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PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo 22 (vedi l'allegato A - A.C. 2031-bis-B sezione 16) e del complesso delle proposte emendative ad esso presentate, precedentemente accantonate.
LUIGI GASTALDI, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUIGI GASTALDI, Relatore. Signor Presidente, riprendiamo l'esame dell'articolo 22. Proporrei di accantonare l'esame degli identici emendamenti Collè 22.5, Gambini 22.7, Fistarol 22.8 e Polledri 22.20 sui quali avevo formulato un invito al ritiro e di riprendere con la votazione degli altri emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Gastaldi, non sarebbe più opportuno verificare se questo
invito al ritiro viene accolto? Abbiamo quasi completato l'esame del provvedimento.
LUIGI GASTALDI, Relatore. Signor Presidente, ho svolto questa verifica e ritengo opportuno passare all'esame degli altri emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole relatore, se accantoniamo gli emendamenti da lei indicati, non possiamo affrontare l'esame di quelli successivi. In particolare, si tratta degli emendamenti Alfonso Gianni 22.3 e Nieddu 22.9.
LUIGI GASTALDI, Relatore. Signor Presidente, procediamo come lei ritiene.
PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Collè 22.5, Gambini 22.7, Fistarol 22.8 e Polledri 22.20.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fluvi. Ne ha facoltà.
ALBERTO FLUVI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri il sottosegretario si è alquanto inalberato quando si è discusso su questa materia. Lo comprendo perché aveva ed ha difficoltà nel controllare «pezzi» importanti della sua maggioranza.
Egli ha fatto riferimento, di fronte alle tabelle riportate, al fatto che si trattasse di tabelle di parte, perché fornite dall'ANIA. Invitava a prendere in considerazione invece i dati dell'Isvap; noi tuttavia non abbiamo questi dati e se il rappresentante del Governo ne è in possesso, sarebbe importante che egli li fornisse al Parlamento. Noi abbiamo sotto gli occhi una relazione del presidente dell'Isvap, illustrata nell'ambito di una audizione svolta il 19 novembre presso la Commissione finanze.
Vorrei leggere due passaggi, senza entrare in polemica: il presidente Giannini dice che su questa norma l'istituto nutre perplessità in ordine alla compressione della libertà tariffaria che la stessa norma comporterebbe in un settore che è stato liberalizzato, in ossequio alla disciplina comunitaria. Dice inoltre, e mi avvio alla conclusione, che sotto il profilo tecnico sta approfondendo l'impatto che un premio imposto in modo uniforme su tutto il territorio nazionale può avere sulle tariffe praticate sulle imprese.
Probabilmente vi possono essere differenti valutazioni sull'entità dell'aumento, ma che di aumento si tratti questo è certo. Lo ricorda anche l'Isvap.
ANTONIO MARZANO, Ministro delle attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO MARZANO, Ministro delle attività produttive. Onorevoli colleghi, il disegno di legge per favorire l'iniziativa privata e la concorrenza, in breve il collegato alla legge finanziaria per il 2002, che state votando, è un provvedimento di grande rilievo. Contiene misure di cui il paese ha bisogno: i programmi per lo sviluppo dell'informatica nelle piccole e medie imprese, il programma per lo sviluppo dell'alta tecnologia, il sostegno finanziario e normativo alla proprietà industriale, le norme in materia di politica energetica, con particolare riferimento al potenziamento delle infrastrutture, la regolamentazione del settore RC auto. Le imprese e le famiglie aspettano questi provvedimenti ed anche l'opposizione - cosa di cui mi compiaccio - ha mostrato di riconoscerne la necessità, votando a favore di vari articoli o astenendosi su altri.
Per converso, è evidente che il costo di un ritardo sul varo di questo collegato sarebbe alto. In primo luogo, si ritarderebbero gli ammodernamenti previsti e indispensabili e ne risentirebbe, in una fase di accresciuta concorrenza internazionale, la competitività del nostro sistema produttivo. D'altro canto, la Commissione bilancio della Camera ha espresso parere favorevole sul collegato, ma nel presupposto che il provvedimento sia definitivamente approvato entro il 31 dicembre di quest'anno.
Sono consapevole che su un punto specifico della normativa relativa alla RC auto un emendamento approvato al Senato, d'iniziativa non governativa, suscita perplessità sotto il profilo della dispersione, sulle varie parti del territorio nazionale, degli effetti tariffari. Benché la formulazione di quell'emendamento fosse ispirata a intenzioni diverse, la successiva valutazione tecnica dei suoi effetti ne conferma le difficoltà applicative che sono in corso di valutazione.
In conclusione, da un lato, ci troviamo di fronte all'assoluta necessità che il disegno di legge collegato venga oggi approvato in via definitiva; dall'altro, il Governo si impegna ed è pronto ad intervenire in maniera tempestiva, già nel corso della discussione della legge finanziaria al Senato, per evitare gli effetti non intenzionali e non desiderati, agendo così in conformità ai vari ordini del giorno che sono stati presentati.
