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PRESIDENTE. L'onorevole Titti De Simone ha facoltà di TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, con questa interrogazione noi chiediamo al Governo delle risposte certe rispetto alla drammatica emergenza occupazionale che si sta delineando in queste ore e che riguarda 16 mila lavoratori, ex lavoratori socialmente utili, che sono stati accorpati nelle cooperative di pulizie cui sono stati affidati gli appalti dei servizi di collaborazione scolastica con decreti precedenti a questo Governo, che avrebbero dovuto garantire una stabilizzazione di questi lavoratori che, appunto, non c'è stata.
PRESIDENTE. Onorevole Titti De Simone, siamo andati un po' al di là...
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, non è la prima volta che sono giunte interpellanze e interrogazioni in materia. Ricapitoliamo ancora una volta la situazione.
nelle scuole, affidati sulla base di questa legge del 2000, confrontati con le alternative possibili per l'affidamento di servizi di pulizia, risultano sicuramente più costosi rispetto alle offerte avanzate da altre imprese. Quindi, questi ultimi non sono in linea con i criteri di economicità e di efficienza amministrativa. Cessando gli appalti, ben 16 mila lavoratori perderebbero il posto di lavoro perché, attualmente, non sono protetti da ammortizzatori sociali, a causa della perdita dello status di lavoratori socialmente utili. Questa situazione è ben conosciuta al ministero che si sta adoperando assieme al Ministero del lavoro per individuare rapidamente possibili soluzioni al problema che possono individuarsi nell'ottica di una economicità delle offerte portate avanti da queste cooperative, o in altre soluzioni al di fuori di un rapporto con il Ministero della pubblica istruzione.
PRESIDENTE. L'onorevole Titti De Simone ha facoltà di TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, continuiamo ad essere molto preoccupati, anche perché le risposte del Governo non riescono a darci delle chiare indicazioni su ciò che si intende fare per scongiurare questi licenziamenti. Signor ministro, non ci interessa il rimpallo delle responsabilità tra gli atti compiuti da questo Governo e quelli relativi alla scorsa legislatura.
Nella legge finanziaria mancano le risorse per concretizzare una continuità di questi posti di lavoro. Si prospetta al 31 dicembre un licenziamento in tronco di questi 15 mila lavoratori, senza neanche il «materasso» della cassa integrazione. Si tratta di un'emergenza occupazionale che colpisce ancora una volta soprattutto il Mezzogiorno perché parliamo soprattutto di lavoratori del sud. Stanno già partendo le prime lettere di licenziamento nel Lazio e nella Puglia, da parte delle cooperative che hanno vinto questi appalti.
Noi chiediamo di sapere cosa intenda fare concretamente il Governo per scongiurare questo licenziamento, per garantire una continuità lavorativa a questi lavoratori e a queste lavoratrici, soprattutto per garantire una stabilizzazione e quindi, l'assunzione di questo personale a tempo indeterminato negli organici ATA dello Stato.
Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
In applicazione del decreto legislativo n. 81 del 2000, che conteneva misure per stabilizzare occupazionalmente i lavoratori impegnati in progetti socialmente utili, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca venne designato come ente utilizzatore di circa 16 mila lavoratori socialmente utili nelle situazioni scolastiche. La legge finanziaria per il 2001, all'articolo 78, ha previsto l'emanazione di un decreto interministeriale per la definizione delle procedure e per la stabilizzazione di questi lavoratori impegnati in progetti socialmente utili presso gli istituti scolastici.
Lo stesso articolo ha previsto un finanziamento, valido fino al 31 dicembre 2002, per un importo su base annua di 575 miliardi di vecchie lire che è stato realizzato, in parte mediante riduzione del fondo sociale per l'occupazione - gestito dal Ministero del lavoro - e in parte attraverso altre coperture. Le procedure sono state in seguito affinate attraverso una convenzione quadro stipulata il 7 giugno 2001 dal Ministero dell'istruzione e da quattro consorzi, che dura 60 mesi ed è coperta soltanto per il primo anno e mezzo. In effetti, per essere chiari, al 31 dicembre 2002 la copertura prevista dalla legge del 2000 - relativa alla precedente legislatura, al precedente Governo - viene a cessare; in questo modo le convenzioni si trovano a non poter essere più finanziate.
Questo Governo si è trovato a realizzare una situazione nella quale era stato stabilito un certo tipo di quadro che era stato però finanziato fino al 31 dicembre di quest'anno e non per tutti i 60 mesi. Quindi, come ha già riferito il ministro Moratti in quest'aula, gli appalti di pulizia
La situazione è molto grave e drammatica; parliamo di 15 mila lavoratori che rischiano il posto e di altrettante famiglie che stanno andando incontro ad una situazione di grave incertezza. Non si possono affrontare tutte le questioni guardando sempre all'economicità, al risparmio, così come sta facendo questo Governo nei confronti del settore scolastico e del lavoro inteso in senso generico. Stiamo parlando di persone in carne ed ossa e, se vogliamo davvero affrontare il problema relativo alla previsione di ulteriori costi a carico dello Stato che questa esternalizzazione - come molte altre - ha determinato, bisogna prevedere provvedimenti che, non solo garantiscano allo Stato un minor costo, ma anche una reale stabilizzazione. Quindi, per noi la soluzione è rappresentata dall'assunzione di questi lavoratori all'interno della pubblica amministrazione. Si tratta, cioè, di una soluzione in controtendenza rispetto alle scelte sbagliate - e la situazione di oggi lo dimostra - che sono state portate avanti sino ad oggi nei confronti degli ex lavoratori socialmente utili.
Oggi, tra l'altro, è un giorno importante perché questi lavoratori, insieme alle organizzazioni sindacali, hanno indetto una giornata di sciopero; vi è stata anche una manifestazione davanti al Ministero dell'istruzione. Ciò denota che vi è un clima di tensione che coinvolge anche le famiglie di questi lavoratori perché la situazione è molto grave e noi, naturalmente, continueremo a pressare il Governo affinché ci dia delle garanzie chiare. Il progetto di legge finanziaria in esame al Senato rappresenta un primo banco di prova e noi lavoreremo in questa direzione affinché venga garantita questa stabilizzazione.


