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PRESIDENTE. L'onorevole Gibelli ha facoltà di
ANDREA GIBELLI. Signor Presidente, l'interpellanza è nata a seguito di una serie di osservazioni che hanno già visto la Commissione investita del problema. È un momento di riflessione e sono contento che rimanga agli atti che sarà il viceministro Tassone a rispondere a questa interpellanza, perché abbiamo già avuto più di un'occasione di confrontarci su un tema che oramai non può più attendere e che è stato indicato dalla Presidenza come - giornalisticamente parlando - le «stragi del sabato sera». Ormai, le cronache dimostrano che questo non è più un fenomeno limitato al fine settimana ma è un problema di tutti i giorni. Naturalmente, le questioni che illustreremo, legate ad alcune pratiche abitualmente seguite durante i fine settimana, non fanno altro che accentuare la gravità del fenomeno.
andare in una direzione che - tengo a precisarlo - non sia né persecutoria, né restrittiva delle libertà, ma tale da cogliere appieno lo spirito che ha animato la discussione in Commissione trasporti, durante la fase di approfondimento relativa alle modifiche del nuovo codice della strada, nella quale si sono indicate nuove norme più restrittive, ma accompagnate da una serie di politiche di informazione e di sensibilizzazione pubblica rispetto a un problema molto grave. Paesi come la Francia e la Spagna, attraverso queste politiche di informazione, hanno ridotto sensibilmente la percentuale di incidenza del fenomeno. Abbiamo parlato della realizzazione delle strade, ma noi dobbiamo agire.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di concedere la parola al viceministro Tassone, vorrei fare una precisazione. Poiché nelle tribune vi sono degli alunni che stanno seguendo i lavori dell'Assemblea e l'aula è vuota, si può avere la sensazione che il Parlamento non lavori o che i parlamentari se ne siano andati. Vorrei invece far presente che il rapporto che si instaura tra l'interpellante ed il Governo - in ordine a temi di particolare importanza - lega i due soggetti e consente la diffusione di notizie che, in prima persona, riguardano l'interpellante, ma che hanno anche carattere generale.
MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, intanto debbo ringraziare il collega Gibelli che, attraverso uno strumento di sindacato ispettivo, ha riproposto in termini forti e pressanti una questione oramai divenuta drammatica ed insostenibile.
non può essere più tollerata o, peggio ancora, accettata. A volte parlando della questione in oggetto facciamo riferimento a dei numeri, dando così l'impressione che essa si riduca ad una mera statistica.
campagne di comunicazione sul tema della sicurezza stradale, nonché iniziative specifiche rivolte particolarmente al mondo giovanile.
dell'istruzione, dell'università e della ricerca scientifica), ci deve essere un'azione sempre più pregnante all'interno delle famiglie e un'azione forte nella società e nel volontariato; è importante svolgere un'azione forte non soltanto di prescrizione, ma anche sul piano preventivo e, ovviamente, i soggetti che devono operare in questa direzione sono tanti.
- Viaggiare informati, destinataria di crescenti richieste di notizie da parte dell'utenza in merito alle condizioni di traffico e della viabilità (e, ritengo, anche in merito alle condizioni climatiche).
PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza secondo i consueti criteri.
MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Occorre una maggiore presenza delle forze dell'ordine, di un maggiore controllo sul territorio, di un maggiore coordinamento e raccordo tra il ruolo della Polizia di Stato, la Polstrada, i carabinieri e le polizie municipali (ci sono anche quelle provinciali; molte amministrazioni provinciali si stanno dotando anche di questi organismi). Occorre, ovviamente, accanto alla normativa, capire come viene effettuato l'impiego delle forze dell'ordine sul territorio.
PRESIDENTE. La ringrazio, viceministro Tassone.
