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PRESIDENTE. L'onorevole Di Gioia ha facoltà di
LELLO DI GIOIA. Signor Presidente, rinuncio all'illustrazione e
PRESIDENTE. Il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole Tassone, ha facoltà di
MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, rispondo all'interpellanza presentata dagli onorevoli Di Gioia, Folena, Bonito e Boato. Quanto richiesto dagli onorevoli colleghi a proposito delle traversie economico-societarie relative alla compagnia aerea Federico II può riassumersi nei termini che seguono, fermo restando e, soprattutto, preavvertendo che gli sviluppi di questa complessa vicenda, segnati peraltro da alcune fondamentali innovazioni legislative di rango costituzionale (ricordo la legge n. 3 del 2001), sono tutt'altro che esauriti.
2002, nel rispetto dei termini di legge e del patto di stabilità, non consente di ipotizzare altre ipotesi di scioglimento.
PRESIDENTE. L'onorevole Di Gioia ha facoltà di
LELLO DI GIOIA. Signor Presidente, prima di replicare alla risposta fornita dal viceministro Tassone vorrei fargli gli auguri per le deleghe avute. Sono membro della Commissione trasporti ed abbiamo finalmente un interlocutore di fatto per quanto riguarda i problemi del trasporto grazie alle deleghe a lui affidate.
PRESIDENTE. La Presidenza si associa.
LELLO DI GIOIA. Non avevo dubbi, Presidente.
Nella sostanza i tre soggetti istituzionali coinvolti, il comune di Foggia, l'ente nazionale aviazione civile (ENAC) ed il Ministero dell'interno, hanno reso noto, rispettivamente, le seguenti informazioni.
Per quanto riguarda il comune di Foggia, rispetto alla possibilità di scioglimento dell'ente locale per squilibri finanziari di particolare gravità, il comune di Foggia (va considerato che è intervenuto il fallimento della società per azioni Federico II Airways, cui il comune di Foggia partecipava come azionista) non ritiene di trovarsi in una situazione giuridica tale da poter dar luogo a questa ipotesi. Esso, infatti, ha sostenuto che la propria partecipazione societaria è limitata al 20 per cento dell'intero capitale sociale e che questa circostanza esclude che ad essa possa applicarsi il disposto dell'articolo 2362 del codice civile, che dispone quale fondamento della responsabilità illimitata «la concentrazione della totalità delle azioni in capo ad un unico socio». Il comune, infine, sostiene che l'aver approvato il bilancio di previsione relativo all'esercizio finanziario
Per quanto riguarda il Ministero dell'interno, sempre in relazione alla richiesta di scioglimento da parte dell'amministrazione statale, il Ministero dell'interno, correttamente, ha ricordato come l'entrata in vigore della legge costituzionale del 2001, che ho ricordato poc'anzi, di modifica del titolo V della Costituzione, abbia abrogato le previgenti disposizioni legislative che disciplinavano la materia dei controlli sugli atti degli enti locali e, in particolare, quelle sui comitati regionali di controllo (Coreco).
Pertanto, il Ministero ricorda come i gravi squilibri finanziari dei comuni possano trovare una soluzione nello scioglimento dei medesimi solo per effetto del decreto-legge n. 13 del 2002, convertito nella legge n. 75 del 2002, che affida temporaneamente ai prefetti le competenze già svolte dai Coreco. Nel caso di specie, tuttavia, il dicastero fa sapere che non ricorrono gli estremi di legge di cui all'articolo 193, comma 4, del decreto legislativo n. 267 del 2000 (recante il testo unico sull'ordinamento degli enti locali) in materia di scioglimento, in quanto non si è verificato il fatto obiettivo del grave squilibrio finanziario di amministrazione e gestione a fronte del quale l'ente non abbia provveduto ad adottare, entro il 30 settembre, idonei provvedimenti.
In merito alla sospensione della licenza di esercizio, l'ENAC ha comunicato di avere disposto tale misura in data 29 ottobre 2001 in ragione del venir meno in capo alla società dei requisiti economici e finanziari, oltre che tecnici ed operativi, richiesti dal regolamento comunitario n. 2407 del 1992 relativo al rilascio delle licenze ai vettori aerei.
In merito alla revoca della licenza di esercizio, l'ente ha quindi avviato il relativo procedimento in data 17 giugno 2002; il curatore del fallimento, però, ha chiesto all'amministrazione di valutare la possibilità di concedere in affitto l'azienda dietro presentazione di opportune garanzie che, però, l'ENAC ha ritenuto non sufficienti comunicando lo scorso 2 dicembre l'intenzione di adottare il provvedimento definitivo.
