Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 252 del 23/1/2003
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(Normativa e competenze in materia di soccorso alpino e speleologico - n. 2-00591)

PRESIDENTE. L'onorevole Caparini ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00591 (vedi l'allegato A - Interpellanze sezione 2).

DAVIDE CAPARINI. Signor Presidente, l'argomento, di per sé semplice, è vitale perché si parla del soccorso in ambiente montano ed ipogeo e, quindi, di salvare vite umane.
La normativa si è molto evoluta nel corso degli anni. Di recente, approvando una legge ad hoc in materia, la competente Commissione ha provveduto a colmare alcune lacune perché, ogni qualvolta si doveva procedere ad un intervento in montagna per salvare vite umane, la confusione normativa era tale da rendere indeterminate le competenze.
Il legislatore confidava di essere riuscito a sanare tale indeterminatezza chiarendo l'esclusiva competenza del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico in materia di interventi in ambiente montano ed ipogeo e, quindi, c'era da aspettarsi che le amministrazione dello Stato si adeguassero. Purtroppo, così non è stato. Questo è un elemento di novità rispetto a questa nostra interpellanza che, è doveroso sottolinearlo, è stata firmata da deputati di tutti i gruppi presenti in Parlamento, i quali hanno sentito di rappresentare quanti hanno a cuore la montagna e, soprattutto, la sicurezza di coloro che, frequentandola, possono venire a trovarsi, in alcuni casi, in situazioni di pericolo.
Chiediamo al sottosegretario Balocchi di dare finalmente un segnale definitivo e, anche a fronte delle modifiche apportate dal Senato al disegno di legge finanziaria, di tranquillizzare gli operatori della montagna, siano essi vigili del fuoco o volontari del soccorso alpino, in modo che vi possa essere una cooperazione fattiva negli interventi di soccorso.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'interno, onorevole Balocchi, ha facoltà di rispondere.

MAURIZIO BALOCCHI, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, la questione sollevata dall'onorevole Caparini e da altri deputati pone all'attenzione del Governo l'esigenza, del tutto condivisa, di realizzare un sistema di soccorso sempre più rapido ed efficace in situazioni di emergenza in ambiente montano e ipogeo.
In questo specifico settore di intervento, sulla base della disciplina vigente, il ruolo del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS) assume, senza ombra di dubbio, una valenza decisiva recentemente ribadita dall'articolo 80, comma 39, della legge finanziaria per il 2003 (n. 289 del 2002), successiva alla presentazione dell'interpellanza, ai sensi del quale il soccorso in montagna, in grotta, in ambienti ostili ed impervi è, di norma, attribuito al CNSAS del Club alpino italiano, al quale spetta il coordinamento dei soccorsi in caso di presenza di altri enti od organizzazioni, con esclusione delle grandi emergenze e calamità.
D'altra parte, già l'articolo 1, comma 2, della legge n. 74 del 2001 configura il soccorso in questione come un'attività aperta al contributo di più amministrazioni ed organizzazioni, prevedendo, con riferimento all'intervento congiunto di squadre appartenenti a diverse organizzazioni, che la funzione di coordinamento sia assunta dal responsabile del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico.
In linea generale, il soccorso in ambiente alpino ed ipogeo non è che una


