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PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (vedi l'allegato A - A.C. 3312 sezione 4).
Qual è il parere del Governo sugli ordini del giorno presentati?
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Il Governo non accetta l'ordine del giorno Titti De Simone n. 9/3312/1.
STEFANO CALDORO, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Vuole proseguire con i pareri sui restanti ordini del giorno?
STEFANO CALDORO, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Prego, sottosegretario Caldoro, ne ha facoltà.
STEFANO CALDORO, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la
ricerca. Il Governo invita al ritiro dell'ordine del giorno Burani Procaccini n. 9/3312/2, che altrimenti non è accettato, e accoglie, invece, come raccomandazione gli ordini del giorno Marinello n. 9/3312/3 e Grimaldi n. 9/3312/4 (Nuova formulazione). Il Governo accetta gli ordini del giorno Santulli n. 9/3312/5 e Licastro Scardino n. 9/3312/6. Per quanto riguarda l'ordine del giorno Amato n. 9/3312/7, mi pare fosse stato ritirato dai presentatori...
PRESIDENTE. Non mi risulta...
GIUSEPPE AMATO. Lo ritiriamo, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene.
STEFANO CALDORO, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Il Governo accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno Martella n. 9/3312/8, Lolli n. 9/3312/9 e Mauro n. 9/3312/10 (per quest'ultimo, stante, ovviamente, la compatibilità finanziaria).
Il Governo non accetta l'ordine del giorno Tocci n. 9/3312/11 e, a questo proposito - visto che sono stato chiamato in causa dall'onorevole Tocci -, vorrei dire che si apprezza la richiesta in esso contenuta, ma che essa non può esser assunta come impegno perché ciò vanificherebbe la ratio dell'articolo 5-bis, che destina le risorse specifiche al fondo per le agevolazioni alla ricerca. In particolare, devo dire che il Governo si è già mosso per adottare una serie di iniziative straordinarie finalizzate al potenziamento delle risorse umane e, quindi, relative ai giovani ricercatori, così come veniva richiesto nell'ordine del giorno, oppure alla concessione di apposite borse di studio.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno Quartiani n. 9/3312/12, il Governo ne accoglie come raccomandazione la parte descrittiva e le finalità, ma non può chiaramente accettare la parte che riguarda le competenze e l'autonomia finanziaria degli atenei.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno Pistone n. 9/3312/13, il Governo non lo accetta perché, in questo caso, la competenza non è nostra, né può essere prevista in questo specifico ordine del giorno. I problemi dello stato giuridico riguardano competenze che vanno definite in altre sedi, in particolare quelle del contratto collettivo nazionale; per quanto riguarda il nostro ministero, i presentatori sanno che abbiamo emesso una direttiva specifica all'Aran.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno Sasso n. 9/3312/14, il Governo non lo accetta; in particolare, il progetto di riforma della scuola e le intenzioni del Governo di riformare le scuole didattiche della musica, sia per quanto riguarda la formazione che l'abilitazione, ci inducono ad esprimere un giudizio negativo e, quindi, a non accettare questo ordine del giorno.
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Vuole proseguire lei con il parere sui restanti ordini del giorno presentati?
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Sì, signor Presidente. Il Governo accetta l'ordine del giorno Capitelli n. 9/3312/15. Esprime soddisfazione perché è stato presentato da tutte le forze politiche e perché chiarisce un ordine del giorno accettato al Senato. In questo senso, il Governo ringrazia la Camera. Infatti, ciò rappresenta un ulteriore aiuto nella risoluzione di un problema da noi avvertito.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno Grignaffini n. 9/3312/16, il Governo accetta solo il primo capoverso del dispositivo perché, di fatto, il contingente è stato già determinato. La definizione urgente del contingente adeguato per l'anno scolastico 2003-2004 è stata già effettuata nella misura di 21 mila docenti. Il Governo, invece, non accetta il secondo capoverso del dispositivo del medesimo ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Titti De Simone, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/3312/1?
TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, vorrei proporre una riformulazione del mio ordine del giorno.
PRESIDENTE. Il Governo ascolti, per cortesia.
TITTI DE SIMONE. Leggo il testo riformulato del mio ordine del giorno: «La Camera, in sede di conversione del decreto-legge 25 settembre 2002, n. 212, recante misure urgenti per la scuola, l'università, la ricerca scientifica e tecnologica e l'alta formazione artistica e musicale, impegna il Governo ad assicurare, ai fini del calcolo del punteggio per l'inserimento nelle graduatorie di cui all'articolo 401 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, recante il testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, che la valutazione dei titoli di laurea nonché del punteggio di abilitazione sia omogenea per tutti i candidati, che al servizio prestato nelle scuole statali venga riconosciuto un valore aggiuntivo, che nel caso di titolo di abilitazione conseguito presso le scuole di specializzazione universitarie l'interessato possa optare per la valutazione del punteggio relativo al servizio prestato nel periodo di frequenza dei corsi di specializzazione presso le università o del punteggio relativo al titolo di specializzazione conseguito e che i due punteggi non possano in alcun modo essere cumulati».
Chiedo alla Presidenza se potrò intervenire successivamente, in fase di dichiarazione di voto sull'ordine del giorno riformulato.
PRESIDENTE. Vediamo prima se il Governo accetta l'ordine del giorno così riformulato?
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Purtroppo no, Presidente, poiché alcuni punti sono in contrasto con l'ordine del giorno Capitelli n. 9/3312/15 che il Governo ha già accettato. Confermiamo, dunque, di non accettare l'ordine del giorno Titti De Simone n. 9/3312/1, nel testo riformulato. Ci dispiace.
ALBA SASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALBA SASSO. Signor Presidente, la riformulazione dell'ordine del giorno Titti De Simone n. 9/312/18 mi convince (per questo motivo, vorrei aggiungere la mia firma) perché non la vedo in contrasto con l'ordine del giorno, presentato unitariamente, cui faceva riferimento, poco fa, la sottosegretaria Aprea. Mi sembra che l'ordine del giorno dell'onorevole Titti De Simone sia più preciso per quanto riguarda una serie di questioni che ci stanno molto a cuore. È più preciso poiché nell'ordine del giorno presentato unitariamente, infatti, bisognava mediare alcune posizioni.
È più preciso perché parte dalla constatazione che l'eliminazione delle fasce di cui alla legge n. 124 del 1999 sul precariato, avvenuta con decreto-legge n. 255 del 2001, convertito dalla legge n. 333 del 2001, abbia alterato, all'interno della scuola, i diritti acquisiti dalle varie fasce di docenti.
Mi rivolgo ai colleghi della maggioranza e dell'opposizione: vi sarà capitato di incontrare, nei vostri collegi, i giovani che hanno frequentato le scuole di specializzazione, i vincitori di concorso ed i precari storici, ormai in lotta tra di loro. Infatti, mentre il sistema delle fasce permetteva un'assunzione del precariato che teneva conto dei diritti pregressi ed anche di quanto acquisito, in anni di servizio, dai precari storici, l'eliminazione del sistema delle fasce e l'equiparazione del servizio prestato nella scuola statale con quello prestato nella scuola paritaria (questione divenuta ancora più dirompente con l'eliminazione delle fasce) hanno creato un'assurda guerra tra poveri, un'assurda guerra tra aventi diritto ad entrare nella scuola!
Allora, con quest'ordine del giorno Titti De Simone n. 9/3312/1, testé riformulato dalla collega, al quale dichiaro di apporre la mia firma, vogliamo dire che va rivalutato il servizio prestato nella scuola statale attraverso un reclutamento che è avvenuto secondo le norme di questo Stato e, inoltre, che vanno rivalutati tutti i titoli di coloro che entrano nelle graduatorie permanenti, compresa la laurea per i vincitori di concorso, così come va rivalutato e mantenuto (ma nessuno lo ha messo in discussione) il punteggio di coloro che hanno conseguito l'abilitazione attraverso le scuole di specializzazione, con l'avvertenza, contenuta nelle sentenze di alcuni TAR, che non possono essere cumulati i punti derivanti dall'abilitazione conseguita presso le scuole di specializzazione con quelli dovuti al servizio eventualmente prestato negli stessi anni.