Da ultimo, esattamente lo scorso 11 dicembre, il curatore ha chiesto all'ENAC di soprassedere almeno 60 giorni per consentire il corretto assolvimento di alcune fasi della procedura concorsuale. L'ENAC ha reso noto che a breve comunicherà la propria determinazione in proposito.
Questi sono i dati attualmente in possesso dell'amministrazione e la situazione è suscettibile, quindi, di ulteriore valutazione di cui sarà data puntuale comunicazione. Come ha visto, onorevole Di Gioia, le ho riportato le notizie che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha acquisito da parte dei tre soggetti in questione: il comune di Foggia, l'ENAC ed il Ministero dell'interno. Certamente, per quanto riguarda le competenze del Ministero delle infrastrutture, verrà seguito tutto il problema. Non posso darle altro tipo di risposta se non attendere anche le determinazioni dell'ENAC a cui faccio riferimento, con la disponibilità da parte del Governo di seguire tutta la problematica e di valutare se dovessero sorgere altri elementi che in questo momento non sono in possesso dell'amministrazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Il viceministro ci ha riferito dati assettici forniti dal comune di Foggia, dal Ministero dell'interno e dall'ENAC (questi ultimi molto più puntuali e precisi).
Con riferimento alla prima questione sono profondamente convinto che alcune responsabilità ed alcuni controlli non competano al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; tuttavia, credo vi sia la necessità di valutare con molta attenzione i fondi trasferiti dallo Stato agli enti pubblici. Mi voglio spiegare meglio. Questa società è stata costituita nel 1998 dal comune di Foggia - peraltro anche a tale riguardo credo che con il comune di Foggia bisognerà fare un ragionamento estremamente serio e puntuale, perché si assumono delle responsabilità non soltanto nei riguardi dei cittadini amministrati, ma anche per le scelte che vengono fatte -, dall'ATAF, dall'AMICA e dall'Amgas (tutte e tre aziende speciali del comune di Foggia) ed è la prima società in Italia che viene costituita ad intero capitale pubblico. Come ben si sa, queste aziende speciali, nel momento in cui vi sono delle perdite, vengono ad essere di fatto ricapitalizzate da parte del bilancio comunale, come sistematicamente accade ogni qual volta si approva il bilancio di previsione, nonché i conti consuntivi; pertanto nelle dotazioni del bilancio del comune di Foggia vi sono le poste per poter ripianare le perdite delle stesse aziende speciali.
Su questo credo debba far luce (lo dico con molta onestà intellettuale, senza nessunissimo tono di polemica) l'autorità giudiziaria, proprio per verificare se tutta la procedura è stata legittima e se per caso, attraverso questo sistema di scatole cinesi (in quanto, comunque, ne risponde sempre il comune di Foggia, perché le aziende speciali fanno capo ad esso), tale procedura abbia determinato un dissesto finanziario.
Ecco perché ritengo che le informazioni date al ministero da parte del comune di Foggia abbiano del falso: in quanto, come ripeto, le aziende ATAF, AMICA e Amgas fanno capo al comune di Foggia.
Oltretutto, per quanto riguarda l'azienda ATAF, lei, signor viceministro, sa meglio di me che lo Stato trasferisce alle regioni delle somme che servono per la cosiddetta mobilità urbana. Le regioni a loro volta le trasferiscono alle aziende speciali. Ebbene, questi fondi sono stati trasferiti e dunque credo sia opportuno verificare come essi siano stati gestiti nell'ambito della gestione complessiva della partecipazione della stessa ATAF a questa società di trasporto aereo.
Inoltre, il debito a carico del comune di Foggia è pari a circa 16 miliardi, accertato direttamente da una società di certificazione della camera di commercio (quest'ultima era stata invitata ad entrare nel capitale della società Federico II).
Le sottolineo ancora, signor viceministro, che gli stessi aerei acquistati dalla compagnia Federico II, in leasing, sono stati ritirati dai rispettivi proprietari, per il semplice motivo che la stessa società Federico II (il cui presidente è l'assessore al bilancio del comune di Foggia) non pagava più le rate di leasing relative a tali aerei. Tuttavia, ritengo che la questione debba essere presa in considerazione anche in virtù di quanto ci sottolinea il Ministero dell'interno e di quanto afferma la stessa relazione del collegio dei revisori dei conti.
