![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. L'onorevole Giulietti ha facoltà di
GIUSEPPE GIULIETTI. Signor Presidente, questa interpellanza urgente nasce dalla necessità di richiamare l'attenzione del Parlamento e del Governo sulla sorte di un settore molto vasto come quello dell'editoria che, per la verità, non gode di molta attenzione. A me dispiace l'assenza del sottosegretario Bonaiuti, perché abbiamo avuto una lunga interlocuzione e avrei potuto rivolgergli alcune domande specifiche, ma mi rivolgerò ugualmente al Governo.
non ai mercati televisivi di comprare ulteriormente gli altri mercati della comunicazione?
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento, senatore Ventucci, ha facoltà ha di
COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il Governo è consapevole delle difficoltà insorte per alcune categorie a seguito dell'entrata in vigore del nuovo regolamento in materia di agevolazioni tariffarie per le spedizioni postali di prodotti editoriali approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 294 del 27 novembre 2002 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 gennaio 2003).
PRESIDENTE. L'onorevole Giulietti, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di
GIUSEPPE GIULIETTI. Signor Presidente, signor sottosegretario, non sono né soddisfatto né insoddisfatto, ma preoccupato. Uso questa formula perché non mi interessa il rito; mi interessa, invece, comprendere.
COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Sì, sì!
GIUSEPPE GIULIETTI. ...che questa serie di circolari ha creato una difficoltà interpretativa.
confederali e non, dei giornalisti e dei poligrafici, ma anche di altre figure professionali - penso alle nuove imprese del settore dell'audiovisivo - , siano fondate. Ho l'impressione che sarebbe un grave errore dare la sensazione che la legge Gasparri chiuda il mercato così com'è, non prevedendo norme di incentivo, di sgravi fiscali, di premio tendenti all'allargamento del mercato. Mi permetto di indicarne una: si metta una norma asimmetrica che favorisca i nuovi entranti, che oggi non c'è; si metta una norma che premi i nuovi editori, che oggi non c'è; si metta una norma che premi chi è in regola (chi ha contributi ed è in regola va premiato rispetto a chi non rispetta determinate regole). Le richieste ci sono; il Governo ha preso impegni, se c'è un provvedimento al quale legarsi è proprio quello che riguarda la legge Gasparri, e lì bisogna ragionare per quanto riguarda lo stanziamento di bilancio. Non voglio cambiare giacca, a seconda della parte in cui sto (al Governo o all'opposizione), non mi piace quel modo di comportarsi per cui quando si è di qua si dice: più uno, e quando si è di là si dice: meno uno; questo non mi piace. Però, invito a tenere conto che questo settore, a differenza del televisivo, ha problemi di altra natura e che un percorso deve essere individuato. Io non lo voglio indicare in questa sede, sarebbe improprio. Mi permetto, approfittando della sua presenza, di ribadire una richiesta che non è mia, ma del sottosegretario Bonaiuti, che disse: ora è tempo che tutte le categorie produttive di questo settore siano riunite per poter pesare con un percorso non demagogico ma credibile. Quella riunione non si è fatta e penso che ciò sia sbagliato; ritengo che contestualmente alla legge Gasparri quella riunione vada fatta; un'eventuale stanziamento di bilancio vada individuato e vadano trovati i percorsi possibili; tutto questo va fatto in tempo breve. Non vorrei che tra breve noi avessimo alcune locomotive in grado di correre di più ed una serie invece di altre automezzi, sia pure importanti, sia pure innovativi, sia pure forti, che si trovassero stritolati da un'ulteriore concentrazione. In questo senso, il mio appello - e spero che lei lo possa rivolgere al sottosegretario Bonaiuti - a dar conto non delle proposte che io sto facendo ma degli impegni che sono stati assunti nelle aule parlamentari, che io ho condiviso e continuo a condividere, perché vorrei potessero portare ad un approdo, nelle prossime settimane, chiaro, comprensibile e soprattutto verificabile da questo vastissimo comparto di imprese e di lavoratori.
L'interpellanza è firmata, non a caso, dal presidente Violante e dai colleghi di tutti i gruppi dell'opposizione, ma so che colleghi della maggioranza, come l'onorevole Giuseppe Gianni, che vedo in aula, deputati dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro ed altri colleghi manifestano le stesse esigenze.