Perciò, onorevoli colleghi, in considerazione di questo impegno del Governo e nell'interesse del paese a realizzare gli ammodernamenti previsti dal disegno di legge collegato, confido che la Camera approvi il testo in esame senza modifiche, che ne pregiudicherebbero la tempestività sia rispetto alle attese delle imprese, specialmente di quelle piccole e medie, sia rispetto alla base finanziaria, condizionata all'approvazione del provvedimento entro l'anno, come recita il parere della Commissione bilancio. Sono grato a tutti voi per la considerazione che vorrete dare a queste mie valutazioni (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vernetti. Ne ha facoltà.
GIANNI VERNETTI. Signor Presidente, ministro Marzano, questa riflessione non ci convince per diversi motivi. Il provvedimento al nostro esame, infatti, ha avuto una vita tormentata. Ricordo ai colleghi che, esattamente un anno fa - verso metà novembre 2001 - abbiamo esaminato la prima versione del collegato sullo sviluppo della concorrenza (atto Camera n. 2031) e, in materia di RC auto, in quest'aula, abbiamo assistito a cose incredibili. Il provvedimento fu stravolto, giustamente, dall'Assemblea perché conteneva disposizioni ed un'impostazione sostanzialmente illiberali ed inaccettabili.
Oggi, ci troviamo di fronte ad una formulazione del testo che produce effetti negativi nei confronti delle famiglie, dei consumatori e dei cittadini. Lo voglio ricordare, ancora una volta, all'Assemblea: l'annullamento del parametro territoriale porterà benefici ad una minoranza di cittadini in una minoranza di province, con rischi di aumento dell'inflazione e con un impatto devastante sulle famiglie italiane.
Invitiamo, dunque, l'Assemblea, a riflettere e ad esprimere un voto favorevole sul nostro emendamento. Sarebbe necessaria una profonda riforma del sistema assicurativo. Vi è ormai un sistema di tariffe incontrollato, vi è un cartello di imprese che domina e stravolge questo mercato. Diversi colleghi, ieri, in aula, hanno letto determinati dati, evidenziando l'impatto che questo provvedimento avrà sulle famiglie; si parla di aumenti tra il 50 ed il 70 per cento. È inaccettabile! Non è pensabile che la politica economica ed industriale di questo Governo venga attuata per successive approssimazioni e con errori di questo tipo! Insistiamo in tal senso. Riteniamo, peraltro, che quello al nostro esame - lo confermeremo, in modo più ampio, durante la fase delle dichiarazioni di voto finale - sia un provvedimento «tuttologico», pasticciato. Certamente, contiene anche qualche elemento interessante ma, nell'insieme, non fornisce quello slancio necessario, quel supporto vero di cui, oggi, il sistema della piccola e media impresa avrebbe bisogno. Chiediamo, dunque, all'Assemblea di riflettere su tale impatto.
Cari colleghi, voi tutti siete stati eletti con il sistema uninominale e nei vostri collegi l'attenzione a questi temi è fortissima in un momento in cui la mancanza di controllo sull'aumento dei prezzi, conseguente all'introduzione dell'euro, ha penalizzato
le famiglie in una fase di crisi economica, di recessione e di crisi che investono i grandi gruppi industriali del paese. Le famiglie italiane non si attendono un altro incredibile incremento che tocca 40 milioni di italiani, con un impatto devastante su un sistema già iniquo (oggi, infatti, il sistema tariffario di questo paese è iniquo e non trova riscontro negli altri paesi europei).
Colleghi, nei vostri collegi, sul territorio, nelle vostre città, i cittadini apprenderanno ciò. Questi non sono dati delle assicurazioni, ma delle associazioni dei consumatori, che i consumatori stessi avranno modo di diffondere sul territorio in cui siete stati eletti.
Colleghi della maggioranza, riflette su ciò. Sugli emendamenti al nostro esame occorre esprimere un voto favorevole perché, quando tornerete ad Agrigento, vi chiederanno conto del 57 per cento di aumento. Quando tornerete a Campobasso, vi chiederanno conto del 70 per cento di aumento. Quando tornerete a Matera, vi chiederanno conto del 41,8 per cento di aumento. Dunque, da questo punto di vista, nella libertà di coscienza doverosa e necessaria in questo senso, vi chiediamo di esprimere un voto favorevole sulle nostre proposte emendative.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nieddu. Ne ha facoltà.
GONARIO NIEDDU. Signor Presidente, con riferimento a questo collegato, il ministro parlava di grandi attese da parte delle imprese e delle famiglie.
Ho qualche dubbio che le attese delle imprese siano così grandi, per alcune ragioni che, nell'arco della discussione e del confronto su questo collegato, abbiamo più volte spiegato. Sicuramente, in relazione a questa parte del provvedimento, credo che andranno deluse le attese delle famiglie, a causa del risultato che viene fuori in materia di tariffe RC auto per le famiglie stesse. Peraltro, il ministro parlava di una scadenza del 30 dicembre, per cui non capisco per quale motivo si continui a dire che non vi è il tempo materiale per modificare il provvedimento.