Il collegio dei revisori dei conti, nella relazione al rendiconto del consuntivo generale del comune per l'esercizio 2001, presentata il 1o agosto 2002, scriveva testualmente: la somma pagata nel maggio 2002 dal comune di Foggia, pari a 476.896 euro, rappresenta i tre decimi sia della quota corrispondente al 20 per cento del nuovo capitale sociale deliberato, mai sottoscritto sia della quota corrispondente al 20 per cento del sovrapprezzo delle azioni previsto. La creazione di quest'ultimo fondo avrebbe avuto come destinazione specifica la copertura della perdita d'esercizio registrata al 31 dicembre 2001, operazione di copertura che viene però esclusa sia dai patti parasociali che dallo stesso consiglio comunale. La somma versata, ove rimanesse l'unica di fatto, rappresenterebbe il nuovo capitale sociale sottoscritto e versato alla compagnia Federico II, con l'effetto di far diventare il comune di Foggia unico socio e, quindi, con responsabilità illimitata.
Ciò è avvenuto, dunque, di fatto, il comune diveniva unico socio illimitato.
Mi sembra quanto mai strano che il Ministro dell'interno, attraverso i suoi organi di governo periferici, non abbia esercitato le prerogative, accertando che il comune di Foggia, essendo l'unico socio illimitato, di fatto subirà tutti i processi dovuti al fallimento. E bene ha fatto l'ENAC a non concedere la proroga, in quanto ritengo vi sia la necessità di affrontare, in modo serio e responsabile, le responsabilità degli amministratori, che hanno determinato una situazione così grave per questa società; d'altra parte, tutto quello che accadrà graverà sui cittadini foggiani. Infatti, quando occorrerà ripianare le perdite, quando bisognerà verificare nuovamente le poste di bilancio, ciò comporterà un aumento di tassazione per i cittadini foggiani.
È evidente l'assurdità di un'operazione di questa natura che, utilizzando fondi pubblici, utilizzando fondi derivanti dalla tassazione dei cittadini foggiani, ha determinato non soltanto lo squilibrio finanziario dell'ente, ma anche - non la cassa integrazione in quanto deve ancora essere definita - la messa in libertà di 50 dipendenti della Federico II che, ormai, hanno fatto istanza di fallimento e, dunque, sono creditori privilegiati della suddetta società.
Tutta questa vicenda, determinata dal comune di Foggia, è molto strana, molto oscura, e molto pasticciata. In essa hanno inciso fondi pubblici: trasferimenti nonché somme per il trasporto e la mobilità urbana.
È necessario che, al di là della verifica di legittimità da parte degli organi competenti e di una serie di altri atti, vi sia anche, da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - e il sottosegretario lo ha sottolineato -, un puntuale e coerente controllo sui fondi che sono stati impegnati. Per questo, con molta tranquillità e con molta responsabilità, le chiediamo che si faccia una verifica chiara sui fondi che sono stati assegnati all'ente regione per la mobilità urbana e che l'ente regione ha trasferito alla società ATAF. Oltretutto, senza voler introdurre ulteriori considerazioni, sull'argomento ci sono anche elementi abbastanza incresciosi, come il sottosegretario avrà modo di verificare.
Per questi motivi, signor sottosegretario, pur apprezzando la sua risposta, perché ci ha fornito dati estremamente asettici - e non poteva essere diversamente -, con altrettanta determinazione e con convinzione le chiediamo di procedere con attenzione e di seguire accuratamente gli sviluppi della vicenda. Si tratta, infatti, di una vicenda di malaffare, all'interno di una realtà comunale, gestita con fondi della collettività: fondi dello Stato e fondi dei cittadini di Foggia. Dovranno essere fatte delle considerazioni sia dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per la parte di sua competenza, sia dal Ministero dell'interno.
In conclusione, ringraziando il sottosegretario per la sua presenza, vorrei sottolineare nuovamente un aspetto. Signor sottosegretario, come le dicevo in precedenza vi sono implicazioni di dissesto finanziario, in virtù di questo insieme di soci che fanno capo direttamente al comune di Foggia. Oltretutto, con l'ultima ricapitalizzazione il comune di Foggia è diventato socio illimitato, per cui ha tutte le responsabilità. Su questo aspetto, credo che dovrà intervenire anche la Corte dei conti, per verificare le responsabilità dei singoli in un'operazione che riteniamo sbagliata ma che, soprattutto, aggrava i disagi dei cittadini foggiani.


