Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 227 del 21/11/2002
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(Finanziamenti per la ricostruzione nelle aree della Basilicata e della Campania colpite dal sisma del novembre 1980 - n. 2-00548)

PRESIDENTE. L'onorevole Molinari ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00548 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 9).


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GIUSEPPE MOLINARI. Fra qualche giorno ricorrerà il ventiduesimo anniversario di quella immensa sciagura che fu il terremoto del 23 novembre 1980, che colpì le regioni della Basilicata e della Campania, provocando circa 2.735 morti, quasi 8 mila feriti, nonché la distruzione di interi paesi.
Anche se, in questo momento, il nostro pensiero non può non andare alle popolazioni terremotate del Molise, della Puglia - insomma alle vittime più recenti - ricorre per noi questa data importante, anche perché, da qualche anno a questa parte, si è ripreso il processo di ricostruzione che, fino al 1996, era fermo dopo la Commissione Scalfaro.
Sono stati impegnati migliaia di miliardi per la ricostruzione di questi paesi. Tale ricostruzione, per quanto riguarda l'edilizia nei nostri comuni, è completata per l'80 per cento. Si tratta ora di completare l'ultimo tratto.
Tuttavia, ciò non è avvenuto in maniera sempre omogenea. Ci sono comuni che sono più avanti, mentre altri presentano delle giacenze finanziarie. Mancano - così come rilevato dalla Commissione Scalfaro - 800 milioni di euro per la Basilicata e 2.200 milioni per la Campania.
La regione Basilicata ha già provveduto a contrarre i mutui con le risorse finanziarie provenienti dalla legge finanziaria 2001 e la Campania si appresta a farlo, ma il Governo non ha ancora autorizzato le due regioni a contrarre i mutui per le risorse provenienti dalla finanziaria del 2002.
Presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, risulta vi sia un residuo di circa 45 milioni di euro, non ancora ripartiti fra i comuni. Vorrei inoltre ricordare che l'ultimo riparto nei confronti dei comuni terremotati della Basilicata e della Campania avvenne nell'aprile del 2001, quando c'era ancora il Governo di centrosinistra.
In quest'ultimo anno e mezzo, signor Presidente, non è stato fatto alcun riparto, pur essendovi i soldi.
Anzi, nel disegno di legge finanziaria per il 2003 non è prevista nessuna quota aggiuntiva per completare quest'opera di ricostruzione. Da ciò ha avuto origine l'interpellanza urgente - che ho presentato assieme ai colleghi parlamentari della Margherita provenienti dalle regioni della Basilicata e della Campania -, attraverso la quale si vogliono conoscere le intenzioni del Governo. Non sappiamo se si voglia attingere a questo residuo di 45 milioni di euro e se si vogliano autorizzare i mutui di cui abbisognano le regioni. Inoltre, vogliamo conoscere meglio ciò che si intende realizzare attraverso il famoso articolo 46 del disegno di legge finanziaria - oggi articolo 61 -, in base al quale i finanziamenti non utilizzati dalle tesorerie provinciali e già attribuiti ai comuni sono stati assegnati ad un fondo istituito presso la Cassa depositi e prestiti e con i cui eventuali interessi si dovrebbe completare la ricostruzione. Si tratta, comunque, di pochi spiccioli rispetto a ciò che servirebbe per portare a compimento tale opera.
Questo articolo risulta un po' ambiguo, poco chiaro perché dal 1o gennaio la Cassa depositi e prestiti dovrebbe avere circa mille, 2 mila miliardi per far maturare questi interessi. Di fatti, lo stesso sottosegretario Vegas, in sede di replica alla Camera, affermò che questo articolo abbisognava di essere un po' rivisto, meglio specificato, meglio approfondito al Senato, soprattutto perché non era chiara la copertura finanziaria. Ciò, anche perché, il Governo e la maggioranza hanno approvato un emendamento della Lega che, praticamente, impedisce di destinare soldi aggiuntivi a quei fondi.
Si tratta di conoscere qual è l'intendimento del Governo e se quest'ultimo vuole completare la ricostruzione; infatti, da quando si è insediato questo esecutivo, non è stato compiuto nessun riparto e, soprattutto, in questo disegno di legge finanziaria non è stato previsto nessun euro aggiuntivo. Ci si è preoccupati solamente di introdurre l'articolo 61 che risulta estremamente ambiguo e - mi sembra - non pienamente condiviso dal Governo.


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PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti, onorevole Mammola, ha facoltà di rispondere.

