Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 214 del 30/10/2002
Back Index Forward

Pag. 23


...
(Esame dell'articolo 4 - A.C. 3193)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 3193 sezione 2).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Bersani. Ne ha facoltà. Colleghi, vi ricordo che, da adesso in poi, dovrò stringere un po' i tempi.

PIER LUIGI BERSANI. Signor Presidente, interverrò per fare poche affermazioni. La prima vorrei rivolgerla al Governo, al sottosegretario Sacconi, per sottolineare che a noi, la parola flessibilità non fa paura, è una parola che non ci spaventa. Credo si debba dire che, su questa parola, in questi anni, noi abbiamo lavorato parecchio e con una legislazione efficiente, credo la più efficiente che si sia vista negli ultimi anni, compresi gli anni a cui il sottosegretario Sacconi - sono sicuro - è molto affezionato. Quella flessibilità ha avuto effetti sull'occupazione al punto che si potrebbe dire che, di fronte all'andamento negativo dell'economia, i dati occupazionali segnalano che il mercato del lavoro non è ciò che funziona meno; quello che funziona meno, in questo paese, è il mercato dei prodotti e della conoscenza. Detto questo, noi siamo favorevoli ad andare avanti, a continuare nel processo di riforma, ma vogliamo arrivarci per la strada di una nuova fisiologia della flessibilità.
Fisiologia della flessibilità vuol dire tre cose, signor sottosegretario: in primo luogo, poche regole, che siano applicabili, che siano certe, mentre qui stiamo andando verso una microcontrattualistica, con una produzione di norme a quintali; in secondo luogo, un buon equilibrio fra norme e ruolo dei soggetti sociali, e qui stiamo andando verso la schizofrenia, perché la norma porta via troppo spazio alle forze sociali, le quali lo riprendono in ruoli gestionali che vanno oltre il segno possibile in una società che voglia dirsi liberale; in terzo luogo, bisogna accompagnare questa fisiologia con sistemi graduati di diritti. La flessibilità nel fisiologico non può percepirsi come precarietà.
Queste sono le cose - e concludo - che fanno la differenza fra una riforma ed una destrutturazione. Riforma vuol dire trovare un punto di equilibrio, una reciprocità, una forma di riproduzione della professionalità. Destrutturazione vuol dire normare l'atomizzazione, dare lo scettro del principe troppo spesso ad una sola delle parti in causa, dimenticare elementi di coesione sociale.


Pag. 24


Questo paese sta perdendo ancora competitività, il capitalismo italiano è in ripiegamento; queste norme possono abbassare ancora l'asticella e far da sponda a questo ripiegamento. I nostri emendamenti indicano un'altra strada, ripeto, non quella della destrutturazione, ma quella della riforma (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare sull'articolo 4 sulle proposte emendative ad esso presentate, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

ANGELO SANTORI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario su tutte le proposte emendative presentate all'articolo 4, con esclusione dell'emendamento Lo Presti 4.42 per il quale è stato espresso, da parte della Commissione, altrimenti il parere è contrario, un invito al ritiro e a trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno.
La Commissione esprime, altresì, parere favorevole sugli identici emendamenti Delbono 4.8 e Rosso 4.43 e sugli identici emendamenti Duilio 4.15, Alfonso Gianni 4.16 e Rosso 4.45. A tale proposito, se mi è concesso qualche secondo, vorrei fare una precisazione. La maggioranza e certamente anche il Governo credevano che il numero 1) della lettera b) del comma 1 avrebbe certamente dato maggiori opportunità ai disabili. Tuttavia, credo che, tenuto conto della legge n. 68 del 1999 e della possibilità, da parte delle imprese, di assumere disabili per un periodo di prova per sperimentare il loro lavoro, questo numero 1) possa essere soppresso. Questo è il motivo per il quale la Commissione esprime parere favorevole sugli identici emendamenti sopracitati.
La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Di Teodoro 4.17. Ricordo che l'emendamento Delbono 4.19 è precluso. La Commissione esprime, altresì, parere favorevole sugli emendamenti Gasperoni 4.25 e Campa 4.41.
La Commissione esprime parere contrario sui subemendamenti Innocenti 0.4.05.1, Volontè, 0.4.05.4, Cordoni 0.4.05.2 e Guerzoni 0.4.05.3. La Commissione esprime, invece, parere favorevole sui subemendamenti Volontè 0.4.05.5 e 0.4.05.6.

PRESIDENTE. Con riferimento agli articoli aggiuntivi?

ANGELO SANTORI, Relatore. La Commissione esprime parere contrario sull'articolo aggiuntivo Campa 4.01 e favorevole sull'articolo aggiuntivo 4.05 della Commissione. La Commissione esprime parere contrario sugli identici articoli aggiuntivi Volontè 4.02 e Delbono 4.04.

PRESIDENTE. Il Governo?

