Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 229 del 26/11/2002
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(Esame dell'articolo 23 - A.C. 2031-bis-B)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 23 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 2031-bis-B sezione 23).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprime il parere della Commissione.

LUIGI GASTALDI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 23.

PRESIDENTE. Il Governo?

MARIO VALDUCCI, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vernetti 23.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 345
Votanti 338
Astenuti 7
Maggioranza 170
Hanno votato
156
Hanno votato
no 182).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 23.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 369
Votanti 359
Astenuti 10
Maggioranza 180
Hanno votato
163
Hanno votato
no 196).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Benedetti Valentini 23.1, Alfonso Gianni 23.3 e Gambini 23.7.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Signor Presidente, consultandomi con gli altri colleghi presentatori dell'emendamento 23.1 rendo una breve dichiarazione che vale anche per i seguenti emendamenti a nostra firma ricadenti sul testo dell'articolo 23.

PRESIDENTE. Onorevole La Russa, l'onorevole Benedetti Valentini sta parlando ad un metro da lei!

IGNAZIO LA RUSSA. Lo ascolto!

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Una valutazione politica sta emergendo nella trattazione di questo atto e, poiché non vi sono segreti, è bene che tali considerazioni vengano rese nel pubblico dibattito in aula. Non possiamo negare che diversi componenti del Parlamento, anche della maggioranza, tra cui noi firmatari di alcuni emendamenti, non si sentono di condividere la sostanza di alcune delle innovazioni apportate dai colleghi del Senato.
Il Governo ha fatto alcune precisazioni al riguardo, ma è stata sottolineata una


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valutazione complessiva per la quale un ulteriore passaggio al Senato di questo testo potrebbe pregiudicare le finalità strategiche complessive che il Governo assegna agli effetti del provvedimento in esame. Anche in questo caso ci troviamo di fronte all'osservazione critica fatta tante volte nella precedente legislatura; dunque, devo dire ai colleghi dell'opposizione che poco possono alzare la voce a tale riguardo. Si tratta di una critica che altrettanto correttamente va fatta in questa legislatura: i provvedimenti che vedono confluire in uno stesso testo materie diversissime, addirittura settori assai diversi e lontani l'uno dall'altro, non sempre legati da una strategia univoca di intervento, mettono il parlamentare in seria difficoltà. Infatti, è banale sottolineare che uno può condividere le finalità di una parte di un provvedimento, ma potrebbe non condividerne, nel merito e nella forma, un'altra parte. Questo è largamente il caso.
Sicuramente, e parlo anche a nome dei colleghi che me ne hanno dato mandato, la norma di cui al comma 2 non è del tutto condivisibile. Meno ancora lo è quella del comma 3, a proposito della quale abbiamo presentato un emendamento soppressivo sul quale riprenderò la parola brevemente. La questione di metodo è che ci orientiamo a ritirare gli emendamenti che comporterebbero, in caso di approvazione, il ritorno del testo al Senato. Tuttavia, vogliamo che il Governo assuma un impegno politico - e per noi l'impegno è fiduciario, quindi vale quasi più dello scritto - a ritornare in tempi brevi, con un equilibrato provvedimento che riprenda in esame la materia, sugli aspetti sui quali registra politicamente note critiche piuttosto incisive per mettere ordine in ciò che è stato squilibrato.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE PUBLIO FIORI (ore 19,20)

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Con tale precisazione, e ferma qualche ulteriore precisazione che farò parlando dell'emendamento attinente al comma 3, di concerto con i colleghi, ritiro il mio emendamento 23.1.

MAURA COSSUTTA. Benedetti Valentini, il Governo non dice nulla?

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Santagata. Ne ha facoltà.

GIULIO SANTAGATA. Il sottosegretario prima si è scaldato, però forse il fatto di aver inventato la patrimoniale sulle assicurazioni ha reso gli amici del Senato e della maggioranza un pochino eccessivamente di manica larga con il sistema delle compagnie. Dico ciò in quanto pretendere che un danneggiatod venga risarcito solo sulla base della presentazione di una fattura sarebbe come, per paradosso, pretendere che chi ha avuto un danno biologico presenti un certificato medico di guarigione. Poiché siamo in un paese che prevede fra l'altro, avendola resa molto più stringente, la procedura di valutazione dell'affidabilità del mezzo di trasporto, in virtù della quale le auto sono sottoposte a verifica permanente (credo ogni due anni) penso che ciascun assicurato, o ciascun danneggiato, abbia il diritto di tenersi l'auto danneggiata, a patto che questa sia in condizione di circolare secondo le norme.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alfonso Gianni. Ne ha facoltà.

