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PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni Buemi n. 3-01180 e Siniscalchi n. 3-02238 (vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni sezione 4), che vertono sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente.
ANTONIO GUIDI, Sottosegretario di Stato per la salute. Gentili interroganti, come saprete, immediatamente dopo quel rogo, che manifestò in maniera più tragica ed eclatante una situazione in qualche luogo ancora grave relativa a persone con disabilità psichica, non solo come esponente del Governo, ma anche come psichiatra mi sono impegnato - non con atti eroici, ma semplicemente facendo il mio dovere - per far luce su quanto era accaduto e poteva essere evitato e per far sì, nei limiti delle umane possibilità tecniche e politiche, che tali fatti non si verificassero più. Su tale punto - e mi scuso con il Presidente se mi dilungherò - vorrei svolgere anche una considerazione finale.
strutture sicure e fornite dell'autorizzazione di legge. Questo primo punto è importante perché, come saprete, onorevoli interroganti, anche se la regione aveva dichiarato inagibile e quindi pericolosa la struttura di San Gregorio Magno, si è invece continuato a finanziare la struttura stessa e a far rimanere questi poveri, non so se dire oggetti o soggetti, in questa struttura pericolosa.
secondo tecnico incaricato dalla ASL di Salerno 2 della progettazione dell'impianto antincendio - in ordine al reato di falso ideologico, per il quale sono indagati unitamente al responsabile dell'epoca della ASL Salerno 2.
censura, ma certo si è parlato per mesi e anni di singoli delitti di poca significatività sociale, mentre di questo caso non si è parlato quasi per nulla. Quindi, devo dire che qualche volta, per fortuna - anzi spero spesso - noi rappresentanti degli eletti o per delega ci siamo comportati meglio di chi non ha raccontato certi fatti perché non si ripetessero più all'esterno. Devo aggiungere, lo ripeto, che non c'è stata, come in altre situazioni purtroppo accadute, strumentalizzazione partitica o di parte, ma la presa d'atto che tutti insieme dovevamo risolvere quel caso e attraverso quel caso farci carico del problema della salute mentale delle persone con disabilità tanto grave da non avere autosufficienza e di quello degli anziani. Da questo punto di vista, senza recidere affatto i collegamenti con il passato, l'osservatorio sulla salute mentale, che tiene conto di competenze e non di appartenenze, come qualche volta è stato fatto nel passato, sta cercando di costruire percorsi che intanto non ripropongano in nessun caso situazioni manicomiali mascherate - ripeto: in nessun caso - e cerchino di evitare che nuove cronicità creino, magari sottobanco, nuove forme di emarginazione.
PRESIDENTE. L'onorevole Buemi ha facoltà di
ENRICO BUEMI. Signor Presidente, onorevole sottosegretario, l'interrogazione che avevo presentato tendeva a richiamare l'attenzione del Governo sul fatto specifico ma anche sulla situazione generale della psichiatria nel nostro paese. Nella sostanza, si rilevava un forte ristagno dell'intervento pubblico nel settore ed inoltre, come nel caso specifico di San Gregorio Magno, si manifestava una forte involuzione dal punto di vista degli interventi a sostegno come anche di quello dei controlli. Onorevole sottosegretario, dico con assoluta sicurezza e anche con convinzione che non sto facendo un discorso di parte. Nel formulare l'interrogazione non mi sono posto minimamente il problema di prendere in considerazione quale fosse lo schieramento politico che portava le responsabilità sul territorio. Il problema era e rimane quello che è avvenuto a San Gregorio Magno; il problema era e rimane quello che è lo stato di fatto della psichiatria nel nostro paese. Questo è quello che intendevo affrontare e francamente una polemica su questo argomento mi sembra assolutamente non opportuna.
della situazione, mi dichiaro insoddisfatto; ciò, non solo per l'azione del Governo, ma per l'azione di tutte le autorità che hanno competenza su questo argomento.
PRESIDENTE. L'onorevole Siniscalchi ha facoltà di
VINCENZO SINISCALCHI. Signor Presidente, onorevole sottosegretario, prendo atto - così come ha fatto il collega Buemi - dell'ampiezza della sua risposta e dell'impegno che ella ha profuso per cercare di passare in rassegna questo triste, drammatico episodio e, più in generale, lo stato delle cose riguardo all'assistenza ai disabili.
riferimento alla spesa per gli affari sociali (mi perdoni il trasferimento rapido ad altro punto per ragioni di conclusione) e che non vi è - lo rilevo con amarezza - nella risposta alcun riferimento a ciò che richiedevo nell'ultima parte della mia interrogazione, vale a dire al monitoraggio rispetto alla situazione esistente. L'ulteriore insoddisfazione è relativa alla questione dei fondi e delle dotazioni finanziarie.