La Lega nord Padania ha ritirato il suo emendamento su richiesta della maggioranza; poiché, però, voteremo comunque sulla soppressione della disposizione che sostituisce il comma 2 dell'articolo 12-bis della legge n. 990 del 1969 (restano, infatti, i nostri emendamenti soppressivi), mi rivolgo proprio ai colleghi della Lega nord Padania: collegio per collegio, ci dedicheremo ad una capillare informazione degli elettori e, alle liste con le cifre degli aumenti, che abbiamo già fornito, aggiungeremo quelle contenenti i nomi dei parlamentari che hanno partecipato alla votazione e l'indicazione del voto da ciascuno espresso. Questa è un'opportunità importante per tirarsi fuori da una spiacevole situazione!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Potenza. Ne ha facoltà.
ANTONIO POTENZA. Signor Presidente, vi è necessità di una parola pacata e rassicurante dopo lo sfogo di ieri, isterico a mio giudizio, del sottosegretario.
Non so se il messaggio del ministro sia rivolto alla stampa oppure alla Lega. Signor ministro, stia tranquillo: la Lega nord Padania voterà tutto, senza che sia necessario accettare ordini del giorno. Dunque, poteva anche fare a meno di venire in quest'aula se era solo per rivolgere un messaggio alla Lega! Se, poi, il suo voleva essere un comunicato stampa rivolto all'esterno, si tratta di un modo offensivo per dire le cose (comunque, nelle dichiarazioni di voto, avremo modo di affrontare l'argomento con la stessa pacatezza).
Signor Presidente, dichiaro di aggiungere la mia sottoscrizione all'emendamento Fistarol 22.8.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Fluvi. Ne ha facoltà.
ALBERTO FLUVI. Signor Presidente, secondo il ministro le famiglie attendono
questo provvedimento. Vorrei proprio chiederlo alle famiglie di Isernia, le quali subiranno un aumento del 74 per cento della tariffa RC auto, a quelle di Campobasso, che subiranno un aumento del 70 per cento, a quelle di Potenza, che ne subiranno uno del 64 per cento (e potrei continuare elencando i nomi di circa il 90 per cento delle province italiane)!
Credo che il Governo, anche esprimendo parere favorevole su questi identici emendamenti, abbia tutto il tempo necessario per tornare al Senato e per approvare definitivamente il provvedimento entro il 30 dicembre. Comprendo le motivazioni che hanno spinto il Senato ad inserire ...
PRESIDENTE. Onorevole Fluvi...
ALBERTO FLUVI. ...questa disposizione; però, credo anche che su di essa non si sia riflettuto abbastanza. Perciò, chiedo all'Assemblea di fare le conseguenti valutazioni, se è vero, come è vero, che lo stesso ministro ha ammesso la necessità di correggere il provvedimento con un emendamento ad hoc da inserire nel disegno di legge finanziaria.
Credo che la questione vada affrontata ora, in sede di esame di queste norme che interessano la RC auto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alfonso Gianni. Ne ha facoltà.
ALFONSO GIANNI. Signor Presidente, siamo di fronte ad una situazione che definire confusa sarebbe poco!
Stando alle valutazioni che abbiamo cercato di fare sulla base delle famose tabelle, peraltro non del tutto univoche (spero che quelle di cui dispongo siano attendibili), e tenendo anche conto - come facciamo sempre, perché ci fa piacere che il Governo interloquisca con l'Assemblea - delle parole pronunciate dal ministro Marzano, mi pare che siamo di fronte ad un caso (se vogliamo nobilitarlo filosoficamente) di eterogenesi dei fini: si vuole fare una cosa, ma se ne ottiene un'altra!
Può succedere, in una materia che è un groviglio di interessi e che è intricata per sua natura, ma quando succede bisogna correggere. Voglio però spiegare le ragioni per cui alla fine di questo tentativo di autoorientamento, «auto» nel senso che è un nostro orientamento, noi voteremo questo blocco di emendamenti. Quanto io dirò serve anche, così risparmiamo tempo (e dirò poche parole), come dichiarazione di voto favorevole al mio emendamento successivo, il 22.3.
Vorrei sgombrare il campo da una questione; lo dico con molta chiarezza perché riguarda l'insieme del problema. Penso che qui non c'entrino le difese delle autonomie locali o delle specificità, qui non è questione del bitto o del caciocavallo, del Gewürtztraminer o dell'Inzolia (parlavo di formaggi e di vini poc'anzi), lì le differenze vanno tutelate, vanno difese, vanno salvaguardate, sono un bene ed una ricchezza per l'umanità. Siamo contro una globalizzazione livellatrice, non ce lo dimentichiamo. Un'altra cosa però è stabilire che l'assicurazione dell'auto non è una libera scelta del cittadino, ma un obbligo (altrimenti non si può circolare in automobile), e poi pretendere che a questo obbligo venga giustapposta e sovrapposta una sorta di liberalizzazione di mercato nei prezzi o di differenziazione. Le due cose non stanno insieme. Sarebbe bene che i liberisti e gli iperliberisti si facessero un esame di coscienza o quanto meno facessero un'operazione di conseguenzialità logica e sciogliessero questo nodo o in un senso o in un altro.
