo, è a questo che ci riferiamo: cioè ad un paese responsabile. Ci riferiamo ad un paese dove chi sbaglia paga, dove il cittadino sappia sempre chi gestisce i suoi soldi e sappia, altresì, che la persona che gestisce i suoi soldi alla fine a lui risponderà, se i servizi non saranno efficienti. La devoluzione è proprio questo immenso progetto di libertà, ma anche di responsabilità, dove ognuno si possa sentire a


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casa propria e dove si sappia che sui soldi che devono essere investiti vi sarà qualcuno che giudicherà tale investimento e che vi sarà qualcuno a cui si dovrà rispondere.
Quando si parla di sprechi o quando si parla della sanità del nord, dobbiamo allora ricordare che c'è anche qualche parte del paese dove c'è un lavoro da fare, e che non c'è questo nord egoista o sprecone, ma ci sono anche altre aree del paese che possono beneficiare della devoluzione. Questo esempio, signor ministro, di malasanità e di malagestione è un esempio che ci invita a portare avanti, con coraggio, questo processo di devoluzione e di responsabilizzazione, che deve dire alle amministrazioni regionali, ben chiaramente, che questi fenomeni, che questi sprechi, questo abuso del danaro pubblico, non devono più ripetersi. Per questo, signor ministro, la Lega rivolge un invito pressante all'attuale Governo, affinché la devoluzione e la responsabilizzazione si realizzino il più presto possibile.

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