Allegato A
Seduta n. 296 del 10/4/2003


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(Sezione 4 - Misure per contrastare il fenomeno delle «stragi del sabato sera»)

D)

I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e della salute, per sapere - premesso che:
l'affermazione, nel costume sociale giovanile, delle discoteche e dei locali notturni come sede preferenziale di divertimento ha determinato la diffusione di alcuni fenomeni degenerativi estremamente preoccupanti, tra cui la somministrazione delle droghe, il consumo di alcool, il prolungamento dell'orario di chiusura, i lunghi spostamenti per raggiungere i locali più alla moda, la velocità sulle strade e le inevitabili «stragi del sabato sera»;
le statistiche in Italia parlano di almeno 85 mila consumatori settimanali di ecstasy, mentre, secondo un'indagine del Cirm, il 49 per cento dei giovani dichiara che la discoteca continua ad essere il luogo dove le sostanze stupefacenti sono più accessibili;
per la maggior parte dei giovani, eccedere nell'alcool non è solo un fatto occasionale, ma un'abitudine: più di un ragazzo su tre abusa delle sostanze alcoliche almeno una o due volte al mese; quattro su dieci consumano alcool in modo pesante da una a tre volte la settimana; il 2,1 per cento supera le tre volte ogni sette giorni;
i dati statistici evidenziano come nel nostro Paese ogni anno si verifichino circa 212 mila incidenti, con 6.410 morti e 302 mila feriti, tra i quali circa 20 mila invalidi gravi;


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in Italia, negli ultimi 30 anni, sono morte per incidenti stradali oltre 300.000 persone, più di un quarto delle quali di età compresa tra i 15 e i 29 anni: nel corso degli ultimi 30 anni il tasso di mortalità per incidenti stradali è diminuito del 45 per cento, passando da 24 a 13 morti ogni 100.000 residenti/anno, ma tale diminuzione non è uniforme per tutte le classi di età, visto che il tasso di mortalità della fascia di età tra i 15 e i 29 anni non presenta grandi variazioni nel tempo e, anzi, sembra destinato a diventare quello più elevato;
a fronte del numero elevato di incidenti per guida in stato di ebbrezza, bisogna considerare anche l'alta percentuale di sinistri potenziali, che, a causa dell'alta velocità e dell'eccessivo consumo di alcool, ogni notte rischiano di verificarsi sulle strade;
l'uso di sostanze alcoliche è una tra le principali cause dei sinistri, con 3.300 incidenti l'anno per guida in stato di ebbrezza;
secondo stime condotte in altri Paesi europei, almeno il 30/35 per cento degli incidenti stradali è correlato all'uso di alcool;
tali dati sembrerebbero dimostrare l'inefficacia sia dei controlli sulle strade, che delle azioni di prevenzione e sensibilizzazione contro l'uso di alcool e stupefacenti nelle discoteche fino ad oggi predisposte;
il rischio di incidente aumenta, in modo esponenziale, con la concentrazione dell'alcool nel sangue, già a partire dalla soglia di 50 milligrammi di etanolo per 100 millilitri di sangue;
il rischio aumenta anche al diminuire dell'età del conducente, a parità di alcool ingerito, e aumenta tanto più rapidamente quanto minore è la frequenza di consumo abituale di sostanze alcoliche;
il programma della Commissione europea, accolto dal piano nazionale sulla sicurezza del 2002, ha previsto una riduzione del 40 per cento del numero dei morti e dei feriti per incidenti stradali entro il 2010, comportando per l'Italia, in termini economici, una riduzione del costo sociale annuo pari a 6 miliardi di euro;
l'articolo 186 del nuovo codice della strada (decreto legislativo n. 285 del 1992), come modificato dal decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9, prevede che la polizia stradale, qualora abbia motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi in stato di ebbrezza, possa effettuare il relativo accertamento, anche accompagnandolo nel più vicino ufficio o comando;
allo stato il codice della strada non consente di effettuare i suddetti controlli, a causa della mancanza di specifiche disposizioni attuative;
conseguentemente, in Italia sembra mancare del tutto un valido deterrente all'eccessivo consumo di sostanze alcoliche e di stupefacenti, quale potrebbe essere rappresentato dall'esecuzione dei controlli in forma capillare sulle strade;
per rendere efficace la legge 1o agosto 2002, n. 168, la quale stabilisce una riduzione del tasso alcolemico fino a 0,5 g/l (come già previsto negli altri Stati membri dell'Unione europea), è necessario attivare controlli capillari e costanti, anche superando l'annoso problema della carenza di personale delle forze dell'ordine;
in altri Paesi europei, come l'Inghilterra, la Francia e la Spagna, l'adozione di misure di prevenzione ad hoc, anche attraverso campagne di educazione spesso scioccanti, ha dato buoni frutti sul piano della riduzione degli incidenti dovuti all'alcool;
in altri Paesi europei, tra cui l'Inghilterra, la Francia e la Spagna, la normativa nazionale consente di effettuare controlli sulle strade del tasso alcolemico, qualora il comportamento del guidatore desti sospetti o qualora si verifichi un'infrazione al codice della strada -:
quali misure i Ministri interpellati intendano adottare al fine di contrastare il


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fenomeno delle «stragi del sabato sera», rendendo effettivi i controlli sulle strade e cercando di intervenire in via preventiva a diffondere un nuovo costume sociale tra i giovani.
(2-00711) «Cè, Gibelli, Ercole».
(8 aprile 2003)