Detto questo, affermiamo, ovviamente, che siamo per una logica di uniformità in questo campo, per cui un assicurato virtuoso, che non reca danno a sé e agli altri, deve vedere riconosciuta questa sua condizione su tutto il territorio nazionale ed essere trattato, ovviamente, alla stessa maniera. Questa è la ragione del mio emendamento 22.3, quello successivo che voteremo tra poco, che contiene un principio essenziale: la necessità di fare riferimento alla media dei premi e delle province con tariffa più bassa e, comunque, di fare intervenire l'Isvap ogni anno, sulla base
dei criteri di cui al comma precedente, per fissare il premio per le tariffe degli assicurati che rientrano nella categoria più meritevole. In questo modo noi risolveremmo il problema distorcente che provoca la novella introdotta al Senato, laddove, prendendo per buone le intenzioni e quindi accettando la tesi dell'eterogenesi dei fini in nome di un sacrosanto principio di uniformità, si provoca però una conseguenza nella maggioranza, anche se non in tutti i casi, delle province: un innalzamento del costo dell'assicurazione. E indubbiamente questo aggravio di spesa sui contribuenti, sui cittadini italiani, già tartassati da un incremento di inflazione e di bassi salari, visto che l'automobile la usano tutti (anzi, potrei dire, da un certo punto di vista, la pagano soprattutto le classi meno abbienti), certamente non lo vogliamo arrecare. Queste sono le ragioni del nostro voto (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Zacchera, che ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, vorrei solo rivolgere un saluto al consiglio comunale, alla giunta e al sindaco di Ravanusa, che sono presenti in tribuna (Applausi).
Onorevole Zacchera, ha facoltà di parlare.
MARCO ZACCHERA. Signor Presidente, ho apprezzato l'intervento del ministro Marzano che ha detto parole chiare e, a mio avviso, equilibratrici perché, effettivamente, in questo settore c'è bisogno di maggiore chiarezza. A livello di cittadinanza ci sono molte perplessità e preoccupazione, però mi rendo anche conto che, al di là della buona volontà dei presentatori di questi emendamenti - non voglio assolutamente parlare, né pensare alla demagogia -, è anche necessario porre fine all'andirivieni di questi provvedimenti tra Camera e Senato. Sono convinto che il ministro Marzano provvederà perché venga approvato un provvedimento di correzione all'interno della legge finanziaria.
In ogni caso, è necessario un intervento equilibratore e non soltanto per l'entità degli aumenti. Peraltro, non trovo molto giusto e cordiale che alcuni colleghi minaccino di affiggere i manifesti nei nostri collegi elettorali; allora, affiggeteli anche quando, ad esempio, diminuisce il prezzo delle medicine, perché i deputati di maggioranza fanno anche qualcosa di positivo!
Al di là di questo, ritengo necessario un intervento equilibratore perché si deve tener conto, obiettivamente, delle zone a maggiore o minore rischio nel paese. Effettivamente, in alcune zone gli assicurati, non dico che si comportino meglio, ma sono più rispettosi, ad esempio nei rimborsi dei sinistri e sono anche più corretti nelle richieste e negli indici di criminalità. Inoltre, signor ministro, occorre anche fare attenzione alle truffe che sovente stanno dietro le dislocazioni: se uno possiede una società di leasing con sede a Isernia e poi l'auto viene utilizzata a Napoli, è chiaro che il rischio sarà quello di Napoli ma pagherà la polizza di assicurazione di Isernia. Questo non è molto corretto. Dunque, a mio avviso, bisogna anche legare le tariffe al territorio dove effettivamente, almeno in prevalenza, si muove l'automezzo, prima di stabilire la classe di assicurazione corrispondente.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Frigato. Ne ha facoltà.
Le ricordo che ha un minuto di tempo a disposizione.
GABRIELE FRIGATO. Signor Presidente, anch'io ho ascoltato le parole del ministro e mi pare molto strano riconoscere la scarsa legittimità di un provvedimento, chiederne l'approvazione e, al tempo stesso, dire che verrà corretto immediatamente dopo. Ma, a proposito di politica economica, signor ministro e colleghi, vorrei soltanto sottolineare come le dichiarazioni del Governo in questi mesi abbiano sempre annunciato una riduzione della tassazione dei redditi, soprattutto nei confronti delle famiglie con redditi bassi. Ebbene, se esaminiamo questo provvedimento, in particolare questo articolo, ci
rendiamo conto che, alla fine, ci sarà un aumento di costo delle tariffe assicurative, che in molte, moltissime, province italiane supera il 30, il 40, il 50 per cento. Non è un problema, colleghi, di nord o sud del paese, è un problema legato, davvero, alle diversità del nostro territorio, alla molteplicità delle forme dei nostri agglomerati urbani. Vi sono città come Agrigento dove le tariffe aumenterebbero del 57 per cento, ma anche come Alessandria, Aosta, Bolzano, Campobasso, Cuneo, Enna e così via.
