Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 234 del 4/12/2002
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(Iniziative a favore dei medici specializzandi - n. 3-01673)

PRESIDENTE. L'onorevole Valpiana ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01673 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).

TIZIANA VALPIANA. Signor Presidente, i 25 mila medici specializzandi in Italia da alcune settimane sono scesi in sciopero ed hanno proclamato lo stato di agitazione per rivendicare il loro status giuridico di studenti lavoratori, e richiedere l'applicazione del decreto legislativo che, già dal 1999, prevede il passaggio da una borsa di studio ad un contratto di formazione lavoro.
Oggi, i medici specializzandi del nostro paese, pur essendo medici che, oltre a studiare, lavorano nei reparti ospedalieri, continuano a percepire una borsa di studio di 800 euro al mese lorde, non hanno diritto a ferie, pensione, maternità e malattie, non possono svolgere altri lavori e, soprattutto, non sono tutelati da norme precise sulla qualità della formazione specialistica.
Il decreto legislativo in questione, dal 1999 ad oggi, non è mai stato finanziato; ci aspettavamo, quindi, che nella finanziaria le risorse sarebbero state trovate.
Rifondazione comunista chiede in modo netto e chiaro al Governo se intenda risolvere il problema dei medici specializzandi che, scesi in sciopero in tutta Italia, hanno posto in evidenza quanto il loro aiuto ed il loro lavoro sia prezioso negli ospedali.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Onorevole Valpiana, il decreto legislativo in questione è nato senza copertura finanziaria dall'inizio. È stato dal Parlamento e dal Governo di allora fissato un principio, ma non si è pensato a dare la copertura finanziaria al principio medesimo, che permetteva ai medici specializzanti di passare dalla specialità (qualche tempo addietro, gratuitamente, e facendo fatica poi a trovare una


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collocazione, in una situazione in cui si era passati al numero chiuso e alle borse di studio di un milione e seicentomila di vecchie lire al mese collegate alla formazione) ad un'altra situazione, prevista dalla legge, che, invece, con il contratto di formazione lavoro, oltre alla specializzazione, ha previsto una vera utilizzazione lavorativa presso le sedi competenti.
Giustamente ed opportunamente, i medici specializzandi rivendicano che all'attività lavorativa propria siano collegati trattamenti e strumenti giuridici che fanno riferimento, non soltanto alla specializzazione, ma anche ad un lavoro oneroso di sostituzione, ad esempio, di colleghi che dovrebbero trovarsi al loro posto.
La copertura finanziaria del decreto legislativo richiederebbe 600 miliardi di vecchie lire, risorse mai stanziate dai precedenti governi; quindi, si tratta di un diritto che la legge riconosce, sul quale è necessario operare, per trovare le risorse che facciano fronte alle esigenze poste. Con grande difficoltà potranno essere ricercate nella finanziaria attuale, ma rimane l'impegno, che nel 1999 non è stato mai soddisfatto, di trovare una soluzione ad un provvedimento che ha indicato dei diritti, senza però indicare le risorse per farvi fronte.

PRESIDENTE. L'onorevole Valpiana ha facoltà di replicare.

TIZIANA VALPIANA. Spero di aver capito male, tuttavia, ho capito che nella finanziaria, nonostante le numerosissime promesse che il Governo aveva fatto agli specializzandi, anche ultimamente durante la manifestazione a Roma di circa 10 mila studenti, purtroppo, non ci sarà risposta al problema.
Vorrei ricordare al ministro Giovanardi che la normativa europea risale al 1993: il primo Governo Berlusconi nel 1994 e nel 1995 non è intervenuto legislativamente nella materia, intervento che, invece, è stato compiuto - ed è vero - dai successivi governi senza copertura (che, però, non c'è neanche oggi).
Mi domando allora perché nel documento di programmazione economico-finanziaria si fosse stabilito che nella finanziaria sarebbero state trovate le risorse per la copertura; gli specializzandi sono molto stanchi di promesse e vogliono fatti concreti; spero non smettano lo stato di agitazione e continuino a lottare per i propri diritti ed assicuro che Rifondazione comunista sarà al loro fianco, non solo per la tutela dei loro diritti, ma anche per avere, tutti noi, medici migliori domani.

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