Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 226 del 20/11/2002
Back Index Forward

Pag. 63


...
(Misure a favore delle popolazioni di tutta l'area danneggiata dall'eruzione dell'Etna - n. 3-01605)

PRESIDENTE. L'onorevole Floresta ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01605 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 8).

ILARIO FLORESTA. Signor Presidente, onorevole ministro, la nostra interrogazione concerne gli eventi calamitosi che si sono verificati per quanto concerne l'eruzione lavica, i terremoti, la pioggia di sabbia silicea e vulcanica che da 20 giorni si manifesta con alcune interruzioni e che - ahimè - da ieri ha ripreso a sprigionarsi dai vari crateri dell'Etna, compresa l'eruzione lavica che si sta dirigendo verso Ragalna. Dobbiamo elogiare questo Governo, perché quando si sono determinati questi eventi l'emergenza è stata affrontata tempestivamente e portata avanti con grande competenza e determinazione. Pertanto, dobbiamo ringraziare questo Governo e tutti i responsabili preposti.
Tuttavia, adesso resta una drammatica situazione di emergenza che scaturisce dai danni subiti e che ancora - lo ripeto - si stanno verificando. Pertanto, occorre capire esattamente (questo è l'oggetto della mia interrogazione) cosa questo Governo intenda fare rispetto alla città di Catania ed a tutto il territorio ionico-etneo che è stato fortemente colpito, a partire da Giarre per poi arrivare a Milo, a Santa Venerina, a Bronte, a Randazzo e adesso a Ragalna. Pertanto, vorremmo capire con grande certezza cosa questo Governo stia facendo dopo aver affrontato l'emergenza pericolo.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.
Ricordo all'onorevole Giovanardi che ha tre minuti di tempo a disposizione.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevole Floresta, gli eventi calamitosi hanno indubbiamente comportato pesanti conseguenze sulle attività economiche e produttive, sulle attività lavorative, sulla stessa salute dei cittadini e, in sostanza, sull'intera vita civile di questa parte d'Italia.
I danni, come evidente, non sono tutti e sempre di immediata e facile individuabilità e determinabilità in termini quantitativi economici, in ragione delle caratteristiche stesse dei fenomeni e, in particolare, delle conseguenze dell'attività eruttiva.
In ogni caso, come prima ed immediata risposta il Governo ha adottato iniziative immediate con il decreto-legge n. 245 del 2002, nel quale sono stati previsti per i primi interventi di emergenza per la provincia di Catania stanziamenti pari a 10 milioni di euro da ripartirsi con successiva ordinanza della protezione civile.
Inoltre, è stata disposta la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza, nonché di quelli previdenziali comportanti prescrizioni e decadenze da qualsiasi diritto, scadenti fino al 31 marzo 2003, a favore dei soggetti residenti, nonché rinviata ad un provvedimento da adottarsi ai sensi dell'articolo 9 della legge n. 212 del 2000 la sospensione dei termini per l'adempimento di obblighi di natura tributaria.
Si evidenzia, in proposito, come fra i presupposti per l'esercizio di tale potere di


Pag. 64

sospensione degli obblighi tributari vi sia l'esatta individuazione delle aree geografiche interessate a questi eventi eccezionali.
In attuazione di dette previsioni è stato adottato il decreto ministeriale 14 novembre 2002 con il quale il Ministero dell'economia e delle finanze ha disposto, secondo le previsioni della citata legge n. 212, la sospensione dei predetti termini in relazione agli obblighi tributari relativamente ai soggetti residenti nei comuni indicati dal decreto stesso a seguito della segnalazione del Ministero dell'interno come direttamente interessati dall'eruzione, ovvero da ordinanze di sgombero a seguito delle scosse telluriche registratesi.
Si potrà valutare, inoltre, se in virtù dello statuto del contribuente si possa, poi, in sede amministrativa soprassedere, da parte degli uffici competenti, all'applicazione di sanzioni in caso di contenuti ritardi negli adempimenti fiscali da parte dei soggetti di aree diverse ma comunque ricadenti nella zona interessata da fenomeni imputabili ai disagi recati dagli interventi in oggetto.
In conclusione, resta naturalmente fermo l'impegno del Governo di individuare ulteriori iniziative ed ulteriori interventi, in particolare nel settore dei trasporti (mi riferisco alle problematiche di Fontanarossa per la cenere vulcanica ed alle ricadute sul turismo). Informo l'interrogante che un primo schema di ordinanza della protezione civile contenente forme di contribuzione e sostegno alle popolazioni interessate dall'eruzione è già stato inviato alla regione siciliana per l'acquisizione della prescritta intesa, ai sensi dell'articolo 107 del decreto legislativo n. 112 del 1998. Non appena verrà rilasciata l'intesa da parte della regione Sicilia i provvedimenti di tale ordinanza diventeranno operativi.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola al collega Floresta, desidero porgere un saluto agli alunni ed ai professori del liceo scientifico «Moscati» di Grottaglie che sono in aula. Faccio presente che vedono l'aula non affollata di parlamentari perché si stanno svolgendo le interrogazioni a risposta immediata. Si tratta di atti di sindacato ispettivo aventi la funzione di relazionare il Governo con il Parlamento.
L'onorevole Floresta ha facoltà di replicare.