MAURIZIO SACCONI, Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore. Vorrei, tuttavia, svolgere una considerazione con riferimento alla proposta del relatore di accogliere gli identici emendamenti Duilio 4.15, Alfonso Gianni 4.16 e Rosso 4.45.
L'intenzione del Governo era quella di ampliare - come, poco fa, ha ricordato il relatore - le possibilità di ingresso nel mercato del lavoro soprattutto per i disabili gravi. Ha ritenuto di proporre tale testo sulla base di alcune buone pratiche che si erano riscontrate a proposito dell'utilizzo del lavoro interinale per quei disabili gravi che, altrimenti, troverebbero, con maggiore difficoltà, possibilità di rapporto di lavoro, anche attraverso forme di tirocinio e di ingresso nell'attività produttiva.
Tuttavia, poiché probabilmente la materia richiede un approfondimento maggiore, anche alla luce dell'esperienza maturata con la riforma recentemente varata, rinvieremo ad altra sede l'opportunità di approvare una norma dello stesso tipo di quella di cui ora si propone la soppressione.
Anch'io vorrei invitare l'onorevole Lo Presti a ritirare il suo emendamento 4.42. Peraltro, poiché so che il contenuto del


Pag. 25

l'emendamento in parola verrà trasfuso in un ordine del giorno, dichiaro fin d'ora la disponibilità del Governo ad accettarlo.
Per quanto riguarda gli articoli aggiuntivi, relativi alla figura del socio-lavoratore di cooperativa, il Governo si rimette alle valutazioni della Commissione e dell'Assemblea perché la materia non è stata oggetto di un dialogo sociale, anche se, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, le centrali cooperative hanno prodotto intese volte a richiedere una riforma di contenuto analogo a quella proposta dai presentatori degli articoli aggiuntivi. A tale riguardo, suggerirei di seguire quanto più possibile l'impostazione della Commissione che ha cercato, in qualche modo, una composizione tra esigenze di segno opposto (per intenderci, tra quelle provenienti dal sindacato e quelle provenienti dalla cooperazione).
Ad ogni modo, come ho già detto, con riferimento a questi articoli aggiuntivi presentati all'articolo 4, il Governo si rimette all'Assemblea.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Alfonso Gianni 4.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alfonso Gianni. Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi - mi scusi, onorevole Alfonso Gianni, ciò che sto per dire non vale per lei -, d'ora in poi, per evitare di creare problemi enormi ai nostri lavori, consentirò ai deputati appartenenti ai gruppi che hanno esaurito i tempi a loro disposizione di intervenire soltanto a titolo personale.
Prego, onorevole Alfonso Gianni.

ALFONSO GIANNI. Signor Presidente, siamo giunti all'esame di un punto molto importante di questo disegno di legge.
Prima di esporre le ragioni che ci hanno indotto a presentare un emendamento soppressivo dell'articolo 4, desidero sottolineare le parole del relatore e del rappresentante del Governo perché non c'è dubbio che uno degli effetti (non il solo, s'intende) più negativi e più odiosi del provvedimento, anche sotto il profilo etico, consisteva proprio nel consegnare i lavoratori disabili nelle mani delle agenzie di lavoro interinale. Volendo approfondire la discussione, potrei replicare al sottosegretario Sacconi che le proposte fatte nel corso di convegni non meritano, per questo solo fatto, di essere accolte. Facendo un esempio di fantasia (così nessuno si offende), se taluno sostenesse, in un convegno, che i giardini d'infanzia vanno affidati alla custodia di Hannibal Lecter, io non considererei questa una proposta da accogliere in un disegno di legge soltanto perché è stata fatta in una sede degna!
Detto questo, esistono altre esperienze dolorose: nella vita dei portatori di handicap tutto è fatica, tutto è sofferenza! Dunque, in tale ambito, si richiede un concerto di iniziative e di esperienze di inserimento rispetto alle quali le quote obbligatorie sicuramente non bastano: c'è bisogno anche di un accompagnamento, tramite volontari od altre forme di sostegno. Alcune iniziative, avviate a Sesto San Giovanni, sono altamente significative da questo punto di vista, ma nulla hanno a che vedere con il lavoro interinale perché riguardano l'inserimento dei disabili in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
Sottolineata l'importanza dell'accoglimento dell'emendamento presentato da me e dai colleghi di altri gruppi, e sperando che l'Assemblea deliberi in conformità ai pareri espressi dal relatore e dal Governo, veniamo alle altre cose che non vanno in questo articolo 4.
Basta leggere la rubrica dell'articolo per vedere che qui siamo davanti ad un'overdose, ad un'apoteosi in negativo della flessibilità: altro che abbassare l'asticella, onorevole Bersani! Qui siamo di fronte all'azzeramento, ad un'asticella sottotraccia! Si parla di disciplina delle tipologie di lavoro a chiamata, temporaneo, coordinato e continuativo, occasionale, intermittente, accessorio, a prestazione ripartite: insomma, chi più ne ha, più ne metta! Si è raschiato il fondo del barile di tutte le tipologie di lavoro incerto, insicuro e precario per infilarle in un sistema che già conosce considerevoli misure di flessibilità!


Pag. 26


Poiché si fa riferimento a pratiche sociali, alcune di queste, come vedremo quando esamineremo altri emendamenti, hanno ispirato proposte che sono state già respinte.
Vorrei ricordare, ad esempio, che l'idea del cosiddetto lavoro dei panchinari (così è stato chiamato dai lavoratori a cui venne proposto, perché uno sta lì in attesa, in stand by, per essere chiamato), che era stato oggetto di un accordo sindacale fatto solo da una parte delle organizzazioni sindacali, non a caso le stesse che poi firmarono il patto per l'Italia, venne respinto dal referendum di una grande fabbrica metalmeccanica. Vorrei ricordare che le intese raggiunte da pezzi di organizzazioni sindacali - intese che flessibilizzano il rapporto di lavoro o rendono il salario variabile e del tutto dipendente dagli andamenti profittuali delle società - vengono respinte quando si ha modo di sottoporle al referendum dei lavoratori. Quindi, è a questa pratica, Sacconi...

LUIGINO VASCON. Presidente, tempo!

ALFONSO GIANNI. Sì, ho finito, stai tranquillo; e ascolta, magari ti viene qualche idea.

PRESIDENTE. Onorevole Gianni, però adesso deve concludere.