Una felice o infelice combinazione - non lo so - ha abbinato questa interpellanza urgente ad una giornata contrassegnata dal conflitto di interessi e alla vigilia della discussione (lunedì) sul disegno di legge Gasparri. Non è un richiamo teorico e infondato, ma sostanziale. Noi siamo alla vigilia - lo dico al Governo in modo pacato - di una possibile ulteriore, comunque la si giudichi, concentrazione della raccolta pubblicitaria e di una situazione nella quale i più forti potrebbero correre ancora di più e le piccole e medie imprese dell'emittenza, ma anche dell'editoria e del libro, potrebbero diventare più povere. Del resto, lo stesso andamento della raccolta pubblicitaria è altalenante, con punte preoccupanti, e parliamo di migliaia di imprese con migliaia di addetti.
In questo contesto non sono state purtroppo assunte - e non solo in questo periodo - le misure necessarie a consentire un rilancio del vasto comparto delle agenzie, dei quotidiani, dei periodici e dei nuovi mezzi di comunicazione, nonostante l'impegno - devo dirlo - anche del sottosegretario Bonaiuti e del dipartimento per l'editoria.
Tuttavia, noi scontiamo una cultura monotelevisiva, peraltro trasversale, un'attenzione ossessiva verso le questioni della televisione, un tentativo di aggirare le sentenze della Corte sulla pluralità delle fonti, una testarda difesa di un mercato sempre più chiuso. Credo che, proprio perché si rischia un ulteriore processo di concentrazione - denunciato non da me, ma dalle autorità -, sarebbe necessario, su questioni risolvibili, avere una grande sensibilità culturale ed immediata in questo comparto.
Una grande occasione, come lei sa, è stata persa in occasione dell'ultima legge finanziaria, quando furono presentati emendamenti, anche questi condivisi da molti (ricordo l'onorevole Sterpa, di Forza Italia, per la passione con cui li sostenne). Si parlò allora di un percorso di sgravi e di incentivi che erano stati posti anche all'attenzione nostra e del Governo dalla Federazione italiana degli editori (e non solo). Quelle richieste furono condivise in molti convegni dal Governo - ricordo il ministro Gasparri, ma anche il Presidente del Consiglio - ma, arrivati al momento della finanziaria, questi impegni vennero disattesi.
Il ministro Tremonti ci ha ripensato? Ritiene che si possano affrontare tali questioni con carattere di urgenza, sfruttando, ad esempio, il provvedimento Gasparri oppure no? È possibile inserire, il Governo ha intenzione di inserire alcune disposizioni urgenti sulle tariffe postali, sul libro, sull'editoria, sfruttando la legge Gasparri, sulla quale saremmo aspramente divisi su questioni di ben altra rilevanza? Credo che sarebbe un segnale positivo dimostrare che il sistema industriale italiano è oggetto di attenzione da parte di tutte le forze politiche, che non c'è solo il problema di Retequattro, ma anche quello di migliaia di piccole case editrici, tra cui tutto il vasto settore del mondo diocesano, del terzo settore e dell'associazionismo. Sarà finalmente messa fine allo scandalo delle telepromozioni che aggirano le tabelle e avviliscono e penalizzano il mercato dell'editoria? Sarà introdotta una norma simmetrica, anche in sede regionale, che consentirà agli editori di entrare nei nuovi mercati televisivi del digitale e
Arrivo al punto. Sarà finalmente inserita una più stringata normativa in materia di pubblicità istituzionale - penso all'interrogazione presentata dall'onorevole Volontè - affinché finalmente siano distribuiti i fondi di tutti gli enti locali in maniera equa, anche nei confronti dell'editoria e dell'emittenza locale? Ripeto, non è solo un problema di questo Governo; è un problema antico, di sanzioni da introdurre e di verifiche da fare.
Aggiungo anche - lei sa quanto ne abbiamo parlato - il credito agevolato, che riguarda tutti i problemi dell'innovazione. Si era parlato, con il sottosegretario Bonaiuti, di una norma automatica; pare che si stia reintroducendo una commissione che riproduca la discrezionalità della valutazione.
In questo contesto di disattenzione e di promesse mancate - basti pensare alla legge sul libro, molte volte annunciata e mai arrivata -, si inserisce la vicenda delle tariffe postali che - lei lo sa - è stata posta, non come una questione di parte, ma dall'Unione stampa periodica, dalla Federazione dei diocesiani, dalle associazioni degli enti locali e dall'associazione di categoria della Confindustria; è, quindi, un terreno molto vasto.
Richiamo la sua attenzione sull'interpellanza, sperando che vi possa essere l'avvio di un percorso positivo (che, a mio giudizio, sta nell'azzeramento del caos che si è determinato), e sul fatto che, nel bilancio dello Stato, anche per un lavoro paziente ed attento del sottosegretario Bonaiuti, è previsto uno stanziamento di 239 milioni di euro da erogare alle Poste italiane Spa al fine di agevolare la spedizione di postali e periodici (perché attualmente il punto è questo: postali e periodici; non voglio allargare ulteriormente).