ANDREA GIBELLI. Signor Presidente, le sue speranze sono ben riposte perché mi ritengo assolutamente soddisfatto per l'ampia riposta del viceministro, il quale, in tutte le circostanze, interpreta al meglio il rapporto tra Parlamento e Governo. Il tipo di risposta ottenuta dall'onorevole Tassone consente una brevissima riflessione.
riguardo, viceministro, lo sottoscrivo. Vale la pena di aggiunge soltanto un'altra riflessione: probabilmente, c'è una carenza che trova in questi paradisi artificiali delle risposte. Da lì dobbiamo partire, non dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che, affrontando i problemi della sicurezza stradale, è a valle.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Gibelli.
Sostanzialmente, signor viceministro, siamo di fronte a statistiche assolutamente allarmanti. Cito alcuni dati che lei conosce molto bene, ma voglio che rimangano agli atti le parole che ho intenzione di pronunciare. Ci sono circa 85 mila consumatori settimanali di ecstasy - il problema è allucinante, non ci sono altri termini -, mentre, secondo un'indagine del CIRM, il 49 per cento dei giovani dichiara che la discoteca continua ad essere il luogo dove le sostanze stupefacenti sono più accessibili. Naturalmente, questa affermazione, che è parte integrante dell'interpellanza, la voglio commentare nel senso che noi non abbiamo nessuna intenzione di limitare la libertà di frequentazione di luoghi di divertimento, perché ciò non costituisce oggetto dell'interpellanza. In ogni caso, il problema sorge perché, sempre secondo i dati statistici - che tra l'altro sono stati forniti dal ministro in sede di audizione -, si verificano in Italia circa 212 mila incidenti, con 6.410 morti e 302 mila feriti, tra i quali circa 20 mila invalidi gravi. Signor Presidente, si parla di tante guerre, come avviene in questi giorni: ma io penso che questa sia una guerra silenziosa che si combatte sulle nostre strade tutti i giorni e che ha numeri semplicemente allucinanti.
A tutto questo è poi legato il fatto che negli ultimi 30 anni sono morte per incidenti stradali oltre 300 mila persone, più di un quarto delle quali di età compresa tra i 15 e i 29 anni e con un rapporto ogni 100 mila abitanti che è superiore ad ogni statistica europea. Giustamente, il ministro - e anche lei in più di un'occasione - ha ribadito che il momento nel quale la curva di confronto tra i chilometri di strade realizzate nel nostro paese rispetto alla media europea e l'incidenza dei morti annuali ha una divaricazione si verifica nel 1975, da quando il nostro paese ha deciso di non fare più strade. In altre parole, la capacità di assorbire traffico e quella di non concentrare traffico sono condizioni legate. Queste sembrano banalità, ma tutto il lavoro che abbiamo fatto in Commissione trasporti e in Commissione ambiente, legato alla legge obiettivo e alla riattivazione di tutti i procedimenti legati alla realizzazione di nuove infrastrutture, ha anche questo elemento. Ciò non toglie che se andiamo ad analizzare alcuni elementi, l'incidenza complessiva degli incidenti - mi perdonerete il bisticcio di parole - è legata per circa il 30 o 35 per cento all'uso delle sostanze alcoliche e stupefacenti.
Quindi, si rende necessaria, onorevole Tassone, una tempestiva normativa per
Con questa considerazione concludo, perché l'elenco sarebbe troppo evidente e so che lei lo conosce appieno in tutte le problematiche. La Commissione trasporti ha lavorato su questo e oggi siamo di fronte al fatto che una Commissione ha concluso i propri lavori ma non si è mai arrivati a parlarne in aula. Tutti i giorni noi siamo chiamati - in altre parole, la politica è chiamata - a rispondere alla stampa, all'opinione pubblica e alle categorie interessate le quali chiedono che il problema venga risolto.
Non è pretesa del sottoscritto affermare che tutti i problemi sono stati risolti attraverso quel lavoro che, nonostante tutto, vi è stato e merita di essere valutato e riportato all'attenzione nelle forme che si riterranno più opportune. Il Parlamento deve rispondere ad un problema che presenta determinate caratteristiche; ciò rappresenterebbe il modo migliore per far sì che la prossima estate non si arrivi ad adottare un nuovo decreto d'emergenza che non risolverebbe la questione in modo adeguato, così come invece ha fatto, per sei mesi, la Commissione.
