Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 227 del 21/11/2002
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(Inquadramento stipendiale del personale delle forze armate e di polizia - n. 2-00521)

PRESIDENTE. L'onorevole Molinari ha facoltà di illustrare l'interpellanza Violante n. 2-00521 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 7), di cui è cofirmatario.

GIUSEPPE MOLINARI. Signor Presidente, signor sottosegretario, il 14 maggio di quest'anno, il Governo ha sottoscritto con i sindacati di polizia e con i Cocer il contratto per il comparto sicurezza. In quella sede, il Governo assumeva il seguente impegno testuale: incremento delle risorse finanziarie già attribuite con la legge finanziaria del 2002 per l'esercizio della delega di cui all'articolo 7 della legge 29 marzo 2001, n. 86.
Quella situazione, cioè la riparametrazione e la ridefinizione dello stipendio del comparto sicurezza, garanzia di una breve proroga della delega, possibilmente da esercitare non oltre il mese di maggio 2003. In altre parole, nel momento in cui il Governo ha firmato il contratto, si è assunto un impegno preciso: trovare le risorse ed approvare norme che dessero davvero risposta ai problemi del comparto sicurezza. Ebbene, cosa è successo? È accaduto che per quanto riguarda le risorse il Governo ha fatto anche quest'anno la sua elemosina. Andiamo infatti a vedere quanti soldi il Governo ha messo a disposizione per il comparto di sicurezza. Si tratta di pochissimi soldi, 92 milioni di euro per l'anno scorso, 50 milioni di euro per quest'anno, per un totale di 142 milioni di euro, ricordato quanto aveva promesso lo scorso anno impegnandovi per la finanziaria del 2003 ben 500 milioni di euro. Evidentemente, l'euro gioca brutti scherzi anche a voi e a più di qualche ministro di questo Governo. In realtà, e lo sa bene il Governo, servono 650 milioni di euro. Siamo quindi lontanissimi dalle promesse per il secondo anno consecutivo, ormai senza scuse e senza buchi presunti e falsi che tengano, a dimostrazione che per voi, relativamente alle forze di polizia ad ordinamento civile e militare, non vi sono più priorità.


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Avete dimenticato ciò che ripetutamente avete promesso in campagna elettorale. Si comprendono adesso alcune affermazioni fatte dallo stesso Presidente Berlusconi l'ultima volta che ha incontrato in occasione del DPEF, il COCER, i sindacati di polizia, quando ha invitato tutti quanti a cena. Infatti, la politica delle pacche sulla spalle sia all'estero sia all'interno non porta da nessuna parte e sono evidenti i limiti di questa impostazione: promettere tutto a tutti, a prescindere, come avrebbe detto il famoso principe Antonio De Curtis, conosciuto meglio come Totò.
Ma questo è ancora poco, vi è di più e di più grave. Il 14 maggio, infatti, vi eravate impegnati a chiedere una proroga dell'esercizio della delega fino alla primavera dell'anno prossimo per poterla meglio esercitare e per poter meglio andare incontro alle aspettative del comparto sicurezza e magari per andare incontro alle esigenze dei volontari (che non sono più i militari di leva) che si aspettano dal Governo ciò che aveva fatto in passato perché è giusto che i temi della sicurezza e i problemi della difesa siano una priorità. Ebbene, voi siete stati capaci anche di far scadere una delega. Il 18 ottobre sono scaduti i termini per questa delega; avevate chiesto una proroga, ma non avete esercitato quella delega. Non avete nemmeno pensato di riscriverla e di ripresentarla in Parlamento. Per cui oggi - è questo l'oggetto dell'interpellanza presentata da tutte le forze dell'Ulivo - siete in una situazione paradossale: stanziate dei soldi, una vera elemosina, e non avete più neppure uno strumento legislativo per poterli utilizzare.
Il ministro Frattini a cui evidentemente spettava questa incombenza se ne è dimenticato, forse troppo preoccupato a studiare da ministro degli affari esteri, sperando che non faccia danni come ha fatto nella pubblica amministrazione.
Vogliamo sapere come questo Governo giustifica questa dimenticanza e come pensa di superare questa inadempienza che costerà tempo e denaro agli operatori del comparto, che quotidianamente svolgono il proprio compito non dimenticandosi di adempiere ai doveri nei confronti dello Stato che rappresenta. Nella legge finanziaria, infatti, mirate a rivoluzionare riforme come quella sanitaria, intervenendo addirittura con norme ordinamentali, dimenticandovi invece di ottemperare all'ennesima promessa fatta e non mantenuta di esercitare questa delega e persino di prorogarla, privando il comparto di una opportunità per il miglioramento dei profili contrattuali. Non vi è alibi, quindi, in grado di darvi una copertura rispetto alla figuraccia che avete fatto di fronte al paese.

PRESIDENTE. Il sottosegretario per la difesa, onorevole Filippo Berselli, ha facoltà di rispondere.

