Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 238 dell'11/12/2002
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Svolgimento di interrogazioni.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.

(Utilizzo dei fondi comunitari di Agenda 2000 da parte della regione Sicilia - n. 3-01120)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, onorevole Miccichè, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Burtone n. 3-01120 (vedi l'allegato A - Interrogazioni sezione 1).

GIANFRANCO MICCICHÈ, Viceministro dell'economia e delle finanze. Signor Presidente, con questa interrogazione l'onorevole Burtone chiede di sapere quali iniziative il Governo intenda adottare per evitare il disimpegno automatico per la regione siciliana dei fondi europei del quadro comunitario di sostegno per il periodo 2000-2006.
Se da un lato credo di poter in qualche modo tranquillizzare l'onorevole Burtone perché, dalle notizie che abbiamo, il dato non dovrebbe procurare disimpegno su nessuno dei fondi interessati, però non sarebbe onesto da parte mia dire che tutto va bene, perché oggettivamente non è così. Non c'è dubbio che la Sicilia è una delle regioni che più soffre la capacità di spesa nei confronti dei fondi europei. Non direi, onorevole Burtone, come lei scrive nella sua interrogazione, che si tratta di incapacità politica, perché se così fosse dovremmo accettare l'idea che da vent'anni a questa parte, quale che sia stato il governo della regione siciliana, l'incapacità politica è stata perenne (non credo che effettivamente sia stato così); non c'è dubbio, però, che la Sicilia è in ritardo, non tanto sul meccanismo della spesa che dovrebbe consentire quest'anno di non incappare nel rischio del disimpegno automatico, ma nella modernizzazione della macchina amministrativa e burocratica della regione.
Troppo spesso non ci si riesce a mettere d'accordo tra direttori di assessorati diversi, troppo spesso si è in ritardo nella conoscenza dei fatti e dei dati che dovrebbero provocare accelerazione nella spesa e accelerazione nella progettualità della regione siciliana, troppo spesso il ministero di cui io faccio parte deve intervenire per sollecitare, per dare degli input molto precisi ai vari assessorati o al presidente della regione stessa, per cercare di evitare la perdita di fondi o comunque per cercare di portare la spesa prevista ad un livello qualitativo migliore di quello che è attualmente. Non c'è dubbio che il piano operativo regionale della Sicilia sia molto complesso. Stiamo facendo un'analisi molto precisa di tutte le singole misure per capire quali sono quelle che stanno funzionando, quelle che non stanno funzionando, in attesa della rinegoziazione che avverrà nel 2003 con la Commissione europea. Da questo punto di vista troviamo una disponibilità piena della regione nel lavoro comune che si sta facendo. Però, ripeto - e lo dico con un minimo di dispiacere, trattandosi anche della mia regione, oltre che di quella


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dell'onorevole Burtone -, altre regioni sono state più veloci ad adeguarsi ai metodi di Agenda 2000; la nostra, onorevole Burtone è un po' più lenta.
È pur vero che è partita un po' in ritardo, visto e considerato che le elezioni si sono svolte un anno dopo rispetto alle altre regioni e l'elezione diretta del presidente è certamente una di quelle condizioni che dovrebbero favorire la stabilità di Governo e di conseguenza una migliore capacità di conoscenza dei fatti e, dunque, di soluzione dei problemi. Tuttavia, effettivamente, ancora siamo un po' indietro e, se posso permettermi di approfittare di questa occasione, vorrei ancora inviare un input, un suggerimento forte al presidente della regione e a tutti gli assessori perché si rendano conto che ormai tutti gli investimenti che dovranno avere luogo nella regione siciliana hanno come cuore, come punto centrale il POR e, se non si velocizzano gli adempimenti necessari perché il POR venga utilizzato al meglio, non c'è dubbio che, per il futuro, potrebbe esserci il rischio di perdere in termini quantitativi ma sicuramente anche in termini qualitativi degli investimenti.

