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PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni Delmastro Delle Vedove n. 3-01053 e n. 3-00578, che vertono sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente (vedi l'allegato A - Interpellanza e interrogazioni sezione 3).
Il sottosegretario di Stato per le comunicazioni, onorevole Innocenzi, ha facoltà di rispondere.
GIANCARLO INNOCENZI, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. Grazie, signor Presidente, infatti, rispondiamo congiuntamente agli atti parlamentari in esame che presentano contenuto analogo. Al riguardo, la concessionaria RAI ha riferito che le province di Alessandria, Novara e Verbano-Cusio-Ossola sono interessate dalla postazione di RAI Way di Monte Penice che, ubicata in Lombardia, irradia sia il programma regionale lombardo sul canale UHF 35 sia quello piemontese sul canale UHF 36.
Il canale 35 è stato attivato nel 1981, mentre il canale 36 provvisoriamente nel 1993 e definitivamente nel 1995.
L'attivazione definitiva, seguita ad una complessa azione di compatibilizzazione con l'emittenza privata e con emissioni della televisione svizzera, ha consentito di rendere fruibile l'informazione regionale piemontese, permettendo di raggiungere, come previsto dall'articolo 16, comma 1, del vigente contratto di servizio Stato-RAI, il previsto grado di copertura del servizio regionale.
La concessionaria ha riferito che, attraverso la stampa locale e i gazzettini regionali, è stata condotta anche una campagna informativa mirata a sensibilizzare l'utenza sulla necessità di realizzare interventi sui propri sistemi riceventi per una migliore utilizzazione del segnale regionale piemontese proveniente da Monte Penice. L'intervento principale suggerito è stato quello di procedere all'eliminazione mediante l'installazione di filtri di canale di segnali isocanali, che utilizzano lo stesso canale nella stessa area di servizio, provenienti dalla Svizzera e ricevibili attraverso le antenne che generalmente l'utenza ha orientato in direzione di Valcava (nord est) per la ricezione di programmi privati.
Poiché con gli interventi sopra descritti non è stato possibile risolvere esaustivamente
il problema di cui trattasi, la RAI ha richiesto a questo ministero l'autorizzazione per un potenziamento dell'impianto di Monte Penice canale 36 e per la realizzazione di un impianto specifico per irradiare il programma piemontese anche dalla postazione lombarda di Campo dei Fiori in provincia di Varese.
Per quest'ultima, ha precisato la RAI, erano stati avviati anche contatti con l'emittenza privata per acquisire la disponibilità a rinunciare al canale E, da utilizzare per irradiare i programmi regionali. Tali contatti non hanno avuto esito positivo.
Per quanto attiene al potenziamento dell'impianto di Monte Penice canale 36, si fa presente che, essendo pervenuti i pareri positivi degli ispettorati territoriali del Piemonte e della Lombardia, si è dato avvio all'autorizzazione delle modifiche richieste dalla RAI, che dovrebbero consentire un miglioramento del servizio in questione.
Quanto, infine, al pagamento del canone di abbonamento si ritiene opportuno ricordare che il regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880 impone a chiunque possieda o detenga un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radio diffusioni, l'obbligo di corrispondere il canone di abbonamento.
PRESIDENTE. L'onorevole Delmastro Delle Vedove ha facoltà di SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Signor Presidente, il consiglio regionale del Piemonte approvando all'unanimità nella seduta del 10 dicembre 2001 un ordine del giorno sollecitante la definitiva soluzione dell'annoso problema della ricezione del segnale di RAI 3 Piemonte ha interpretato, non più semplicemente un'antica insoddisfazione, ma ormai la legittima rabbia di molte persone residenti nelle aree piemontesi che, da anni, non riescono a captare il segnale del terzo canale RAI. Sono interessate a questa doglianza vaste aree delle province di Alessandria, Novara e Verbano-Cusio-Ossola.
PRESIDENTE. Onorevole Delmastro Delle Vedove, la ringrazio anche per il cortese apprezzamento di doti che lei mi riconosce, ma che io non condivido, almeno non totalmente.
Onorevole sottosegretario, nel momento stesso in cui il cittadino provvede al pagamento del canone di abbonamento, diventa titolare del diritto di ricezione di tre canali televisivi della RAI. Da anni si verifica un parziale, grave inadempimento contrattuale da parte dell'azienda.
Onorevole sottosegretario, io vagheggio una televisione pubblica in grado di vincere la concorrenza con le televisioni - per usare un'espressione cara all'opposizione - del Presidente del Consiglio dei ministri. Sono a conoscenza del fatto che il confronto è difficile già in partenza: Berlusconi non mi fa pagare nulla e mi offre tre reti televisive. Già debbo digerire il fatto di dover pagare un balzello per poter vedere i tre canali delle televisioni di Stato, se poi per anni debbo sopportare anche un contraente inadempiente, è chiaro che perdo fiducia nella struttura pubblica.
Onorevole sottosegretario, sta presiedendo in modo autorevole questa Assemblea un insigne giurista ed, ogni volta che ciò si verifica, sono tentato da argomentazioni giuridiche. La prego di prendere in esame questo fatto: la doglianza che esprimo con queste mie interrogazioni abbia, per il ministro, il sapore e la valenza di una vera e propria diffida ad adempiere ex articolo 1454 del codice civile, con l'avvertenza che la diffida prevede un tempo estremamente breve per l'adempimento, decorso il quale il contratto si intende risolto di diritto facendo nascere in capo al soggetto inadempiente un correlativo obbligo al risarcimento del danno.
Onorevole sottosegretario, concludo il mio intervento pregandola di comunicare al ministro Gasparri che farebbe bene a suggerire al consiglio di amministrazione della RAI di studiare le campagne pubblicitarie e promozionali dei supermercati commerciali. Infatti, quando trascinato, mio malgrado, da mia moglie, sono costretto a fare la spesa, spesso compero tre e pago due. Con la RAI, invece, almeno in molte parti del Piemonte, compero due e pago tre e, per di più, spesso i prodotti comprati sono scaduti e avariati.
Dunque, signori del Governo, siate attenti a questa sorta di risorgimentale e televisivo grido di dolore che si leva da tanta parte della regione Piemonte e dimostrate, attraverso il nuovo consiglio di amministrazione della RAI, che non si fanno più chiacchiere, ma si realizzano effettivamente le cose promesse.