Quest'ordine del giorno, a mio modo di vedere, chiarisce anche meglio il senso dell'ordine del giorno unitario Capitelli n. 9/3312/15.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bimbi. Ne ha facoltà.
FRANCA BIMBI. Signor Presidente, il gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo si asterrà dal voto perché quest'ordine del giorno non chiarifica affatto ma - questa, almeno, è la mia impressione - introduce elementi di ulteriore confusione su di un problema che va risolto contemperando diversi criteri di giustizia. Vi sono, in particolare, alcuni giovani per i quali abbiamo costruito una strada di specializzazione; e non mi pare che questa sia la sede idonea - in questo senso, la responsabilità è tutta del decreto-legge al nostro esame - per risolvere il problema con un colpo di spada che creerebbe solo ulteriori disparità e, quindi, ulteriori problemi.
PRESIDENTE. Onorevole Titti De Simone, alla luce delle dichiarazioni del rappresentante del Governo e dopo gli interventi delle sue colleghe, dispone di un minuto e mezzo per dichiarare, come mi aveva chiesto in precedenza, se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/3312/1, nel testo riformulato.
TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, ovviamente non ritiro il mio ordine del giorno perché, come ha rilevato poc'anzi l'onorevole Sasso, ritengo che esso non faccia altro che chiarire, in maniera più adeguata, quale sia il principio che vogliamo affermare: il ripristino di quel sistema di giustizia che è stato sottratto al precariato storico allorquando questo Governo è intervenuto in modo disorganico e ed estemporaneo cancellando le fasce. Il precariato storico è stato scippato di un diritto acquisito, maturato in tanti anni di lavoro!
Noi vogliamo qui fissare dei criteri equilibrati, quindi ci stupiamo che il Governo esprima un giudizio negativo, non accettando l'ordine del giorno. Ne approfitto per dire che l'ordine del giorno di cui ha parlato l'onorevole sottosegretario Aprea non mi sembra che sia in contraddizione con quanto da noi invece affermato più chiaramente in questo ordine del giorno. Tuttavia, vorrei chiarire che, nonostante la consistenza un po' ambigua e forse non del tutto chiara di quell'ordine del giorno, siccome la sua formulazione complessiva tende a rimettere in discussione i criteri, le modalità con cui si sta gestendo tutta questa faccenda dell'accesso nelle graduatorie, per queste ragioni - non perché siamo soddisfatti della sua formulazione, sottosegretario di Stato (perché non lo siamo affatto), ma proprio perché pensiamo che sia importante che oggi la Camera esprima un indirizzo al Governo perché vengano rivalutati quei criteri e quel meccanismo di valutazione - noi lo abbiamo firmato; però, sempre per queste ragioni, insistiamo per la votazione del nostro ordine del giorno.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Titti De Simone n. 9/3312/1, nel testo riformulato, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 369
Votanti 356
Astenuti 13
Maggioranza 179
Hanno votato sì 138
Hanno votato no 218).
Passiamo all'ordine del giorno Burani Procaccini n. 9/3312/2. C'è un invito al ritiro da parte del Governo.
PAOLO SANTULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAOLO SANTULLI. Signor Presidente, vorrei sottoscrivere questo ordine del giorno e propongo di riformularlo in questo modo: chiediamo al Governo di considerare le motivazioni poste in premessa quali condizioni prioritarie per la definizione della prossima programmazione universitaria e di valutare, nell'ambito delle disponibilità finanziarie attuali, eventuali ulteriori interventi.
PRESIDENTE. Il Governo accetta questa riformulazione dell'ordine del giorno?
STEFANO CALDORO, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine giorno Burani Procaccini n. 9/3312/2 così com'è stato riformulato.
