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la colata lavica dell'Etna e le forti scosse di terremoto hanno causato enormi danni all'intera comunità catanese, ed in particolare ai paesi dell'hinterland ionico-etneo, i cui centri abitati risultano fortemente danneggiati;
a tutt'oggi esiste uno stato di emergenza causato tanto dalla colata lavica, quanto, ed in maggior misura, dalla caduta di polvere vulcanica, che, di fatto, ha interessato e interessa tuttora l'intera provincia di Catania;
il protrarsi ormai da circa un mese di questa situazione, aggravata dalla quasi continua chiusura dell'aeroporto Fontanarossa di Catania, ha determinato non solo tensione nella popolazione, ma anche danni, non facilmente calcolabili, all'economia della Sicilia orientale e forti ostacoli per ogni attività economica;
tutte le attività agricole, con particolare riferimento alle colture, hanno subito danni enormi con prospettive davvero drammatiche per le aziende agricole e per chi vi lavora;
in particolare, Giarre ha avuto e continua ad avere forti difficoltà in tutte le sue attività, con perdite dell'ordine del 30-40 per cento rispetto al normale andamento dell'economia locale -:
se non si ritenga necessario, previa un'attenta e scrupolosa analisi dei danni provocati dall'eruzione dell'Etna, adottare misure di sostegno anche fiscali a favore delle popolazioni di tutta l'area effettivamente interessata sia dal terremoto, sia dal fenomeno dell'eruzione, sia dalla caduta di cenere vulcanica, e cioè di tutta la zona direttamente o indirettamente danneggiata e, in particolare, di quella ionica-etnea. (3-01605)
(19 novembre 2002)