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PRESIDENTE. Il sottosegretario per i rapporti con il Parlamento, senatore Ventucci, ha facoltà di
COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Con riferimento all'atto di sindacato ispettivo con il quale l'onorevole Delmastro Delle Vedove chiede quali impegni intenda assumere il Governo per contrastare il fenomeno della povertà nel paese, si fa presente che nel corso degli ultimi anni numerosi aiuti di natura finanziaria sono stati erogati ai nuclei familiari con basso reddito al fine di sottrarre gli stessi al rischio della povertà e di migliorarne le condizioni di vita.
parti, gli affidamenti e le adozioni senza affidamento, che possono vantare un periodo pregresso di contribuzione per la tutela obbligatoria della maternità; l'importo dell'assegno è pari a euro 1.549,370.
PRESIDENTE. L'onorevole Delmastro Delle Vedove ha facoltà di
SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario
per la completezza del quadro normativo che ha offerto in risposta alla mia interrogazione. Tuttavia, le considerazioni che intendo svolgere sono, evidentemente, di natura politica e non normativa; pertanto, sono soddisfatto della sua risposta, ma insoddisfatto per la generosità, che le riconosco e che francamente non mi piace, con la quale tratta il precedente Governo.
Infatti, da un'indagine dell'ISTAT sui consumi delle famiglie risulta che i nuclei familiari più a rischio sono quelli più numerosi e, in particolare, quelli con più figli minori e quindi esclusi dal mercato del lavoro. Altre tipologie in condizioni di disagio sono le famiglie con un solo genitore e gli anziani soli.
Per affrontare le cause dalle quali derivano le situazioni finanziarie più precarie ed in considerazione dell'alto costo che grava sulle famiglie per educare i figli, sono state previste una serie di misure finanziarie volte ad alleggerire il carico delle famiglie al momento della nascita e durante la crescita dei figli.
L'onorevole Delmastro Delle Vedove ci offre l'occasione di evidenziare per nostra memoria in particolare i seguenti interventi.
L'articolo 65 della legge n. 448 del 1998 e successive modifiche ed integrazioni ha disciplinato l'assegno di maternità, concesso dai comuni ed erogato dall'INPS, per le madri non lavoratrici componenti di nuclei familiari a basso reddito e che non possono vantare pregressi periodi contributivi. L'assegno è concesso per gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza l'affidamento; l'importo dell'assegno per l'anno 2002 è di euro 27.644 per un nucleo familiare di tre componenti il cui reddito non superi la soglia ISE (situazione economica equivalente).
L'articolo 99, comma 8, della legge n. 488 del 1999 prevede un'ulteriore forma di aiuto per le maternità, costituito dall'assegno concesso ed erogato dall'INPS. Tale assegno è erogato alle cittadine italiane, comunitarie ed extracomunitarie in possesso della carta di soggiorno per i
L'articolo 66 del succitata legge n. 448 per i nuclei familiari composti da cittadini italiani e comunitari con almeno tre figli minori e con reddito inferiore al valore ISE ha introdotto un assegno, concesso dal comune ed erogato dall'INPS, dell'importo di euro 110,58 al mese, per 13 mensilità.
Con decreto legislativo n. 237 del 1998, è stato disciplinato l'istituto del reddito minimo di inserimento, introdotto sperimentalmente in 300 comuni. Il beneficio consiste nella differenza tra la soglia ordinaria di lire 500 mila, rivalutata ogni anno, ed il reddito mensile percepito.
In base alla legge n. 285 del 1997 (promozioni, diritti ed opportunità per l'infanzia) sono stati finanziati, tra l'altro, progetti per il sostegno alle famiglie in difficoltà, per contrastare la povertà e la violenza in famiglia e per favorire l'inserimento sociale e scolastico dei minori.
In ottemperanza a quanto previsto dall'articolo 27 della legge n. 328 del 2000 (legge quadro sui servizi sociali), è stata istituita la commissione di indagine sull'esclusione sociale, con compiti di ricerca ed analisi sulla situazione di disagio sociale esistenti nel nostro paese. Tra i compiti figura la predisposizione di un rapporto annuale sull'attività svolta, corredato da analisi statistiche e proposte. La commissione dura in carica tre anni ed è stata recentemente rinnovata.
Con decreto del 4 aprile 2002, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali adottato di concerto con il Ministero della salute, è stata istituita una commissione di esperti con il compito di studiare l'individuazione di strumenti innovativi, anche di carattere finanziario, con l'eventuale introduzione di fondi assicurativi ed integrativi per il trattamento e la cura delle non autosufficienze, in particolare delle persone anziane. Tra i criteri ispiratori, allo scopo di fronteggiare le situazioni di maggior disagio, la commissione sta valutando la possibilità che l'intervento finanziario degli interessati sia commisurato al reddito.
