Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 229 del 26/11/2002
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(Esame dell'articolo 16 - A.C. 2031-bis-B)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 16 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 2031-bis-B sezione 27).

LUIGI GASTALDI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUIGI GASTALDI, Relatore. La Commissione invita al ritiro di tutti gli emendamenti sottoscritti dal presidente Benedetti Valentini alla luce di quanto previsto dal comma 4 del medesimo articolo, con la preghiera di trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi aspettavo che riprendessimo l'esame dell'articolo 16. Volete per forza rendermi molesto ed antipatico. Credevo francamente che la ripresa dell'esame andasse a domattina. Ma se volete che ne parliamo ora... Le cose stanno nei seguenti termini, fuori dai denti, come al solito.
Abbiamo sottoposto al rappresentante del Governo una bozza di ordine del giorno, che è una sorta di ordine del giorno «rinforzato», se vogliamo usare il gergo parlamentare. In altre parole, voi sapete che tra i gruppi era stata faticosamente raggiunta un'intesa sul testo approvato alla Camera, insieme al rappresentante del Governo che ha seguito il provvedimento. Lo scopo era quello di giungere ad un numero di sezioni specializzate dei tribunali sul territorio non così esteso da violare la direttiva europea e da configurare una nuova geografia giudiziaria, ma sufficiente per poter essere presenti su tutto il territorio.
Avevamo raggiunto, con reciproche rinunce, l'equilibrio rappresentato dal testo approvato alla Camera; poi, il Senato ha stravolto il testo. Se si vuole evitare che la norma torni nuovamente al Senato, l'obiettivo deve essere quello di garantire che il personale, le strutture, i mezzi, il personale ausiliario e i magistrati presso queste istituende sezioni siano prelevati nelle stesse sedi dove si va ad istituire questo tipo di organismo e non con pregiudizio delle altre sedi giudiziarie.
Inoltre, per quanto riguarda la norma approvata al Senato che prevede una composizione collegiale, si stabilisca che il collegio esiste ed opera soltanto nel momento della decisione e non in tutta la fase dell'istruttoria. In poche parole, lo scopo ultimo è quello di evitare di sciupare 100, 120, 130, 150 magistrati - il numero poi si vedrà - per poi dire un domani che, a causa del reticolo giudiziario diffuso sul territorio, non ci sono i giudici e che, quindi, bisogna sopprimere o ridimensionare questa o quella corte, questo o quel tribunale, il che non sarebbe accettabile da gran parte dei membri di questa Camera ed anche del Senato.


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Per raggiungere questo obiettivo, noi firmatari degli emendamenti Benedetti Valentini 16.2, 16.3, 16.4, 16.5, 16.6 e 16.7 intendiamo presentare un ordine del giorno in cui si impegna il Governo ad interpretare la delega che riceve in questo momento perché siano attuate le due norme a cui ho fatto riferimento sulla composizione collegiale e sul divieto di andare a prelevare personale e mezzi da altre sedi giudiziarie che non siano quelle dove le sezioni vengono istituite. Se il Governo, con il quale a questo riguardo ci siamo confrontati lungamente e che ha dimostrato concreta disponibilità, si impegnerà formalmente ad accogliere questo nostro ordine del giorno...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Benedetti Valentini, abbiamo capito. Le chiedo scusa, non le volevo togliere la parola...

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. La ringrazio e accetto le scuse.

PRESIDENTE. Il Governo è disposto fin d'ora ad accogliere l'ordine del giorno cui ha fatto riferimento l'onorevole Benedetti Valentini?

MARIO VALDUCCI, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Sì, signor Presidente.

RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RENZO INNOCENTI. Mi scusi, signor Presidente, ma vi sono alcuni emendamenti, tra quelli che l'onorevole Benedetti Valentini ha detto di voler ritirare, che vorremmo fare nostri per poterne discutere. Quindi, mi sembra che la situazione sia tale da consigliare tutti, visto che siamo arrivati alle ore 20 e abbiamo fatto moltissime votazioni, di sospendere i nostri lavori a questo punto, rinviando a domani sia la questione degli articoli accantonati sia le altre questioni (Applausi).
Sinceramente, è una questione legata anche alle difficoltà di comprensione che possono nascere dopo cinque ore di discussione e di votazioni in aula su argomenti molto delicati. Francamente, non capisco perché ci si debba trovare sempre a dover centellinare, a fare piccole forzature. A volte ci si riesce, altre volte no (è inutile che i colleghi brontolino: questa è la mia opinione, si può essere d'accordo o meno). Tra l'altro, siamo arrivati all'articolo 26, terminando il capo IV del provvedimento: ciò che rimane si potrebbe fare con tranquillità domani mattina, rispettando i tempi. Quindi, le chiedo gentilmente di sospendere la seduta, per riprendere i nostri lavori domani mattina.

PRESIDENTE. Onorevole Innocenti, vorrei chiarire soltanto una questione. Se da parte del suo gruppo non c'è la volontà di far propri gli emendamenti che l'onorevole Benedetti Valentini ha detto di voler ritirare, rimangono da fare soltanto due votazioni.
Se fate vostre le proposte emendative, naturalmente, non vi è il tempo per affrontare la situazione. Se, invece, non fate vostre tali proposte, concludiamo, con due votazioni, l'esame dell'articolo 16.

RENZO INNOCENTI. La nostra volontà è quella che ho esposto.

PRESIDENTE. Dinanzi, dunque, a questa volontà manifesta, non vi sono i tempi per proseguire.

GONARIO NIEDDU. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GONARIO NIEDDU. Signor Presidente, intervengo per una ragione molto semplice. Non sono un grande esperto di regolamenti (l'ho affermato in altre occasioni), essendo questa la mia prima legislatura. Intendevo, tuttavia intervenire sul complesso delle proposte emendative riferite all'articolo 16. Lei ha chiesto al relatore a quale articolo si dovesse passare ed il relatore ha espresso il parere sulle proposte emendative. Mi è stato, dunque, impedito di intervenire sul complesso delle proposte emendative. Rivendico questo mio diritto.


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PRESIDENTE. Onorevole Nieddu, può intervenire sul complesso delle proposte emendative ma ha un minuto di tempo a sua disposizione perché il suo gruppo ha terminato i tempi.

GONARIO NIEDDU. Non è mica colpa mia!

PRESIDENTE. Onorevole Nieddu - lo ripeto - il tempo del suo gruppo è terminato. Lei desidera intervenire sul complesso delle proposte emendative. Ha facoltà di farlo ed ha un minuto di tempo a sua disposizione.

GONARIO NIEDDU. Se rimandiamo l'esame, interverrò domani, ma non è questo il problema che desidero sollevare. Se il mio gruppo ha terminato i tempi a sua disposizione, utilizzerò, per il mio intervento, il minuto di tempo indicatomi. Ho sollevato un'obiezione diversa. Lei ha chiesto al relatore a quale articolo si dovesse passare, ma il relatore ha espresso il parere sulle proposte emendative dell'articolo stesso. Ciò mi ha impedito, anche se ne avessi avuto il tempo, di intervenire.

PRESIDENTE. No, il relatore non ha espresso il parere sulle proposte emendative...

GONARIO NIEDDU. Certo, come no?

PRESIDENTE. ... quindi, può intervenire sul complesso delle proposte emendative. Ha facoltà di farlo.

GONARIO NIEDDU. Rinuncio ad intervenire.

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