PRESIDENTE. L'onorevole Burtone ha facoltà di replicare.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor Presidente, signor viceministro, io e il collega Meduri abbiamo presentato questa interrogazione il 20 giugno scorso eppure, come lei ha detto nella sua risposta, è ancora di grande attualità. Avevamo presentato questa interrogazione perché volevamo esprimere una preoccupazione, quella di vedere la regione Sicilia ancora lenta nella spesa con il rischio di perdere i fondi europei, fondamentali per lo sviluppo della nostra terra. Avevamo però associato alla preoccupazione anche un invito al Governo affinché spingesse sul fronte dell'iniziativa regionale, non per violare una prerogativa statutaria che so esserci, ma per far sì che non si verificasse un atto di immoralità nella nostra terra: perdere risorse fondamentali per creare infrastrutture e servizi importanti per l'occupazione.
Signor viceministro, debbo apprezzare la sua onestà intellettuale; lei ha risposto nella sua veste istituzionale e non certamente come rappresentante autorevole di un partito che, nella regione siciliana, è al governo e, tuttavia, pur apprezzando il modo in cui lei ha risposto, molto sereno e allo stesso tempo critico nei confronti della regione, debbo dichiararmi insoddisfatto per la risposta ma, soprattutto, ancora fortemente preoccupato per quello che avviene in Sicilia.
Noi siamo stati fortunati perché, come lei ben sa, la certificazione della spesa non avverrà più il 31 ottobre ma il 31 dicembre e l'altra agevolazione di cui possiamo godere è che non dovremo rendicontare 1000 milioni di euro, ma 600 milioni di euro perché è stato tolto l'acconto. Tuttavia, a me risulta, signor viceministro che, ad oggi, sono stati attivati soltanto 222 milioni di euro e che la spesa effettiva in Sicilia è di 152 milioni di euro. Si tratta, dunque, di una insufficienza totale da parte del governo regionale che non può, ormai, additare lo stato di instabilità delle nostre istituzioni regionali. Ormai, da più di un anno, c'è un governo con un presidente eletto direttamente dal popolo e c'è una maggioranza forte nei numeri (molto spesso, come lei ben sa, minoranza in assemblea) ma c'è anche un aspetto burocratico diverso. La regione siciliana ha anche, chiaramente, utilizzato incarichi professionali esterni e oggi la burocrazia non è più quella di un tempo, anzi, alcune risorse sono state utilizzate per avere dirigenti adeguati allo sforzo di far spendere di più e meglio.
Il governo regionale ricorrerà ad una furbizia, lo sappiamo, relativa ai progetti di sponda; si utilizzeranno cioè progetti ed investimenti non programmati dal POR compatibili con le misure realizzate con risorse regionali e nazionali. In tal modo, con questo artificio contabile, probabilmente - lo spero - si potrà raggiungere l'obiettivo. Il governo della regione, però, sottovaluta l'eventualità che non tutto potrebbe essere accettato dall'Unione europea. Il Governo nazionale, in questo, dovrebbe vigilare con maggiore attenzione.


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Purtroppo, credo si debba prendere atto che, pur con le modifiche istituzionali avvenute in Sicilia, ancora oggi, a causa di questa lentezza del governo regionale, le risorse europee non possono essere considerate un volano fondamentale per lo sviluppo economico. Inoltre - ciò è ancora più grave - la qualità di distribuzione e l'utilizzo dei fondi è estremamente preoccupante: non si guarda, infatti, alla produttività, o meglio all'aumento di produttività, all'innovazione nelle imprese, alle infrastrutture; il governo Cuffaro sta portando avanti una linea che, di fatto, distorce la filosofia di Agenda 2000: invece di guardare alla selezione dei progetti, si guarda alla loro spalmatura sul territorio; invece di guardare alla valutazione selettiva, si segue l'esempio negativo della gestione clientelare. Certo, signor viceministro, riteniamo che la regione sia in una significativa fase di passaggio, una fase in cui dovrà ristabilire le regole fondamentali e non dovrà dare spazio alle nuove lobby, agli interessi...

PRESIDENTE. Onorevole Burtone, la invito a concludere il suo intervento. Il tempo a sua disposizione è già esaurito.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor Presidente, mi avvio alla conclusione. La regione deve guardare, invece, alla possibilità di un utilizzo migliore e non pensare di richiedere oggi le proroghe per gli interventi legati all'obiettivo 1, ma lavorare meglio. In tal senso chiediamo che vi sia una vigilanza più attenta da parte del Governo nazionale.

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