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C)
con le grandinate del 2000 e le gelate della primavera 2001. La situazione economica per molte imprese agricole risulta a questo punto francamente difficile, avendo tali aziende sostenuto per tre annate le spese di produzione, gli ammortamenti ed i contributi previdenziali, senza incassare un'adeguata remunerazione a causa della perdita parziale, e in alcuni casi totale, del prodotto;
la grandinata dei primi di settembre 2002 nella provincia di Torino è stata, per l'ennesima volta, un vero flagello per la frutticoltura, provocando danni di ingenti proporzioni e mettendo a rischio la stessa sopravvivenza di centinaia di aziende;
nella sola zona della bassa Val Pellice, che comprende i comuni di Bibiana, Bricherasio, Campiglione Fenile e Cavour, l'effetto devastante sul territorio è stato tale da non avere confronti con gli ultimi anni, sia per vastità che per intensità;
le aziende agricole interessate solo in questo angolo della provincia di Torino sono oltre 300 e gli ettari danneggiati da grandine e vento sono stati stimati attorno ai 2.000, con una perdita complessiva che sfiora i 9 milioni di euro;
alcuni frutteti, inoltre, sono stati abbattuti dalla potenza delle raffiche di vento con danni che vanno oltre la perdita di produzione per l'annata, causando, per molte aziende agricole, una situazione insostenibile, considerando i danni già subiti
ora, alla luce di questa situazione assai diffusa nel nostro Paese, le misure di sostegno tradizionali rischiano di essere inefficaci e prive di reale incidenza, come gli effetti prodotti dalla legge n. 185 del 1992. Sono inadeguati gli importi percepiti dalle aziende in seguito ai danni subiti, con enormi ritardi per quanto riguarda l'erogazione da parte delle regioni con relativo trasferimento statale; è troppo oneroso, inoltre, l'espletamento della pratica burocratica con reali difficoltà per le aziende di accedere, dopo essere state colpite per quattro annate consecutive, ad ulteriori mutui, mancando i fondi per restituire le annualità dei mutui 1999 e 2000 -:
a fronte, pertanto, di un quadro preoccupante per il futuro di moltissime aziende agricole della provincia di Torino, come ritenga di procedere per aggirare le difficoltà incontrate con le misure legislative attuali senza penalizzare ulteriormente un settore decisivo per la stessa economia del nostro Paese.(3-01329)
(3 settembre 2002)