Quindi, al di là delle risposte che ci verranno fornite dal Governo, era importante cogliere questa occasione per invitare il viceministro Tassone ad una riflessione - che finora ha riguardato l'attività della Commissione trasporti - su questi temi oggetto della discussione odierna.
Il Paese non può attendere: come dicevo in precedenza, è in atto una guerra sanguinosa sulle nostre strada alla quale dobbiamo, per forza di cose, porre fine, e ciò deve avvenire in modo da far rientrare il problema nell'ambito delle statistiche europee.
In conclusione l'aula non è sorda, non è grigia e non è rossa: i parlamentari stanno compiendo il loro dovere (anche le Commissioni stanno operando), attraverso la proposizione di strumenti di sindacato ispettivo.
Il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole Tassone, ha facoltà di
Questo è quanto sostengono tutti e, giustamente, l'onorevole Gibelli ha ricordato l'impegno del Parlamento profuso attraverso l'attività svolta dalla Commissione trasporti della Camera.
Ci troviamo di fronte ad un'emergenza di cui dobbiamo prendere atto. Il tema che stiamo affrontando quest'oggi, che viene ad essere riproposto ancora una volta all'attenzione delle Assemblee parlamentari, non è da considerarsi episodico. Si tratta di una situazione che, certamente,
Vi sono tanti veicoli in mobilità e tanti incidenti. Alla fine della settimana, accanto al volume del traffico, è riportato in seconda, in terza battuta il numero degli incidenti, dei morti, dei feriti gravi e degli invalidi permanenti. Dobbiamo certamente fare qualcosa al riguardo. Cercherò di fornire una risposta (certamente non esaustiva) che pone alcune indicazioni ed elementi all'attenzione del Parlamento sia per quanto riguarda l'attività del Governo sia per quanto riguarda l'ulteriore impegno del Parlamento. Ritengo, tuttavia, che Governo e Parlamento debbano avere sempre più il conforto dell'opinione pubblica, di una realtà sociale che deve prendere consapevolezza e coscienza dell'impossibilità che un paese civile tolleri che si continuino a verificare stragi che non possono essere più accettate.
Gli interventi normativi connessi con le problematiche sollevate riguardano, come ricordava l'onorevole Gibelli, la riforma del nuovo codice della strada. A tale riguardo, è utile ricordare che i criteri di delega, dettati con la legge n. 85 del 2001, sono stati recepiti dalla commissione interministeriale che ha proceduto ad adeguare ad essi sia il testo del codice sia quello del regolamento. Il lavoro è, tuttavia, in parte ancora da definire, perché il Parlamento, come l'onorevole Gibelli sa, ha avvertito l'esigenza di proporre numerosi nuovi criteri, vale a dire quelli contenuti nel provvedimento, atto Camera 2851, che avrebbe dovuto anche prorogare la delega summenzionata (prevista dalla legge n. 85 del 2001), il cui iter approvativo, non conclusosi entro il 31 dicembre 2002, ha di fatto provocato la decadenza di tutte le deleghe per la riforma del codice. Stante la complessiva fase di stallo, il Governo, con il decreto legislativo n. 9 del 2002, ha provveduto a varare le misure più urgenti per la tutela della sicurezza e si appresta ora a vararne altre. Tra queste sono particolarmente significative quelle che, intervenendo sugli articoli 186 e 187 del codice e sugli articoli 379 e 380 del relativo regolamento, prevedono procedure più efficaci per l'accertamento dello stato di ebbrezza alcolica e nuove procedure diagnostiche per l'accertamento dello stato di alterazione psicofisica da sostanze stupefacenti.
In particolare, è allo studio l'introduzione di una norma integrativa per consentire agli organi di polizia controlli allargati ed estesi mediante l'uso di strumenti di analisi cosiddetti precursori, fialette o etilometri portatili, che consentono di verificare immediatamente il possibile stato di alterazione psicofisica, in modo da acquisire elementi utili a fondare il legittimo sospetto necessario per motivare l'obbligo di sottoposizione all'effettuazione di esami e di accertamenti più precisi. Tutto ciò deve avvenire nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l'integrità fisica.