ALFONSO GIANNI. Ho finito, Presidente. È a queste pratiche, quindi, che bisogna guardare. Queste sono le ragioni per cui chiediamo la soppressione dell'intero articolo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà. Ha un minuto di tempo a disposizione.

ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, innanzitutto chiedo di mettere la mia firma a questo emendamento. Per ciò che riguarda l'articolo che andrebbe soppresso secondo questo emendamento, che io condivido, non c'è solo il problema sollevato dall'onorevole Buontempo che, per fortuna, oggi trova una parziale soluzione (quella del ritiro di qualche argomento), ma ce n'è uno più generale che riguarda l'articolo nel suo complesso, che compromette diritti importanti. Esso scambia la flessibilità con la deregolazione, e la deregolazione riguarda l'introduzione di qualcosa che ha un sapore veramente antico: non soltanto ai nostri padri, ma molto spesso bisogna tornare ai nonni per trovare il lavoro a chiamata, se non nel settore agricolo, dove è rimasto in tempi anche più recenti.
Questa concezione della flessibilità per cui il sottosegretario e il ministro girano l'Europa e prendono tutte le forme di flessibilità che il supermercato dell'esperienza europea rende possibili, aumentando a dismisura in questo modo le norme sulla flessibilità (che sono, in realtà, di deregolazione), è assolutamente devastante.
Aggiungo poi che è particolarmente grave la norma sui contratti di collaborazione continuativa; non si chiarisce, ad esempio, che natura abbiano i diritti in tema di maternità, eccetera; si dovrebbe almeno dire «come i lavoratori dipendenti». Non si affronta per loro nulla dal punto di vista dei diritti...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Grandi. Le chiedo scusa, ma la devo interrompere.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cento. Ne ha facoltà. Poi interverranno gli onorevoli Carbonella e Buontempo. Ormai i tempi sono esauriti, quindi un minuto di tempo a disposizione per ognuno.

PIER PAOLO CENTO. Signor Presidente, non credo che i Verdi abbiano esaurito il tempo a disposizione su questo argomento, quindi calma e sangue freddo.
Io chiedo di poter sottoscrivere l'emendamento soppressivo dell'articolo 4, illustrato e presentato precedentemente. Vorrei anch'io richiamare la profonda contraddizione che questo articolato determina in tema dei diritti del mondo del lavoro precario e del mondo del lavoro flessibile.


Pag. 27


Credo che anche all'interno del dibattito su questo articolo non si possa non richiamare la necessità che ad un aumento della flessibilità in materia di entrata e di uscita dal mercato del lavoro corrisponda il riconoscimento di diritti e tutele nei confronti di quei lavoratori che si trovano in questo comparto del rapporto di lavoro. Siamo di fronte, in realtà, ad un rapporto di lavoro dipendente mascherato, che dà il grande vantaggio alle imprese di utilizzare manodopera solo nel momento in cui ve ne è il bisogno, con il grande svantaggio, per coloro che vengono utilizzati in queste mansioni con i contratti di collaborazione continuata e con le altre forme di lavoro precario, di non avere certezza e stabilità.
Questa è un'operazione pericolosa, a mio avviso in contrasto anche con le norme europee. Proprio in un momento in cui si parla di costruzione di una Costituzione europea, mi domando come si possa tenere legata la politica della flessibilità sui diritti, che significa sottrazione di certezze per il lavoratore, ad alcuni dei principi che sono inseriti nella discussione della nuova Carta costituzionale europea.
Su questo e non su altri temi, nel momento in cui la Convenzione europea entrerà nel merito delle proprie decisioni, credo che il Parlamento dovrà ritornare.
Mi limito, in questa sede, a richiamare la necessità di avviare un dibattito politico-parlamentare. I Verdi chiederanno la calendarizzazione nelle Commissioni competenti, subito dopo l'approvazione della legge finanziaria, di quella che, a nostro avviso, rimane l'unica proposta seria e capace di fare i conti con la flessibilità e la precarietà dei posti di lavoro: l'introduzione, in Italia, di quelle norme già vigenti in tutta Europa, che consentono al lavoratore precario e al disoccupato di avere un reddito sociale di cittadinanza, come strumento di autotutela di fronte...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cento. Termini, termini, onorevole Cento.

PIER PAOLO CENTO. Ma, Presidente!

PRESIDENTE. Il problema è che non ha più tempo.

PIER PAOLO CENTO. Presidente, credo che il gruppo dei Verdi abbia ancora tempo a disposizione su questo argomento perché non siamo intervenuti. Io capisco la fretta, Presidente, capisco tutto, ma lei deve consentire che in quest'aula ognuno possa svolgere la propria funzione. Non possiamo tirare fuori manifesti perché ci becchiamo cinque giorni di espulsione, non possiamo fare proteste, almeno ci venga lasciato il diritto di parola e ci sia consentito di esercitarlo nei limiti del regolamento, che sono, appunto, i tempi a nostra disposizione! Poi ognuno assuma le proprie determinazioni.
Allora credo - mi stavo avviando alla conclusione, Presidente - che quando si affronta il tema della flessibilità del rapporto di lavoro si debbano avere la capacità e il coraggio di introdurre, in Italia, ciò che è già presente in Europa e in America: le forme di reddito sociale di cittadinanza come unica tutela e come unica possibilità di inclusione sociale a fronte di un modello di precarietà introdotto dal lavoro flessibile. Su questo punto porteremo avanti una battaglia di opposizione, non solo su questo articolo e nella discussione odierna, e presenteremo una proposta che, in Conferenza dei presidenti di gruppo, chiederemo al Presidente di calendarizzare; altrimenti questa discussione è una discussione che si limita a sottrarre diritti senza dare risposte in positivo.
Queste sono le ragioni per cui sottoscriviamo l'emendamento e voteremo a favore.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Carbonella. Ne ha facoltà.

