Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 208 del 22/10/2002
Back Index Forward

Pag. 24


...
(Differenza della spesa farmaceutica pro capite tra diverse aree territoriali - n. 3-01177)

PRESIDENTE. Il sottosegretario per la salute, onorevole Guidi, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Delmastro Delle Vedove n. 3-01177 (vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni sezione 4).

ANTONIO GUIDI, Sottosegretario di Stato per la salute. Mi permetto di aggiungere, anche se in modo irrituale perché so che non c'è replica sulla replica, che nella precedente legislatura per quattro volte presentai un emendamento dicendo che, prima di dare i soldi agli istituti, bisognava darli alle famiglie delle persone disabili; questo emendamento venne bocciato. Si trattava di trasferimenti economici di soldi già in essere.

PRESIDENTE. Vorrei farle presente, sottosegretario Guidi, che ciò è irrituale perché siamo già passati allo svolgimento di un'altra interrogazione.

ANTONIO GUIDI, Sottosegretario di Stato per la salute. Grazie Presidente, comunque era solo per chiarezza, non era una polemica.
La materia trattata nell'interrogazione presentata dall'onorevole Delmastro Delle Vedove rientra nell'ambito della specifica competenza gestionale riconosciuta alle regioni, ai sensi della disciplina normativa contenuta nella legge costituzionale del 18 ottobre 2001, n. 3, recante «Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione». Pertanto non rientra tra i compiti del Governo il livellamento del consumo farmaceutico sull'intero territorio nazionale, dal quale dipendono anche scelte programmatorie delle singole regioni. Il controllo della spesa farmaceutica è oggetto di costante e particolare attenzione però da parte del Governo, che sulla questione è intervenuto anche con provvedimenti di urgenza.
Per l'anno in corso, la spesa complessiva per la farmaceutica convenzionata rappresenta circa il 13 per cento del fabbisogno complessivo di ciascuna regione. Dalla disamina dei dati elaborati dall'osservatorio nazionale sull'impiego dei medicinali, relativi al consumo dei farmaci in Italia nel 2001, emerge come la variabilità regionale sia uno dei principali fattori che hanno aumentato la spesa farmaceutica.

PRESIDENTE. L'onorevole Gianni Mancuso, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.

GIANNI MANCUSO. Ringrazio il sottosegretario Guidi per la sua risposta, ancorché sintetica.
Naturalmente, gli interroganti sono a conoscenza del ruolo delle regioni in materia sanitaria e, quindi, anche farmaceutica. Tuttavia, intendevamo evidenziare queste distonie per ottenere un pronunciamento da parte del Governo.
Del resto, questi problemi si verificano in tutta Italia, ma gli interroganti - che provengono dal Piemonte che, in questi ultimi due o tre anni, ha dimostrato di essere particolarmente virtuoso nel contenimento della spesa farmaceutica - sentono più forte e più stridente il contrasto che, in questo caso, li allontana da situazioni analoghe presenti in altre parti d'Italia.
Chiaramente, non ci sfugge che l'abolizione del ticket, previsto dalla finanziaria


Pag. 25

per l'anno 2001, ha creato una serie di problemi che, sostanzialmente, hanno determinato un'impennata nelle ricettazioni e, quindi, nell'acquisizione di farmaci, anche se non nel consumo.
Dunque, queste considerazioni ci hanno indotti a voler ascoltare un ennesimo pronunciamento del Governo che, peraltro, in questo primo scorcio di legislatura, ha dimostrato particolare attenzione all'aspetto economico della sanità. Infatti, diversi provvedimenti hanno dapprima colpito l'industria farmaceutica e, in questa finanziaria, si parla interventi a carico dei titolari di farmacie.
Quindi, da un lato, è certamente apprezzabile l'intendimento del Governo di contenere la spesa farmaceutica, che rappresenta una quota importante nell'ambito della voragine costituita dalla spesa sanitaria, dall'altro, vi è la necessità di trovare forme che pongano sullo stesso piano i cittadini utenti e i pazienti del sistema sanitario nazionale.

Back Index Forward