Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 238 dell'11/12/2002
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(Piano di ristrutturazione della Consap Spa - n. 3-01458)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di stato per l'economia e le finanze, onorevole Armosino, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Pistone n. 3-01458 (vedi l'allegato A - Interrogazioni sezione 2).

MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con l'interrogazione in esame l'onorevole Pistone ed altri hanno posto quesiti in ordine al piano industriale di ristrutturazione della società Consap. Al riguardo, si premette che la Consap, sorta da un'operazione di scissione dell'INA Spa, ha un capitale di 5 milioni 200 mila euro, interamente detenuto da questa amministrazione, è soggetta al controllo della Corte dei conti e, pur presentando poli di attività differenti (cessioni legali, attività immobiliare, gestione del fondo di garanzia e di solidarietà), ha, come finalità istituzionale, la gestione dei servizi assicurativi pubblici e, più specificatamente, dei fondi di garanzia e di solidarietà per le vittime della strada, della caccia, dell'estorsione, dell'usura e dei reati di tipo mafioso, istituiti in favore dei cittadini in situazione di rischio, ritenuti meritevoli dallo Stato di particolare tutela.
Questi fondi costituiscono patrimoni autonomi a tutti gli effetti di legge, con una propria contabilità ed una propria rendicontazione che viene redatta separatamente rispetto al bilancio della società. Tale gestione risulta anche economicamente autosufficiente, in quanto i costi dei servizi resi dalla struttura aziendale sono direttamente coperti dai fondi stessi.
Sotto il profilo economico, l'attività più rilevante della società è relativa alla gestione delle cessioni legali e delle attività ad essa strumentali, prima fra tutte quella immobiliare. Questa gestione consiste in una riassicurazione obbligatoria in forza della quale le compagnie di assicurazione erano tenute a cedere una quota parte di ciascun contratto di assicurazione sulla vita all'INA, che costituiva ed incrementava annualmente le riserve matematiche dei rischi assunti, e rappresenta un'attività di carattere transitorio, essendo appunto venuto meno l'obbligo di cessione legale con la legge 23 giugno 1994, n. 403.
Ad oggi, la Consap ha provveduto a dismettere tutte le partecipazioni azionarie ed oltre i due terzi del suo cospicuo patrimonio immobiliare, realizzando buona parte della liquidità necessaria per far fronte ai pagamenti in favore delle


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imprese in materia di cessioni legali. Tale attività ha registrato una fortissima accelerazione e si avvia ad una rapida definizione insieme a quella immobiliare, ad essa strettamente connessa, a seguito della stipula di un accordo quadro tra la Consap e le compagnie di assicurazione rappresentate dall'ANIA.
Si soggiunge che, per la particolare esperienza acquisita dalla società nell'attività di gestione e di dismissione dei propri immobili e con l'intento di sopperire al graduale esaurimento di tale attività, è stato ampliato l'oggetto sociale dello statuto, per consentire alla società stessa di assumere incarichi conferiti da amministrazioni pubbliche per la gestione, la valorizzazione e la dismissione di patrimoni immobiliari.
Peraltro, l'estensione in questa direzione dello statuto è stata oggetto di osservazione da parte della Corte dei conti che, nelle relazioni al Parlamento sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria della società, in particolare quelle relative agli esercizi 1999 e 2000, ha rilevato l'esigenza di considerare con maggiore prudenza la prospettiva di una generica utilizzazione della Consap in funzioni di servizio per le pubbliche amministrazioni non attinenti alla finalità istituzionale della società che è - si ribadisce - la gestione di servizi assicurativi pubblici.
In questo contesto e in relazione allo stato ormai avanzato dei processi di realizzo del patrimonio immobiliare e di definizione delle intese sulle cessioni legali, risulta evidente e motivata la necessità di definire il riassetto delle attività della Consap. In particolare, è stato richiesto al nuovo management un più rapido sviluppo, anche con forme societarie diverse, delle attività a termine (cessioni legali ed attività immobiliare), ricercando, inoltre, tra le eventuali iniziative adottabili, quella ritenuta più idonea alla salvaguardia dei livelli occupazionali ed alla tutela della professionalità degli addetti.
Queste sono le linee guida che il Ministero dell'economia e delle finanze, azionista unico della Consap, intende realizzare in sintonia con i vertici della società, che hanno anch'essi ribadito, negli incontri svoltisi con le rappresentanze sindacali aziendali, la prioritaria esigenza di garantire, nell'ambito del progetto di riassetto e riorganizzazione delle attività aziendali, la tutela del patrimonio professionale esistente.
È stato, quindi, avviato un piano industriale della Consap, ancora in fase di elaborazione, il quale, prevedendo il completamento in tempi rapidi delle attività transitorie, individui gli spazi possibili per nuove attività, il conseguente modello organizzativo e le relative previsioni economiche e finanziarie.