GIOVANNI CARBONELLA. Signor Presidente, con molta pacatezza, ma anche con determinazione, vorrei far rilevare che proprio l'articolo 4 è l'emblema della vostra volontà di introdurre un elemento di totale destrutturazione nel mercato del lavoro. Per quanto riguarda il lavoro a chiamata, vorrei ricordare al sottosegretario Sacconi che ci sono stati anni di lotte


Pag. 28

sindacali per eliminare il caporalato. Altro che riforma della modernità come lei ha dichiarato, ieri, in televisione attaccando la Margherita, quasi fosse incapace di intendere e di volere facendosi attrarre da chissà quali sirene della sinistra! Noi, come Ulivo, abbiamo dimostrato di essere capaci di fare una vera riforma in Parlamento, restituendo dignità al lavoro ed alle regole che tutelavano i lavoratori. Voi, con questa riforma, state massacrando diritti, norme e regole sulla base dell'idea di una città cosiddetta avanzata ed aperta. Sappiate che l'imitazione dell'americanismo più sfrenato, ormai, non va più di moda e che anche quelle società cosiddette avanzate, occidentali stanno rivedendo alcuni meccanismi, anche lo stesso part-time al quale noi ...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Carbonella.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, in primo luogo chiedo di sottoscrivere tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 4 volti a sopprimere il punto 1) della lettera b) riguardante la quota riguardante gli handicappati.
Confermo il mio giudizio negativo sul complesso del provvedimento ma prendo atto della buona volontà e dell'impegno del Governo, che ringrazio, a cancellare quella norma che avrebbe consentito l'uso del lavoro interinale anche per i portatori di handicap, nonostante la vigente legge lo impedisse.
Pur rimanendo il mio giudizio negativo su tutto l'impianto (in quanto, come si vuole l'equità tra accusa e difesa nel processo penale, altrettanto la dovremmo volere tra maggiori diritti agli imprenditori e maggiori garanzie per i lavoratori), mi sembra, però, che, in base a quanto manifestato dal sottosegretario Sacconi, e con il contributo dell'opposizione, del Governo e di alcuni esponenti della maggioranza, si possa evitare una forzatura che a me sembra, lo ripeto, assolutamente inopportuna.

ANGELO SANTORI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANGELO SANTORI, Relatore. Signor Presidente, modificando il parere precedentemente espresso, vorrei formulare un invito al ritiro dell'articolo aggiuntivo Campa 4.01 e degli identici articoli aggiuntivi Volontè 4.02 e Delbono 4.04, in considerazione dell'articolo aggiuntivo presentato dalla Commissione.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alfonso Gianni 4.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 411
Votanti 410
Astenuti 1
Maggioranza 206
Hanno votato
181
Hanno votato
no 229).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Cordoni 4.4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Cordoni. Ne ha facoltà.

ELENA EMMA CORDONI. Signor Presidente, non intervengo nel merito di questo emendamento, ma solo per annunciare l'intenzione di aggiungere la mia firma all'emendamento Duilio 4.15, relativo al tema dell'estensione del lavoro interinale a coloro che sono affetti da gravi handicap; la ragione è che noi avevamo presentato un emendamento soppressivo di carattere generale.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.


Pag. 29


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cordoni 4.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 417
Votanti 416
Astenuti 1
Maggioranza 209
Hanno votato
180
Hanno votato
no 236).

L'emendamento Guerzoni 4.5 risulta così precluso.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nigra 4.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 418
Votanti 416
Astenuti 2
Maggioranza 209
Hanno votato
179
Hanno votato
no 237).

Prendo atto che l'emendamento Lo Presti 4.42 è stato ritirato.
Indìco pertanto la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cordoni 4.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 420
Votanti 419
Astenuti 1
Maggioranza 210
Hanno votato
182
Hanno votato
no 237).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Delbono 4.8 e Rosso 4.43, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 427
Votanti 425
Astenuti 2
Maggioranza 213
Hanno votato
418
Hanno votato
no 7).

Passiamo agli identici emendamenti Cordoni 4.9 e Rosso 4.44.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alfonso Gianni. Ne ha facoltà.

ALFONSO GIANNI. Signor Presidente, esprimerò un voto a favore di questi emendamenti presentati, tra l'altro, oltre che dalla collega Cordoni, anche dall'onorevole Rosso di Forza Italia. Questi emendamenti fanno riferimento alla cosiddetta indennità di disponibilità riferendola a quanto previsto dall'articolo 36 della Costituzione. Come giustamente è stato osservato dal Governo, ciò significa, dato che così prevede il primo comma dell'articolo 36 della Costituzione, assicurare al lavoratore una condizione di mantenimento dignitosa. In altre parole, il collega di Forza Italia è Rosso, in questo caso, di nome e di fatto, nel senso che introduce, anche se in modo un po' surrettizio, un salario di cittadinanza, ovvero un salario sociale: ben scavato, vecchia talpa! Vale quindi la pena di esprimere un voto a favore di questi emendamenti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosso. Ne ha facoltà.


Pag. 30

ROBERTO ROSSO. Signor Presidente, volevo ringraziare il Governo per aver accettato una ridefinizione di congruità per questa indennità di chiamata. Questo è un articolo che amplia i diritti rispetto alla precedente gestione, ed essendo un articolo che amplia i diritti - ad esempio ai co.co.co. e a tanti altri settori in cui prima la negazione del diritto era incombente - ritengo, per questa ragione, rispetto a questa ulteriore dizione (ed essendo stata questa già accolta nella forma precedente), di ritirare l'emendamento 4.44 a mia firma.