PRESIDENTE. Onorevole Santulli, insiste per la votazione dell'ordine del giorno Burani Procaccini n. 9/3312/2, accolto come raccomandazione dal Governo?
PAOLO SANTULLI. No, Presidente, non insisto.
PRESIDENTE. Sta bene.
Prendo atto che i presentatori degli ordini del giorno Marinello n. 9/3312/3 e Grimaldi n. 9/3312/4 (Nuova formulazione), accolti come raccomandazione dal Governo, Santulli n. 9/3312/5, accettato dal Governo, Licastro Scardino n. 9/3312/6, accettato dal Governo, Martella n. 9/3312/8, accolto come raccomandazione dal Governo, non insistono per la votazione degli stessi. Avverto che l'ordine del giorno Amato n. 9/3312/7 è stato ritirato.
Onorevole Lolli, insiste per la votazione del suo ordine del giorno?
GIOVANNI LOLLI. Sì, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANNI LOLLI. Signor Presidente, stiamo parlando di pianisti, vicenda di cui questa Assemblea si occupa spesso, con grandi polemiche tra di noi, ma qui abbiamo l'occasione di occuparcene in maniera più produttiva. Parliamo di una categoria di pianisti molto seria, cioè di accompagnatori di pianoforte che svolgono una funzione molto importante nell'Accademia nazionale di danza e anche nei conservatori, e la svolgono in una condizione ibrida, non chiara. Si tratta quindi di proporre l'istituzione di una cattedra che li metta in condizioni di lavorare positivamente. Credo di interpretare anche la volontà dell'onorevole Giordano. Chiedo all'Assemblea di approvarlo.
GABRIELLA PISTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, intervengo solo per sottoscrivere questo ordine del giorno.
PRESIDENTE. Sta bene.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Benedetti Valentini. Ne
ha facoltà. C'è un altro Benedetti grande pianista, ma si chiama Benedetti Michelangeli.
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Beh, sono ben lontano! Mi occupo di qualche altra branca artistica ma a livelli modestissimi (Applausi di deputati del gruppo di Alleanza nazionale)!
Per occuparmi di questi problemi mi faccio portavoce del voto unanime espresso in sede di parere dalla Commissione che presiedo e sento il dovere di esprimere un voto favorevole a questo ordine del giorno perché si tratta di un problema che, effettivamente, esiste e si trascina da lungo tempo e deve pur trovare, alla fine, una soluzione tecnico-giuridica. Auspicherei, quindi, che il Governo possa, addirittura, accettare, non solo accogliere come raccomandazione, questo ordine del giorno. In ogni caso sento - liberi, naturalmente i componenti della Commissione, ma abbiamo approvato all'unanimità in sede di parere questa indicazione alla Commissione di primaria competenza - di votare favorevolmente a questo auspicio.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giordano. Ne ha facoltà.
FRANCESCO GIORDANO. Signor Presidente, l'onorevole Lolli ha interpretato benissimo il mio pensiero, tanto bene che desidero sottoscrivere il suo ordine del giorno.
PRESIDENTE. L'arco del consenso è vastissimo. Il Governo cambia il suo parere?
STEFANO CALDORO, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, prendo atto che l'ordine del giorno è già stato riformulato nel senso che avevo indicato; pertanto accetto nella sua nuova formulazione l'ordine del giorno che avevo accolto in precedenza come raccomandazione.
PRESIDENTE. Sta bene.
Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione degli ordini del giorno Lolli n. 9/3312/9 (Nuova formulazione), accettato dal Governo, e Mauro n. 9/3312/10, accolto come raccomandazione.
Passiamo all'ordine del giorno Tocci n. 9/3312/11, non accettato dal Governo.
Chiedo all'onorevole Tocci se insista per la votazione.