Allora, signor ministro, non mi pare che stiamo andando verso una riduzione delle imposte per le famiglie italiane. Teoricamente, si potrebbe anche avere una riduzione delle imposte, ma certamente non delle tariffe; nemmeno per le nostre imprese noi troveremmo...
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Frigato.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Gioia. Ne ha facoltà.
LELLO DI GIOIA. Signor Presidente, credo che il ministro abbia fatto delle considerazioni molto, molto personali. Non credo che possiamo condividere questo disegno di legge per il semplice motivo - lo abbiamo già detto in prima lettura - che dice tutto e il contrario di tutto. Si dettano disposizioni in materia di energia mentre in Commissione attività produttive si sta discutendo del piano energetico nazionale, si dettano disposizioni in materia di camere di commercio, di ENEA, di RC auto. Anche su questo credo che dovremmo svolgere alcune considerazioni.
Non penso che vi siano famiglie italiane che aspettano con insistenza questo tipo di provvedimento, anzi, vi sono semmai famiglie italiane che aspettano con impazienza che questo provvedimento non venga approvato, soprattutto quelle famiglie che hanno subito danni enormi!
In questa sede vorrei rivolgermi al ministro per domandargli se non trovi contraddittoria una situazione per la quale, comunque, in un momento in cui vi è grande difficoltà in un'area come quella di Campobasso, che ha vissuto qualche giorno fa un dramma enorme in seguito al terremoto, oggi si approvi un decreto nel quale si afferma che le tariffe RCA aumenteranno del 56 per cento.
È questo un grande atto di irresponsabilità, perché significa influire sulle difficoltà già esistenti in quell'area! Ecco perché ritengo sia necessario riflettere con grande senso di responsabilità su questo tipo di intervento che oggi state approvando, perché sicuramente non va nella direzione di dare risposta alle esigenze della gente e delle famiglie. Le risposte che si danno vanno invece nella direzione di quei gruppi di potere all'interno di questa nostra società e, di questo, credo lei debba rendersi conto con grande senso di responsabilità!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cè. Ne ha facoltà.
ALESSANDRO CÈ. Devo ammettere che le considerazioni espresse dal centrosinistra su questo tema sono anche parzialmente condivisibili (alcune volte anche largamente condivisibili).
Tuttavia, per l'ennesima volta, sono costretto ad accusare il centrosinistra di una schizofrenia latente perché, a fronte di una battaglia ben impostata qui alla Camera, mi piacerebbe sapere, sempre dal centrosinistra, come mai al Senato, sullo stesso provvedimento, sullo stesso argomento, i bravi senatori del centrosinistra si siano legati a doppio filo con la cordata irresponsabile, incosciente ed incapace di approfondire i problemi, proveniente, guarda caso, da un senatore: il senatore Pontone.
Allora, capite bene che, se anche concordiamo con voi del centrosinistra per alcune argomentazioni, poi, voi stessi non siete molto credibili perché una forza politica dovrebbe mantenere un atteggiamento simile sia alla Camera, sia al Senato.
Ciò detto, entrando nel merito, la questione che stiamo dibattendo rivela che è stata fatta una scelta estremamente negativa al Senato.
I parlamentari dovrebbero avere una maggiore coscienza, una maggiore conoscenza e una maggiore responsabilità.
PRESIDENTE. Colleghi, vi pregherei di sgombrare l'emiciclo!
ALESSANDRO CÈ. Bisogna smetterla - lo dico in senso lato a tutto il Parlamento - di portare avanti provvedimenti con un'impostazione campanilista e irresponsabile. Ciò non è degno e non onora il lavoro dei parlamentari.
D'altra parte, abbiamo apprezzato, signor ministro, il suo intervento e le sue parole. Nel suo intervento lei è stato chiaro: l'intento di questo Governo, di questa maggioranza e anche di questo provvedimento non è certamente quello di innalzare le tariffe ma, se possibile, di diminuirle o, al massimo, di lasciarle come sono oggi.
Inoltre, sappiamo bene che c'è una direttiva comunitaria che ci impedisce di agire come il senatore Pontone e quasi tutto il Senato voleva.
Oggi, però, siamo in una situazione che, effettivamente, è abbastanza difficile. Abbiamo un collegato che ormai da 11 mesi sta «girando» fra Camera e Senato. Si tratta di un collegato importante e di questo intendiamo farci carico.
Oltre tutto, vi è la possibilità - l'ha ribadito il ministro Marzano nel corso del suo intervento - di neutralizzare subito, in maniera tempestiva, l'effetto negativo di questo secondo comma dell'articolo 22.
C'è la possibilità - vorrei gentilmente ricordarlo - di utilizzare tre strumenti, cioè: la finanziaria (l'ha già citata il ministro), un decreto-legge e, se sarà ammissibile, inserire una previsione nel decreto fiscale, che è all'attenzione della Commissione finanze della Camera.
Pertanto, tentando di fare una sintesi di tutti questi argomenti e sottolineando la netta contrarietà della Lega nord Padania rispetto all'emendamento del senatore Pontone, approvato in Senato, purtroppo, con la sola contrapposizione della Lega e con il voto unanime anche del centrosinistra (devo ribadirlo)...
