![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.
Dovremmo ora procedere allo svolgimento dell'interpellanza dell'onorevole Volonté n. 2-00569, ma poiché il ministro
che ad essa dovrebbe rispondere non è presente per motivi di ufficio, sospendo brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle 15,10, è ripresa alle 15,15.
PRESIDENTE. L'onorevole Volontè ha facoltà di
LUCA VOLONTÈ. Signor Presidente, colleghi, onorevole ministro, con la nostra interpellanza chiediamo lo stato dell'attuazione della mozione approvata da tutto il Parlamento, dal centrodestra e dal centrosinistra, il 6 novembre 2001, che prevedeva il rafforzamento dei controlli sulla rete Internet, finalizzati a contrastare la pubblicazione e lo scambio di materiale pedopornografico; l'introduzione con urgenza dell'obbligo, per chi offre servizi di telecomunicazione, di accesso alla rete Internet o di hosting di pagine web, di conservare, per il tempo idoneo a soddisfare le esigenze dell'autorità giudiziaria e a prescindere dalle esigenze di fatturazione, i dati sul traffico e sulle comunicazioni; la verifica dell'efficienza delle procedure per l'avvio delle indagini, cercando di renderle più rapide, pur salvaguardando tutte le esigenze e le garanzie collegate alla natura delle attività di intercettazione; l'intensificazione di forme di cooperazione internazionale, multilaterale e bilaterale, per stabilire regole comuni e migliorare la cooperazione giudiziaria, al fine di rendere più efficace la lotta contro le organizzazioni criminali internazionali dedite allo sfruttamento sessuale dei bambini.
PRESIDENTE. Il ministro per le pari opportunità, onorevole Prestigiacomo, ha
STEFANIA PRESTIGIACOMO, Ministro per le pari opportunità. Signor Presidente, onorevole Volontè, onorevoli colleghi, innanzitutto chiedo scusa per il leggero ritardo, ma non mi era stato comunicato che dovevo rispondere per prima e, pertanto, chiedo scusa. Ringrazio l'onorevole interpellante che, attraverso la sua interpellanza, mi permette di illustrare le iniziative finora intraprese dal Governo per fronteggiare la pedofilia, anche nelle nuove forme assunte dal fenomeno, rese possibili da un distorto uso della rete Internet e dalle potenzialità della comunicazione telematica.
azioni finora avviate dalle singole amministrazioni. Il primo traguardo operativo è, infatti, quello di conoscere tutti gli aspetti che il fenomeno assume nel nostro paese e di costruire un percorso comune per indirizzare le iniziative da approntare per il 2003.
recepita in Italia nel 2002, che non rendono agevole l'effettuazione di questo controllo.
valutazione, da parte del Senato, la proroga del termine prevista per la predisposizione del testo al giugno 2003.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola al collega Volontè, volevo comunicare che il dipartimento per i rapporti con il Parlamento, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri ha richiesto espressamente che l'onorevole Prestigiacomo rispondesse per prima. Ciò è avvenuto con comunicazione di ieri, alle ore 11 (così mi riferiscono gli uffici). Lo dico perché vi sia la possibilità di controllare le reciproche informazioni, non certo per addebitare ciò al ministro. Ma, a volte, gli uffici non sono altrettanto solleciti come si vorrebbe.
LUCA VOLONTÈ. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole ministro, vorrei subito premettere che le notizie che lei, ministro, ci ha fornito sono positive con riferimento all'impegno che il Governo sta portando avanti. Certamente, non esauriscono gli impegni assunti con la mozione approvata dalla Camera dei deputati. Sono, in primo luogo, felice di apprendere che queste competenze, dopo essere state, per alcuni mesi, in capo al Ministero della giustizia, siano ora in capo al suo ministero e che si sia subito partiti con questa iniziativa del gruppo di lavoro «Ciclope» che continua a fornire risposte ragionevoli alle osservazioni espresse dal Parlamento attraverso una mozione.
Inoltre, chiediamo quali siano le ulteriori iniziative per provvedere tempestivamente all'adattamento del diritto interno alla convenzione internazionale sui crimini informatici e alle direttive comunitarie in materia, anche prima dello scadere del termine previsto e tenuto conto dell'obbligo di stand still nonché se si ritenga che sarà rispettato il termine del 31 dicembre 2002 per l'emanazione del testo unico di riordino di questa materia, al fine di contrastare in maniera determinata, la pedofilia ed anche il commercio di materiale pedopornografico.
