Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 256 del 30/1/2003
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Svolgimento di interpellanze urgenti (ore15,06).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.

(Misure a favore dei comuni del Molise colpiti dal maltempo - n. 2-00614)

PRESIDENTE. L'onorevole Ruta ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00614 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 1).

ROBERTO RUTA. Signor Presidente, nei giorni scorsi un'eccezionale ondata di maltempo, caratterizzata da violenti nubifragi e insistenti piogge, ha colpito ininterrottamente la regione Molise. La quantità straordinaria di acqua caduta su un territorio già saturo dalle abbondanti piogge dei mesi precedenti ha provocato alluvioni, frane e smottamenti di terreno, spazzando strade e linee elettriche e mettendo in serio pericolo la popolazione residente.
Ingenti danni sono stati arrecati alle attività produttive, commerciali, artigianali, agricole ed alberghiere che avranno delle ricadute negative nel tessuto socio-economico di tutta la regione.
Anche la rete viaria risulta enormemente danneggiata da smottamenti di terreno e frane che hanno causato non solo l'interruzione della statale Bifernina, principale arteria della regione, ma anche delle principali strade provinciali e comunali.
Particolarmente colpito risulta il comune di Termoli, dove l'ondata di piena ha devastato la zona industriale della città: oltre 2 mila persone sono rimaste bloccate nelle case e nei capannoni.
I movimenti franosi hanno abbattuto case, interrotto vie di comunicazione, demolito infrastrutture, arrecando danni allo stabilimento FIAT, allo zuccherificio del Molise e ad altre attività imprenditoriali ed artigianali significative.
In seguito alle devastanti inondazioni, centinaia sono i capi di bestiame morto annegato, le cui carcasse giacciono nel torbido fango, esponendo tutto il territorio ad un alto rischio di epidemie.
Tali fenomeni di allagamento ed esondazioni, che continuano ad interessare ancora tutta la zona costiera della provincia di Campobasso, successivi, purtroppo, anche al terremoto dello scorso ottobre, rappresentano una miscela incredibilmente drammatica e micidiale per l'economia molisana.
Con questa interpellanza vorremmo sapere quali misure si intendano intraprendere con la massima urgenza e tempestività in favore dei comuni interessati, per fronteggiare l'emergenza maltempo e quali iniziative legislative si intendano entro breve tempo adottare.


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Vorremmo sapere se non si intenda procedere, qualora non si fosse già provveduto, al fine di proclamare lo stato di emergenza e di calamità naturale, ai sensi della legge n. 225 del 1992 e provvedere, attraverso l'adozione delle opportune iniziative legislative, alla sospensione di tutti gli adempimenti di natura tributaria, fiscale e contributiva.
Vorremmo sapere se, conseguentemente, non si ritenga di dover predisporre un'iniziativa legislativa urgente, ad hoc, per un finanziamento speciale per la regione Molise, istitutiva anche di fondi per gli insediamenti produttivi, per i danni subiti a seguito dell'alluvione e del terremoto, ed entro quanto tempo si intenda arrivare a rendere disponibili questi fondi che risultano indispensabili per riportare alla normalità la regione Molise, così duramente colpita e messa in ginocchio dal succedersi di catastrofi naturali.
Vorremmo sapere se si intendano attivare, senza indugio, le procedure per negoziare con l'Unione europea il reingresso nell'«obiettivo 1» della regione Molise, per il regime di aiuti alle imprese, stante l'inevitabile decremento del prodotto interno lordo regionale, un decremento che potrebbe perdurare per più di un anno.
Anche ieri, ho ascoltato la risposta del ministro Giovanardi ad un'altra interpellanza, in cui si annunciava che probabilmente venerdì verrà dichiarato lo stato di emergenza. Tuttavia, ciò non è chiarito, mentre certamente i molisani vorrebbero saperlo. Mi riferisco soprattutto a coloro che hanno visto distrutte le loro aziende agricole ed a quelli che hanno visto danneggiate le proprie abitazioni, i propri manufatti e quant'altro. Vorremmo sapere cosa comporterà lo stato di emergenza, oltre a prevedere mezzi straordinari, una normativa straordinaria e poteri speciali. Vorremmo sapere, ovviamente, quali fondi saranno disponibili e quali siano le procedure che si stanno studiando, affinché l'indennizzo ed il risarcimento dei danni subiti vengano erogati con la massima tempestività, sia con riferimento al mondo agricolo - rispetto al quale si è detto di attivare il fondo speciale di solidarietà - ma anche con riferimento alle persone ed alle famiglie che sono state danneggiate.
Nella replica mi riservo di svolgere ulteriori considerazioni. Chiederò poi al sottosegretario di farsi parte attiva presso il ministro dell'interno e presso la protezione civile con riferimento ad altre questioni che non sono menzionate nell'interpellanza e che, ovviamente, non intendo affrontare perché sarebbe scorretto. Attendo, invece, con ansia la risposta (Applausi dei deputati del gruppo Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento, senatore Ventucci, ha facoltà di rispondere.

COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, come puntualmente è stato riferito dall'onorevole Ruta, l'ondata di maltempo che si è abbattuta sulla penisola italiana il 25 gennaio ultimo scorso ha interessato la fascia costiera adriatica delle regioni Puglia, Molise ed Abruzzi ed in particolare il territorio della provincia di Campobasso, generando situazioni di disagio alla popolazione.
Le abbondanti precipitazioni hanno fatto innalzare notevolmente il livello dei corsi d'acqua della provincia ed hanno provocato esondazioni di numerosi torrenti e di alcuni fiumi quali il Trigno, al confine tra Abruzzi e Molise, ed il Biferno che, straripando, hanno causato danni alle coltivazioni ed alle strutture prossime ai bacini.
Nel territorio dei comuni di Termoli e di Campomarino, l'esondazione del fiume Biferno, a seguito anche dell'apertura della diga del Liscione, ha allagato ampi territori, compresa l'area industriale di Termoli, in cui sono ubicate diverse aziende tra cui la FIAT e due industrie farmaceutiche, rendendo necessaria l'evacuazione di 2 mila persone che hanno trovato alloggio presso strutture pubbliche (alberghi e residence) o presso parenti ed amici.
A titolo precauzionale, inoltre, la prefettura di Campobasso ha disposto, con propria ordinanza, la chiusura delle scuole per i giorni 27 e 28 gennaio.


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Il maltempo ha reso difficoltosa anche la comunicazione viaria e numerose strade statali sono state chiuse al traffico, alcune per allagamento (le strade statali n. 647, n. 17, n. 87, n. 16 e n. 212), altre per frane e caduta di massi (strade statali n. 17 e n. 650) ed altre ancora a causa di intense nevicate (strade statali n. 158 e n. 652); inoltre è crollato un ponte sul fiume Trigno lungo la strada provinciale che collega Montenero di Bisaccia con San Salvo, già chiusa precedentemente al transito.
Solo successivamente la riduzione delle precipitazioni ha consentito il parziale ripristino della viabilità con la riapertura dell'autostrada A14, di alcune strade statali e di altre arterie minori.
Anche la comunicazione ferroviaria è stata diffusamente interessata dall'evento. Infatti, a causa degli allagamenti, è stata interrotta parzialmente la tratta ferroviaria adriatica tra Campobasso e Termoli per cui la Trenitalia Spa ha dovuto attivare un servizio sostitutivo di collegamento nord-sud mediante pullman, mentre i treni a lunga percorrenza sono stati deviati sulla linea tirrenica.
Per assicurare un coordinato svolgimento delle operazioni di soccorso è stato istituito presso la prefettura di Campobasso il centro di coordinamento dei soccorsi e le strutture operative del dipartimento della protezione civile si sono prontamente attivate per i primi interventi di soccorso alle popolazioni delle zone interessate all'evento.
È opportuno che si sappia come lo Stato si attiva quando avvengono tali eventi calamitosi: hanno operato circa 200 unità dei vigili del fuoco, di cui molte provenienti dalle regioni Emilia-Romagna, Lazio, Toscana, Marche, Abruzzi, Calabria e Puglia e sono intervenute 20 sezioni operative con nove mezzi anfibi, quattro nuclei sommozzatori e due elicotteri; circa 35 unità della capitaneria di porto con cinque gommoni e sette sommozzatori del nucleo sommozzatori di San Benedetto del Toronto; circa dieci unità della Guardia di finanza con tre auto, un fuoristrada ed un gommone; circa 180 uomini dell'Arma dei carabinieri con 100 mezzi; circa 30 unità della Polizia di Stato con 13 mezzi (auto e fuoristrada), due elicotteri e la sezione della Croce rossa italiana di Termoli con due ambulanze, un fuoristrada e due auto.
Le associazioni di volontariato di protezione civile sono intervenute sul campo con uomini e mezzi appartenenti all'associazione delle Misericordie di Termoli, alla forza pronto impiego volontariato, all'ANPAS ed ai volontari dei vigili del fuoco in congedo della regione Marche ed infine l'ARCA di Termoli.
Allo stato attuale la situazione meteorologica, dopo l'iniziale intensificarsi delle piogge, sta subendo un lento ma sensibile miglioramento, anche se prosegue l'attività di controllo delle zone colpite.
In risposta al quesito proposto dagli interpellanti su quali iniziative legislative il Governo intenda adottare in favore dei comuni interessati per fronteggiare l'emergenza del maltempo, è previsto che, data la gravità della situazione, il Consiglio dei ministri - come già detto dal ministro Giovanardi - deliberi quanto prima, probabilmente domani, la dichiarazione dello stato di emergenza per i territori interessati dal maltempo dei giorni scorsi a cui farà seguito un'ordinanza di protezione civile attraverso la quale si renderà possibile far fronte adeguatamente alle urgenze più pressanti. Va sottolineato che per reperire eventuali ulteriori stanziamenti di somme si presentano, nel caso in questione, le condizioni per attingere alle risorse della legge obiettivo richiamate al comma 21 dell'articolo 80 della legge finanziaria per il 2003 per l'attuazione del programma di infrastrutture strategiche di cui alla legge n. 443 del 2001 nel quale possono essere ricompresi gli interventi straordinari di ricostruzione delle aree danneggiate da eventi calamitosi.
A questa prospettiva si aggiunge l'ulteriore possibilità di finanziamento offerta dal comma 29 dell'articolo 80 della legge sopracitata che consente al Dipartimento della Protezione civile, per la prosecuzione degli interventi pubblici conseguenti a calamità naturali che siano state oggetto di provvedimenti legislativi o per le quali sia stato deliberato lo stato di emergenza, di