WALTER TOCCI. Sì, Presidente, insisto e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
WALTER TOCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questo ordine del giorno proponiamo di destinare 90 miliardi di vecchie lire alla ricerca industriale, scegliendo però due obiettivi prioritari: in primo luogo, quello di incentivare le imprese che assumono giovani ricercatori; in secondo luogo, favorire la crescita di distretti industriali basati sulla collaborazione tra enti pubblici di ricerca, università e imprese private.
Ho ascoltato il modo in cui il sottosegretario Caldoro ha motivato la non accettazione di questo ordine del giorno e sono francamente sconcertato. Se ho capito bene, si sostiene che questa nostra proposta sarebbe estranea alle finalità del FAR, il fondo di ateneo per la ricerca. Voglio ricordare che questi due obiettivi sono stati scelti tra quelli indicati dall'articolo 3 del decreto legislativo del 1999 che regola, appunto, le incentivazioni nel settore delle ricerche industriali.
Voglio sottolineare che aiutare un'impresa privata che intenda assumere un giovane ricercatore è ritenuto, da gran parte degli esperti del settore, il modo migliore per fare incentivazione della ricerca industriale perché, in questo modo, l'incentivo diventa molto semplice da gestire, sia dal lato dell'impresa, sia dal lato del pubblico che deve controllare che, effettivamente, quei soldi siano destinati alla ricerca. È evidente che, sia da un lato,
sia dall'altro, trattandosi di assunzione di personale, sono facili sia la richiesta, sia il controllo. Inoltre, questo tipo di incentivo, proprio perché è legato all'assunzione di un ricercatore, produce un effetto di lungo periodo che va al di là dell'incentivo stesso. Infine, serve a valorizzare i nostri migliori talenti: i giovani ricercatori che, appunto, sono in attesa dell'opportunità di esprimere le loro capacità.
Ho ascoltato il sottosegretario Caldoro affermare che con altri provvedimenti il Governo sta già facendo queste stesse cose. Non so dove egli viva, ma a me risulta che in questo momento vi sono migliaia di giovani ricercatori nel nostro paese che non sanno dove «sbattere la testa». Sono infatti bloccate le assunzioni nelle università e nei centri di ricerca, ed inoltre la situazione della ricerca nel settore privato presenta difficoltà strutturali che sappiamo essere gravate dall'attuale situazione economica italiana. Vi sono pertanto migliaia di giovani che, con rammarico, stanno decidendo di abbandonare il paese. Scegliere questa come priorità nazionale significherebbe davvero raccoglie un'esigenza reale e dare una po' di fiducia ai giovani più brillanti della nostra Italia.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Tocci n. 9/3312/11, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 379
Votanti 376
Astenuti 3
Maggioranza 189
Hanno votato sì 166
Hanno votato no 210).
SANTINO ADAMO LODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SANTINO ADAMO LODDO. Signor Presidente, non ha funzionato...
PRESIDENTE. Onorevole Santino Adamo Loddo, riprovi nella prossima votazione; vediamo se l'incidente era occasionale oppure strutturale!
Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Quartiani n. 9/3312/12, accolto come raccomandazione dal Governo, non insistono per la votazione.
Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Pistone n. 9/3312/13, non accettato dal Governo, insistono per la votazione.
Passiamo pertanto ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Pistone n. 9/3312/13, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Onorevole Santino Adamo Loddo, il suo dispositivo di voto ora funziona? Ha visto che rapidità di intervento!
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 386
Maggioranza 194
Hanno votato sì 170
Hanno votato no 216).
Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Sasso n. 9/3312/14, non accettato dal Governo, insistono per la votazione.
Indìco pertanto la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Sasso n. 9/3312/14, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 389
Votanti 387
Astenuti 2
Maggioranza 194
Hanno votato sì 171
Hanno votato no 216).
L'ordine del giorno Capitelli n. 9/3312/15 è stato accettato dal Governo....