Il sottosegretario di Stato per la salute, onorevole Guidi, ha facoltà di
Cercherò di rispondere con coerenza ad un'interrogazione assolutamente importante perché continuare a far luce su un caso così grave ed emblematico non può che contribuire ad un maggiore rispetto ed attenzione di tutte le forze politiche su questi punti critici che troppo spesso trascuriamo perché chi è emarginato ha sempre poca voce. Vado alla parte più burocratica che, in seguito, cercherò di corroborare con alcune affermazioni come sottosegretario delegato alla salute mentale.
In questi mesi sono state avviate dal Senato italiano ed a livello locale varie indagini al fine dell'accertamento delle responsabilità emergenti dalla dinamica di questo tragico evento. L'ufficio territoriale del Governo di Salerno, interpellato dal ministro della salute secondo la vigente normativa in ordine alle decisioni adottate a livello regionale, riferisce sui provvedimenti e le iniziative prese dalla ASL di competenza, quella di Salerno 2, sulla riorganizzazione dell'attività assistenziale per la salute mentale nei termini che qui si riportano. Questa direzione, in ottemperanza alle disposizioni normative statali e regionali sull'organizzazione ed il funzionamento della salute mentale, ha adottato la deliberazione n. 25 del 16 gennaio 2003, provvedendo affinché venisse attivato il dipartimento di salute mentale. A seguito dell'istituzione di tale dipartimento, si è addivenuti ad un programma - e il sottoscritto ha partecipato ad alcune riunioni ad esso relative - che assicura
La provenienza della struttura, come gli onorevoli interroganti sapranno, è emblematica, in quanto si tratta di strutture desuete - donate dalla Francia anni prima per un terremoto quasi dimenticato -, che avevano una pericolosità non solo legata alla possibilità di incendio, ma anche legata ad altri due ordini di fattori: esse erano infatti strutture collocate non all'interno del paese (aggiungendo così emarginazione ad emarginazione) ed inoltre vi era anche la presenza di amianto. Lo stesso incendio in questa struttura a doppia «L» ha qualcosa di particolarmente inquietante, essendosi innescato nelle due ali contemporaneamente e non in una sola. Peraltro, dobbiamo ricordare che, nonostante le difficoltà telefoniche (per la telefonia mobile) sono state chiamate prima le autoambulanze e dopo i pompieri. Siamo di fronte quindi ad una situazione di fumus, della quale successivamente darò parzialmente conto.
Il secondo punto riguarda il rispetto della provenienza territoriale dei pazienti per fornire una migliore integrazione con il territorio e la vicinanza con i familiari (o i tutori), sempre tempestivamente avvertiti e concordi con i programmi: creazione di gruppi di lavoro multidisciplinari; rispetto della prevalenza della patologia nell'assegnazione delle sedi di accoglienza; programmi terapeutici e riabilitativi individualizzati. Questi ultimi sono di particolare importanza, perché il grande problema è che prima si accoglie una persona e poi la si dimentica.
Per quanto riguarda i superstiti - peraltro occorre dire che in quella Asl non solo esisteva San Gregorio Magno (ahimè, oggi una zona sulla quale restano solo delle rovine fumanti e soprattutto la tragedia di 19 morti), ma esistevano altri luoghi, altrettanto pericolosi o addirittura di più - cosa è accaduto?
È accaduto che, con l'istituzione del dipartimento di salute mentale su programmi specifici per le situazioni più critiche relative a Romagnano al Monte e a Campagna Puglietta, si è addivenuto ad un comitato promotore che è riuscito a chiudere le due strutture.
Quindi, oggi vi è questa realtà. I 10 superstiti sono stati collocati in due SIR in grado di garantire una buona accoglienza alberghiera, provvedendo contemporaneamente all'elaborazione di un progetto terapeutico-riabilitativo con una valutazione complessiva della condizione degli ospiti. Si tratta di un'operazione realizzata 7-8 giorni dopo la tragedia.
Dunque, una volta dismesse le strutture di Romagnano al Monte, che si trovavano in condizioni di maggiore precarietà, le stesse sono state allocate in una struttura privata, Villa Lucia, che garantiva gli aspetti alberghieri, rimanendo a carico della ASL le competenze terapeutiche e riabilitative affidate ad un gruppo di lavoro ad hoc istituito.
Si è poi proceduto alla riorganizzazione del gruppo di lavoro per la struttura di Campagna Puglietta, al fine di evitare che si realizzassero situazioni critiche simili. Così, entro l'anno, anche tale struttura è stata dismessa e gli ospiti hanno trovato sistemazione in una SIR di nuova costruzione in Salerno. Quindi, per quanto concerne le persone che non sono decedute nel rogo e le due strutture a rischio esistenti nella zona, la situazione di vita, anche se non in famiglia ma in strutture dedicate, è stata garantita.