ALFONSO GIANNI. Vorrei insistere anch'io sull'approvazione di questo emendamento. Infatti, il nostro scopo è sempre quello di evitare atteggiamenti vessatori e comunque una condizione di minorità dell'assicurato rispetto alle compagnie assicurative. Questa è, infatti, la linea generale che cerchiamo di assumere rispetto a questo provvedimento (ne discuteremo poi, quando riprenderemo l'esame dell'articolo 22, perché mi pare vi siano diverse cose da aggiungere su quell'argomento sul quale l'Assemblea si è intrattenuta).


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Questa pretesa di una documentazione fiscale circa la riparazione effettuata sul proprio autoveicolo mi pare fuoriesca da un criterio risarcitorio che ponga su una condizione di normale rapporto l'assicurato con l'assicurazione. Siamo quindi a favore della cancellazione di questa norma introdotta dal Senato e pertanto manteniamo, a differenza dell'onorevole Benedetti Valentini, il nostro emendamento, raccomandandone l'approvazione ai colleghi.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Alfonso Gianni 23.3 e Gambini 23.7, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 361
Votanti 357
Astenuti 4
Maggioranza 179
Hanno votato
163
Hanno votato
no 194).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Nieddu 23.8.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.

SERGIO GAMBINI. A titolo personale, vorrei segnalare questo emendamento, perché attraverso di esso si tenta di riscrivere il comma 2 dell'articolo 23, in modo da minimizzare i problemi di contenzioso che senz'altro si apriranno, a tutto danno degli assicurati e dei consumatori. Il meccanismo stabilito dal comma 2 è infatti un meccanismo estremamente contorto e di difficile applicazione, che finirà soltanto per aprire gravi contenziosi. Per questa ragione occorrerebbe avere la capacità di tutelare i fondamentali diritti dell'assicurazione attraverso norme quali appunto quelle scritte in maniera più chiara nel nostro testo.
Il concetto è sempre quello di rendere obbligatoria la riparazione, in modo che vi sia maggiore sicurezza sulla strada e in modo che non possano crearsi delle truffe attraverso la circolazione di veicoli incidentati, ma al tempo stesso è anche quello di tutelare, attraverso norme precise, l'interesse dei consumatori.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nieddu 23.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 356
Votanti 354
Astenuti 2
Maggioranza 178
Hanno votato
158
Hanno votato
no 196).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Alfonso Gianni 23.4, identico all'emendamento Benedetti Valentini 23.2, che risulta però essere stato ritirato dal suo presentatore.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Sull'emendamento Alfonso Gianni 23.4?

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Sull'emendamento Alfonso Gianni 23.4, identico all'emendamento 23.2, a mia firma.

PRESIDENTE. Mi risultava, onorevole Benedetti Velentini, che lei prima avesse annunciato il ritiro del suo emendamento 23.2.


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DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Appunto, l'ho annunciato. Adesso mi appresto effettivamente a ritirarlo con il consenso dei colleghi firmatari, spiegandone le motivazioni. Le motivazioni di tipo politico e procedurale sono esattamente quelle a cui ho accennato prima e pertanto non intendo ripetermi al riguardo.
Nel merito, vorrei invece aggiungere che come parlamentare della maggioranza ho desiderio e interesse che i provvedimenti varati dalla maggioranza di questo Parlamento vadano ad effetto, reggendo anche al vaglio di legittimità.
Si tratta di una norma in base alla quale l'ammontare del danno biologico, liquidato ai sensi del comma 2, può essere aumentato dal giudice in misura non superiore ad un quinto. Come modestissimi giuristi possiamo avere qualche perplessità non sulle finalità calmieratrici, che il provvedimento persegue con queste ed altre norme, trattandosi di finalità strategicamente condivisibili per quella che è la situazione, ma per lo strumento adottato.
Voi comprendete che imporre al giudice un limite nell'individuazione e nella determinazione del quantum risarcitorio, nel momento in cui si accertasse che ontologicamente il danno è di entità anche superiore, può presentare aspetti fragili al giudizio di un organo deputato a valutare la compatibilità costituzionale delle norme.
Quindi, per le ragioni di coesione politica e per le ragioni informative complessive del provvedimento che ci accingiamo ad approvare, con il consenso dei colleghi cofirmatari dell'emendamento in questione, ritiro questo emendamento. Tuttavia, non nego che su tale punto, cioè sull'impegno a riportare l'esame e a rinormare in maniera congrua - come altri colleghi del Senato hanno fatto prima di addivenire a questo testo -, chiederei all'onorevole rappresentante del Governo di voler in qualche modo tranquillizzarci sotto questo profilo.
Sulla base di queste premesse, ritiriamo il nostro emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alfonso Gianni. Ne ha facoltà.