Con decreto 13 dicembre 2001, n. 470, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sono stati determinati i criteri e le modalità di erogazione dei finanziamenti previsti dall'articolo 81 della legge n. 388 del 2000, in materia di interventi per i disabili gravi rimasti privi dell'assistenza dei familiari. Possono presentare i progetti per l'apertura di nuove strutture di accoglienza le organizzazioni di volontariato, le associazioni senza fini di lucro e gli enti di patronato con un congruo periodo di esperienza nel settore.
Con legge 6 luglio 2002 n. 137, recante delega per la riforma dell'organizzazione del Governo e della Presidenza del Consiglio dei ministri nonché di enti pubblici, è stata rinnovata la delega al Governo secondo i criteri contenuti nell'articolo 24, della legge n. 328 del 2000, per il riordino degli emolumenti di natura assistenziale a favore di soggetti affetti da infermità grave.
Infine, con la legge finanziaria per il 2002, n. 448 del 2001, sono state aumentate le detrazioni per i figli a carico e gli importi delle pensioni minime.
Si fa presente che dal rapporto annuale sulle politiche contro la povertà e l'esclusione sociale per l'anno 2001, redatto dalla commissione di indagine sull'esclusione sociale, risulta che, malgrado gli interventi di sostegno alle famiglie indigenti sopra illustrate, la povertà relativa, sia tra le famiglie sia tra gli individui, presenta una sostanziale stabilità; per quanto riguarda, invece, la povertà assoluta, individuata dall'incapacità di acquistare un paniere di beni e servizi essenziali, appena sufficiente a conseguire uno standard socialmente accettabile, la commissione stessa segnala la flessione di un punto in percentuale nel Mezzogiorno.
Il più violento e significativo atto di accusa contro il carattere fallimentare e antisociale del precedente Governo di centrosinistra è offerto proprio dall'indagine ISTAT sulla condizione di povertà nel nostro paese nell'anno 2001. Un'intera legislatura, caratterizzata dalla presenza qualificante dei Democratici di sinistra a palazzo Chigi, ha lasciato la triste realtà del 12 per cento delle famiglie residenti in Italia vivente in condizioni di povertà relativa, coinvolgendo 7 milioni 820 mila cittadini. I poveri sono concentrati nel Mezzogiorno d'Italia, a conferma della criminale indifferenza del Governo delle sinistre nei confronti delle aree disagiate della nazione. Ma quel che è più grave è la constatazione che ben 940 mila famiglie, vale a dire 3 milioni 200 mila cittadini, vivono in condizioni di povertà assoluta.
Signor sottosegretario, il fallimento è gigantesco, letteralmente epocale. Impegnati a regalare denari alla FIAT attraverso le servili rottamazioni, gli uomini della sinistra, secondo le loro migliori tradizioni, hanno reso i ricchi ancora più ricchi e i poveri ancora più poveri. Tocca al Governo di centrodestra gestire questo vergognoso fallimento sociale e politico. I lavori sono, per così dire, in corso: siamo intervenuti sulle pensioni minime e da gennaio 2003 le buste paga, per effetto della legge finanziaria, sono fortunatamente più pesanti, soprattutto per le categorie meno fortunate del lavoro dipendente. Ma l'opera da svolgere è immane per far uscire l'Italia dalla scandalosa condizione di povertà in cui il Governo delle sinistre ha costretto quasi 8 milioni di italiani.
Signor sottosegretario, la destra sociale e popolare chiede che, fra le grandi opere, il Governo inserisca, soprattutto e prima di tutto, questa. Credo che il raggiungimento di tale obiettivo sia la priorità assoluta della maggioranza che esprime il Governo del Presidente Berlusconi, a dimostrazione che la socialità non è oggi, come non lo era ieri e come non è mai stata, prerogativa di una sinistra attenta agli interessi dei potentati economici e finanziari e dimentica, invece, della povera gente che, per cinquant'anni, ha affermato bugiardamente di voler difendere.
Detto questo, signor sottosegretario, ripeto che mi dichiaro soddisfatto della sua risposta. Auguro a lei e al Governo del Presidente Berlusconi di poter svolgere, con l'aiuto della maggioranza, quest'opera di ricostruzione di una nazione che ci hanno consegnato in condizioni da terzo mondo. La ringrazio, signor sottosegretario.