PRESIDENTE. Sta bene.
Indìco pertanto la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul solo emendamento Cordoni 4.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 416
Votanti 412
Astenuti 4
Maggioranza 207
Hanno votato
177
Hanno votato
no 235).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Buffo 4.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 404
Votanti 403
Astenuti 1
Maggioranza 202
Hanno votato
167
Hanno votato
no 236).

Il successivo emendamento Cordoni 4.12 è pertanto precluso.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Guerzoni 4.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 425
Maggioranza 213
Hanno votato
185
Hanno votato
no 240).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Cordoni 4.14.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Giacco. Ne ha facoltà.

LUIGI GIACCO. Signor Presidente, ritengo che il ricorso alla forma del lavoro a tempo determinato, o alla fornitura del lavoro temporaneo anche per soddisfare le quote obbligatorie relative ai soggetti disabili, di cui alla legge n. 68 del 1999, non possa essere considerata una maggiore opportunità per l'inserimento lavorativo delle stesse persone disabili; anzi, determina una condizione di estrema precarietà.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MARIO CLEMENTE MASTELLA (ore 12,04)

LUIGI GIACCO. Teniamo presente che i disabili hanno bisogno, come previsto dalla nuova legge, di un collocamento mirato e di sviluppare le loro potenzialità; vi è, inoltre, la necessità di rivedere il loro posto di lavoro affinché vi sia un riadattamento anche in base anche ai loro ausili. Pensiamo alla possibilità di un'integrazione anche a livello umano e relazionale. Prevedere queste forme di lavoro significa escludere completamente i disabili dal mondo del lavoro (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.


Pag. 31


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cordoni 4.14, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 425
Maggioranza 213
Hanno votato
181
Hanno votato
no 244).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Duilio 4.15, Alfonso Gianni 4.16 e Rosso 4.45.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosso. Ne ha facoltà.

ROBERTO ROSSO. Signor Presidente, intervengo per dare atto al Governo di aver espresso parere favorevole su questo emendamento che ha un grande significato, perché dà la possibilità di mantenere la quota di assunzione dei disabili con un contratto a tempo indeterminato anziché attraverso una struttura interinale. Anche se quella era una modalità da non criminalizzare, aver mantenuto quella forma originaria dimostra una sensibilità ai temi sociali più avanzata da parte di questo Governo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Delbono. Ne ha facoltà.

EMILIO DELBONO. Signor Presidente, in questo caso intervengo per dare atto della sensibilità del relatore e del Governo per aver accolto un emendamento che toglie di mezzo un rischio che avevamo palesemente ravvisato: quello di una sostanziale distruzione e destrutturazione della legge n. 68 del 1999 sul collocamento obbligatorio che, come i colleghi ricorderanno, votammo a larga convergenza tra maggioranza e opposizione.
Ritengo che quella legge già contenga gli strumenti che permettono l'inserimento anche dei disabili con gravi menomazioni di natura fisica o psichica. Essa prevede incentivazioni, che andranno alimentate con nuove risorse, e disciplina gli strumenti, ossia le convenzioni con il mondo delle organizzazioni senza scopo di lucro. L'obiettivo finale è dare stabilizzazione al rapporto di lavoro dei disabili e di garantire a loro ed alle loro famiglie una condizione di maggiore serenità sul futuro. Quindi, accogliamo favorevolmente l'approvazione dell'emendamento in esame.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Motta. Ne ha facoltà.

CARMEN MOTTA. Signor Presidente anch'io esprimo soddisfazione per l'accoglimento di questi emendamenti, ma vorrei fare una precisazione.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI (ore 12,07)

CARMEN MOTTA. Le motivazioni addotte dal sottosegretario Sacconi - il quale ha affermato che, se fosse rimasta la formulazione precedente (come poi non è stato), essa avrebbe aiutato i disabili più gravi - non sono vere. Vorrei rendere l'Assemblea consapevole di ciò: se fosse passata la teoria espressa dal Governo, in realtà sarebbe accaduto che un'azienda avrebbe assunto un disabile da un'agenzia di fornitura di lavoro temporaneo. L'avrebbe assunto per due, tre o quattro mesi, poi ne avrebbe assunto un altro e poi un altro ancora. In altri termini, l'impresa avrebbe potuto conteggiare il disabile come dipendente, peccato però che il disabile non sarebbe stato un dipendente dell'azienda richiedente, bensì dell'agenzia di fornitura di lavoro temporaneo. Questo era il punto nodale e questa era la modalità con cui si aggirava la legge n. 68 del 1999. Ora tutti sanno che per i disabili...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Motta.
Passiamo ai voti.


Pag. 32


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Duilio 4.15, Alfonso Gianni 4.16 e Rosso 4.45, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 429
Votanti 426
Astenuti 3
Maggioranza 214
Hanno votato
411
Hanno votato
no 15).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cordoni 4.18, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 427
Votanti 426
Astenuti 1
Maggioranza 214
Hanno votato
191
Hanno votato
no 235).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Di Teodoro 4.17, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 431
Votanti 427
Astenuti 4
Maggioranza 214
Hanno votato
243
Hanno votato
no 184).

Avverto che gli emendamenti Delbono 4.19, Cordoni 4.20 e 4.23 e Delbono 4.24 sono preclusi.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gasperoni 4.25, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 432
Maggioranza 217
Hanno votato
429
Hanno votato
no 3).

Prendo atto che l'onorevole Nicotra non è riuscito a votare e che avrebbe voluto esprimere voto favorevole.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Delbono 4.27, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 429
Votanti 422
Astenuti 7
Maggioranza 212
Hanno votato
184
Hanno votato
no 238).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cordoni 4.28, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 428
Votanti 426
Astenuti 2
Maggioranza 214
Hanno votato
187
Hanno votato
no 239).