Con riferimento alle responsabilità, mi permetto di aggiungere che la procura della Repubblica presso il tribunale di Salerno ha riferito che, in data 27 gennaio 2003, il tribunale del riesame ha confermato la misura cautelare degli arresti domiciliari per i due ingegneri - il primo dirigente, all'epoca della tragedia di San Gregorio Magno, del servizio di protezione e prevenzione della ASL di Salerno 2 e il
Al riguardo si precisa che la direzione della ASL ha comunicato di aver adottato per i predetti dirigenti, rispettivamente: la misura della sospensione in via cautelare per il primo e l'interruzione dell'incarico per il secondo. Sono altresì in contestazione agli stessi i reati di omicidio colposo plurimo ed il disastro colposo.
Inoltre, sono state individuate ulteriori responsabilità a carico di tecnici della ASL nonché di amministratori pro tempore del comune di San Gregorio Magno nei cui confronti sono stati spediti avvisi garanzia per i reati di omicidio colposo plurimo.
Per quanto riguarda gli indirizzi nazionali di riferimento dettati in questo settore, essi, come gli interroganti sapranno bene, sono contenuti anche nel progetto obiettivo tutela salute mentale 1998-2000, del quale si è fatto carico anche l'osservatorio sulla salute mentale che presiedo per delega. In tale ambito, ci si è preoccupati di promuovere la responsabilità del recepimento e della messa in atto di questo progetto nei luoghi dove il piano stesso deve essere applicato, vale a dire presso le regioni. Molto si potrebbe dire, ma debbo, per forza di cose, accelerare.
È da segnalare che il decreto del Presidente della Repubblica del 14 gennaio 1997 reca, tra l'altro, la specificazione di norme e di requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi per l'esercizio delle attività sanitarie da parte di strutture pubbliche e private, ponendo alcuni paletti. Però, se ci sono i paletti e non c'è il controllo, possono verificarsi altri casi. Più recente è la legge 8 novembre 2000, n. 328, «Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali», purtroppo priva di finanziamenti ad hoc, dalla quale è scaturito il decreto del ministro per la solidarietà sociale 21 maggio 2001, n. 308, con il quale è stato adottato il regolamento concernente i requisiti minimi strutturali e organizzativi per l'autorizzazione all'esercizio dei servizi e delle strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale, a norma dell'articolo 11 della legge 8 novembre 2000, n. 328. Un controllo generalizzato e preventivo, per verificare il puntuale rispetto della disciplina delineata dalle leggi e dai provvedimenti normativi ora indicati, a cui si aggiungono anche gli specifici interventi legislativi delle regioni, è svolto con cadenza periodica dal comando dei carabinieri per la sanità sia presso le case di riposo per anziani, le case albergo pubbliche e private, RSA o convenzionate, le comunità alloggio e le case protette sia presso le strutture e i centri di salute mentale.
Onorevoli interroganti, mi permetto di aggiungere un paio di considerazioni rapidissime che ritengo utile esporre. Chiedo scusa al Presidente, di cui conosco la pazienza. È certo che San Gregorio Magno è un esempio estremo, in negativo, di quanto si debba ancora fare per chi ha bisogno di ricovero per un periodo a termine, che tante volte diventa infinito. Debbo aggiungere un elemento, per onestà, perché credo che troppe volte si parli degli altri. Ho ascoltato le repliche alle interrogazioni precedenti: la replica era già formattata e quello che ho detto non è stato preso in considerazione. Ma ciò fa parte del gioco della politica. Onorevole Siniscalchi, proprio nel gioco della politica, deve riconoscere che, pur avendo preso in mano, per quanto possibile, la situazione di San Gregorio Magno, che poteva prestarsi a strumentalizzazioni di parte per la particolare situazione politica comunale, provinciale e regionale, il sottoscritto e - direi - il Governo in nessun modo e in nessun momento hanno utilizzato questa tragedia per strumentalizzazioni partitiche o di parte. E si sarebbe potuto fare.
Questo anche perché su questo caso, che forse è quello più tragico della psichiatria italiana, molto si è detto nelle aule di Camera e Senato o nelle rispettive Commissioni - e questo fa onore ai deputati e ai senatori -, poco si è detto sui mezzi di comunicazione. Non parlo di
Quello che ho riferito può essere parziale, ma le assicuro che non è di parte e vorrei davvero che, almeno in questi settori critici, prevalga, più che l'appartenenza rispettabilissima, la voglia di promuovere obiettivi comuni di rispetto di chi non ha voce, laddove il rogo di San Gregorio Magno è un tragico emblema.