Il 2 gennaio 2003 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che fissa i nuovi requisiti di accesso alle agevolazioni postali per la spedizione dei periodici (è un mondo vastissimo).
L'8 gennaio 2003 Poste italiane Spa ha diramato la prima circolare interpretativa del decreto. Il 21 gennaio 2003, Poste italiane Spa ha diramato una seconda circolare interpretativa, in accordo con la Presidenza del Consiglio dei ministri, in alcuni punti sostanziali completamente diversa dalla precedente, alla quale, tuttavia, tutti gli editori erano stati obbligati ad adeguarsi, presentando una serie di atti notori attestanti nuovi requisiti (lei sa che si tratta di un problema complicato e complesso).
Il 20 febbraio 2003, Poste italiane Spa ha diramato una nuova circolare, dando un'interpretazione restrittiva rispetto alla precedente. Il succedersi di disposizioni e controdisposizioni ha generato un caos che pesa molto sulla stabilità e serenità delle imprese. Nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 novembre 2002, n. 294, probabilmente per un errore, non sono state comprese le associazioni di promozione sociale ex legge n. 383 del 2000. Aggiunga a questo che in Commissione trasporti, poste e telecomunicazioni vi è un ordine del giorno sulla partita relativa a periodici degli enti locali, periodici dei partiti, periodici dei sindacati, problemi legati ai diocesani (insomma, una grande confusione!).
Le interpretazioni contraddittorie date con le circolari citate in premessa, tutte con effetto retroattivo, aumentano, in molti casi, dal 300 al 600 per cento il costo della spedizione postale, senza che gli editori abbiano potuto preventivare detti costi. Tali aumenti non sono evidentemente sopportabili. Si rischia la morte di piccole testate che, siccome non vanno in televisione, non fanno notizia, però esistono perché si esiste anche senza le piazze telematiche. Spesso, sono piccoli mondi di libertà editoriale, frutto di un lavoro paziente e di passione e che riguardano i più disparati settori, non solo della politica, ma anche della cultura, della vita associativa, del dialetto, della difesa delle tradizioni. Sono i periodici delle imprese. Si tratta di un mondo, quindi, molto più complicato che non di una questione di schieramento.
Chiedo quali misure si intendano assumere per cercare di correggere ciò. Penso che andrebbero azzerate queste delibere e riformulate; penso che questa situazione di caos andrebbe bloccata; penso che sarebbe necessario attenersi agli ordini del giorno delle Commissioni. Sono preoccupato che ci possa essere una ripercussione imprenditoriale. Vi chiedo di correggere (so che il Governo si sta già interrogando; forse alcuni atti sono già stati formulati) gli errori più vistosi e avanzo solo due proposte: una è quella di convocare un tavolo presso il sottosegretario Bonaiuti (lo aveva, più volte, annunciato); a questo punto, riunisca le parti sociali, ossia la grande, piccola e media impresa, il terzo settore e le diverse associazioni professionali e sindacali (penso anche al mondo della distribuzione delle edicole) per fare il punto di questa situazione caotica, per trovare una soluzione possibile, per avviare una riflessione sul testo unico per l'editoria che semplifichi questi percorsi (più volte è stato annunciato dal Governo) ed arrivare finalmente a quell'appuntamento che il sottosegretario Bonaiuti ci ha più volte ribadito in Commissione, per mettere ordine e creare un percorso positivo per arrivare agli stati generali dell'editoria ed indicare dove, come e quando verranno assunte misure, non più rinviabili, per quello che non è un comparto assistenziale ma un grande comparto industriale, parente prossimo dell'articolo 21 della Costituzione.
Su tale questione chiedo che il Governo fornisca una risposta e mi auguro che si apra almeno un percorso. Io indico un primo obiettivo. Insisto: se c'è volontà politica, la legge Gasparri potrebbe recepire antiche richieste finora inevase di questo grande settore industriale.
L'adozione del regolamento è stata causata dalla riduzione, ben nota, dello stanziamento destinato alla copertura delle agevolazioni tariffarie medesime. Infatti, i vincoli di bilancio derivanti dalle minori risorse disponibili nella finanziaria di quest'anno non permettono più la copertura integrale, nei confronti di Poste italiane Spa, del costo delle riduzioni tariffarie.