Pag. 33


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Delbono 4.29, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 425
Votanti 416
Astenuti 9
Maggioranza 209
Hanno votato
180
Hanno votato
no 236).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Cordoni 4.30.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nigra, al quale ricordo che ha un minuto a disposizione. Ne ha facoltà.

ALBERTO NIGRA. Signor Presidente, un minuto è sufficiente per dire che questo emendamento, come quelli precedentemente respinti, non fa altro che migliorare la condizione dei lavoratori nel caso delle collaborazioni coordinate e continuative. Proponiamo sostanzialmente di introdurre come vincolanti alcuni articoli dello statuto dei lavoratori, in particolare gli articoli 1, 8, 14 e 15 che si riferiscono alla libertà di opinione, al divieto di indagine sulle opinioni, al diritto di associazione e di attività sindacale nei luoghi di lavoro ed al divieto di atti discriminatori contro i lavoratori. Ci pare che il modo migliore per portare ad una condizione meno precaria questi lavoratori sia quello di dotarli di diritti di carattere sindacale, di organizzare l'attività sindacale sui posti di lavoro...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Nigra.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cordoni 4.30, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 431
Votanti 430
Astenuti 1
Maggioranza 216
Hanno votato
189
Hanno votato
no 241).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Delbono 4.31, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 424
Votanti 423
Astenuti 1
Maggioranza 212
Hanno votato
190
Hanno votato
no 233).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cordoni 4.35, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 429
Votanti 428
Astenuti 1
Maggioranza 215
Hanno votato
192
Hanno votato
no 236).


Pag. 34


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Delbono 4.36, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 434
Votanti 433
Astenuti 1
Maggioranza 217
Hanno votato
192
Hanno votato
no 241).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cordoni 4.37, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 431
Votanti 430
Astenuti 1
Maggioranza 216
Hanno votato
187
Hanno votato
no 243).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Delbono 4.40, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 434
Votanti 433
Astenuti 1
Maggioranza 217
Hanno votato
189
Hanno votato
no 244).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Delbono 4.38, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 435
Maggioranza 218
Hanno votato
190
Hanno votato
no 245).

Prendo atto che l'onorevole Falanga non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cordoni 4.39, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 441
Votanti 440
Astenuti 1
Maggioranza 221
Hanno votato
191
Hanno votato
no 249).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Campa 4.41, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 443
Votanti 438
Astenuti 5
Maggioranza 220
Hanno votato
261
Hanno votato
no 177).

Passiamo alla votazione dell'articolo 4.


Pag. 35


Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Guerzoni, al quale ricordo che ha un minuto a disposizione. Ne ha facoltà.

ROBERTO GUERZONI. Signor Presidente, l'articolo 4 mi pare il completamento di quanto avvenuto con l'articolo 1. Anziché procedere nella direzione di estendere, modulandoli, diritti e tutele a chi oggi non li ha, voi li avete ridotti. Mi riferisco ai lavoratori del part-time, del lavoro temporaneo e delle altre forme da voi introdotte come quello a chiamata, occasionale e ripartito (ormai il mercato del lavoro è una jungla!). Questo è il punto politico che avete imposto al Parlamento, al mercato del lavoro ed al nostro paese.
In sostanza, anziché puntare ad un lavoratore più forte sul mercato del lavoro, più professionalizzato, più capace di essere all'altezza della sfida della competitività, avete puntato ad un lavoratore che non è più riconosciuto come persona. Questa è la ragione per cui voteremo contro l'articolo 4.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 435
Votanti 432
Astenuti 3
Maggioranza 217
Hanno votato
247
Hanno votato
no 185).

Passiamo all'articolo aggiuntivo Campa 4.01, sul quale è stato formulato un invito al ritiro.
Prendo atto che l'articolo aggiuntivo è stato ritirato dal presentatore.
Passiamo alla votazione del subemendamento Innocenti 0.4.05.1.

ANGELO SANTORI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANGELO SANTORI, Relatore. Vorrei far presente, prima di passare oltre, che vi è un invito al ritiro anche degli articoli aggiuntivi Volontè 4.02 e Delbono 4.04.

PRESIDENTE. Non siamo ancora arrivati all'esame di questi articoli aggiuntivi. Adesso stiamo parlando del subemendamento 0.4.05.1. L'esame degli articoli aggiuntivi da lei citati lo affronteremo successivamente.

EMILIO DELBONO. Sono connessi.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI, Presidente della XI Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI, Presidente della XI Commissione. Opportunamente il relatore voleva far notare che l'articolo aggiuntivo, in relazione al quale stiamo votando i relativi subemendamenti, è praticamente sostitutivo degli articoli aggiuntivi Campa 4.01, Volontè 4.02 e Delbono 4.04.

PRESIDENTE. Va bene, adesso ho capito.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto sul subemendamento Innocenti 0.4.05.1 l'onorevole Guerzoni, al quale ricordo che ha un minuto di tempo a disposizione. Ne ha facoltà.

ROBERTO GUERZONI. Credo sia un po' complicato intervenire, avendo a disposizione solo un minuto di tempo, tuttavia cercherò di rendere esplicita la nostra posizione. Siamo arrivati ad un punto importante nel senso che con l'articolo aggiuntivo 4.05 della Commissione si modifica la legge n. 142 del 2001 sul socio lavoratore, approvata dal Parlamento nella scorsa legislatura.