Nello stesso tempo, onorevole sottosegretario, vorrei richiamare la sua attenzione sul fatto che nel nostro paese vi sono - e continuano ad esservi - comitati, programmi e soluzioni organizzative. In realtà, a tutt'oggi, non sappiamo ancora di chi sono le vere responsabilità riguardo a quella vicenda. In questo senso non si tratta di responsabilità del Governo poiché l'interrogazione in oggetto è stata presentata anche al fine di sollecitare l'autorità giudiziaria alla conclusione delle indagini attraverso provvedimenti di rinvio o di assoluzione preventiva.
Non emergono neppure risposte adeguate per risolvere in maniera definitiva la grave carenza di strutture che esiste in quel territorio. Ancora oggi, infatti, vengono utilizzate soluzioni provvisorie di carattere straordinario che, sicuramente, non possono essere prese a lungo in considerazione.
Emerge anche una tragica carenza - come lei stesso ha rilevato - di controlli e di monitoraggi su ciò che avviene nel territorio o, quanto meno, l'insufficiente azione delle autorità responsabili rispetto alle richieste avanzate dalla commissione regionale che aveva svolto una sua verifica rispetto alla situazione di San Gregorio Magno.
Per tutte queste considerazioni, pur apprezzando lo sforzo dell'onorevole sottosegretario riguardo l'aggiornamento
In primo luogo, richiamo la magistratura ad un più celere svolgimento dell'inchiesta ed in secondo luogo le autorità regionali e di Governo che hanno competenze specifiche sull'argomento.
Per me risulta scontato affermare che non vi è nessuna questione di dialettica politica; infatti, se si dovesse giocare a rimpiattino intorno a responsabilità che sul piano penale non implicano nessuna questione di carattere politico, ciò significherebbe immiserire la preoccupazione del parlamentare e dell'esponente del Governo che si occupa del caso.
Come lei ha detto, è in corso una lenta - purtroppo - inchiesta giudiziaria; lei ha voluto fornire delle risposte anche sotto questo profilo e, anche se, probabilmente, un altro comparto ministeriale avrebbe dovuto farlo, ne prendo atto e lamento, non tanto la lentezza dell'accertamento delle responsabilità, quanto la lentezza che poi incide proprio su tutti quei programmi di recupero e di riparazione sostanziale che, sia pur tardivamente, a cose fatte, sono stati da lei passati in rassegna con tanta meticolosità e, forse, anche con una comprensibile puntigliosità. Ciò, per sottolineare un intervento che, tuttavia, è bene dirlo, incontra un primo punto di riferimento in una legge del 2000 approvata dalla maggioranza parlamentare di allora.
Si tratta dell'aspetto, cui lei ha fatto riferimento, del mancato reperimento di fondi per l'attuazione dei principi e delle organizzazioni che sono state poste a base della legge del 2000 cui lei ha fatto significativa menzione, sottolineandone l'importanza, che va al di là della questione dell'istituzione degli osservatori o dei comitati che hanno, certamente, una loro valenza, ma non possono sostituirsi ad una legge strutturale richiamata.
Il mancato reperimento di fondi - lo dobbiamo alla sua lealtà (non si possono nascondere queste cose) - fa emergere una questione, a partire dall'episodio di San Gregorio Magno, ma vi includerei anche l'episodio di Soverato concernente un altro gruppo di disabili, travolto dalle acque, che si trovava nella regione Calabria secondo modalità molto strane (è un evento che si è verificato successivamente all'episodio di San Gregorio Magno). Non credo si possa essere soddisfatti nei confronti dell'opinione pubblica; si lamenta che, al riguardo, più che nelle singole interrogazioni vi dovrebbe essere l'attenzione costante dei talk show, dei media, delle audience di massa che, invece, vengono dedicate ad approfondire aspetti assolutamente meno significativi. Vi è, quindi, la necessità che i media compiano le loro indagini, che incalzino tutte le autorità e tutte le istituzioni per dare un'informazione che non riguardi soltanto ovviamente le vittime ed i familiari delle vittime, ma la tranquillità sociale che è il vero senso dell'istituzione del Ministero delle politiche sociali e di quant'altro.
Pertanto, il primo aspetto della mia parziale insoddisfazione riguarda il collegamento della sua onesta risposta a ciò che è accaduto in queste aule nel corso delle ultime leggi finanziarie, a proposito dei tagli che sono stati compiuti nei confronti delle spese di grande valenza sociale. Non possiamo registrare il mancato adempimento di obblighi legislativi; possiamo, invece, registrare con soddisfazione l'istituzione di quegli organismi cui ella ha fatto riferimento. Non possiamo, inoltre, non sottolineare il fatto che la risposta prescinde completamente da una quadro di intervento finalmente credibile dal punto di vista economico e finanziario con