Per una compiuta attuazione di quanto summenzionato, saranno anche modificate ed integrate le norme degli articoli 379 e 380 del regolamento, che ricordavo, di esecuzione del codice della strada.
Mi preme far notare come in particolare queste disposizioni, che sono necessarie per consentire alle nuove norme introdotte dal decreto legislativo n. 9 del 2002, di funzionare efficacemente, appaiono assolutamente pregiudiziali rispetto ad un allargamento dell'attività di controllo nel settore della guida in stato di ebbrezza, che rappresenta, anche a livello europeo, una delle priorità per il raggiungimento dell'obiettivo dell'effettiva riduzione delle vittime degli incidenti stradali.
Sotto il profilo delle attività finalizzate ad interventi preventivi atti a diffondere una maggiore consapevolezza dei rischi derivanti da incidenti stradali, il ministero ha svolto e svolge un'azione informativa ed educativa finalizzata a sensibilizzare i cittadini sulle problematiche della circolazione e della sicurezza stradale. In quell'ambito, una particolare attenzione è rivolta ai giovani che sono, com'è noto, gli utenti deboli della strada. Nel corso degli ultimi anni il ministero ha realizzato diverse
Nella penultima campagna pianificata nel 2001, il target di riferimento giovani ha rivestito particolare importanza sottolineandone la criticità dovuta all'uso di sostanze stupefacenti e all'abuso di alcol, causa principe degli incidenti stradali in età giovanile; lei, onorevole Gibelli, nello svolgimento della sua interpellanza rende dati stravolgenti e allarmanti.
È attualmente in corso il progetto Icaro in sinergia con il Ministero dell'università e della ricerca scientifica e la Polizia stradale. Tale progetto ha come scopo quello di incontrare i giovani nelle varie piazze d'Italia, coinvolgendo le scuole in forum ed in iniziative sempre inerenti alla sicurezza stradale. I funzionari rispondono in quella sede alle domande dei ragazzi, mettendoli in guardia sugli effetti catastrofici che alcol e droga producono sulla guida.
È altresì in atto una collaborazione fra questo ministero e la Presidenza del Consiglio dei ministri, - ufficio del commissario per il coordinamento delle politiche antidroga -, per la realizzazione di una campagna informativa contro le «stragi del sabato sera». In particolare, in tale ambito, sono state evidenziate le relazioni esistenti fra l'incidentalità e l'uso di alcool e droga, in coerenza con quanto previsto dal piano della sicurezza stradale - azioni prioritarie - che dedica ai giovani in età compresa fra i 15 e i 29 anni un'intera sezione, individuando le seguenti strategie di intervento: supporti tecnici ed incentivi per la promozione di campagne locali integrate di informazione, sensibilizzazione, prevenzione e controllo dedicate alle diverse fasce di età dei giovani conducenti riferite sia alla guida dei ciclomotori in età pre-patente sia alla guida di ciclomotori, motocicli ed automobili nei primi anni di utilizzazione della patente; promozione di iniziative coordinate con le scuole guida al fine di valutare l'opportunità di adottare misure tese a migliorare l'addestramento alla guida e ridurre i rischi di incidenti per i neopatentati; supporti tecnici e misure di incentivazione per la promozione di iniziative locali finalizzate a ridurre il fenomeno delle stragi del sabato sera, favorendo progetti ed iniziative coordinate tra amministrazioni locali, aziende di trasporto pubblico locale e forze di Polizia stradale.
Tra le altre iniziative è di grande importanza quella legata ai corsi di guida sicura, progetto sperimentale, in collaborazione con il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, con successivo monitoraggio dell'incidentalità stradale per i giovani in servizio di leva presso il Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Infine, l'amministrazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha in programma una nuova campagna di comunicazione, nella quale è stato posto tra gli obiettivi primari quello di creare immagini volte a colpire i giovani, rendendoli consapevoli di quanto sia essenziale mettersi alla guida in condizioni psicofisiche più che buone.