Pag. 36


Con la lettera a) di tale articolo aggiuntivo, proposto dalla maggioranza della Commissione, si determina la soppressione della parola «distinto». Ciò significa che mentre nella legislazione attualmente vigente vi è un equilibrio tra il rapporto associativo e il rapporto di lavoro e dunque quando si è in presenza della figura del socio lavoratore (quindi solo in questo caso) vivono entrambi i rapporti, cioè vi è un rapporto associativo che successivamente vede la stesura di un rapporto di lavoro, eliminando invece la parola «distinto» non avremo più la figura del socio lavoratore. Questo credo rappresenti un passo indietro rispetto a quell'equilibrio che si era raggiunto con la legge n. 142.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Innocenti 0.4.05.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 417
Votanti 413
Astenuti 4
Maggioranza 207
Hanno votato
143
Hanno votato
no 270).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Volontè 0.4.05.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 421
Votanti 419
Astenuti 2
Maggioranza 210
Hanno votato
13
Hanno votato
no 406).

Passiamo alla votazione del subemendamento Cordoni 0.4.05.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Guerzoni. Ne ha facoltà.

ROBERTO GUERZONI. Presidente, intervengo su questo subemendamento soppressivo della lettera b) perché, come vedete, non abbiamo proposto la soppressione delle modifiche che riguardano la piccola pesca o le cooperative sociali; ci rendiamo conto infatti che vi possono essere degli aggiustamenti, sui quali quindi non siamo contrari in via generale. In questo caso però con la lettera b) si modifica l'applicazione del titolo III dello statuto dei lavoratori. Peraltro vorrei ricordare a tutti noi che il titolo III dello statuto dei diritti dei lavoratori riguarda i diritti elementari di assemblea, di associazione sindacale, di presenza delle organizzazioni dei lavoratori nelle cooperative. Con la legge n. 142 abbiamo già eliminato l'applicazione dell'articolo 18 quando viene meno il rapporto associativo; ora qui si toglie con l'articolo aggiuntivo 4.05 della Commissione anche il titolo III dello statuto dei diritti dei lavoratori.
Ritengo pertanto che la lettera b) vada soppressa, anche per la ragione che questa disposizione normativa non è stata discussa con le organizzazioni sindacali (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Delbono, al quale ricordo che ha un minuto di tempo a disposizione. Ne ha facoltà.

EMILIO DELBONO. Vorrei far presente che queste previsioni ci sono già nella legge n. 142, che esattamente dice: in relazione alle peculiarità del sistema cooperativo, forme specifiche di esercizio dei diritti sindacali possono essere individuate in sede di accordi collettivi fra le associazioni nazionali del movimento cooperativo e le organizzazioni sindacali dei lavoratori.
Quindi, mi pare che questa estremizzazione non sia da accogliere. Per questo


Pag. 37

motivo esprimeremo un voto contrario (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla subemendamento Cordoni 0.4.05.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 417
Votanti 414
Astenuti 3
Maggioranza 208
Hanno votato
150
Hanno votato
no 264).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Guerzoni 0.4.05.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 419
Votanti 412
Astenuti 7
Maggioranza 207
Hanno votato
139
Hanno votato
no 273).

Passiamo alla votazione del subemendamento Volontè 0.4.05.5.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cordoni. Ne ha facoltà.

ELENA EMMA CORDONI. Signor Presidente, è vero che lei sta concedendo un tempo che non ci spetterebbe, tuttavia vorrei segnalarle che stiamo discutendo di importanti cambiamenti delle regole del mercato del lavoro, che la Commissione non ha potuto neanche esaminare. Infatti, come lei saprà, in Commissione l'esame si è fermato all'articolo 3.
Quindi, ritengo che la delicatezza degli argomenti che affrontiamo meriti il tempo aggiuntivo che lei, gentilmente, ci concede. È la riforma della riforma di un rapporto di lavoro particolare, che aveva già trovato una sua peculiare definizione nella precedente legislatura.
Credo che in questa discussione vi sia un aspetto grave: il Governo accede ad una proposta che non è stato possibile discutere con le parti in causa o, almeno, con una delle parti. Eppure, avevo capito che il dialogo sociale era uno dei punti che avrebbero caratterizzato la maggioranza e questo Governo. Ci stiamo apprestando a discutere e ad approvare una normativa che non ha avuto neanche questa opportunità.
Ministro Maroni, non faccia segni di dissenso perché anche il suo sottosegretario, in Commissione, ha fatto queste affermazioni; quindi, non sto riportando un'opinione, ma un orientamento...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cordoni.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Volontè 0.4.05.5, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 419
Votanti 358
Astenuti 61
Maggioranza 180
Hanno votato
238
Hanno votato
no 120).

Prendo atto che l'onorevole Zanella ha erroneamente espresso un voto favorevole anziché contrario.


Pag. 38


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Volontè 0.4.05.6, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 420
Votanti 363
Astenuti 57
Maggioranza 182
Hanno votato
236
Hanno votato
no 127).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo 4.05 della Commissione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Guerzoni. Ne ha facoltà.

