Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 234 del 4/12/2002
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(Misure volte a tutelare le forze dell'ordine - 3-01674)

PRESIDENTE. L'onorevole Ascierto ha facoltà di illustrare l'interrogazione La Russa n. 3-01674 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 4), di cui è cofirmatario.

FILIPPO ASCIERTO. Signor Presidente, signor ministro, il 19 marzo 1996 tre agenti del reparto volanti di Milano, a seguito di un normale controllo di routine, furono denunciati per furto da un extracomunitario da loro fermato. Gli agenti sono stati condannati a tre anni di carcere, nonostante la richiesta di assoluzione da parte del pubblico ministero perché il fatto non sussisteva. Le forze dell'ordine di tutta Italia hanno manifestato sdegno e costernazione nei confronti di un'accusa ritenuta ingiusta, in quanto fondata esclusivamente sulle dichiarazioni del fermato, senza tenere conto della parola dei tre agenti coinvolti. Gli stessi agenti, pochi giorni prima, proprio a dimostrazione della loro chiara e specchiata reputazione, avevano trovato e restituito una valigetta contenente 110 milioni.
Le forze dell'ordine hanno protestato pubblicamente, avanzando anche una proposta per una maggiore tutela nel corso del loro servizio di istituto. Chiediamo quali siano i provvedimenti che il Governo ed il ministero competente intendono assumere a favore delle forze dell'ordine per tutelarle rispetto a questi episodi.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.


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CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il tribunale di Milano, con sentenza del 19 gennaio 2000, ha condannato ciascuno degli imputati a tre anni di reclusione, nonché alla pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici. Sulla base di tale pronuncia, e su proposta del questore di Milano, i medesimi erano stati sospesi cautelarmente dal servizio con provvedimento avente tuttora efficacia. La corte d'appello di Milano, il 26 marzo 2001, ha confermato la condanna e la Corte di cassazione, con sentenza del 20 novembre scorso, ha respinto il ricorso degli imputati. La condanna, quindi, è divenuta definitiva.
Premesso questo, pur nella convinzione che la valutazione sul merito della sentenza non competa e non possa competere al Ministero dell'interno, si sottolinea che la stessa ha avuto il conforto di tre gradi di giudizio, ed anche nell'occasione non può che mantenersi un atteggiamento di rigoroso rispetto per l'operato della magistratura; ciò non si contrappone alla fiducia, alla vicinanza, alla solidarietà che il Governo - quotidianamente - esprime agli operatori delle forze di polizia impegnate in un lavoro difficile e ad alto rischio.
Il disagio espresso dagli agenti della questura di Milano e dalle organizzazioni sindacali trova anche fondamento nell'asserito rischio di esposizione a ritorsioni, denunce ed altre iniziative giudiziarie rispetto alle quali la difesa degli appartenenti alle forze dell'ordine risulta spesso complessa e gravosa. Senza far venir meno il principio generale del diritto, potrebbero a tal fine rivelarsi utili specifiche misure che consentano di attenuare il rischio ed il conseguente disagio anche attraverso adeguate misure di tutela legale che permettano al personale di polizia di operare nella piena correttezza ma con la necessaria serenità.
A tal fine, già il nuovo contratto di lavoro del personale della Polizia di Stato, relativo al quadriennio 2002-2005 ed al biennio 2002-2003, estende misure già previste in favore del personale imputato, che consentono di anticipare la somma di 2 mila 500 euro per le spese legali, anche agli ufficiali ed agli agenti di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria semplicemente indagati per fatti inerenti al servizio. In occasione dello stesso rinnovo contrattuale, il Governo ha inoltre assunto uno specifico impegno per la semplificazione delle procedure per il rimborso delle spese legali relative a procedimenti giudiziari connessi all'attività di servizio.

PRESIDENTE. L'onorevole Ascierto, cofirmatario dell'interrogazione ha facoltà di replicare.

FILIPPO ASCIERTO. Signor Presidente, nell'esprimere soddisfazione per la risposta del ministro intendo sottolineare alcuni aspetti di fondamentale importanza. È prassi ormai consolidata che extracomunitari avviino processi nei confronti delle forze dell'ordine per poter rimanere in Italia, proprio alla luce delle lungaggini burocratiche e giuridiche, più del tempo consentito ed evitare, così, provvedimenti di espulsione.
L'ispezione del Ministero dell'interno avviata a Milano renderà sicuramente rispetto ed onore alla Polizia di Stato perché porrà in evidenza, appunto, l'estraneità della pattuglia, anche se questa non inficia la decisione presa dai magistrati.
Voglio oggi esprimere un ringraziamento vivo, sentito, a nome anche dei parlamentari che condividono tutto ciò, alla questura di Milano ed agli uomini delle volanti, perché grazie al loro impegno in questi ultimi mesi sono stati abbattuti i crimini a Milano di quasi il 20 per cento. A questi uomini non solo vanno il nostro ringraziamento e la nostra stima, ma anche l'incoraggiamento a continuare su questa strada. È sotto gli occhi di tutto il mondo il loro sacrificio.
Infangare il loro lavoro, porre in discussione la loro parola, significa non ricordare quel contributo che da sempre hanno dato le forze dell'ordine al popolo italiano e significa non ricordare quanti sono caduti per gli italiani, per la loro sicurezza e per la libertà.


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Approfitto di questa occasione per segnalare due iniziative che si possono intraprendere. Occorrono più strumenti tecnologici per il controllo del territorio. Vi sono strumenti tecnologici adottati, ad esempio, dalla polizia stradale, che permettono di filmare gli interventi: essi potranno metterci nelle condizioni di evitare tutto ciò. Soprattutto, occorre che i procedimenti nei confronti delle forze dell'ordine vengano avocati dal procuratore capo della Repubblica, per evitare che poi vi siano decisioni del giudice diverse dalle richieste del pubblico ministero.

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