PIERO RUZZANTE. Vediamo come voti oggi!
ALESSANDRO CÈ. Ruzzante, intervieni sul doppio voto e via dicendo: questo è il tuo campo d'azione. Su questi argomenti, qualche volta, ti vorrei sentire nel merito.
PIERO RUZZANTE. Vediamo se sei coerente!
ALESSANDRO CÈ. Dovendo fare una sintesi di tutti questi argomenti così importanti, ritenendo prioritaria l'approvazione del collegato alla legge finanziaria e ribadendo, per l'ennesima volta, che la Lega - che è sempre chiara e trasparente nel fare politica e che entra sempre nel merito delle questioni - è anche una forza responsabile, che sa sintetizzare le esigenze di speditezza dei lavori parlamentari con il merito delle questioni che si affrontano, dichiaro a nome della Lega nord Padania l'astensione su questi emendamenti (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.
MARIO LETTIERI. Signor Presidente, ho ascoltato con attenzione le parole del ministro Marzano, il quale in modo accorato ha rivolto un appello a tutta l'Assemblea. Tuttavia, mi domando: il ministro Marzano al Senato dov'era? Perché non ha rivolto questo appello in quella sede? Ecco il motivo per cui non accettiamo tale proposta. Sarebbe sbagliato e credo che l'intera disciplina in materia di RC auto sia sostanzialmente penalizzante per gli assicurati.
È di stamattina l'appello avanzato dal presidente della Confcommercio Billè, che a Natale invita ad acquistare due regali. Tuttavia, come si può fare ciò, quando le entrate delle famiglie diminuiscono, perché anche i costi delle assicurazioni che si vogliono aumentare contribuiscono a ridurne la capacità di consumo? Ecco il motivo per cui il ministro delle attività
produttive (e anche ministro del commercio) dovrebbe considerare complessivamente gli interessi del nostro paese, non tenendo conto del singolo campanile, cui faceva riferimento l'onorevole Cè, ma dei campanili di tutta Italia. Ciò non accade e noi siamo decisamente contrari ad accettare la proposta del ministro.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.
SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, il ministro Marzano ci ha detto una cosa importante, ossia che, con riferimento al provvedimento in esame, un comma di questo articolo è sostanzialmente sbagliato e deve essere urgentemente corretto. Credo che siano maturi i tempi per seguire la strada maestra, ossia per correggerlo nell'ambito del percorso di questo provvedimento. Sarebbe opportuno modificare un unico comma e rinviare al Senato questo provvedimento, che noi non condividiamo per tante altre ragioni e che voi, invece, sostenete in maniera decisa.
L'altra strada, signor ministro, è incerta e non sappiamo dove ci porterà. Inviterei lei ed i suoi uffici a compiere una verifica al riguardo anche sul piano tecnico. Non sappiamo se funzionerà, perché prima entrerà in vigore tale provvedimento, dopodiché entreranno in vigore le nuove tariffe e, infine, entrerà in vigore la legge finanziaria che correggerà queste ultime. Ancora una volta, i consumatori saranno gettati in una situazione di confusione e di caos, come è accaduto nel corso di questi mesi in più di un'occasione con il decreto «blocca tariffe» e con gli altri contraddittori provvedimenti che avete adottato. Non possiamo assumerci questo tipo di responsabilità nei confronti dei cittadini. Lo dico ai colleghi della Lega, anche per recuperare coerenza fra l'atteggiamento assunto in Senato e quello alla Camera nel respingere questo provvedimento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.
RUGGERO RUGGERI. Signor Presidente, ho ascoltato molto volentieri, come spesso mi accade, il ministro Marzano. Non vi è alcun dubbio che sia, forse, l'unico ministro che cerchi di portare avanti con coerenza una politica industriale tentando strade che, per ora, il Governo ha disatteso. Ormai vi è la prassi di procedere in modo disorganico sulle varie questioni. Sull'energia abbiamo quattro o cinque provvedimenti che trattano degli stessi argomenti. Oggi ci troviamo di fronte al problema delle assicurazioni; dopodomani avremo un altro provvedimento sulla stessa materia. Dunque, signor ministro, rivendico l'attenzione sul problema della RC auto, in modo particolare sul testo approvato al Senato.
PRESIDENTE. Onorevole Ruggeri...
RUGGERO RUGGERI. Rivendico il fatto di avere «acceso i fari» su tale problema e ringrazio il ministro di aver riconosciuto la presenza di un errore. Dunque, l'errore c'è, tuttavia per il problema della competitività delle aziende che aspettano questo provvedimento...
PRESIDENTE. Onorevole Ruggeri, prima di lei hanno parlato altri del suo gruppo, dunque può parlare solo altri 30 secondi.
RUGGERO RUGGERI. A mio avviso, però, è gravissima l'affermazione che dobbiamo approvare una legge per poi cambiarla domani. Garantisco che, se necessario, la Margherita sarà presente anche a Natale o l'ultimo dell'anno, ma questo provvedimento non può essere approvato. Faremmo in tempo ad approvare anche un'ulteriore modifica del Senato, ma questo punto per noi diventa di responsabilità legislativa. Altrimenti, non vi è neppure un'etica, non è una legislazione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Ruta. Ne ha facoltà.