PAOLO MAMMOLA, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Signor Presidente, il Governo risponde al quesito posto dall'onorevole Molinari ed altri colleghi che chiedevano di conoscere quali iniziative si intendessero assumere per assicurare le risorse finanziarie nel 2003 necessarie all'opera di ricostruzione delle aree della Basilicata e della Campania colpite dal sisma del 23 novembre 1980.
Voglio ricordare agli interpellanti che il fabbisogno analitico per ogni comune per il completamento della ricostruzione a seguito del terremoto del 1980, è stato determinato in occasione della delibera CIPE del 4 aprile 2001 ed è stato oggetto di più puntuale accertamento di intesa con le regioni Campania e Basilicata. La somma complessiva è di 2.065.872.596 euro.
L'articolo 61 della legge finanziaria per il 2003, approvato dalla Camera dei deputati e attualmente in discussione al Senato, prevede l'istituzione presso la Cassa depositi e prestiti di un fondo fruttifero intestato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Tale fondo comprende tutte le disponibilità di cassa giacenti sulle contabilità speciali di ciascun comune presso le rispettive tesorerie provinciali, attualmente infruttifere, nonché il ricavato dei mutui che le regioni sono autorizzate a contrarre a carico dello Stato.
Sugli impegni via via assunti dai comuni, il ministero eroga i necessari fondi di cassa.
Nei limiti del fabbisogno residuo accertato dal ministero a ciascun comune vengono assegnati, su parere di una commissione consultiva composta anche da rappresentanti delle regioni e degli stessi comuni, ulteriori risorse sulla base delle documentate necessità.
Il meccanismo proposto - in assenza di nuove risorse destinabili allo scopo, in conseguenza dell'attuale contesto economico mondiale ed italiano - consente, fermo restando il mantenimento a favore di ciascun comune delle somme già assegnate, il finanziamento, per l'anno prossimo, delle esigenze residue mano a mano che i comuni ne dimostrino l'immediato soddisfacimento.
Il fabbisogno ulteriormente residuo, sulla base delle effettive necessità e dell'andamento della spesa nei singoli comuni, su proposta della suddetta commissione, potrà essere soddisfatto con poste mirate inserite nelle prossime leggi finanziarie.
Le regioni Campania e Basilicata non hanno ad oggi ancora attivato i mutui autorizzati dalla legge finanzanziaria 2002 (e, conseguentemente, non è stato possibile effettuare il relativo riparto) in quanto è ancora in corso di rilascio, da parte del competente Ministero dell'economia e delle finanze la relativa autorizzazione. Il ricavato di tali mutui, unitamente all'esigua rimanenza dei mutui attivati, affluirà al suddetto fondo per essere assegnato ai comuni.
Il sistema individuato, nell'attuale contesto, pur restando il Governo aperto ad ogni eventuale indicazione del Parlamento, appare idoneo a non disattendere, per l'anno in corso, le possibili esigenze che si potranno manifestare.

PRESIDENTE. L'onorevole Molinari ha facoltà di replicare.

GIUSEPPE MOLINARI. Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario per la sua risposta, ma devo dichiararmi totalmente insoddisfatto. Nel corso dell'illustrazione della mia interpellanza, ho precisato che presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da oltre un anno e mezzo, sono giacenti 45 milioni di euro che avrebbero potuto essere ripartiti nel corso di un anno e mezzo. È emerso, quindi, un ritardo in tal senso.
Inoltre, l'articolo 61 della legge finanziaria 2003 è stato variamente interpretato. In merito a ciò, il sottosegretario Vegas in questa sede ha affermato: non nego che l'articolo possa presentare in alcune parti qualche difficoltà interpretativa


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ed attuativa. Si è riservato una valutazione più accurata nel corso dell'esame al Senato per valutare le sorti dell'articolo 46 del disegno di legge finanziaria.
Il sottosegretario, nella risposta, ha affermato che, per completare la ricostruzione, è necessario che le prossime leggi finanziarie prevedano altri fondi. L'anno scorso le risorse sono state irrisorie, quest'anno non è stata aggiunta alcuna quota finanziaria per il completamento della ricostruzione e vi è una vaga promessa in tal senso nella prossima legge finanziaria. È un'opera di ricostruzione che, pertanto, non si completerà.
È stato introdotto uno schema, un meccanismo che mi preoccupa perché in questi anni il processo di ricostruzione, con il riparto (configurato dalle regioni nella loro autonomia e approvato dal CIPE), è stato avviato nei nostri comuni (per l'80 per cento è quasi completato, mentre per qualche comune si è compiuto), ma è stata prevista la creazione di una commissione (occorrerà un certo lasso di tempo per la sua costituzione) composta dai rappresentanti dei ministeri, delle regioni e dei comuni. Questo riaccentramento a livello romano, non in senso federalista, mi preoccupa non poco.
D'altronde si conoscono già, lo dicevo nella premessa, le esigenze dei comuni e, quindi, da questo punto di vista si sa cosa serve a questa commissione. Mi preoccupa il fatto che, dal 1o gennaio, con questo Governo, che si lamenta del fatto che vi sono poche disponibilità, che vi è un momento di congiuntura, di crisi internazionale, praticamente, e non teoricamente, tutti i fondi non utilizzati per la ricostruzione dovrebbero affluire dalla direzione provinciale del tesoro (erano stati assegnati formalmente ai comuni) alla Cassa depositi e prestiti per far maturare questi interessi. Si deve trattare di mille, duemila miliardi perché un comune può intervenire per completare o presentare progetti. Ecco perché mi ritengo insoddisfatto.
Mi auguro che al Senato la posizione del Governo venga corretta. Auspico, inoltre, che venga istituito qualche fondo in più. Le regioni sono pronte, ma non a contrarre anche il mutuo; il ministero le deve autorizzare (ricordo che per l'autorizzazione del mutuo del 2001 è trascorso oltre un anno). Abbiamo al riguardo presentato interrogazioni ed interpellanze (la conoscono bene la vicenda al ministero).
Si è rallentato il processo di completamento della ricostruzione nelle due regioni della Basilicata e della Campania. Ecco perché mi auguro che il Governo riveda questa posizione - siamo ancora in tempo - al Senato, istituisca una quota e, soprattutto, chiarisca ancora meglio la finalità, l'interpretazione dell'articolo 46.
Non vorrei, signor sottosegretario, che ringrazio per la disponibilità e per la risposta che ha fornito, che al Senato poi il sottosegretario Vegas, responsabile della parte finanziaria della legge finanziaria, riveda la propria posizione per l'emergere di perplessità riguardo alla disponibilità finanziaria immediata che la Cassa depositi e prestiti dovrebbe avere dal 1o gennaio. Per queste ragioni dichiaro la mia insoddisfazione.

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