Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 238 dell'11/12/2002
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(Misure a favore delle aziende agricole della provincia di Torino danneggiate a causa del maltempo - n. 3-01329)

PRESIDENTE. Il sottosegretario per le politiche agricole e forestali, onorevole Delfino, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Merlo n. 3-01329 (vedi l'allegato A - Interrogazioni sezione 3).

TERESIO DELFINO, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. L'interrogazione dell'onorevole collega Merlo rappresenta una situazione in cui, ahimè, nel corso del 2002 diverse realtà territoriali sono state investite da problemi di calamità naturali.
In merito all'interrogazione in oggetto, si precisa che il Ministero delle politiche agricole e forestali, su proposta della regione Piemonte, ha emanato il decreto 28 agosto 2002 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 settembre 2002), con il quale è stato dichiarato, tra l'altro, il carattere di eccezionalità delle grandinate del 21 luglio, del 5 e dell'8 agosto 2002 in provincia di Torino. Non risultano pervenute successivamente altre proposte di intervento.
Il decreto di declaratoria consente alle aziende agricole colpite di ricevere dalla regione gli aiuti contributivi e creditizi del fondo di solidarietà nazionale, di cui alla legge n. 185 del 1992 e successive modifiche e integrazioni. Occorre precisare tuttavia che gli interventi contributivi e creditizi del fondo si limitano a favorire la ripresa economica e produttiva delle aziende.
Nell'ipotesi in cui invece l'azienda agricola medesima intenda avere una maggiore copertura del rischio occorre che provveda alla copertura assicurativa dello stesso. Al riguardo, si fa presente che il rischio grandine è ammesso alla copertura assicurativa agevolata; pertanto l'agricoltore che intenda avere una maggiore garanzia di reddito ha l'opportunità di sottoscrivere polizze sulle quali lo Stato concorre al pagamento del premio assicurativo in misura del 50 per cento, sulla base di parametri predeterminati annualmente.


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In provincia di Torino, nell'anno 2002, risultano sottoscritte polizze assicurative a garanzia del rischio grandine, per un valore complessivo di circa 23,5 milioni di euro. Nel caso specifico, qualora gli agricoltori danneggiati dalle grandinate abbiano sottoscritto polizze assicurative nel senso appena detto, potranno contare sul risarcimento assicurativo da parte delle imprese di assicurazione. Nel caso in cui invece essi non abbiano fatto ricorso allo strumento assicurativo potranno avanzare richiesta alla regione Piemonte per ottenere gli interventi contributivi e creditizi secondo procedure e modalità previste dalla legge.
L'interrogante chiedeva di sapere come il ministro intenda procedere per aggirare le difficoltà incontrate con le misure legislative attuali, senza penalizzare ulteriormente un settore decisivo per la stessa economia del nostro paese. Rispetto a questo ulteriore elemento di valutazione, ho il dovere di rappresentare all'interrogante, ma anche all'intera Assemblea, che già con la finanziaria per il 2001 (la legge n. 388 del 2000) il Parlamento aveva previsto la possibilità, all'articolo 127, di incentivare le polizze multirischio e aveva istituito il fondo per la riassicurazione, per garantire questa assicurazione sui costi e conseguentemente ottenere uno sconto sulle polizze sottoscritte da parte delle aziende agricole.
Infine, aveva previsto la possibilità di fondi mutualistici.
Naturalmente, si trattava di misure in ordine alle quali si doveva verificare la congruità comunitaria e si doveva provvedere all'allocazione di risorse.
Allora, con la finanziaria per il 2002, si è garantita la possibilità dei fondi mutualistici, in particolare attraverso l'articolo 52, della legge n. 448 del 2001 mentre, per quanto riguarda la riassicurazione, attraverso il decreto-legge n. 138 del luglio 2002, all'articolo 10, si sono previsti 10 milioni di euro a titolo di incentivo, al fine di attivare il fondo per le riassicurazioni (dunque, da un dato normativo, ad un dato operativo).
Inoltre, nell'ambito degli interventi attuati in ordine a queste enormi calamità, occorre ricordare che, comunque, il bilancio per tali interventi prevedeva uno stanziamento di 185 milioni di euro e che, attraverso successivi provvedimenti legislativi approvati nel corso dell'anno (in particolare, con i decreti-legge n. 138 e n. 200), il precedente stanziamento è stato aumentato a 481 milioni di euro.
Dico ciò non per affermare che, attraverso tali provvedimenti, si siano risolti tutti i problemi. Certamente, l'azione posta in essere in questi mesi dal Governo e dal Parlamento ha consentito in qualche misura di attivare strumenti già previsti dalla finanziaria del 2001 che, tuttavia, non erano ancora operativi e, nonostante la difficoltà complessiva delle risorse di bilancio, ha permesso di aumentare la dotazione finanziaria disponibile nella legge n. 185, per cercare di risolvere le problematiche poste dal collega Merlo con riferimento alla zona di Torino, ma che - ahimè - hanno toccato moltissime province italiane.
Dunque, una volta approvato definitivamente il collegato agricolo, sussistendo nello stesso una specifica delega in proposito, cercheremo di intervenire per rispondere più compiutamente alla sollecitazione contenuta nell'interrogazione in esame.

PRESIDENTE. L'onorevole Merlo ha facoltà di replicare.

GIORGIO MERLO. Ringrazio il sottosegretario, onorevole Delfino, del quale conosco anche la competenza in materia in quanto, dalla rapida risposta che ha fornito, si evince l'esistenza di un impegno, forte e consapevole, a risolvere tale problematica.
Si tratta di un problema che - come il sottosegretario sa - era nato da un evento atmosferico negativo che, tuttavia, si ripete da alcuni anni. Nella mia interrogazione, ho preso in considerazione solo quel lembo della provincia di Torino, comprendente cinque o sei paesi, in quanto in quel momento mi pareva il più drammatico:


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oltre 300 le aziende colpite, oltre 2 mila ettari danneggiati, una perdita complessiva di 9 milioni di euro.
Il problema è che - come lo stesso sottosegretario ha ammesso nella parte finale del suo intervento - lo strumento della polizza assicurativa, al fine di venire incontro alle difficoltà in cui incappano moltissimi operatori del settore, è insufficiente.
Oltretutto, come ricordava lo stesso sottosegretario, non possiamo dimenticare che la legge 14 febbraio 1992, n. 185, si è rivelata largamente insufficiente, perché non ha risolto i problemi sul tappeto: inadeguati gli importi percepiti dalle aziende in seguito ai danni subiti; enormi ritardi per quanto riguarda l'erogazione da parte delle regioni, con relativo trasferimento statale; troppo oneroso l'espletamento delle pratiche burocratiche, con reale difficoltà per le aziende ad accedere ad ulteriori mutui, dopo essere state colpite per tre, quattro e anche cinque annate consecutive, mancando i fondi per restituire le annualità dei mutui relativi agli anni 1999 e 2000.
Allora, l'invito rivolto al Governo è il seguente: con il prossimo collegato agricolo riuscire a dare una risposta stabile a queste avversità atmosferiche che, come il sottosegretario sa, rischiano - lo ripeto - di danneggiare in modo irreparabile centinaia di aziende, in questo caso nella provincia di Torino, ma, in generale, nell'intero Piemonte. Sappiamo che le risorse sono poche e che vanno razionalizzate. Occorre, però, dare una risposta, a mio e a nostro parere, definitiva a chi è toccato da questi eventi atmosferici. Credo che soltanto così si possa venire incontro a queste esigenze, perché - lo ripeto e concludo - lo strumento della polizza assicurativa rischia di non risolvere definitivamente il problema.

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