Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 229 del 26/11/2002
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(Esame dell'articolo 8 - A.C. 2031-bis-B)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 8 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 2031-bis-B sezione 9).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

LUIGI GASTALDI, Relatore. La Commissione esprime parere contrario su tutti gli emendamenti presentati

PRESIDENTE. Il Governo?

MARIO VALDUCCI, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Cazzaro 8.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.

SERGIO GAMBINI. Si tratta di un emendamento abbastanza semplice, che abbiamo presentato anche con riferimento ad altri articoli di questo provvedimento, perché sistematicamente su questioni così importanti, come quella riguardante l'incentivazione delle imprese (in questo caso lo sviluppo dell'economia informatica nelle piccole e nelle medie imprese), si tende a trasferire interamente sul Governo la discrezionalità dell'allocazione di queste risorse. A noi pare che dovrebbe essere salvaguardata e tutelata la prerogativa del Parlamento nel poter intrecciare un'azione di indirizzo e di vigilanza attorno a questioni così importanti circa i criteri che devono soprassedere all'allocazione di tali risorse.
Per questa ragione abbiamo ritenuto che in questo articolo fosse necessario richiamare il ruolo delle Commissioni parlamentari, perché esse potessero esprimere il necessario parere ed è per questo che invitiamo all'approvazione di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERO RUGGERI. Sempre con riferimento a questo emendamento, anche a noi pare che la discussione abbia centrato le istanze e le esigenze della nostra distribuzione, anche relativamente alle piccole e medie imprese della somministrazione di alimenti e bevande.
Si tratta di una piccola cosa che, tuttavia, va incontro alle esigenze dell'innovazione tecnologica; è un aiuto per creare una rete di strumenti e servizi importanti, soprattutto per le piccole e medie imprese.
Quindi, siamo favorevoli a questo emendamento, anche se le risorse destinate sono estremamente povere e, purtroppo, accontenteranno pochissime imprese. Dunque, sì per la qualità, no per la quantità.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Rugghia. Ne ha facoltà.

ANTONIO RUGGHIA. Signor Presidente, intervengo brevemente, a titolo personale, per affermare che, durante la discussione della legge finanziaria, abbiamo sostenuto l'esigenza dell'informatizzazione


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delle attività commerciali e delle piccole e medie imprese nelle aree depresse del nostro paese e nei comuni al di sotto dei 3 mila abitanti nelle zone montane ed insulari.
Si tratta di un'esigenza importante in quanto, se vogliamo attribuire a queste entità la possibilità di vivere e di ampliare la loro attività, evidentemente, è necessario un sostegno da parte dello Stato, attraverso l'informatizzazione dei loro esercizi.
Tutte le nostre proposte sono state respinte e gli interventi che prevedevamo di realizzare attraverso il fondo nazionale, naturalmente, erano molto più consistenti di quelli attualmente previsti dall'articolo 8 del provvedimento in esame.
Tuttavia, il fatto che sia stata sottovalutata l'esigenza di attribuire un particolare contributo all'attività delle piccole e medie imprese nelle aree depresse rafforza in noi l'idea che, anche attraverso le Commissioni parlamentari, si debbano fornire indicazioni più specifiche.
Dunque, attraverso questo emendamento, chiediamo che, prima di avviare la ripartizione dei finanziamenti, siano ascoltate le Commissioni parlamentari competenti (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cazzaro 8.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 416
Votanti 407
Astenuti 9
Maggioranza 204
Hanno votato
187
Hanno votato
no 220).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Cialente 8.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cialente. Ne ha facoltà.

MASSIMO CIALENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiederei un attimo di attenzione perché stiamo affrontando un argomento particolarmente importante, vale a dire quello relativo al processo di informatizzazione nel nostro paese.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Cialente. Colleghi, vi chiedo un po' di attenzione.
Prego, onorevole Cialente.