Lei sa, onorevole Gibelli - lo ha detto il ministro in Commissione trasporti -, che stiamo lavorando su un decreto-legge per adottare provvedimenti urgenti, sia per quanto riguarda la patente a punti, sia per quanto riguarda il controllo alcolico a tappeto (davanti alle discoteche, come ricordavo), sia altri provvedimenti che attengono alla sicurezza (il patentino per i motocicli e per i quadricicli). Ma in riferimento a tutte quelle norme, anche le norme contenute nel decreto-legge e quelle che saranno contenute nel codice della strada, noi pensiamo di ridimensionare la quantità di articoli: non più tantissimi, ma pochi, con regolamenti di attuazione flessibili, che possano essere sempre più adeguati alle esigenze e fornire strumenti di controllo e, soprattutto, di contrasto agli incidenti che si verificano sulle nostre strade ed autostrade.
Ma, come dicevo, questi provvedimenti da soli non sono esaustivi, se non c'è una grande presa di coscienza. Certo, dobbiamo coinvolgere la scuola (c'è anche una convenzione tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministero
Inoltre, lei ha fatto riferimento, onorevole Gibelli, al problema del controllo del territorio e, in particolare, al ruolo delle forze di polizia sul territorio. Allora le voglio leggere un appunto che ci ha fatto pervenire il Ministero dell'interno e poi farò alcune mie considerazioni, proprio per darle un quadro di riferimento completo, anche sulla base delle sue sollecitazioni e delle domande che lei ha posto al Governo.
Per la polizia stradale, onorevole Gibelli, a fronte di un organico di 13.613 unità previsto dal decreto ministeriale del 16 marzo 1989, si registra una forza effettiva di 12.580 operatori, con un saldo negativo di 1.033 dipendenti, pari al 7,59 per cento. Nel corso del 2002 sono state impiegate 471 mila pattuglie di vigilanza stradale, di cui 224 mila sulla rete autostradale, che hanno rilevato in totale oltre 144 mila incidenti stradali, che hanno provocato la morte di 2.520 persone e il ferimento di 84.217. In totale sono state accertate oltre 2 milioni e 200 mila infrazioni, con l'arresto di 1.816 persone e la denuncia all'autorità giudiziaria di 19.926. È da rilevare, d'altro canto, che solo l'11,7 per cento degli incidenti con esito mortale si verifica sulla rete autostradale, dove si svolge l'85 per cento della mobilità veicolare, sulla quale ha competenza esclusiva la polizia stradale, mentre il 41 per cento dei sinistri mortali avviene nei centri abitati ordinariamente di competenza delle polizie municipali.
Una macroanalisi delle cause di tale fenomeno evidenzia, tra i comportamenti più a rischio, l'eccesso di velocità, l'omesso uso delle cinture di sicurezza (anche in questo caso, prevediamo un inasprimento delle sanzioni perché, a mio avviso, non è sufficiente la semplice contravvenzione; bisogna andare verso l'applicazione di sanzioni risolutrici e soprattutto esaustive con riferimento ad alcuni comportamenti nella guida), la guida sotto l'effetto di alcol e di stupefacenti (questo è il fenomeno causa degli incidenti cui facevo riferimento), lo scarso grado di affidabilità dei veicoli dovuto alla vetustà del parco veicolare.
In tale contesto, gli interventi allo studio del Governo (e, quindi, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministero dell'interno) riguardano, non solo (in questo caso il Ministero dell'interno) il ripianamento degli organici con le future immissioni in servizio di personale, ma soprattutto l'ulteriore utilizzo delle tecnologie di controllo, di cui la polizia stradale è già ampiamente dotata, finalizzate all'accertamento delle violazioni, al fine di consentire di aumentare, in modo esponenziale, il numero degli accertamenti effettuati e dando, quindi, maggiore certezza dell'effettività delle sanzioni.