Al fine di mantenere l'agevolazione, si è reso necessario, pertanto, un provvedimento che riducesse almeno la platea dei beneficiari. Ciò è stato fatto, appunto, con il citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. La ratio in base alla quale è stata effettuata tale riduzione è stata comunque, come sempre, quella di operare tagli in coerenza con la finalità ultima dell'agevolazione e, quindi, con l'obiettivo di dare un sostegno, sia pure indiretto, al settore editoriale.
Poste italiane Spa ha comunicato, peraltro, che anche i soggetti esclusi dall'applicazione delle agevolazioni tariffarie possono usufruire degli sconti che la società normalmente applica, quando ne ricorrano le condizioni, per le spedizioni di grandi quantitativi di corrispondenza.
Considerando, comunque, la situazione di difficoltà per le categorie e le imprese interessate, il Governo, come ha sempre affermato, sta valutando - urgentemente - l'opportunità di procedere all'eliminazione delle incertezze interpretative e ad un allargamento della platea dei beneficiari mediante modifiche al detto regolamento, fermo restando il già menzionato vincolo dello stanziamento di bilancio.
Accolgo positivamente l'annuncio, qui dato, che c'è un'attenzione, che c'è la percezione, se ho capito, perché non vorrei strumentalizzare in alcun modo le parole del rappresentante del Governo ...
Questo mi pare un fatto importante perché credo che la prima questione sia proprio quella - io insisto - di azzerare le difformità interpretative. Il punto è importante perché stiamo parlando di imprese che hanno un bilancio preventivo e uno consuntivo. Orbene, l'incertezza su una voce così importante come le tariffe è sicuramente rilevante anche per i soggetti forti (come i periodici affermati o i quotidiani), ma diventa drammatica, come lei sa, signor sottosegretario, quando parliamo di quel vastissimo mondo di periodici e bollettini medi e piccoli che costituiscono la struttura di molti sistemi editoriali regionali e che, nel caso delle associazioni, poi, sono l'unica loro voce: non li vediamo, ma, spesso, sono la voce attraverso la quale tante associazioni - penso al mondo dei disabili, a quello delle professioni, a quello dell'ambientalismo, ai mondi più diversi - comunicano tra loro (e il discorso potrebbe essere esteso, ad esempio, alle pubblicazioni degli enti locali o ai diocesani).
Allora, mi pare diventi fondamentale la semplificazione amministrativa: la certezza della circolare, la certezza dell'interpretazione. Se posso permettermi, chiederei, su questo, una straordinaria tempestività perché, essendo a marzo, un'ulteriore dilatazione dei tempi non consentirebbe di avere tale tipo di certezza.
La seconda disponibilità che colgo è quella a rivedere il regolamento. Non c'è soltanto il problema della certezza del testo, perché posso avere certezza del testo, ma, se ho aumenti del 600 per cento, ho certezza della morte! Se ho colto bene, mi pare si dica: all'interno dello stanziamento, rivediamo alcuni errori che sono stati commessi (e credo ci si riferisca, in primo luogo, proprio alla grande questione del terzo settore, dell'associazionismo, che, poi, pone problemi di definizione ulteriori; lì c'è proprio un errore evidente!). Altri errori sono stati segnalati dalle Commissioni di merito.
È importante arrivare a questa modifica, a questo allargamento della platea, attraverso una riunione che, io penso, dovrebbe coinvolgere il sottosegretario Bonaiuti, i ministeri competenti e la stessa Poste italiane Spa perché dobbiamo lavorare a far convergere e non a contrapporre. Le parti sociali debbono essere informate sia del testo sia delle modifiche. Ma siano convocate! Siano coinvolte!
Sulla questione, invece, dello stanziamento di bilancio, mi permetto di insistere.
Credetemi, sul conflitto di interessi e sulla legge Gasparri noi avremo uno scontro che, a mio giudizio, avrà la valenza di quelli avuti sulla giustizia; avrà tutt'altra dimensione. Io mi permetto di chiedere, in primo luogo a me stesso ed al Governo, di tenere presente che invece abbiamo alcuni comparti industriali che stanno dentro questo settore della televisione, ma che hanno un'altra dinamica. Mi riferisco alla piccola e media emittenza televisiva, mi riferisco alle nuovi reti telematiche e mi riferisco a questa partita del libro dell'editoria delle agenzie e dei periodici. Io penso che un minimo di intelligenza collettiva ci dovrebbe portare a trovare un percorso comune che ci porti almeno ad un voto positivo comune su alcune questioni - che sono comunque di grande rilevanza - industriali, politiche e culturali.
In questo senso, ritengo che alcune delle richieste sollevate dalla federazione degli editori, dall'USPI, ma anche da tutte le associazioni sindacali e professionali,