ALFONSO GIANNI. Le motivazioni addotte dall'onorevole Benedetti Valentini a sostegno del ritiro del suo emendamento sono talmente forti che le faccio mie in favore del mantenimento della nostra proposta emendativa.
Infatti, quando si afferma che un impianto è giuridicamente fragile - e so che una persona delicata come l'onorevole Benedetti Valentini è solita esprimersi per via di eufemismi, mentre altri userebbero termini più carichi di densità semantica - vuol dire esporre un provvedimento approvato da questo Parlamento a sorti non buone per la capacità di fattura legislativa di questo organo costituzionale. Quindi, questa semplice considerazione richiederebbe il mantenimento dell'emendamento e, dunque, la soppressione - come noi chiediamo - della norma introdotta dal Senato.
Questa modifica del comma 4 dell'articolo 5 della legge n. 57 del 2001 è inaccettabile, in quanto vi è un'unica finalità, vale a dire quella di limitare il potere del giudice di adeguare ad un quinto l'ammontare del risarcimento del danno biologico agli assicurati che hanno subito lesioni che determinano un'invalidità permanente.
Una prima limitazione a questa discrezionalità dei giudici era già stata introdotta in un provvedimento tampone dello scorso anno, nel quale venivano indicati criteri e misure cui fare riferimento nel caso di risarcimento del danno, sia per quanto attiene al danno biologico permanente sia per quanto riguarda quello temporaneo.
Ciononostante, a distanza di pochi mesi da questo intervento, che pareva bastevole o addirittura risolutore della materia controversa, ci troviamo nuovamente di fronte ad un nuovo intervento legislativo che, a nostro avviso, si pone sul versante del danno agli assicurati.
Da più parti si continua a richiedere un intervento legislativo che riformi complessivamente


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la materia ma, a quanto pare, il Governo e, in questo caso, anche i nostri colleghi al Senato, si sono più piegati ai bisogni delle compagnie assicurative che alle esigenze di una riforma di questa materia.
Continuiamo a pensare che la lesione all'integrità psicofisica della persona, accertata da una valutazione medico-legale, debba essere risarcibile come danno biologico e ciò, ovviamente, è in stretta connessione con la riduzione che questa causa può portare al reddito del danneggiato.
È evidente che la perdita del dito di una mano è per qualunque persona cosa molto grave; per un pianista è una lesione nociva per la propria professionalità e per la propria fonte di reddito, anche se esistono casi famosi nella storia come il concerto per mano sinistra di Ravel scritto per il fratello di Ludwig Wittgenstein, che perse la mano destra a causa di una granata nella prima guerra mondiale. Ma, in quel caso, siamo nel campo dei risarcimenti per danni di guerra e non per incidenti stradali. Comunque, si tratta di geni e di orecchi assoluti, non ripetibili per tutti gli autisti e per tutti gli assicurati. Quindi, insistiamo assolutamente. Ringrazio l'onorevole Benedetti Valentini che, con la sua sapienza, ha portato motivazioni a favore del mantenimento del nostro emendamento e dell'espressione di un voto favorevole (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fluvi. Ne ha facoltà.

ALBERTO FLUVI. Signor Presidente, intervengo a titolo personale. Vorrei richiamare l'attenzione dell'Assemblea sulle dichiarazioni del sottosegretario, il quale ha detto che il Governo provvederà ad intervenire nuovamente sul settore RC auto. Comprendo il senso di questa dichiarazione, che serve sostanzialmente a tenere buoni pezzi consistenti della sua maggioranza che sono recalcitranti. Tuttavia, vorrei invitare l'Assemblea ad una riflessione. Ci apprestiamo ad approvare questo disegno di legge. Domani ne voteremo un altro che delega il Governo a rimettere ordine nell'intero sistema assicurativo. Poi, avremo un altro disegno di legge o un altro decreto-legge, con il quale il Governo provvederà a correggere gli errori che abbiamo causato con l'approvazione di questo testo. Siamo tutti convinti che con la confusione delle norme non ci guadagnino gli assicurati e non ci guadagnino i consumatori. Eppure, sapete come me che l'aumento delle tariffe ha inciso fortemente sull'innalzamento dell'inflazione.

PRESIDENTE. Onorevole Fluvi, la invito a concludere.