MASSIMO CIALENTE. Grazie, Presidente.
Colleghi, tutti gli indicatori di sviluppo relativi alle applicazioni dei nuovi strumenti informatici, purtroppo, mostrano che, tra i paesi dell'Unione europea, l'Italia è in ritardo per numero di utenti Internet, per numero di studenti collegati ad Internet, per quanto concerne l'applicazione dell'e-commerce nonché per la percentuale di lavoratori alfabetizzati nelle AST.
Purtroppo, dopo le promesse e le belle intenzioni presentate dalla maggioranza e dal Governo nel DPEF, la finanziaria attualmente in discussione ha previsto pochissimi investimenti in questo settore suscitando, tra l'altro, enormi preoccupazioni da parte di aziende raggruppate nell'Assinform e segnando addirittura un regresso rispetto alle risorse che i Governi dell'Ulivo, in precedenza, avevano destinato a questo settore.
Molto rapidamente, vorrei ricordare che per l'informatizzazione della pubblica amministrazione centrale la finanziaria ha concesso un finanziamento di appena 100 milioni di euro che, per il giochino delle tre carte - scusate il tormentone -, sono stati presi da altri interventi previsti in bilancio per l'informatizzazione dello Stato; dunque, un passaggio di soldi da una parte all'altra.
In questo quadro complessivo di emergenza, si inserisce l'articolo 8 del provvedimento che riguarda lo sviluppo dell'economia informatica nelle piccole e medie


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imprese. Colleghi, si tratta di un capitolo centrale, in questo momento, per qualsiasi processo di sviluppo del nostro paese. Non starò qui a ripercorrere i dati di Bankitalia o della Commissione europea che indicano come l'uso delle nuove tecnologie informatiche, e in particolare di Internet e dell'e-commerce, possano aumentare significativamente l'efficienza dei sistemi economici attraverso l'immediato contatto tra il produttore e il consumatore, finanche nella creazione di nuove modalità non soltanto di produzione ma addirittura di scambio e di distribuzione dei prodotti. Ci sono dati molto interessanti che vi inviterei a considerare e che confermano come le imprese italiane, che nel quinquennio 1995-2000 si sono avviate per prime su questo percorso di innovazione tecnologica, abbiano registrato in cinque anni un raddoppio degli addetti ed un aumento del fatturato pari al 10 per cento rispetto a imprese rimaste indietro.
Dunque, colleghi, questo è un settore nuovo e assolutamente strategico. E le imprese italiane se ne sono accorte, al punto che la domanda di accesso ai finanziamenti sfiora i 2 mila milioni di euro. Non so chi ricordi come, durante la prima lettura alla Camera, il Governo avesse risposto con lo stanziamento di 22 milioni di euro per questo articolo: si tratta di una cifra veramente irrisoria rispetto alle attese. I colleghi del Senato, bontà loro, hanno portato il finanziamento a 32 milioni di euro, il che potrebbe essere positivo. Però, a questo punto, proviamo ad indovinare da dove siano stati presi i soldi. Ci si aspetterebbe che si fosse trovato un finanziamento minimo per questo settore. Invece, da dove escono i soldi? Per gli anni 2002 e 2003 sono stati sottratti, rispettivamente, 5 e 7,5 milioni di euro dalle risorse destinate ad un programma voluto dal Governo dell'Ulivo in un periodo non facile dal punto di vista economico: la carta di credito formativo. Cos'è questo programma? Si tratta di un programma finalizzato a rendere disponibili speciali forme di credito agevolato per l'acquisto di beni e di servizi, anche formativi, nel settore delle tecnologie informatiche. Allora, in parole povere, cosa si fa con l'articolo 8 e, in particolare, con il comma 3? Si prendono le risorse destinate ai processi di alfabetizzazione e di dotazione di strumenti informatici in favore dei cittadini e degli studenti e si usano per finanziare le imprese. È il solito gioco delle tre carte per il quale, di volta in volta, a seconda di chi bussa alla porta, voi - diciamo così - evangelicamente aprite e concedete denaro.
Proprio per dare un segnale a chi ormai è in attesa dei finanziamenti previsti dalla carta di credito formativo per l'accesso agli strumenti di Internet, vi prego di approvare questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Panattoni. Ne ha facoltà.

GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, non so se questo Parlamento abbia mantenuto un minimo di buon senso nel valutare le cose. Vi rendete conto che stanziare 10 milioni di euro per finanziare l'introduzione dell'informatica nelle piccole e medie imprese di tutto il paese vuol dire fare due o tre studi di fattibilità e, forse, realizzarne uno solo? E si dice che con questo si finanzia l'introduzione dell'informatica nel sistema delle piccole e medie imprese? Credo che stiamo sfidando il senso del ridicolo. Come si fa a stanziare un importo di questa entità e, poi, far passare al Senato un emendamento che prevede che la norma riguardi tutte le imprese del settore? Ciò vuol dire non soltanto non avere i soldi ma anche prendere in giro la gente, a meno che non si regali qualche personal computer a qualche amico. Ma, allora, credo non si debba parlare di finanziamento per l'introduzione dell'informatica ma di qualcosa di ben diverso, che preferirei non illustrare in quest'aula.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento


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Cialente 8.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 410
Votanti 402
Astenuti 8
Maggioranza 202
Hanno votato
183
Hanno votato
no 219).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Cialente 8.4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cialente. Ne ha facoltà.

MASSIMO CIALENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto dicevo prima, i colleghi del Senato con riferimento all'aumento di cui all'articolo 8 - come diceva giustamente poc'anzi il collega Panattoni in maniera molto ottimistica: preferisco definirlo così questo aumento di 10 milioni di euro in due anni per l'informatizzazione del settore produttivo italiano - hanno pensato bene di ridurre il finanziamento per i soggetti che accedevano al programma della carta di credito formativo, del quale accennavo, da 5 mila a 2.500 euro, ossia di ridurlo alla metà.
Ora, qui dobbiamo capirci. Era ed è una scelta possibile con una cifra di 10 milioni di vecchie lire quella di permettere a questi soggetti, per lo più giovani (si tratta di cittadini ma soprattutto studenti), anche per la formazione del capitale umano, di accedere a una serie di attrezzature e attività formative per potersi appropriare degli strumenti dell'informatica. Invece, torna il giochetto delle tre carte, con la differenza che qui andiamo veramente a colpire delle attese che oggettivamente si erano create nel paese, soprattutto fra i più giovani dei nostri cittadini.
A questo punto, vorrei dire una cosa. Voi pensate veramente di poter tappare le falle che si aprono in un progetto, rispetto alle necessità che ci sono nel paese, aprendo un'altra falla? La barca affonda lo stesso. Voglio dire che ci vuole anche un minimo di serietà: io non so, quando si pensano e si programmano questi articoli, quando si presentano questi emendamenti, se non ci sia qualcuno - lo voglio sperare - che almeno ponga il problema del senso del ridicolo, qualcuno che dica, non so, «siamo costretti a farlo». Me lo auguro per voi, colleghi.
Con questo emendamento, propongo di eliminare questo passaggio inserito dai colleghi del Senato: questo ve lo chiedo per non prendere in giro gli italiani e, soprattutto, perché credo che sia soltanto, non voglio dire altro, una questione di serietà.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cialente 8.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 412
Votanti 403
Astenuti 9
Maggioranza 202
Hanno votato
184
Hanno votato
no 219).

Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fistarol 8.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).


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(Presenti 421
Votanti 420
Astenuti 1
Maggioranza 211
Hanno votato
195
Hanno votato
no 225).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 8.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 421
Votanti 420
Astenuti 1
Maggioranza 211
Hanno votato
222
Hanno votato
no 198).

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