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PRESIDENTE. L'onorevole Lettieri ha facoltà di
MARIO LETTIERI. Signor Presidente, i ritardi nei pagamenti alle imprese erogatrici di servizi da parte delle pubbliche amministrazioni stanno determinando una situazione assai preoccupante.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Onorevole Lettieri, magari bastasse un decreto per risolvere questo problema. Purtroppo la materia è molto più complessa, perché le procedure di spesa della pubblica amministrazione ed i relativi sistemi di controllo trovano la loro fonte normativa in provvedimenti legislativi e regolamentari ormai datati. Sostanzialmente con disposizioni emanate negli ultimi anni convivono disposizioni normative risalenti addirittura agli anni venti (al 1923 e al 1924). Si tratta di un impianto normativo che prevede una
corresponsabilità di più soggetti: il dirigente responsabile della spesa e l'ufficio centrale di bilancio, sia nella fase di impegno della spesa, sia in quella del pagamento. Ciò comporta, fra l'altro, la trasmissione della documentazione cartacea da un soggetto all'altro, con un inevitabile ritardo nei tempi di conclusione dell'iter procedurale, pur in presenza di un sistema di informatizzazione della pubblica amministrazione.
PRESIDENTE. L'onorevole Lettieri ha facoltà di
MARIO LETTIERI. Onorevole ministro, a lei non sfugge che in alcune regioni come il Lazio si aspettano in media 700 giorni per ottenere i pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni (dico pubbliche in genere). È vero che il problema è molto complesso e che fa capo a diverse responsabilità. Peraltro, non ho difficoltà a dare atto che è stata emanata anche una circolare, però essa è del tutto insufficiente. In un momento di grande crisi del nostro paese occorre adottare provvedimenti straordinari, non solo perché vi è un dovere in tal senso (come si dice: ogni debito deve essere onorato. Questa almeno è la scuola che abbiamo frequentato: quella della civiltà contadina di una piccola regione come la Basilicata), ma perché si tratta di un interesse dell'economia del nostro paese. Vi sono tante piccole e medie imprese che rischiano il fallimento, perché sono costrette ad indebitarsi presso le banche e che spesso sono costrette a licenziare. In un momento in cui l'economia è in crisi occorre quindi che il Governo individui, anche in un confronto con le associazioni imprenditoriali, le soluzioni migliori.
vantano i loro crediti e che non possono più attendere, nonché per fare in modo che, in questo nostro paese, aumenti l'occupazione. Infatti, la disoccupazione - checché se ne dica - è in aumento (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
I crediti vantanti dalle piccole e medie imprese nei confronti di ministeri, enti locali ed aziende sanitarie sono enormi e i pagamenti avvengono con ritardi intollerabili: spesso dopo un anno o due. Questa situazione sta determinando una crisi diffusa nelle piccole e medie aziende, che incide assai negativamente sull'economia del nostro paese, soprattutto in un momento di grande difficoltà complessiva, com'è a tutti noto. Vorrei sapere quindi quale iniziativa immediata il Governo intende porre in essere. Anziché adottare alcuni decreti assai discutibili, come quello relativo alla RC auto, penso che per fronteggiare questa situazione un apposito decreto sia necessario ed opportuno.
L'attuale Governo ha cercato di porre un primo rimedio a questa situazione con l'articolo 25 della legge finanziaria per il 2003, che affida al ministro dell'economia e delle finanze il compito di adottare con uno o più decreti nuove disposizioni relative alla disciplina del pagamento di importi di modesto ammontare, anche in deroga a queste procedure attualmente in vigore.
Inoltre il Governo ha avviato presso il Dipartimento della funzione pubblica un tavolo di lavoro su sistemi di pagamento ed aste informatiche, al quale partecipano amministrazioni pubbliche e rappresentanze del mondo imprenditoriale. Il tavolo ha come primo obiettivo quello di realizzare un modello di procedura informatica di pagamento della pubblica amministrazione centrale, a cui applicare in una simulazione soluzioni tecniche come la carta d'acquisto per la pubblica amministrazione e i rapporti interbancari diretti. In secondo luogo il tavolo si propone di individuare le linee guida necessarie per realizzare un processo di ottimizzazione delle procedure di pagamento. Tale attività dovrebbe garantire la trasparenza del procedimento amministrativo a favore dei singoli creditori, l'efficienza e l'efficacia dell'attività della pubblica amministrazione, contemperando l'esigenza del controllo della regolarità amministrativa - e ce n'è bisogno perché naturalmente tutti sappiamo che nel campo della pubblica amministrazione controlli puntuali ed efficaci servono ad evitare abusi e disfunzioni - con quella dell'accelerazione dei pagamenti (sempre nella pubblica amministrazione), alla luce di quanto disposto dal decreto legislativo n. 231 del 2002, che ha recepito la direttiva europea n. 35 del 29 giugno 2000, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento delle transazioni commerciali (problema che evidentemente non interessa soltanto il nostro paese).
Onorevole ministro, credo che il nodo dei conti pubblici del nostro paese, ormai diventato tanto spinoso, non possa essere risolto né con i «taglia spese» né con il rallentamento dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni né, tantomeno, con le entrate una tantum o con i condoni di cui abbiamo discusso nei giorni scorsi; occorre qualcosa di più concreto.
La circolare costituisce il primo passo, l'articolo 45 della legge finanziaria è un altro piccolo passo, ma occorre salire l'intera gradinata per fornire una risposta puntuale alle imprese che legittimamente