L'Arma dei carabinieri, al fine di rendere sempre più incisiva l'attività di prevenzione e repressione svolta sulle strade, ha provveduto ad acquisire un dispositivo «autovelox» per ogni comando provinciale e a dotare tutti i nuclei radiomobili dei comandi provinciali, i reparti territoriali e i comandi di alcune compagnie di apparati etilometrici.
I comandi provinciali più impegnati sono stati dotati, altresì, di un sistema denominato «Provida 2000», che consente l'individuazione della velocità degli autoveicoli in transito con la relativa videoregistrazione dell'infrazione, nonché il riconoscimento, in tempo reale, delle targhe mediante il confronto con una «black list» preventivamente archiviata.
L'aggiornamento del database può avvenire tramite la stessa linea telefonica GSM, cui è asservito al sistema GPS di bordo, direttamente dalla centrale operativa.
L'Arma, inoltre, partecipa da anni alle attività del centro di coordinamento delle informazioni sul traffico, sulla viabilità e sulla sicurezza stradale (CCISS), operante presso la RAI, fornendo un qualificato apporto informativo per la rubrica Ondaverde
Tale centro si avvale, per la realizzazione dei propri obiettivi della centrale operativa «viaggiare informati» nella quale operano rappresentanti dei carabinieri, polizia stradale, ANAS, e ACI, Società autostrade e AISCAT (quindi, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti).
I militari dell'Arma svolgono compiti di raccolta, immissione e validazione delle notizie provenienti dai comandi periferici e provvedono ai successivi aggiornamenti.
Chiedo alla Presidenza l'autorizzazione alla pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna di tabelle riepilogative di dati cui ho fatto riferimento nella mia risposta.
C'è bisogno di completare gli organici - è una necessità che anche noi avvertiamo -, ma il mio ministero avverte anche la necessità di capire come venga impiegato il personale nelle strade, nelle autostrade e nelle strade di grande percorrenza. Questa è una valutazione che ho espresso più volte.
Auspico che vi siano sempre più opportunità per un confronto tra il Parlamento e il Governo, possibilmente anche in un dibattito più intenso e con una maggiore partecipazione dei colleghi. Questo non può essere un adempimento burocratico di circostanza: se vi è una situazione di emergenza, dobbiamo capire che essa è veramente tale perché un paese non può consentirsi il lusso di vedere spegnersi 8 mila vite ogni anno e di avere 24 mila invalidi permanenti.
Credo che occorra fare di più e che tutto il paese debba sentirsi mobilitato. Il Parlamento ed il Governo, ne sono sicuro, faranno la loro parte. Noi faremo la nostra, con provvedimenti legislativi e, soprattutto, con una forte azione di sensibilizzazione nel nostro paese.
L'interpellante sarà soddisfatto, spero, di una risposta così ampia.
L'onorevole Gibelli ha facoltà di
Probabilmente, un'interpellanza rivolta al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed a quello della salute non copre tutti gli aspetti di rilevanza del problema, nel senso che dalle parole del viceministro emerge una necessità non soltanto tecnica: l'educazione alla quale egli faceva riferimento non può essere affidata ai ministeri.
Lei, viceministro, ha citato il progetto Icaro e, giustamente, ha fatto riferimento alla sensibilizzazione, alla prevenzione ed alla necessità di coinvolgere i giovani nelle piazze, nelle scuole, e via dicendo. Dalle sue parole emerge qualcosa che desidero rimanga agli atti in maniera esplicita. Probabilmente, il problema di questi numeri sta ancora più a monte: c'è un problema di educazione che parte dalla famiglia, alla quale lo Stato non può sostituirsi. Tutto ciò che lei ha detto al
Il problema va affrontato su un altro versante. Facendo mie le parole del Presidente, il quale confrontava l'aula vuota con l'importanza dell'argomento, ritengo che dal dialogo tra Parlamento e Governo possa nascere anche l'ipotesi di elaborare progetti di legge che, oltrepassando i ristretti confini del sindacato ispettivo, entrino nel pieno delle funzioni parlamentari e si propongano di dare a questo grave problema risposte concrete.
Ringrazio moltissimo il viceministro Tassone dell'ampia e dettagliata risposta.