ROBERTO GUERZONI. Approfitto della presenza del ministro, oltre che del sottosegretario, perché vorrei che, in questo Parlamento, fosse chiaro che, quando affermiamo una cosa, questa dovrebbe essere tenuta in considerazione, in quanto corrisponde al vero.
Chiedo, dunque, al ministro se sia vero - e so che è vero - che su questo punto, presso il Ministero del lavoro, non vi è stato alcun incontro con le organizzazioni sindacali; e non parlo delle organizzazioni sindacali che non hanno firmato il patto per l'Italia, ma di tutte le organizzazioni, comprese quelle che lo hanno firmato.
Dunque, questo articolo aggiuntivo è frutto soltanto di un tavolo con una parte importante, vale a dire le organizzazioni cooperative. Tuttavia, quando è stata realizzata la riforma del socio lavoratore, al tavolo erano presenti sia le organizzazioni sindacali sia il movimento cooperativo; questa volta questo tavolo non c'è stato e di ciò vorrei avere conferma da parte del ministro. Questa è la verità!
Quindi, esprimeremo un voto contrario su questo articolo aggiuntivo non perché riteniamo che non vi possano essere nuove norme ad esempio per le piccole cooperative della pesca o per le cooperative sociali: la nostra contrarietà è relativa all'abrogazione del titolo III dello statuto dei lavoratori, che non viene affidato alla contrattazione, come invece prevede la legge n. 142. Tale legge, infatti, stabilisce che è possibile derogare, ma solo nel caso in cui ciò sia previsto dai contratti, mentre l'articolo aggiuntivo in esame stabilisce che, comunque, il titolo III dello statuto dei lavoratori non si applica. Inoltre, oggi facciamo una scelta che non tiene conto di quell'equilibrio.
Dunque, è per queste ragioni che esprimeremo un voto contrario e non perché non riteniamo possibile una modifica della legge n. 142 (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Delbono, al quale ricordo che ha a disposizione un minuto. Ne ha facoltà.

EMILIO DELBONO. Signor Presidente, si tratta di una questione molto delicata, sulla quale si è aperta una forte discussione tra le forze politiche.
La Margherita ha deciso di convenire su una discussione sulla questione relativa al socio lavoratore non per sua volontà, ma perché vi era un emendamento dell'onorevole Campa, di Forza Italia, che attribuiva una delega al Governo per riformare complessivamente la legge n. 142 sul socio lavoratore.
Abbiamo convenuto sull'opportunità di non seguire la strada della delega. Come componenti dell'opposizione, abbiamo lavorato per evitare che si arrivasse ad un'ennesima delega che avrebbe permesso di modificare integralmente la legge n. 142 del 2001. Siamo arrivati, invece, ad un articolo aggiuntivo assai più dettagliato, molto misurato e molto contenuto che, pur non accogliendo tutte le nostre proposte, certamente è più figlio di un lavoro costruttivo sul contenuto.
Noi ci asterremo dalla votazione ma è chiaro che, metodologicamente e politicamente, quando le forze politiche sono in condizioni di migliorare i testi, anche


Pag. 39

quelli della maggioranza, lo devono fare. Credo che questo sia un dovere politico e, in qualche modo, anche la solidarietà di coalizione deve misurarsi con la concretezza e con il merito dei problemi.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI, Presidente della XI Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI, Presidente della XI Commissione. Signor Presidente, mi dispiace sottrarre sessanta secondi alla discussione ma volevo dire che generalmente l'accusa mossa al versante di centrodestra è stata quella di essere - come dire - ostile nei confronti del mondo delle cooperative. Ora siamo esattamente al contrario. Qui ci dobbiamo mettere d'accordo. Invece, mi sembra che abbiamo un problema che riguarda tutti: mi riferisco al corretto equilibrio tra la vita e la sostanza delle cooperative vere e dei lavoratori veri. Si tratta di conciliare l'esigenza dell'una e l'esigenza degli altri. Ed è un passaggio stretto di fronte al quale si trova qualunque responsabile classe politica.
L'articolo aggiuntivo 4.05 della Commissione arriva a questo punto di equilibrio anche se modifica quello della legge n. 142 del 2001. Vorrei aggiungere semplicemente e ricordarvi che la lettera b) dice che l'esercizio dei diritti del titolo III della legge n. 300 del 1970 trova applicazione compatibilmente con lo stato di socio lavoratore. Leggete il seguito: «secondo quanto determinato da accordi collettivi tra associazioni nazionali del movimento cooperativo e organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative».
Dunque, si rimanda a questo tipo di contrattazione. Non potete nascondere che sui nostri tavoli, all'esame della Commissione, sia un fascicolo alto così di posizioni e del mondo cooperativo e delle associazioni sindacali che è stato approfonditamente esaminato. Ancora stamattina, nel Comitato dei nove, siamo tornati con un civile e serio confronto tra maggioranza ed opposizione sull'argomento. Questo per la verità.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nigra. Ne ha facoltà.
Onorevole Nigra, le ricordo che ha un minuto di tempo a sua disposizione. Un minuto, senza interessi

ALBERTO NIGRA. Signor Presidente, ne userò anche meno.
Durante l'intervento dell'onorevole Guerzoni, il ministro Maroni si è esibito in una serie di espressioni facciali che, però, non ci hanno fatto capire se corrisponda o meno al vero quanto chiesto dall'onorevole Guerzoni. È vero o non è vero che su questo argomento non c'è stato alcun incontro con le organizzazioni sindacali, neppure con quelle firmatarie del patto per l'Italia?
Ci interessa saperlo perché, ovviamente, il merito della questione è delicato.

PRESIDENTE. Mi sembra che l'espressione di Maroni sia chiara. Comunque, faremo un'indagine approfondita anche sulle espressioni di Maroni che, peraltro, sono spesso indecifrabili.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 4.05 della Commissione, nel testo subemendato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 404
Votanti 354
Astenuti 50
Maggioranza 178
Hanno votato
235
Hanno votato
no 119).


Pag. 40


Ricordo che sugli identici articoli aggiuntivi Volontè 4.02 e Delbono 4.04 la Commissione ha formulato un invito al ritiro.
Prendo atto che l'onorevole Volontè accede all'invito al ritiro del suo articolo aggiuntivo 4.02.
Onorevole Delbono, accede all'invito al ritiro del suo articolo aggiuntivo 4.04?

EMILIO DELBONO. Sì, signor Presidente

Back Index Forward