Allegato A
Seduta n. 230 del 27/11/2002


Pag. 32


...

(Sezione 5 - Riconoscimento del servizio prestato in qualità di lavoratori socialmente utili da parte degli addetti ai servizi di pulizia nelle scuole)

TITTI DE SIMONE. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
la mancata previsione nel disegno di legge finanziaria per il 2003 delle risorse necessarie a finanziare per i prossimi cinque anni l'appalto quinquennale per i servizi di pulizia nelle scuole (decreti


Pag. 33

ministeriali n. 65 e 66 del 2001) - per il quale erano state previste nella legge finanziaria per il 2000 risorse fino a dicembre 2002 a copertura del primo anno e mezzo - rende concreta la possibilità per 16 mila dipendenti delle cooperative di pulizia (lavoratori socialmente utili «stabilizzati» in base ad una convenzione con il ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca) di un licenziamento in tronco, senza neanche «il materasso» della cassa integrazione;
la «stabilizzazione», attuata attraverso i citati decreti ministeriali, non è stata, comunque, una reale stabilizzazione, in quanto ha previsto un contratto part-time al 75 per cento, che non è in grado di offrire salari adeguati;
complessivamente, nel 2002 le spese per l'istruzione diminuiranno, per la prima volta, di circa 500 milioni di euro, mentre per la prosecuzione degli appalti di pulizia già assegnati fino al 2006 a quattro organizzazioni di settore (Legacoop, Confapi, Confindustria e Confcooperative), sulla base di una convenzione sottoscritta nel 2001 con i ministeri del lavoro, della pubblica istruzione e dell'economia (procedura, però, definita illegittima dalla Commissione europea), di milioni di euro ce ne vorrebbero 260 in più;
l'emergenza occupazionale che si prospetta è drammatica, sia sul piano quantitativo e sia sul piano sociale: infatti l'85 per cento dei 16 mila lavoratori che rischiano il posto di lavoro vive e lavora nel Mezzogiorno;
risulta all'interrogante che siano già state recapitate le prime lettere di licenziamento;
il mancato riconoscimento degli anni di servizio prestati come lavoratore socialmente utile nella scuola, ai fini delle procedure di reclutamento del personale attraverso le graduatorie di prima e seconda fascia per le assunzioni a tempo determinato e indeterminato di personale Ata, rimane un grave atto di discriminazione di tale personale che richiede una sanatoria atta al riconoscimento di tale servizio -:
come intenda intervenire per l'attivazione delle misure normative ed amministrative atte a riconoscere il servizio prestato in qualità di lavoratore socialmente utile ai fini delle assunzioni di personale a tempo indeterminato negli organici Ata delle scuole e per incrementare le risorse economiche necessarie alla copertura di tali assunzioni. (3-01627)
(26 novembre 2002)