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species del più ampio genus del soccorso pubblico e la sua specifica disciplina non può che svilupparsi coerentemente con i principi generali che informano quest'ultimo.
In questo quadro di riferimento, prima la legge n. 1570 del 1941 e la n. 469 del 1961 e recentemente il decreto legislativo n. 300 del 1999 hanno sancito che il soccorso pubblico, inteso come attività di tutela dell'incolumità pubblica e dell'integrità dei beni mediante la prevenzione e l'estinzione degli incendi e l'apporto di soccorsi tecnici in genere, è una delle missioni istituzionali del Ministero dell'interno, alla cui cura è preposta una delle sue componenti fondamentali: il Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Questa delicata missione si contraddistingue per la sua notevole complessità che deriva, da un lato, dalla necessità di operare generalmente in situazioni di emergenza, caratterizzate da anomalia delle cause, variabilità degli effetti, scarsa prevedibilità delle possibili circostanze influenti, dall'altro, dalla diversità degli ambienti in cui il soccorso viene prestato, ciascuno dei quali richiede specifiche tecniche di intervento.
A ciò si aggiunga che gli elementi di complessità si acuiscono quando il soccorso pubblico viene ad inserirsi nell'ambito di interventi di protezione civile e posti in essere al verificarsi di eventi calamitosi che per intensità, estensione ed entità degli effetti debbono essere fronteggiati con poteri eccezionali e con l'impiego straordinario e coordinato di uomini e mezzi, secondo le disposizioni della legge n. 225 del 1992.
Come delineato anche dagli onorevoli interpellanti, alle innumerevoli attività di soccorso pubblico provvedono una pluralità di soggetti differenziati per tipo e grado di specializzazione, per ordinamento ed assetto organizzativo, nonché per localizzazione sul territorio.
Si pensi alle strutture statali, tra le quali il Corpo nazionale dei vigili del fuoco è l'unico organo a competenza generale e indicato peraltro come componente fondamentale della protezione civile, le strutture tecniche e di protezione civile delle regioni e degli enti locali e le organizzazioni di volontariato, tra le quali in primis il CNSAS.
Venendo al merito delle questioni sollevate dagli onorevoli interpellanti, l'essenziale apporto che il legislatore ha riconosciuto al CNSAS va collocato all'interno di un sistema di soccorso più complesso che per la eterogeneità dei soggetti che vi concorrono e per l'estrema particolarità degli ambienti in cui si svolge richiede un'intensa e preventiva attività di collaborazione e scambio di esperienze.
Da questo punto di vista e in relazione a qualsiasi tipo di soccorso, ivi compreso quello in ambiente alpino e speleologico, l'ordinamento vigente conferisce al Corpo nazionale dei vigili del fuoco una posizione di alto profilo in quanto organismo statale: chiamato a esercitare, per conto del Ministero dell'interno, la citata missione istituzionale del soccorso pubblico; individuato quale struttura operativa fondamentale della protezione civile; responsabile dell'organizzazione dei soccorsi tecnici in genere sul territorio della provincia; incaricato di assicurare i servizi di soccorso tecnico, adottando i provvedimenti del caso e coordinando le squadre di soccorritori appartenenti ad altre strutture; responsabile di sovrintendere all'impiego delle forze che partecipano alle operazioni di soccorso in caso di pubblica calamità.
Ciò detto, ribadisco fin da ora l'impegno dell'amministrazione dell'interno per chiarire e prevenire ogni possibile confusione tra ambiti operativi e ad evitare eventuali sovrapposizioni di competenze.
Questa esigenza è ancora di più avvertita dopo la riforma del titolo V della Costituzione che in attuazione del principio di leale collaborazione impone a tutti i soggetti istituzionali titolari di competenze di perseguire l'obiettivo fondamentale di garantire il coinvolgimento e l'ottimizzazione di tutte le risorse disponibili per dare ai cittadini risposte sempre più adeguate in termini di assoluta tempestività.
In questa direzione, e con il preciso intento di garantire servizi di soccorso


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omogenei su tutto il territorio nazionale, sono in corso assidui contatti tra i vertici del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del Corpo nazionale soccorso alpino.
Da questi contatti sono convinto che possa nascere un duraturo rapporto di collaborazione - fondato sul reciproco riconoscimento dell'elevato livello di professionalità e di organizzazione e sullo sviluppo di costanti relazioni nonché esteso anche ad altri soggetti deputati al soccorso - in grado di accrescere, attraverso una forte sinergia delle varie componenti, la capacità di risposta del sistema nel suo complesso.

PRESIDENTE. L'onorevole Caparini ha facoltà di replicare.

DAVIDE CAPARINI. Grazie Presidente, mi dichiaro parzialmente soddisfatto della risposta del Governo. Il sottosegretario ha acquisito una nuova ed importante disposizione, da lui stesso citata, in cui è attribuita al CAI, e per suo conto al soccorso alpino, l'esclusività dell'intervento in ambiente montano ed ipogeo ed inoltre compiti di coordinamento.
Vorrei precisare che gli interpellanti non hanno obiettato in merito alle competenze dei vigili del fuoco, il cui lavoro è anzi ampiamente rispettato ed apprezzato. La risposta che ci aspettiamo dal Ministro dell'interno riguarda il fondamentale ruolo politico, oltre che operativo, di promozione di relazioni proficue e costanti dirette a determinare chiarezza in merito all'esclusività di intervento, in linea con quanto affermato in merito alla riforma del Titolo V della seconda parte della Costituzione, nel rispetto delle competenze del servizio sanitario nazionale, delle regioni, del soccorso nazionale.
Abbiamo sottolineato come il soccorso alpino, svolgendo funzioni anche di soccorso sanitario, abbia specifiche peculiarità ed intendiamo rimarcare come nell'ambiente montano, ipogeo - un ambiente particolarmente difficile - caratteristiche fondamentali debbano essere la preparazione e l'alto grado di professionalità. In questo senso il soccorso alpino ha da sempre dimostrato grandi doti.
Purtroppo ciò non è stato confermato per i vigili del fuoco, anche in interventi recenti come il caso avvenuto al Circeo, dove uno scalatore ha perso la vita, dissanguato, per incapacità di intervento. Ovviamente non è loro compito, né rientra nel loro grado di preparazione intervenire in questo senso, ma si è palesata la difficoltà, che molte volte abbiamo già verificato, di coordinamento tra vigili del fuoco e soccorso alpino.
Il Parlamento si è espresso ben due volte sulla stessa materia, la prima volta con una legge approvata allo scadere della passata legislatura e la seconda volta all'interno del disegno di legge finanziaria, per fornire una interpretazione autentica di una norma che, per quanto sembrasse chiara, non era stata bene interpretata dal Ministero dell'interno.
L'invito rivolto dai presentatori dell'interpellanza al sottosegretario è di attivarsi affinché le disposizioni normative, molto chiare in materia, conducano ad un coordinamento fattivo e chiaro, nel rispetto delle reciproche competenze.

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