PRESIDENTE. L'onorevole Pistone ha facoltà di replicare.

GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, signor sottosegretario, non sono molto soddisfatta della sua risposta, anche perché alla domanda contenuta nella mia interrogazione sostanzialmente non si è risposto, nel senso che, evidentemente, non si hanno ancora gli elementi per farlo.
Nella mia interrogazione ho espresso in sintesi ciò che, in maniera più dettagliata, ha pronunciato il sottosegretario. Nella sostanza l'interrogazione mirava ad assicurare alcuni capisaldi della Consap. Mi riferisco al fatto che la ristrutturazione, che non è avversata dalle parti sociali, non deve equivalere ad una polverizzazione dell'azienda ed alla tutela delle professionalità consolidate all'interno della società. Tale professionalità ha avuto modo di mostrarsi in tutta la sua luce in questi anni producendo un ottimo lavoro, al punto di avere anche bilanci attivi, che non è poco per una società partecipata esclusivamente dal Ministero dell'economia.
L'altro problema era ristrutturare l'azienda mantenendone l'identità, cioè non snaturandola completamente, ed accettando il piano di ristrutturazione e riorganizzazione conoscendo i termini di


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tale piano. Quest'ultimo, che dovrà essere realizzato nell'arco di due anni, avrebbe dovuto essere completato entro il mese di dicembre ma, da quanto mi si sta dicendo, non è stato neanche presentato. Quindi, i tempi sono sicuramente superati anche se penso che ciò avverrà in un prossimo futuro.
Ripeto, di quanto riferito dal sottosegretario in quest'aula non vi era alcun punto che non fosse di mia conoscenza. Ovviamente, per brevità nell'interrogazione non ho potuto fare la cronistoria di tutta la vicenda Consap, che nasce nel 1993 ed acquisisce lungo la strada professionalità e mansioni speciali alle quali credo che la società abbia risposto in questi anni in maniera egregia.
Ritengo utile, a questo punto, riproporre il quesito probabilmente nel mese di gennaio quando il Governo e, forse, la stessa società saranno più pronti a dare risposte concrete in merito al piano di ristrutturazione e, soprattutto, al problema che ci sta molto a cuore relativo al mantenimento dell'occupazione. Mi riferisco al mantenimento dell'occupazione non fine a se stesso, ma salvaguardando le professionalità all'interno della stessa azienda e, quindi, con una valorizzazione delle stesse e non semplicemente con una tutela dal punto di vista occupazionale tout court. Deve trattarsi di un personale che sia in grado di lavorare ed operare come ha dimostrato fino a questo momento in maniera egregia. Lo dimostrano gli stessi risultati e credo che lo riconosca anche il management che ha guidato l'azienda in questi anni. Ritengo che l'amministratore delegato attuale e la nuova dirigenza sappiano riconoscere tali professionalità e, soprattutto, sappiano dare all'azienda un nuovo impulso ed un nuovo sviluppo.
Infatti di questo ha bisogno il nostro paese. Intendo dire che non c'è bisogno di polverizzare o di smantellare, ma piuttosto di creare stabilità ed anche attività realmente produttive. A smantellare siamo infatti bravi tutti - non ci vuole niente -, mentre a creare ci vuole di più!

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