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nella notte fra il 15 e il 16 dicembre 2001 un terribile incendio distrusse quella che fu poi, non a caso, ribattezzata come la «collina dell'abbandono» di San Gregorio Magno (Salerno) e in quel terribile rogo trovarono la morte ben 19 disabili (11 uomini e 8 donne), tutti con problemi psichiatrici e motori;
le cause di una simile tragedia sono facilmente riconducibili alle gravi carenze strutturali (mancanza di un sistema di allarme e assenza di acqua nei serbatoi che avrebbero dovuto alimentare l'impianto antincendio) di una realtà come quella di San Gregorio Magno, peraltro di per se stessa già fortemente penalizzata dall'asperità del luogo (a tal proposito, basti pensare che la più vicina stazione dei vigili del fuoco è a circa 50 chilometri di distanza);
ad aggravare la situazione in cui versavano i disabili ospiti della citata struttura di accoglienza, concorreva la presenza di personale infermieristico impiegato con contratti a tempo determinato (quindi, con tutta probabilità, carente e impreparato), nonostante si trattasse di prestare servizi estremamente delicati (data la natura degli handicap di cui erano portatori i ricoverati) e nonostante le centinaia e centinaia di milioni di vecchie lire impiegati nella gestione della suddetta struttura;
nel 1999 una commissione regionale chiese con forza la chiusura del centro di San Gregorio, mentre la regione continuava paradossalmente ad erogare fondi per il suo mantenimento;
il tragico accaduto mette alla luce un'amara verità, cioè quella dell'abbandono, dell'indifferenza con cui oggi sono trattati in Italia i malati di mente per la quasi totale assenza, nel mondo della psichiatria, delle istituzioni, sempre più incapaci di assolvere alle proprie funzioni -:
se, nello specifico, sia ferma intenzione dei Ministri interrogati fare piena luce sulle responsabilità, ad ogni livello, di questa immane tragedia, che offende la dignità, la sicurezza e i diritti più elementari delle persone disabili;
se e quali provvedimenti gli stessi intendano adottare per risolvere i problemi che ancora ostacolano il completamento di numerose strutture sanitarie, adottando un progetto di salute mentale chiaro, che possa ridare finalmente slancio al settore della psichiatria. (3-01180)
(3 luglio 2002)
la tragedia verificatasi a San Gregorio Magno all'interno di una struttura per disabili ha sconvolto il Paese, sia per il doloroso epilogo determinato dalla morte di diciannove portatori di handicap alloggiati nell'istituto, sia per le dinamiche che la hanno caratterizzata;
la struttura all'interno della quale si è verificata la sciagura sorgeva in un prefabbricato, fornito alla comunità di San Gregorio dopo il terremoto del 1980, adibito a centro per la riabilitazione e la cura, che, stando a quanto si è appreso da alcune fonti di stampa, non era probabilmente dotato di adeguati sistemi di sicurezza e di allarme;
stando alla dinamica ricostruita dai giornali, il ritrovamento dei corpi, straziati dalle fiamme, avrebbero fatto sorgere dubbi circa la concreta possibilità per i degenti di muoversi liberamente all'interno della struttura nel corso della notte;
anomalo e singolare è apparso, sempre in riferimento alle notizie apprese da alcuni commentatori recatisi sul luogo in cui si è verificata la tragedia, il ritardo con il quale sarebbero scattate le richieste di intervento ai vigili del fuoco;
il sistema antincendio, del quale la struttura doveva essere munita, avrebbe, altresì, dovuto essere particolarmente efficiente e sofisticato, anche in ragione della tipologia della costruzione, un prefabbricato lasciato in eredità dai primi interventi post-terremoto avvenuti oltre vent'anni or sono -:
se intendano attivarsi con il massimo sforzo, adottando i provvedimenti necessari per accertare, attraverso procedure d'inchiesta ad hoc, le eventuali responsabilità di enti, istituzioni e personale sanitario;
se, sempre facendo ricorso ai poteri di inchiesta ed accertamento, ferma restando l'autonoma indagine disposta dalle competenti autorità giudiziarie, siano in grado di verificare la sussistenza di tutti i requisiti di idoneità del prefabbricato adibito a struttura sanitaria;
se sia possibile monitorare gli istituti per disabili presenti su tutto il territorio nazionale, allo scopo di verificare quanti e quali di essi versino attualmente in analoga situazione logistico-strutturale. (3-02238)
(30 aprile 2003)
(ex 4-01726 del 19 dicembre 2001)