ALBERTO FLUVI. Concludo, signor Presidente. Da una parte si fanno proclami come quelli lanciati più volte dal Governo sul blocco delle tariffe e via dicendo; dall'altra, però, si crea un percorso ad ostacoli che difficilmente consentirà ai consumatori di orientarsi.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, colgo l'occasione per dire al sottosegretario Valducci che la tabellina che mi sono permesso di far circolare mi è stata data non dalle assicurazioni, ma dalle associazioni dei consumatori, da tutte le associazioni dei consumatori che l'hanno elaborata con i loro tecnici e con i loro esperti. Io l'ho condivisa ed ho ritenuto di fare il mio dovere di informazione tra i colleghi.
Detto questo, per quanto riguarda l'emendamento in discussione, ho ascoltato l'onorevole Benedetti Valentini esprimere la sua dotta preoccupazione per i risvolti di natura costituzionale; però, l'onorevole collega non ne trae le conclusioni dovute, anzi ritira il suo emendamento. Mi sembra un atteggiamento contraddittorio.
La questione del danno biologico è assai complessa e non può essere affidata né vincolata alle logiche di natura esclusivamente


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pecuniaria, cui tengono molto le assicurazioni. Bisogna che il danno biologico venga valutato dai medici, che sono competenti, e a volte anche dagli psicologi, perché il danno biologico riguarda non soltanto l'integrità fisica, ma anche i danni alla psiche. A seguito di un incidente, infatti, vengono coinvolti spesso anche gli affetti e i sentimenti. Allora, la vera preoccupazione consiste nel non fare gli interessi delle assicurazioni ma, in questo caso - sì -, nel tutelare fino in fondo coloro che sono vittime degli incidenti.
Ovviamente, il Parlamento dovrà farsi carico di una diversa politica della sicurezza sulle nostre strade, per ridurre il numero degli incidenti che l'anno scorso, stante a quanto dichiarato in Commissione finanze dal professor Giannini, presidente dell'Isvap, hanno causato ben 20 mila feriti. Purtroppo, vi sono stati anche 8 mila morti. Si tratta di un dato quasi bellico, preoccupante, di cui quest'Assemblea deve tener conto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.

SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, vorrei ricordare che nel precedente provvedimento che disciplinava il danno biologico venne trovato un punto di mediazione importante che, rispetto a quelle tabelle di riferimento, lasciava comunque la determinazione finale al giudice. Questo punto di incontro tendeva a tenere assieme due esigenze che erano quelle di valutare l'individuo e di avere, comunque, dei parametri comuni di riferimento. Mi stupisce che una maggioranza che a ogni piè sospinto vuole valorizzare e punta a valorizzare il ruolo della persona e dell'individuo, in questo caso, soltanto per giovare alle compagnie di assicurazione, conculchi la possibilità del giudice di valutare liberamente il valore di ciascuna lesione che viene portata alla singola persona che è diversa da ogni altra.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alfonso Gianni 23.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 353
Votanti 350
Astenuti 3
Maggioranza 176
Hanno votato
160
Hanno votato
no 190).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 23.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 354
Votanti 351
Astenuti 3
Maggioranza 176
Hanno votato
156
Hanno votato
no 195).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Zanella 23.10.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.

LUANA ZANELLA. Signor Presidente, sulle modalità del risarcimento del danno hanno parlato diversi colleghi. Io vorrei partire da una breve considerazione, ossia dal fatto che stiamo trattando di un settore che presenta un'intrinseca contraddizione: qui le leggi che si riferiscono alle discipline economiche - la legge della libera concorrenza - hanno funzionato assai poco. Infatti, in questo settore si è verificato un finto processo di liberalizzazione dal momento che il risultato è stato un aumento netto delle tariffe dei premi


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assicurativi. Non solo, ma siamo di fronte a un settore dove il processo di liberalizzazione ha di fatto prodotto un oligopolio, visto che il controllo del 60 o del 70 per cento del mercato è garantito dalla prime dieci compagnie assicurative. Quindi, con questa delega al Governo noi abbiamo la necessità di garantire la tutela delle persone che poi subiscono le volontà e le decisioni di tante potenti compagnie assicurative, di tanta forza oligopolistica, appunto, che poi influenza anche l'elaborazione dei progetti di legge.
Pertanto, noi proponiamo che l'ammontare del danno biologico, liquidato ai sensi del comma 2, possa essere aumentato dal giudice nella misura del 70 per cento, questo perché le tabelle, la misura e il criterio per la loro formazione non possono assolutamente essere sufficienti a garantire i diritti di una persona vittima dell'incidente e vittima del danno biologico. Non vogliamo poi che il giudice venga imbrigliato e che non ci sia neanche la tutela a questo livello della persona o dell'insieme delle persone che si trovano in una situazione di assoluta disparità rispetto allo strapotere delle imprese assicurative.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zanella 23.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 348
Votanti 343
Astenuti 5
Maggioranza 172
Hanno votato
154
Hanno votato
no 189).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 23.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 349
Votanti 347
Astenuti 2
Maggioranza 174
Hanno votato
152
Hanno votato
no 195).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Nieddu 23.12 e Vernetti 23.13, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 346
Votanti 344
Astenuti 2
Maggioranza 173
Hanno votato
157
Hanno votato
no 187).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 23.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 355
Votanti 353
Astenuti 2
Maggioranza 177
Hanno votato
195
Hanno votato
no 158).

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