Allegato A
Seduta n. 227 del 21/11/2002


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(Sezione 7 - Inquadramento stipendiale del personale delle forze armate e di polizia)

G)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che:
un aspetto sicuramente rilevante, per sostenere il passaggio dal modello di leva a quello professionale delle forze armate italiane, per assicurare omogeneità ai trattamenti economici del comparto «sicurezza-difesa» e per meglio garantire la specificità del personale delle forze armate e delle forze di polizia ad ordinamento militare e civile, consiste nella modifica del vigente inquadramento stipendiale - proprio di tutto il pubblico impiego - a favore dell'adozione di un sistema basato su parametri, correlati ai gradi e alle qualifiche rivestite;
a tal fine, la legge n. 86 del 29 marzo 2001, all'articolo 7, delegava al Governo l'adozione di uno o più decreti legislativi da emanarsi entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della stessa legge;
tale delega è scaduta il 18 ottobre 2002, rendendo inutilizzabili i fondi stanziati al fine del suo esercizio con la legge finanziaria per il 2002 e gli ulteriori fondi previsti dal disegno di legge finanziaria al momento in discussione;
la situazione di vuoto normativo venuta con ciò a determinarsi rende prive di efficacia le dichiarazioni di impegno assunte dal Governo in sede di definizione degli accordi contrattuali sottoscritti per il comparto «sicurezza-difesa» con il Ministro della funzione pubblica;
tale comportamento non soltanto è indice di scarsa attenzione nei confronti del personale del comparto ma costituisce elemento di seria difficoltà al completamento delle riforme in atto anche sotto il profilo ordinamentale, in quanto rende improponibile anche le formulazioni di integrazioni e modifiche ai provvedimenti già emanati per il riordino delle carriere e dei profili di impiego del personale: condizione questa necessaria per realizzare un assetto stipendiale più adeguato e più razionale -:
quali siano state le ragioni che hanno impedito per ben 18 mesi l'esercizio della delega di cui all'articolo 7 della legge 29 marzo 2001, n. 86, e come si intenda porre rimedio alla situazione venuta con ciò a determinarsi.
(2-00521)
«Violante, Castagnetti, Boato, Intini, Pisicchio, Brugger, Rizzo, Minniti, Bressa, Molinari, Lucidi».
(29 ottobre 2002)