PIERA CAPITELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIERA CAPITELLI. Signor Presidente, come l'onorevole Aprea ha espresso soddisfazione per aver trovato un momento di convergenza tra maggioranza ed opposizione, anch'io lo devo trovare. Devo dire che è importante questo atto del Governo anche perché implicitamente rappresenta un'ammissione della situazione magmatica che si è creata tra i lavoratori precari. Perché parlo di una situazione magmatica? Innanzitutto perché potrebbero esserci meno lavoratori precari se il contingente per le immissioni in ruolo fosse stato un po' più nutrito. Abbiamo avuto, invece, tanti posti vacanti e pochissime immissioni in ruolo. Anticipo con questo anche il senso del successivo ordine del giorno Grignaffini n. 9/3312/16, accolto dal Governo soltanto in parte. Questo va bene, ma ritengo che il prossimo anno il contingente dei posti da immettere in ruolo debba essere decisamente superiore a quello di quest'anno, altrimenti il rischio per la scuola italiana è la precarizzazione, cioè che si continui a garantire il servizio attraverso le supplenze. Ciò non va bene, perché crea discontinuità e, quindi, problemi di carattere didattico, nonché una sensazione di forte frustrazione nel personale. Ebbene, sappiamo - lo sanno tutti - che il personale necessita, per rendere al meglio, per fornire le migliori prestazioni, di essere tranquillo.
L'ordine del giorno accolto ha in parte questa finalità. Si tratta di un segnale di impegno del Governo a non fare mai più ciò che ha fatto. È intervenuta già la collega Sasso sulla questione delle fasce: quella questione è ormai morta, sepolta e dimenticata, ma cerchiamo di riparare e di non commettere mai più questi errori, cioè creare situazioni che mettono i lavoratori l'uno contro l'altro.
La scuola non ha bisogno di questo. Noi vogliamo operare e collaborare con il Governo affinché i cosiddetti precari non si facciano la guerra l'uno contro l'altro e affinché si trovino criteri equilibrati, accettati dagli stessi, che garantiscano l'immissione in ruolo sia ai cosiddetti precari storici sia ai cosiddetti «sissini», ossia a coloro che stanno frequentando le scuole di specializzazione, che credo dovranno essere il futuro per la prima formazione e per l'individuazione di un canale per l'immissione in ruolo del personale.
Mi auguro che l'esame del disegno di legge delega, almeno con riferimento a questo aspetto (spero anche per altri), costituisca un'occasione per un confronto serio e leale su un problema serio quale quello del reclutamento del personale (in particolare, mi riferisco al personale docente ma non solo ad esso).
Ringrazio l'onorevole Aprea per la disponibilità. Abbiamo compiuto qualche sacrificio e nell'accettare questo ordine del giorno vi è stata qualche censura. Tuttavia, credo sia più importante il segnale che vogliamo mandare al mondo della scuola e che esigiamo venga inviato dal Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Capitelli, lei chiede il voto?
PIERA CAPITELLI. Signor Presidente, il mio ordine del giorno n. 9/3312/15 è stato accettato dal Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Capitelli, siccome lei ha reso una dichiarazione di voto, pensavo che, alla fine, chiedesse di votare l'ordine del giorno in esame. Infatti, quando un ordine del giorno viene accettato dal Governo, lo stesso non viene posto in votazione (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia). Lei ha svolto
un'illustrazione che avrebbe dovuto precedere il parere del Governo. Comunque, non potevo saperlo prima del suo intervento. Se un ordine del giorno viene accettato, solitamente non si chiede il voto.
PIERA CAPITELLI. Signor Presidente, chiediamo il voto.
PRESIDENTE. Sta bene. Si chiede il voto per un ordine del giorno accettato dal Governo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Capitelli n. 9/3312/15, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 376
Votanti 358
Astenuti 18
Maggioranza 180
Hanno votato sì 310
Hanno votato no 48).
Onorevole Grignaffini, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/3312/16, del quale il Governo ha accettato il primo capoverso del dispositivo, mentre non ha accettato il secondo capoverso del dispositivo?
GIOVANNA GRIGNAFFINI. No, signor Presidente, non insisto.
PRESIDENTE. Sta bene.
È così esaurita la trattazione degli ordini del giorno presentati.
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