Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 226 del 20/11/2002
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(Ricezione del segnale RAI in alcune zone del territorio comunale della città di Messina - n. 3-00643)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le comunicazioni, onorevole Innocenzi, ha facoltà di rispondere all'interrogazione D'Alia n. 3-00643 (vedi l'allegato A - Interpellanza e interrogazioni sezione 2).

GIANCARLO INNOCENZI, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. Signor Presidente, al riguardo si significa che la RAI, Radio televisione italiana società per azioni, opportunamente interpellata in merito a quanto rappresentato nell'atto parlamentare in esame, ha riferito che, proprio per sopperire alle effettive carenze del segnale televisivo RAI nel territorio del comune di Messina, i piani di estensione del servizio pubblico prevedono la realizzazione di impianti a Messina Galati, Messina Pezzolo, Mili San Marco, Mili San Pietro, Molino e Santo Stefano Briga.
Di questi, è già stato realizzato l'impianto di Messina Galati, mentre è in corso di realizzazione l'impianto di Messina Pezzolo che interesserà anche il centro abitato di Altolia. Per quanto concerne gli impianti di Molino, Santo Stefano Briga, Mili San Marco e Mili San Pietro, la concessionaria ha fatto presente che la mancanza di copertura finanziaria non ha ancora consentito l'inserimento degli stessi nel prossimo piano di realizzazioni. Relativamente agli impianti ripetitori di Mili San Marco e Mili San Pietro, cui si fa riferimento nell'atto ispettivo in esame, che sono stati spenti perché privi della necessaria autorizzazione ministeriale, la RAI ha precisato che essi non insistevano su terreni di sua proprietà, mentre riguardo alla località di Villaggio Bordonaro, che è parte integrante della città di Messina, la società ha riferito che essa non rientra nell'elenco ISTAT dei centri abitati cui si fa riferimento per l'estensione obbligatoria del servizio televisivo.
Riguardo agli impianti di Messina Galati, Messina Pezzolo, Mili San Marco e Mili San Pietro si fa presente che questi, benché autorizzati da questo ministero, non risultano attivati dalla RAI, mentre per quelli di Molino e Santo Stefano Briga, si precisa che non vi è alcuna richiesta di autorizzazione da parte della stessa.
Si informa, infine, che il comune di Messina ha a sua volta presentato richiesta


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di autorizzazione per gli impianti di Mili San Marco e Mili San Pietro al competente ispettorato territoriale di questo ministero, che ha provveduto a rilasciare la relativa autorizzazione. Allo stato, tuttavia, tali impianti non risultano attivati.

PRESIDENTE. L'onorevole D'Alia ha facoltà di replicare.

GIAMPIERO D'ALIA. Mi dichiaro soddisfatto per la risposta del Governo, insoddisfatto dell'attività della RAI. Ci siamo permessi di segnalare una singolare situazione in forza della quale ci sono numerosi cittadini che pagano il canone e non hanno il servizio. A ciò si aggiunge il paradosso per cui alcuni di questi cittadini hanno ritenuto di organizzarsi per installare un ripetitore e sono stati pure perseguiti penalmente. Rispetto a ciò, se non ci fosse stata l'iniziativa del comune di Messina - e del sottoscritto - e più in generale dell'attività ispettiva, la RAI, su questa vicenda, non avrebbe mosso un dito!
Quindi, ringrazio il sottosegretario, ma lo prego anche di farsi carico di un'iniziativa forte perché, ad esempio, la circostanza che alcuni impianti non possono essere attivati per mancanza di copertura finanziaria, non credo possa essere una giustificazione sufficiente che la RAI può addurre, considerato il fatto che stiamo parlando di cittadini insediati in centri con più di 300 abitanti, che pagano regolarmente il canone, salvo che non vogliamo trasformare queste zone in una, per così dire, «casba satellitare» (e allora ciascuno si risolverà il problema per i fatti propri).

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole D'Alia.

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