Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 238 dell'11/12/2002
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(Indirizzi politici del Governo in materia di scuola e formazione - n. 3-01701)

PRESIDENTE. L'onorevole Chiaromonte ha facoltà di illustrare l'interrogazione Grignaffini n. 3-01701 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 2), di cui è cofirmataria.

FRANCA CHIAROMONTE. Signor Presidente, noi chiediamo lumi sulle strategie e gli indirizzi del Governo in materia di scuola e di formazione. In verità, è una domanda che si pone da un po' di tempo gran parte del popolo italiano a fronte della mancanza di risorse e di progetti in cui versa il sistema formativo pubblico.
Questa volta chiediamo lumi quanto ad una contraddizione davvero stridente. Infatti, la Camera si troverà ad esaminare, quasi contemporaneamente, due provvedimenti


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in palese conflitto tra loro. Il primo è la legge delega per la definizione delle norme generali sull'istruzione, dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale.
Il secondo è la legge costituzionale di modifica dell'articolo 117, la cosiddetta devolution, che, a parte ciò che se ne può pensare nel merito - e noi, come è noto, ne pensiamo un gran male -, dà alle regioni la competenza in materia di scuola e formazione professionale, compresa quella della definizione degli standard minimi delle prestazioni. Ecco perché chiediamo lumi rilevando, una volta di più, l'assenza totale in questo Governo di una qualsiasi idea organica quanto ai rapporti che devono sussistere tra i diversi soggetti (regioni, Stato, enti locali) che dopo l'approvazione del nuovo titolo V della Costituzione concorrono a fare, anzi ad essere, la Repubblica italiana. Dunque, chiediamo al Governo quale dei due provvedimenti intenda ritirare.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il Governo non intende ritirare nessuno dei due provvedimenti perché con il disegno di legge costituzionale approvato dal Senato si integra l'articolo 117 della Costituzione con un comma in base al quale le regioni attivano la competenza legislativa esclusiva fra l'altro per organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici di formazione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche, e definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della regione.
Il progetto prevede altresì l'adeguamento alle maggiori condizioni di autonomia anche per le regioni a statuto speciale e le province autonome. Si tratta di un complesso omogeneo di materie che si inseriscono armonicamente nel quadro delle competenze legislative statali già delineate dallo stesso articolo 117. L'individuazione di tali materie non determina pertanto alcun effetto abrogativo, né esplicito né implicito, rispetto alle altre disposizioni costituzionali vigenti, in specie quelle dell'articolo 117 sulle competenze legislative statali.
Quindi, non si accerta un effetto limitativo o di affievolimento della competenza esclusiva statale relativa alla determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Per quanto riguarda le lettere b) e c) dell'articolo 1 del disegno di legge costituzionale occorre ricordare che lo Stato manterrà la propria potestà legislativa esclusiva in ordine alle norme generali sull'istruzione (articolo 117, secondo comma, lettera n)). Si tratta, com'è evidente, della fissazione di principi cardine del sistema dell'istruzione che nessuna legge regionale potrà violare.
È in tale ambito che si colloca anche il disegno di legge delega richiamato dall'interrogante che costituisce espressione della competenza legislativa esclusiva dello Stato ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettere m) ed n). Ricordo ancora che gli articoli 3 e 33 della Costituzione, riguardanti il principio di uguaglianza in senso formale e sostanziale ed il diritto allo studio, rimangono pienamente in vigore. Quindi, vi è competenza esclusiva per l'organizzazione, per le materie regionali, per la gestione, ma non per i criteri fondamentali dell'istruzione che rimangono dello Stato.
L'obiettivo fondamentale dei due progetti di legge è evidentemente quello di migliorare e qualificare l'offerta formativa coinvolgendo pienamente in questa azione le regioni e le autonomie locali in un sistema che sarà articolato essenzialmente su tre livelli: un livello statale, un livello regionale ed un terzo livello relativo all'autonomia dell'istituzione scolastica. L'attribuzione alle regioni di competenze legislative piene in materia di organizzazione scolastica è finalizzata, inoltre, a migliorare l'erogazione del servizio e consentire un utilizzo delle risorse secondo modalità più efficaci e più rispondenti ai


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bisogni di un singolo territorio. Sarà, poi, compito del sistema di valutazione nazionale, come definito dal disegno di legge di riforma del sistema scolastico, verificare che il servizio da chiunque erogato corrisponda agli standard previsti.
Concludendo, per quanto riguarda il decreto del Ministero dell'economia del 29 novembre, come è noto, ieri è stata applicata la deroga, in riferimento alle scuole materne ed elementari non statali, per l'erogazione dei contributi e, per il resto, il decreto è finalizzato esclusivamente a rinviare sia gli impegni sia l'emissione dei mandati fino al 31 dicembre 2002.

PRESIDENTE. L'onorevole Grignaffini ha facoltà di replicare.

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, mi dichiaro del tutto insoddisfatta della risposta del Governo che, ancora una volta, non è presente con il ministro competente, il ministro Moratti.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. È ammalata!

GIOVANNA GRIGNAFFINI. La preoccupazione è legata al fatto che fino a stamattina pensavamo ci si trovasse di fronte ad una schizofrenia interna al Governo, per cui da una parte la Lega spinge per la devoluzione e dall'altra il ministro Moratti spinge per una delega tutta accentrata nelle mani del ministro della pubblica istruzione. Oggi, invece, abbiamo capito che tale schizofrenia, che è una malattia, si incarna in una stessa persona: il ministro Giovanardi.
Quindi, siamo molto preoccupati per quello che sta accadendo a questo Governo e a questa maggioranza, soprattutto in materia di formazione, istruzione e università. Al riguardo, signor ministro, non sono io che devo ricordarle che si sono dimessi i rettori di tutte le università italiane: un evento clamoroso nella storia della nostra Repubblica!
Ma venendo al punto, con questi due provvedimenti non solo portate avanti un processo di destrutturazione della scuola pubblica - togliendo risorse e finanziamenti, comprimendo la docenza, espellendo il personale ATA e ausiliario, facendo mancare i fondi per l'edilizia scolastica e universitaria, comprimendo i diritti universali e tutto quello che attiene al diritto allo studio - ma non riuscite a costruire neanche un quadro unitario leggibile e trasparente dei vostri indirizzi e delle vostre strategie. Infatti, da una parte, con la legge sulla devoluzione, conferite alle regioni la potestà legislativa in materia di standard universali e nazionali; dall'altra, con la delega Moratti attribuite allo Stato queste stesse funzioni.
La contraddizione esplicita e il suo richiamo, ministro Giovanardi, ai livelli di organizzazione e di gestione è solo un tassello in più, perché, da una parte, vi sono gli standard che definiscono un sistema unitario nazionale; dall'altra, vi sono i criteri di organizzazione e di gestione. Ma anche in questo, signor ministro, vi è una contraddizione, perché attribuendo alle regioni la potestà di definire i livelli di organizzazione e di gestione voi ledete il principio dell'autonomia delle istituzioni scolastiche: un'altra esplicita contraddizione!
Quindi, la nostra richiesta è che, per favore, il Governo si chiarisca le idee e metta d'accordo le varie spinte e le varie pulsioni malate che animano questa maggioranza.

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