La lotta alla pedofilia rappresenta uno degli impegni prioritari assunti dal Governo, sul quale si è deciso di investire energie e risorse. Per il perseguimento di tale fine, il mio ministero, in virtù della delega conferitami dal Presidente del Consiglio con decreto del 14 febbraio, ha costituito il «Ciclope», comitato interministeriale di coordinamento per la lotta alla pedofilia, con il compito di svolgere le funzioni di coordinamento delle attività di prevenzione e contrasto, svolte da tutte le pubbliche amministrazioni.
L'obiettivo del «Ciclope» è quello di creare una strategia condivisa, attraverso la quale adottare armonicamente tutte le iniziative mirate all'emersione e alla conoscenza del fenomeno, alla prevenzione e alla protezione dei minori, alla presa in carico dei bambini abusati e alla repressione dei reati.
Il «Ciclope», nel suo primo semestre di attività, ha operato, in primo luogo, una doppia ricognizione, raccogliendo i dati disponibili sul fenomeno e verificando le
Dal confronto delle esperienze e delle iniziative predisposte nei vari ministeri, è emersa una prima sintesi operativa che è stata definita nel primo piano nazionale di contrasto e prevenzione alla pedofilia, volta a delineare la linea operativa del Governo per il 2003 in questo campo. Essenziale in questo ambito è stato l'apporto fornito dal confronto che il «Ciclope» ha condotto con le realtà delle ONG che si occupano di infanzia e che hanno contribuito, con suggerimenti ed indicazioni operative, alla predisposizione del piano.
Nell'attività di studio svolta dal comitato, particolare attenzione è stata rivolta alla pedofilia via Internet. Come noto, con l'approvazione della legge n. 269 del 1998, l'Italia è stata tra i primi paesi ad adottare una normativa specifica per contrastare lo sfruttamento sessuale dei minori on-line, incriminando, con una fattispecie autonoma, la diffusione di materiale pornografico via Internet.
Nonostante tale previsione legislativa rappresenti tuttora un modello normativo per molte nazioni, la pedofilia on-line costituisce ancora una emergenza sociale da risolvere.
Cristallizzare nella previsione di una fattispecie criminosa, per quanto completa e all'avanguardia, il reato di sfruttamento sessuale dei minori perpetrato attraverso la navigazione dello spazio virtuale, rappresenta, indubbiamente, una reazione forte ed incisiva, ma da sola la soluzione di carattere repressivo e sanzionatorio, pur costituendo un forte deterrente per gli autori di tali reati, non appare risolutiva.
La tecnologia Internet, straordinario strumento di conoscenza e di crescita, pur concepita come pericolosa modalità di consumazione del reato, richiede per le sue caratteristiche, per la sua costante e rapida capacità di evoluzione, metodi di valutazione ed analisi sempre nuovi e flessibili, idonei a valutarne potenzialità e sviluppi futuri.
Sappiamo che l'annullamento delle barriere di tempo e di spazio, nonché la garanzia dell'anonimato, rendono difficoltosa l'identificazione dei pedofili presenti on-line. Anche se i dati statistici non evidenziano alcuna relazione proporzionale diretta, il pericolo potenziale è che Internet possa fungere da effetto amplificatore del fenomeno, consentendo pertanto ai pedofili di operare, senza incorrere in grandi rischi di esporsi eccessivamente.
Tali particolari modalità di perpetrazione del reato hanno alimentato l'esigenza di rafforzare il sistema di controlli sulla rete Internet.
Riguardo al quesito posto dagli interpellanti sulle iniziative adottate a tal fine, faccio presente che da alcuni mesi l'attività istituzionalmente svolta dal servizio di polizia postale delle comunicazioni del Ministero dell'interno, attraverso compartimenti territoriali presenti in tutte le regioni, è stata sensibilmente intensificata con l'avvio di una attività di monitoraggio, operativa ventiquattro ore su ventiquattro. Il servizio, che ha competenza su tutto il territorio nazionale riguardo alle problematiche di contrasto generale alla criminalità informatica, si avvale anche della collaborazione e delle segnalazioni provenienti dalle associazioni no profit e dai soggetti privati, e svolge un'ampia attività investigativa, che ha raggiunto risultati molto importanti. Infatti risulta che a metà del 2002 il servizio abbia effettuato 85 arresti, 1.058 denunce in stato di libertà, 989 perquisizioni, 4.283 segnalazioni agli organi investigativi esteri, attraverso il monitoraggio di 55.944 siti.