FILIPPO BERSELLI, Sottosegretario di Stato per la difesa. Signor Presidente, al fine di garantire la specificità del personale appartenente alle forze di polizia ad ordinamento civile e militare, nonché alle forze armate, l'articolo 7 della legge n. 86 del 29 marzo 2001, recante disposizioni in materia di personale delle Forze armate e delle forze di polizia, ha delegato il Governo ad adottare, entro 18 mesi, uno o più decreti legislativi per l'introduzione di parametri di stipendi in relazione al grado e alla qualifica rivestiti, modificando la vigente normativa sui livelli retributivi. Tale previsione non era corredata dalle risorse finanziarie necessarie per far fronte ai nuovi maggiori oneri, e pertanto, come disposto dal comma 2 dello stesso articolo 7, l'emanazione dei predetti decreti legislativi allo stanziamento delle occorrenti risorse nella legge finanziaria per il 2002.
Ciò premesso, la legge finanziaria per il 2002 ha previsto risorse pari a 47 milioni di euro per il 2002, 92 per il 2003 e 138 a decorrere dal 2004. Le amministrazioni interessate, apprestandosi a dare attuazione alle norme citate, hanno constatato che le risorse stanziate non erano sufficienti a porre in essere un provvedimento rispondente alle attese del personale. Del problema si è discusso al tavolo della


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recente concertazione contrattuale che ha portato alla stipula degli accordi per il personale del comparto sicurezza. In tale sede, le rappresentanze del personale hanno chiesto il rifinanziamento e l'incremento delle risorse per rendere compiutamente realizzabile la parametrazione. Di conseguenza, nel disegno di legge finanziaria per il 2003, attualmente all'esame del Senato della Repubblica, il richiesto incremento di risorse è inserito all'articolo 21, rispettando gli impegni assunti nella predetta sede contrattuale con i seguenti stanziamenti: 50 milioni di euro per il 2003; 150 milioni di euro per il 2004; 500 milioni di euro a decorrere dal 2005 che appaiono sufficienti per una parametrazione stipendiale più aderente alle aspettative del personale.
Appare chiaro, quindi, come l'attuale Governo intenda, fermamente, portare a termine l'operazione senza alcun pregiudizio nei confronti di un'iniziativa già impostata dal precedente esecutivo. È una volontà che il Governo ha chiaramente espresso nello sforzo di reperire le risorse finanziarie necessarie per concretizzare adeguatamente quello che all'origine era solo un progetto di tipo programmatico. Si è voluto, in sostanza, evitare di procedere con mezzi economici insufficienti, nella consapevolezza che ciò che, oltre all'insuccesso dell'iniziativa, avrebbe comportato anche l'indignata reazione e il malcontento del personale. Queste, solo queste, le ragioni che hanno portato alla scadenza dei termini della delega senza che essa trovasse attuazione.
Allo stato, peraltro, il Governo sta cercando di individuare l'iter legislativo più rapido ed adeguato per riaprire tali termini, eventualmente anche con lo stesso disegno di legge finanziaria per il 2003.

PRESIDENTE. L'onorevole Lucidi, cofirmataria dell'interpellanza, ha facoltà di replicare.

MARCELLA LUCIDI. Signor Presidente, fuori di ogni retorica dichiaro la piena insoddisfazione non solo mia ma anche dell'Ulivo tutto sulla risposta appena data dal sottosegretario Berselli. Sottolineo che si tratta di tutto l'Ulivo, come ha già sottolineato, prima di me, il collega Molinari, non tanto perché ci interessa qui dire o urlare, come spesso fa il centrodestra, che siamo più vicini di altri alle Forze di polizia e alle Forze armate; intendiamo, anzi, rispetto a questo tema e a queste forze, dichiarare l'attenzione delle nostre forze politiche su un piano istituzionale, su un piano di serietà, di rispetto del lavoro che svolgono considerando, soprattutto, che esse non sono appannaggio né di una né dell'altra parte politica presenti in questo Parlamento.
Abbiamo piuttosto voluto sottolineare, con la firma di tutti i capigruppo dell'Ulivo, quanto il tema della riparametrazione sia un tema di grande pregnanza considerato che, sia noi nella scorsa legislatura, sia voi in questa, ci siamo rivolti alle forze di polizia ed alle Forze armate per dire che con questa legge avremmo segnato un cambiamento, un effettivo riordino, una riconsiderazione delle loro retribuzioni non più attraverso i cosiddetti livelli ma attraverso la cosiddetta riparametrazione, quindi anche con una maggiore attenzione alla corrispondenza tra la qualifica e la funzione svolta. Ora, però, siamo davanti ad una realtà direi drammatica e fortemente incongruente. Se pure questo Parlamento sta discutendo, in questi giorni, una legge finanziaria per il prossimo anno che include uno stanziamento a favore della riparametrazione, stiamo mettendo denaro su un provvedimento che non esiste e che non ha, oggi, prospettiva di esistere.
Il sottosegretario Berselli ha detto che la legge finanziaria potrebbe rappresentare l'occasione giusta per affrontare tale argomento. Ebbene, pochi giorni fa, proprio in quest'aula, abbiamo sottoposto la questione al Governo, ribadendo la necessità di sostanziare, con una delega, la riparametrazione: abbiamo ricevuto in risposta un diniego assoluto, proveniente sia dai banchi della maggioranza sia dal Governo. È quindi veramente velleitario venire oggi a dire che la legge finanziaria potrebbe rappresentare l'opportunità per


