Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 226 del 20/11/2002
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(Iniziative per fronteggiare episodi di intolleranza e violenza negli stadi - n. 3-01601)

PRESIDENTE. L'onorevole La Russa ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01601 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 4). Ricordo all'onorevole La Russa che ha un minuto di tempo a disposizione.

IGNAZIO LA RUSSA. Mi scusi, signor Presidente, ero distratto; stavamo commentando la sua battuta... L'interrogazione che abbiamo ritenuto di presentare, nel question time di oggi, sia al ministro dell'interno che al ministro per i beni e le attività culturali, ha ad oggetto la grave situazione che si sta verificando nel mondo del calcio, che ha consentito al più importante quotidiano d'Italia di commentare questa situazione con le seguenti considerazioni (che mi sembrano appropriate): «è il calcio dei sospetti, delle polemiche, delle diffamazioni, dei poteri contrapposti, dei conflitti di interesse. Ma ora anche delle invasioni di campo, delle aggressioni ai calciatori, di stadi trasformati in polveriere».
Non si dica che si tratta di un argomento futile. Riguarda, infatti, milioni di persone. Riguarda la sicurezza di milioni di italiani, molti dei quali giovani; riguarda anche la tranquillità nelle nostre città.
Se si arriva alla proposta, come quella del presidente del sindacato calciatori, Sergio Campana - fatta propria anche da Gigi Buffon, portiere della nazionale italiana di calcio - di sospendere il campionato per sei mesi, evidentemente, siamo di fronte ad una situazione fuori dall'ordinario.
Chiediamo quali iniziative intendano assumere il Governo, il ministro dell'interno ed il ministro delle attività culturali per limitare questo problema di ordine pubblico e di sicurezza in generale.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevole La Russa, la recrudescenza di episodi di violenza nel calcio ha portato a rivedere l'intero sistema della sicurezza in vigore, anche attraverso una rinnovata e più fattiva forma di cooperazione


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tra apparato di sicurezza, organismi sportivi ed enti interessati, sia a livello centrale sia a livello periferico.
Tuttavia, con la ripresa del corrente campionato di calcio, si è registrata, rispetto alla precedente stagione calcistica, una ripresa del fenomeno. Infatti, gli incontri di calcio caratterizzati da episodi di intemperanza sono aumentati dell'80 per cento, passando da 55 a 99 casi. Tuttavia, l'incremento ha riguardato, soltanto (per fortuna) gli atti di intemperanza definiti lievi secondo parametri elaborati dall'osservatorio nazionale sulle competizioni sportive, istituito presso il Ministero dell'interno, composto anche dalle rappresentanze delle società sportive della federazione calcio e degli altri soggetti istituzionali interessati.
Sul piano della prevenzione, a livello locale, apposite unità operative, denominate Squadre Tifoserie, istituite all'interno delle DIGOS delle questure, attraverso periodici incontri con i referenti dei gruppi ultras, acquisiscono notizie utili per l'organizzazione dei servizi di ordine pubblico nonché per l'individuazione dei responsabili di comportamenti penalmente rilevanti.
Le suddette unità operative nei giorni successivi agli incontri di calcio, contrassegnati da incidenti, si avvalgono di riprese televisive al fine dell'individuazione dei responsabili degli episodi di violenza. In tal modo, nella decorsa stagione calcistica, anche in seguito al decreto-legge recante disposizioni urgenti per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di competizioni sportive (convertito in legge), sono state individuate ed arrestate 43 persone e si è proceduto alla denuncia in stato di libertà di oltre 299. Ricordo che il Governo aveva proposto norme più severe ma poi il Parlamento ha attenuato la portata di queste norme sull'arresto in flagranza.
L'attività di prevenzione, peraltro, risente della difficoltà della verifica dell'ottemperanza ai provvedimenti di divieto di accesso agli stadi, adottati nei confronti dei tifosi più violenti, soprattutto nei casi in cui non sia stato imposto l'obbligo di firma presso gli uffici di polizia.
Vi è, inoltre, un problema serio, vale a dire l'inidoneità della maggior parte degli stadi ove si svolgono le partite di serie A, B e C: 70, su 126, non sono in regola! Per la precisione, 45 sono muniti di agibilità sottoposta a prescrizione; altri 25, pur essendo inagibili, ospitano gli incontri solo in base alle autorizzazioni in deroga emesse di volta in volta dai sindaci delle città interessate, naturalmente sotto la loro responsabilità.
Sintomatico di tale situazione è l'episodio verificatosi, lo scorso fine settimana, poco prima della fine dell'incontro Cagliari-Messina. Infatti, il tifoso, poi identificato e denunciato, che, con estrema facilità, ha invaso il campo di gioco per colpire con un pugno il portiere della squadra siciliana, riuscendo poi a rientrare sugli spalti prima di essere bloccato dalle forze dell'ordine, ha potuto operare facilmente perché, malgrado il prefetto ed il questore di Cagliari avessero più volte segnalato al comune e alla locale società sportiva, proprio per evitare invasioni di campo, la necessità di innalzare la recinzione fra gli spalti ed il campo di gioco, ciò non è avvenuto. Condizioni di precarietà della sicurezza, purtroppo, sono comuni alla maggioranza degli stadi. Credo che una maggiore responsabilità delle società sportive, dei comuni e dei sindaci interessati potrebbe agevolare l'opera delle forze di polizia per evitare gli incidenti che gli interroganti lamentano.

PRESIDENTE. L'onorevole La Russa ha facoltà di replicare.

IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, signor ministro, mi dichiaro solo parzialmente soddisfatto. Non vorrei, infatti, che, alla fine, i responsabili fossero i poveri sindaci che non possono far altro che dare l'agibilità al fine di non creare altri problemi di ordine pubblico peggiori nel caso fossero loro a dover vietare lo svolgimento delle partite.
Credo che le cose che lei ha riferito siano molto importanti. Prendo atto con


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soddisfazione dell'impegno delle forze di polizia, della DIGOS, di tutti gli accorgimenti. Ma credo che il problema non sia solo sul versante delle curve, sarebbe troppo comodo e troppo facile.
Credo che l'intero mondo del calcio sia in fibrillazione. Ed è su questo versante che il Governo deve e può intervenire, non solo attraverso il ministro dell'interno, ma anche per il tramite del ministro per i beni e le attività culturali, al quale fanno capo le competenze in materia di sport.
Qui si tratta di incidenti più gravi di quelli che avvenivano l'anno scorso. Quindi, il fatto che sia stato reso più mite dal Parlamento un apposito disegno di legge del Governo non ha alcuna rilevanza, poiché l'anno scorso, come ho appena detto, si era verificato un numero di incidenti inferiore. C'è che il mondo del calcio sembra veramente in grande fibrillazione: esso non riesce a trovare i modi per creare quella serenità e quel clima necessario ad evitare che impazzimenti del genere di quelli ai quali abbiamo assistito coinvolgano atleti, tecnici e, ahimè, anche gli spettatori.
Questi ultimi, in particolare, se si prescinde da una ristretta minoranza, non sono portati ad intemperanze: la gente vorrebbe poter andare allo stadio con la famiglia, con i figli, e vorrebbe far diventare il calcio quello che era quando eravamo ragazzi: uno sport meraviglioso del quale valeva la pena innamorarsi (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia)!

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