ROBERTO RUTA. Signor Presidente, vorrei rivolgermi a lei. Ho ascoltato con grande attenzione quanto detto dal ministro Marzano e la difficoltà che si avverte in aula credo appartenga a tutti i parlamentari. Dunque, poiché si teme di non fare in tempo ad approvare una modifica del provvedimento entro la fine dell'anno, vorrei ricordare al Presidente della Camera che potrebbe anche sospendere la seduta per cinque minuti e chiedere ai presidenti di gruppo un impegno solenne riguardo all'approvazione del provvedimento in esame entro la fine dell'anno. In tal modo, si eviterebbero una difficoltà oggettiva ed il disagio di tutti. Ciò, fermo restando che per alcune province, come quelle molisane, si tratta di una difficoltà straordinaria non dei parlamentari, ma di tutti i cittadini e di tutte le famiglie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Saglia. Ne ha facoltà.
STEFANO SAGLIA. Signor Presidente, intervengo solo per precisare, visto che anche alcuni colleghi del mio gruppo hanno già svolto alcune considerazioni, che, pur senza la necessità di ripetere concetti già espressi dal ministro, siamo di fronte ad una norma che certamente ha bisogno di correzioni. Il ministro stesso con la sua presenza, nonostante gli enormi problemi contingenti, dato che sono in corso trattative importanti su questioni industriali alle quali dovrebbe essere presente, ha voluto testimoniare la volontà del ministero di correggere tale norma. Il mio gruppo fa proprie le considerazioni relative alla necessità di privilegiare, innanzitutto, l'approvazione di un provvedimento che contiene molte norme che condividiamo e che gran parte dell'Assemblea condivide (alla fine dell'esame potremo valutare su quanti articoli tutta l'Assemblea si è espressa a favore).
Anche su tale questione non dobbiamo far riferimento alle tabelle dell'associazione nazionale delle assicurazioni, come giustamente ieri ha sottolineato il sottosegretario Valducci, ma alle tabelle dell'Isvap. L'Isvap, l'ente indipendente che governa questo settore, ha scritto nelle sue parametrazioni che sono 56 le province che registreranno un aumento e 47 le province che registreranno una diminuzione e non è vero che vi sia una discrepanza tra nord e sud, perché tra quelle per cui è prevista una diminuzione vi sono anche Torino, Venezia, Genova, La Spezia, Bologna, cioè tante città del centro nord. Dunque, non è possibile fare una lettura mettendo contro il nord e il sud del paese (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Polledri. Ne ha facoltà.
MASSIMO POLLEDRI. Vorrei prima di tutto ringraziare il ministro e fargli gli auguri perché credo si tratti di un tavolo molto importante per il paese. Tuttavia, al tempo stesso, la presenza e l'impegno del ministro significano in primo luogo ribadire la centralità del Parlamento.
Mi sembra che questa Camera, al di là delle divisioni, si sia resa conto che il voto del Senato è stato un voto sbagliato. Quindi, il cosiddetto provvedimento Pontone (del Senato) genera degli effetti estremamente negativi che vanno in qualche modo modificati. Mi sembra che, al di là delle divisioni, questa Camera all'unanimità lo abbia affermato e mi sembra anche che il ministro con la sua presenza abbia suggellato questa volontà della Camera. Non è vero che non sarà tecnicamente possibile modificarla in finanziaria, in quanto ci sono i tempi per l'attuazione. Pertanto, mi sembra che la discussione e gli inviti alla coerenza lascino un po' il tempo che trovano; l'importante è modificare questo provvedimento nel modo indicato dal ministro.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Cazzaro. Ne ha facoltà.
BRUNO CAZZARO. Vorrei dire che trovo francamente fuori luogo il tono di
soddisfazione del ministro (che aveva quando è intervenuto) per il provvedimento, quel tono un po' pomposo che ha accompagnato questo provvedimento sin dall'inizio da parte del Governo. Abbiamo visto invece, in corso d'esame, di quanti errori esso sia infarcito. Tali errori riguardano questo aspetto delle assicurazioni, ma anche altri argomenti (citavo prima l'articolo 46, con riferimento al fatto che si introducono strumenti già esistenti, che generano quindi confusione).
Il collega Cè parlava di speditezza, ma vorrei ricordare al collega che questo provvedimento, presentato con tanta urgenza, tanto tempo fa - e che è stato posto in modo tale da strozzare la discussione sia in Commissione sia in Assemblea -, si è poi impantanato per sette mesi al Senato, a causa delle divisioni esistenti nella maggioranza e nel Governo. Oggi ci viene riproposta, con altrettanta urgenza, l'approvazione di un provvedimento che è sbagliato, che introduce norme che rimangono in vita per venti giorni e che poi dovranno essere modificate dalla legge finanziaria. Altro che chiarezza: questa è davvero una confusione totale (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole D'Agrò. Ne ha facoltà.