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utilizzare un limite di impegno di 10 milioni di euro per la contrazione di mutui quindicennali. Nell'ipotesi che le fonti di finanziamento descritte si rivelassero ancora insufficienti alle necessità, il Governo valuterà l'opportunità di adottare provvedimenti legislativi emanati ad hoc.
Per i danni relativi al settore agricolo possono essere attivati gli interventi del Fondo di solidarietà nazionale che prevedono l'erogazione dei contributi in conto capitale fino all'80 per cento dei danni a carico delle produzioni agricole e per il ripristino delle strutture aziendali e delle scorte. È appena il caso di ricordare che tale Fondo ha una dotazione per il 2003 di 100 milioni di euro, non ancora utilizzati. Questo glielo dico, onorevole Ruta, a scanso di equivoci.

PRESIDENTE. Come gesto di speranza!

COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Inoltre lo schema di decreto per la sospensione dei termini inerenti all'adempimento degli obblighi tributari, di cui all'articolo 9 della legge 27 luglio 2000, n. 212, potrà fare essere predisposto sulla base della deliberazione dello stato di emergenza che dovrà individuare gli ambiti territoriali interessati dagli eventi alluvionali nei quali opererà la sospensione dei termini. Detto schema di provvedimento verrà adottato tempestivamente non appena conosciuti i dati sopra menzionati.
In merito, infine, alla richiesta di attivare le procedure necessarie a proporre alla Comunità europea il reingresso della regione Molise nell'obiettivo 1, si rende noto che il Governo sta già procedendo ad un'attenta valutazione sull'urgenza e sull'opportunità di inserirla, in considerazione anche dell'attuale situazione in cui versa la regione (già duramente colpita dall'evento sismico del 2002), ulteriormente aggravata dal maltempo dei giorni scorsi.

PRESIDENTE. L'onorevole Ruta ha facoltà di replicare.

ROBERTO RUTA. I molisani sperano di ottenere una risposta adeguata da parte dello Stato e mi sembra che le risposte da lei fornite, signor sottosegretario, possano farmi ritenere almeno parzialmente soddisfatto. Con riferimento alla solidarietà che si è messa in moto, sia quella privata di tipo sociale sia quella pubblica attraverso la Protezione civile, non posso che ribadire gli elogi già fatti in occasione del dibattito sull'evento calamitoso del terremoto, perché di questa solidarietà il Molise si è accorto in maniera chiara. Al riguardo, il ringraziamento dei molisani nei confronti sia dei privati, sia dell'apparato pubblico, non finisce mai di essere ripetuto.
Per quanto riguarda la risposta finanziaria, lei fa riferimento, onorevole sottosegretario, alla legge obiettivo, dicendo che vi si può attingere perché vi sono le disponibilità per i fondi. Non so se si intenda ricorrere a tale legge anche per raccogliere i fondi per il risarcimento dei danni subiti direttamente dai cittadini. Di certo vi è che, anche per il terremoto, il Presidente del Consiglio dei ministri ha detto: dalla legge obiettivo recupereremo i fondi per il terremoto. Se tale legge è un buon pozzo di San Patrizio allora va bene; purché lo sia però, perché altrimenti vi saranno dei problemi. Occorre conoscere anche la tempistica e le modalità per potervi attingere immediatamente, perché se non vi sarà una risposta immediata l'economia molisana si troverà in una situazione di declino e di difficoltà incredibile.
Per quanto riguarda la seconda questione, lei ha affermato che se questi interventi non sono sufficienti si provvederà ad emanare una legge ad hoc per il Molise; questo mi sembra un buon modo di intendersi. Infatti, se non ci sono fondi sufficienti da utilizzare in un tempo rapidissimo, sarà veramente opportuna una legge ad hoc per il Molise in quanto, purtroppo, di ciò il Molise ha bisogno.
Siamo d'accordo sulla previsione di quel fondo di 100 milioni di euro per l'agricoltura, d'altra parte saremo proprio noi ad utilizzarlo per primi, sperando che