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fronteggiare questi problemi. Tuttavia, dato che la legge finanziaria è oggi all'esame del Senato, non possiamo che augurarci, non possiamo che sostenere, dare impulso affinché ciò accada, anche se, lo ripeto, ci crediamo ben poco.
D'altra parte, anche lo scorso anno ci credevamo ben poco; signor sottosegretario, lei ha detto che la ragione per la quale non si è dato corso all'emanazione dei decreti legislativi indicati della legge n. 86 del 2001 sta nel fatto che le risorse stanziate nella legga finanziaria precedente erano inadeguate. Ebbene, anche questo lo avevamo detto! Avevamo detto che quei soldi che si stavano destinando alla parametrazione non erano affatto utili e sufficienti per poter ottemperare al mandato, alla delega che il Parlamento aveva dato al Governo. Non credo si possa continuare a dire «no» per poi affermare che quei «no» sono stati la premessa per non ottemperare a promesse che sono state fatte. Tali promesse, signor sottosegretario, non sono state fatte con ciò che lei ha definito un incarico programmatico, una legge programmatica: la legge programmatica non esiste, bensì esiste una legge che contiene specifiche disposizioni; su quella legge, se fossimo stati confermati al Governo del paese, avremmo avuto noi il compito di essere conseguenti. Avete avuto voi tale compito, ma non sulla base di una legge programmatica, bensì di una legge che voi stessi avete considerato importante, tant'è che è stata approvata dall'Assemblea con l'astensione dei vostri deputati e con sottolineature positive da parte di quegli stessi parlamentari che, oggi, firmano timidamente proposte emendative nelle quali si chiede di sostanziare la riparametrazione attraverso appositi stanziamenti, proposte che vengono puntualmente respinte dal Governo.
Ritengo che una soluzione vada certamente trovata. Non può però essere trovata così come ci proponete, cioè prospettando che il maggior finanziamento, il maggiore stanziamento ai fini dell'attuazione di questa legge possa essere dato nel 2005. Credo che in questo modo non vi stiate neanche preparando una propaganda elettorale, perché non è credibile che si possa arrivare, con le condizioni che voi stessi state costruendo, a dare al personale delle forze di polizia e delle Forze armate quella riconsiderazione che la legge ha già promesso loro e su cui il Parlamento tutto si è già impegnato, non attraverso semplici promesse bensì con una legge sostanziale.
Purtroppo, su tutto ciò che riguarda la sicurezza dei cittadini, si assiste ad una distanza, signor sottosegretario, tra le leggi che in Parlamento sono state scritte dai governi dell'Ulivo e le promesse che il Presidente Berlusconi ha fatto in campagna elettorale, tant'è che il vostro Governo, ancora oggi, sta operando, nei confronti delle forze di polizia e delle Forze armate, attraverso la legislazione che è stata offerta al paese dall'Ulivo. Ciò pur avendo continuamente contrapposto a quanto fatto dall'Ulivo promesse di una politica che, ancora oggi, non ci è dato modo di vedere.
Signor sottosegretario, totalmente insoddisfatta della sua risposta chiedo pertanto che si provveda al più presto: mantenete il vostro impegno, perché in questo caso non si tratta di una competizione parlamentare, non è in gioco il rapporto tra maggioranza ed opposizione, bensì la dignità delle nostre forze di polizia e delle nostre Forze armate alle quali, come ricordava il collega Molinari, non si possono dare pacche sulle spalle, non si possono dare riconoscimenti a parole (parole che già, con il rinnovo contrattuale, sono state raggirate rispetto agli obiettivi che si erano lasciati loro intravedere). Oggi i nostri poliziotti, i nostri militari vedono bene, in busta paga, quanto sia rimasta uguale al passato la loro situazione, quanto ben poco sia accaduto rispetto a quanto avevate promesso.
Credo sia il caso che l'impegno della riparametrazione trovi al più presto in una nuova delega un nuovo percorso, un percorso utile ad arrivare in tempi stringenti a fare in modo non solo che i soldi stanziati con la legge finanziaria siano investiti e che se ne debbano prefigurare degli altri, ma soprattutto che questi


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schemi di decreti legislativi possano arrivare all'esame del Parlamento per il parere; tutto ciò, affinché tali soldi possano essere dati effettivamente, e non più soltanto a parole, alle nostre Forze armate e di polizia.

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