LUIGI D'AGRÒ. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il ministro Marzano non credo che abbia mandato un messaggio alla Lega, bensì che abbia parlato al Parlamento, cioè a tutti parlamentari. Penso che quando il Governo rende una dichiarazione di quel genere, assume un impegno di fronte all'Assemblea a provvedere di conseguenza.
Questo è un provvedimento che avrebbe dovuto produrre i suoi effetti ben prima, essendo un collegato alla finanziaria approvata nel 2001 (pertanto avrebbe già dovuto produrre abbondantemente tutti i suoi effetti). C'è qualcosa che non funziona nella logica parlamentare della lettura da parte delle due Camere, cioè il cosiddetto bicameralismo perfetto.
Vi è poi da sottolineare questa vocazione, da parte dei colleghi dell'opposizione, a raccontare, attraverso tabelle diverse, quali possono essere i collegi che potrebbero essere additati a singoli colleghi stessi come un effetto dirimente per quanto riguarda il loro impegno di voto.
Mi pare che vi sia la necessità di concludere l'esame di questo provvedimento con urgenza, tenuto conto dell'impegno del Governo, fatto proprio dal ministro Marzano e con la richiesta che questa decisione di provvedere a sistemare quello che riteniamo anche noi un fatto negativo avvenga quasi con contestualità: può essere nella finanziaria, come è stato detto, ma potrebbe anche essere con un decreto-legge da adottare immediatamente da parte del Governo dopo l'approvazione del provvedimento.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Collè 22.5, Gambini 22.7, Fistarol 22.8 e Polledri 22.20, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 415
Votanti 396
Astenuti 19
Maggioranza 199
Hanno votato sì 180
Hanno votato no 216).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alfonso Gianni 22.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 409
Votanti 406
Astenuti 3
Maggioranza 204
Hanno votato sì 180
Hanno votato no 226).
Prendo atto che le onorevoli Lucidi e Bimbi non sono riuscite ad esprimere il proprio voto. Prendo atto altresì che l'onorevole Mereu non è riuscito ad esprimere il proprio voto e che ne avrebbe voluto esprimere uno contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nieddu 22.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 419
Votanti 416
Astenuti 3
Maggioranza 209
Hanno votato sì 183
Hanno votato no 233).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Boccia 22.10.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boccia. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, ho presentato questo emendamento - e devo dire, con molta franchezza, che mi meraviglio che su di esso non sia stato espresso un parere favorevole e sono convinto che il ministro Marzano non abbia avuto la possibilità di esaminarlo, in quanto conoscendolo certamente ne avrebbe dato un apprezzamento diverso - perché esso corrisponde a due esigenze: una di trasparenza e un'altra di risparmio per gli utenti.
In effetti, presso il Ministero delle attività produttive si costituirebbe un sito Internet, nel quale raccogliere tutti i prezzi praticati dalle assicurazioni. Ciò consentirebbe a tutti gli utenti di avere un quadro chiaro dei prezzi praticati ma, soprattutto, porrebbe effettivamente in concorrenza le diverse imprese di assicurazione.
Si tratta, dunque, di un emendamento che produce soltanto utilità e che non comporta né oneri né difficoltà per la pubblica amministrazione. Quindi, mi meraviglio del fatto che su di esso sia stato espresso parere contrario.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Boccia 22.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 389
Votanti 388
Astenuti 1
Maggioranza 195
Hanno votato sì 167
Hanno votato no 221).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 22.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 395
Maggioranza 198
Hanno votato sì 173
Hanno votato no 222).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Nieddu 22.12.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.
SERGIO GAMBINI. Si tratta di completare la norma che stiamo discutendo, attribuendo maggiore possibilità ai consumatori di comprendere quale sia la struttura tariffaria, al fine di poterla opportunamente confrontare.
La norma assegna questo compito principalmente alla via telematica. È vero che, da questo punto di vista, stiamo facendo passi da gigante, tuttavia la stragrande maggioranza dei consumatori e degli assicurati si fida ancora delle cose scritte. Sarebbe opportuno obbligare le compagnie di assicurazione a pubblicizzare le loro tariffe, attraverso opuscoli scritti accessibili a tutti i consumatori.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nieddu 22.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 402
Maggioranza 202
Hanno votato sì 177
Hanno votato no 225).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Nieddu 22.13 e Vernetti 22.14, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 403
Maggioranza 202
Hanno votato sì 176
Hanno votato no 227).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grotto 22.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 407
Maggioranza 204
Hanno votato sì 178
Hanno votato no 229).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alfonso Gianni 22.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 401
Votanti 400
Astenuti 1
Maggioranza 201
Hanno votato sì 175
Hanno votato no 225).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vernetti 22.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 398
Maggioranza 200
Hanno votato sì 174
Hanno votato no 224).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 22.17, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 405
Maggioranza 203
Hanno votato sì 177
Hanno votato no 228).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 22.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 408
Votanti 396
Astenuti 12
Maggioranza 199
Hanno votato sì 222
Hanno votato no 174).
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