Non vi è dubbio che un efficace e capillare controllo dei contenuti immessi nella rete potrebbe essere compiuto proprio dagli stessi provider. Tuttavia, esistono oggi delle difficoltà tecniche ed ostacoli normativi discendenti dalla direttiva dell'Unione europea sul commercio elettronico,
Sembra, allora, preferibile perseguire l'obiettivo, mutuato dall'esperienza tedesca, di prevedere l'obbligo degli operatori di intervenire per impedire l'accesso ai contenuti illeciti solo nel caso in cui ne abbiano effettiva conoscenza. L'intervento, in questi limiti, del provider ed un potenziamento del sistema di denuncia dei siti, attraverso le cosiddette hot line, potrebbe costituire un punto di partenza per realizzare un più efficace controllo delle vie telematiche.
Il rapido sviluppo di questa così sofisticata tecnologia di comunicazione richiede, comunque, una continua attività di studio, di ricerca e di verifica. Nel corso dell'istruttoria, effettuata nell'ambito del progetto «Ciclope», è stata apprezzata l'istituzione, da parte del Ministero per l'innovazione e le tecnologie, del comitato tecnico dell'uso consapevole di Internet, al fine di promuovere nuove soluzioni tecnologiche, quali sistemi di selezione dei contenuti attraverso programmi di selezione e filtraggio.
La tecnologia in questo campo ha consentito l'elaborazione di sistemi di filtro sofisticati in grado di decodificare i linguaggi anche quando non vengono usate terminologie direttamente riconducibili alla sfera sessuale.
Tali strumenti, particolarmente utili per il controllo delle conversazioni in chat, sono in via di ulteriore affinamento e si stanno predisponendo da parte del Ministero per l'innovazione e le tecnologie utili meccanismi di diffusione di tali filtri, che potranno essere scaricati gratuitamente dai siti della pubblica amministrazione, ma soprattutto dai principali portali nazionali.
In merito ai quesiti posti dagli interpellanti, relativi alla necessità di prevedere l'obbligo per gli operatori di conservare i dati relativi al traffico e alle comunicazioni e all'esigenza di rendere più rapido l'avvio delle indagini, sono state formulate, nell'ambito del progetto «Ciclope», osservazioni critiche e proposte di modifica del quadro normativo vigente. Si è osservato che, con puntuali e tempestivi interventi, le norme che disciplinano attualmente l'attività investigativa possono essere adeguate alle caratteristiche della realtà telematica. Pertanto, in primo luogo, si vuole intervenire sul piano normativo per imporre ai provider, in un'ottica di effettiva collaborazione con le forze di polizia, l'obbligo di conservazione dei dati sul traffico e sulle comunicazioni - i cosiddetti file log - che recano le informazioni di identificazione dell'utente per il tempo idoneo a soddisfare le esigenze dell'autorità giudiziaria.
In attesa di una puntuale modifica legislativa, il comitato di coordinamento «Ciclope» intende promuovere l'adozione di strumenti di autoregolazione che, seppure sprovvisti di un sistema sanzionatorio cogente, impegnino ugualmente i provider alla creazione di archivi che garantiscano la conservazione dei file per un periodo di tempo adeguato a consentire lo svolgimento dell'attività investigativa. Al fine di rendere più spedite le indagini, come richiesto dagli interpellanti, si pensa di introdurre un criterio di determinazione della competenza a procedere diverso da quello attualmente previsto dal codice di procedura penale, che presuppone l'identificazione del luogo della commissione del reato difficilmente accertabile nei crimini informatici. Si ritiene, comunque, importante ricordare che tutte le proposte di modifica e integrazione del quadro normativo vigente in materia saranno attentamente valutate in un tavolo tecnico interministeriale che verrà istituito a breve.
Rispondendo ad un altro quesito degli interpellanti, mi preme sottolineare che sono stati già avviati i lavori tecnici volti all'elaborazione di un testo unico di disposizioni in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali. Tale disciplina permetterà di contemperare l'esigenza di riservatezza del traffico telematico con l'approvazione di un capillare controllo della navigazione virtuale. Ritengo, però, opportuno evidenziare che è oggetto di
Gli interpellanti evidenziano, inoltre, la necessità di intensificare le forme di cooperazione internazionale per stabilire regole comuni e migliorare la cooperazione giudiziaria tra gli Stati. È noto, infatti, che un altro limite delle indagini compiute nell'ambito della pedofilia su Internet è rappresentato dal carattere transnazionale della navigazione virtuale. Per la dimensione globale ed il carattere aterritoriale della rete, si è ben compreso che un'ampia e organizzata azione di contrasto deve essere intrapresa certamente da ciascuno Stato nel proprio territorio, ma soprattutto deve essere integrata con efficaci forme di collaborazione internazionale. A tal proposito, merita particolare attenzione la decisione quadro del Consiglio dell'Unione europea sulla lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pornografia infantile, in merito alla quale è stato raggiunto, il 14 e 15 ottobre scorso, un accordo politico.
