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sessantamila medici specializzandi hanno dichiarato lo stato di agitazione per protestare contro il mancato stanziamento nel disegno di legge finanziaria per il 2003 dei fondi per la stipula dei contratti di formazione-lavoro, previsti dal decreto legislativo n. 368 del 1999 e dalle direttive comunitarie;
il Sottosegretario per la salute, senatore Cesare Cursi, ha dichiarato il 24 ottobre 2002, rispondendo ad un'interrogazione in Commissione affari sociali della Camera dei deputati, che «il ministero della salute lavora per pervenire ad una soluzione che soddisfi le legittime aspettative dei medici in formazione» e che «uno schema di contratto formazione-lavoro è stato trasmesso in data 25 luglio 2002 alla Presidenza del Consiglio dei ministri per l'approvazione»;
secondo le stime del ministero dell'economia e delle finanze il maggior onere è di circa 300 milioni di euro e, al fine di trovare idonea copertura, nel documento di programmazione economico-finanziaria era stato inserito uno specifico impegno finalizzato al reperimento dei fondi necessari, ma nel disegno di legge finanziaria in discussione non c'è traccia di risorse da destinare ai contratti di formazione;
il mancato finanziamento farebbe slittare di un altro anno la soluzione del problema;
quella dei medici specializzandi è una categoria di professionisti che lavora per le aziende sanitarie locali senza veder riconosciuto alcun diritto, neanche quello fondamentale di una remunerazione dignitosa, e sulle cui spalle grava gran parte del lavoro ospedaliero -:
quali iniziative concrete intenda intraprendere affinché la situazione dei medici specializzandi possa trovare la necessaria soluzione, con il riconoscimento del loro diritto ad una formazione controllata e di qualità, garantendo, al contempo, un dignitoso contratto di formazione-lavoro.(3-01673)
(3 dicembre 2002)