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tali risorse siano sufficienti. Siamo anche d'accordo sugli obblighi tributari, fiscali e quant'altro, purché lo si faccia. Infatti, in occasione del terremoto, è stato emanato il decreto in cui ciò era previsto ma, mentre i comuni della provincia di Campobasso per i loro residenti hanno provveduto, lo Stato ancora non lo ha fatto e i dipendenti pubblici - gli insegnanti e i dipendenti dei vari ministeri - ancora non ricevono l'agevolazione prevista dal suddetto decreto. E con riferimento a tale aspetto le chiedo di farsi parte attiva, come sono certo farà.
Inoltre, una notizia per noi importante è quella con la quale ci è stato comunicato che il Governo si sta attivando per far rientrare il Molise nell'obiettivo 1. Il Governo deve scommettere su questo, in quanto è necessario; infatti, noi non riusciamo a mantenere quel livello di prodotto interno lordo. Questa è un'iniziativa seria e l'ho sollecitata in quanto ciò significherebbe attribuire nuovamente la possibilità di scommettere da parte di qualcuno su un territorio che, ultimamente, ha una sfortuna straordinaria.
I molisani del basso Molise, quelli che vivono al di là della diga, vogliono sapere due cose. Se piove ancora per due giorni di seguito, ci sarà ancora un'inondazione di tale portata? Infatti, la diga esiste da una decina d'anni e, nonostante in Molise sia piovuto, è la prima volta che ciò accade. O, invece, questo è stato un fatto eccezionale?
Tra l'altro, in caso di alluvione - e Dio non voglia -, i termolesi, gli abitanti di Campomarino e di tutti i comuni del basso Molise devono essere avvertiti ancora una volta dall'acqua che entra loro in casa? Per questo le chiedo di farsi parte attiva presso la Protezione civile e il Ministero dell'interno. Sa perché affermo ciò? In quanto la prefettura di Campobasso, alle ore 16 di venerdì 24, ha inviato un fax non solo a tutte le forze di polizia e di pubblica sicurezza, ma anche ai comuni affermando che i sindaci e l'Arma dei carabinieri avrebbero provveduto ad allertare la popolazione residente nei territori di rispettiva competenza, nei quali abitazioni o attività agricole sono poste in aree limitrofe al corso del fiume Biferno e valle sbarramento.
Gli organi di informazione regionale stanno dando voce a tanti cittadini che chiedono perché non siano stati allertati ed avvertiti. Dunque, visto che questo fax risale alle ore 16 di venerdì 24 e che l'inondazione si è verificata certamente il giorno successivo, perché non si è provveduto - tramite televisioni, fonogrammi, polizia, carabinieri, vigili urbani - ad avvertire i cittadini? Tra l'altro, ciò ha determinato anche la morte di numerosi capi di bestiame che ancora giacciono lì, con il rischio di epidemie.
Dio non voglia che ci debba essere un'altra inondazione e mi auguro che gli uomini si comportino in maniera tale da evitare che ciò possa avvenire. Ma, se ciò dovesse accadere, vogliamo essere avvisati tempestivamente. Anche i consiglieri di opposizione del comune di Termoli stanno raccogliendo lamentele e sfoghi di persone che denunciano di aver perso beni patrimoniali, evidenziando che ciò si sarebbe potuto evitare se vi fosse stata un'azione di informazione preventiva.
Alcune aziende sono state avvisate dal nucleo industriale. Tanti cittadini no. Tanti, troppi cittadini no. Alcuni sì, ma mi sembra siano assolutamente pochi, visto il tempo disponibile e considerando che il prefetto ha messo a disposizione l'intera Arma dei carabinieri del Molise per allertare i cittadini, in aggiunta ai sistemi di protezione civile, di evacuazione e di allerta di cui tutti i comuni devono disporre.
Allora, signor sottosegretario, concludo chiedendole di farsi parte attiva sia presso la protezione civile sia presso il ministro dell'interno, per sapere perché i cittadini del basso Molise non sono stati avvisati e se debba essere l'acqua ad avvisarli - Dio non voglia - per la prossima volta.

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