Al fine di dirimere le divergenze nelle impostazioni giuridiche degli Stati membri, la decisione quadro ha il pregio di contenere norme minime, comuni a tutti gli Stati membri, che disciplinano gli elementi costitutivi dei reati e determinano le relative sanzioni. Una volta approvata, la decisione vincolerà i paesi firmatari per quanto concerne il risultato da raggiungere, lasciando agli organi interni la competenza di decidere in merito a forme e mezzi.
Con riferimento, infine, al quesito con cui si chiede di conoscere quali siano le iniziative adottate per adeguare il nostro ordinamento agli atti comunitari indicati nell'interpellanza, si ritiene opportuno effettuare una distinzione. Con riferimento alla convenzione sul cybercrime, faccio presente che è stato di recente istituito un gruppo di lavoro presso il Ministero degli affari esteri al fine di predisporre uno schema di disegno di legge di autorizzazione alla ratifica e all'esecuzione nell'ordinamento interno della suddetta convenzione. Ricordo, comunque, che l'entrata in vigore della convenzione è condizionata al raggiungimento di un numero minimo di cinque ratifiche, laddove finora hanno provveduto in tal senso solo due Stati aderenti.
Per quanto concerne la direttiva emanata il 12 luglio 2002, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche, pur non essendo ancora iniziato il procedimento finalizzato alla sua attuazione prevista entro il 31 ottobre 2003, risulta ormai predisposto, con le modifiche apportate alla normativa in materia di protezione dei dati personali, un substrato normativo atto ad accogliere le implementazioni derivanti dalla prossima attuazione della direttiva.
In conclusione, voglio ribadire che sul pericolo pedofilia, come credo di aver spiegato rispondendo ai quesiti posti dall'onorevole Volontè, esiste, da parte del Governo, la massima attenzione e vigilanza. Il Ciclope è un tavolo permanente che ha il compito di monitorare il fenomeno senza soluzione di continuità e rappresenta anche un terminale istituzionale sensibile a tutte le sollecitazioni. Repressione, prevenzione, adeguamento degli strumenti normativi e tecnologici, attività di informazione e sensibilizzazione sono tutti campi sui quali ci stiamo muovendo, consapevoli dell'importanza prioritaria che tutti annettiamo al dovere di proteggere i nostri figli dal rischio della pedofilia.
L'onorevole Volontè ha facoltà di
Mi sembra che, a molti di questi quesiti, si stia rispondendo in modo esaustivo relativamente all'impegno che la Camera dei deputati aveva chiesto al Governo (e che il Governo ha assunto allora) nella lotta alla pedofilia.
Vorrei augurarle buon lavoro e chiederle di intensificare l'attività che sta svolgendo con il suo ministero. Auspico che la proroga della legge di riordino in materia venga rimandata a giugno 2003. Lei ha anticipato, al Senato, l'idea che, entro giugno 2003, si possano vedere i frutti del lavoro del Governo ma soprattutto del suo ministero.
Mi avvio alla conclusione, ringraziandola del lavoro che il suo ministero ed il gruppo di lavoro denominato Ciclope sta svolgendo da otto mesi. Vorrei, altresì, pregarla di far presente questo fatto anche gli altri ministri competenti; tutto il Parlamento, non solo la maggioranza, si è occupato di questa materia un anno fa. Grazie a lei, molto lavoro è stato svolto, probabilmente, non con la stessa intensità con cui lei sta approfondendo il tema. Molto lavoro rimane da fare. La data di giugno sarà la dimostrazione vera se, oltre alla Camera dei deputati, oltre alla maggioranza parlamentare, anche il Governo (non ho dubbi che sarà così) è in grado di fornire risposte esaurienti su alcuni temi affrontati nella nostra mozione e di cui lei si è occupata anche nel gruppo di lavoro Ciclope.
Spetta al Governo introdurre tali risposte, da un lato, in modifiche legislative, dall'altro, nei provvedimenti di adeguamento alla normativa europea, dall'altro ancora, in una legge di riordino dell'intero settore.
Stiamo riflettendo su un atto del Parlamento che impegna il Governo, sul quale il Governo, non ne dubito, darà risposte esaurienti - speriamo - entro il mese di giugno del prossimo anno.