ILARIO FLORESTA. Signor Presidente, signor ministro, le devo dire sinceramente che non sono molto soddisfatto della sua risposta che, in linea generale, dovrebbe risolvere tutti i problemi scaturenti dai suddetti eventi calamitosi. Mi riferisco specialmente ai settori del commercio, dell'agricoltura e del turismo dove i danni sono stati veramente ingenti.
Quanto è accaduto e sta ancora accadendo a Catania e nella provincia ionica-etnea è di gran lunga superiore, dal punto di vista dei danni, al terremoto del 1990. Capisco che nel passato, a fronte di eventi calamitosi del genere, vi sono stati, per così dire, sciacallaggi politici che hanno fatto sì che alcuni benefici fossero appannaggio di località e persone che non ne avrebbero avuto diritto. Tuttavia, in questo caso si tratta veramente di grossi danni.
Mi riferisco al decreto-legge del 4 novembre a cui è succeduto un decreto ministeriale che individua alcune aree. Non ci siamo: la prego veramente, attraverso il responsabile del dipartimento della protezione civile, dottor Bertolaso, persona molto competente che mi risulta nei prossimi giorni verrà a Catania e provincia a vedere quanto ancora sta accadendo, di valutare la situazione con grande attenzione. Non vogliamo che ci venga regalato nulla, ma i veri danni vanno risarciti. Non è più possibile che noi meridionali subiamo le conseguenze dei malcostumi del passato!
Guardate che il turismo è crollato del 50 per cento e badate bene che i territori sono quelli colpiti sia direttamente sia indirettamente attraverso l'indotto o anche attraverso l'aeroporto, che ancora in questi giorni minaccia di chiudere.
Pregherei quindi veramente il Governo, in primo luogo, di valutare esattamente


Pag. 65

quali siano le aree effettivamente colpite e per quale entità; in secondo luogo, di estendere questi benefici, rispetto a quanto stabilito dal decreto ministeriale del ministro Tremonti, a tutte le aree e le competenze realmente colpite.
Inoltre, chiederei al Governo di approfittare dell'attuale discussione al Senato della finanziaria per dotare la Protezione civile di un fondo pluriennale a cui attingere per far fronte ai danni subiti dalla nostra regione, in particolare dal territorio ionico-etneo; per far sì che si possano veramente risarcire le popolazioni che ancora una volta sono state pesantemente colpite da questi eventi calamitosi, che a tutt'oggi si stanno ancora verificando.
Infine, anche se è già andato via il ministro delle attività produttive, inviterei il Governo, sulla scorta di quanto detto, ad effettuare un contratto d'area e di programma integrato per questi territori e per queste popolazioni, affinché attraverso la finanza agevolata si possano far ripartire i motori economici...

PRESIDENTE. Onorevole Floresta, la invito a concludere.

ILARIO FLORESTA. ...che in questo momento sono veramente in ginocchio. Prego quindi il Governo di voler guardare con grande attenzione a questo fenomeno, che non è assolutamente da sottovalutare (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e dell'UDC (CCD-CDU)).

PRESIDENTE. Ho lasciato che la replica venisse svolta per quaranta secondi in più del previsto, data l'importanza e il significato del richiamo formulato dal collega con riferimento al tema in questione.
È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata. Ringrazio i colleghi e il Governo intervenuti nel dibattito.
Sospendo brevemente la seduta.

Back Index Forward