![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. L'onorevole Cento ha facoltà di PIER PAOLO CENTO. Signor Presidente, intervengo brevemente per richiamare i contenuti di questa interpellanza in cui chiediamo al ministro della salute e a quello delle politiche agricole e forestali di sapere, nell'ambito dell'attuale normativa vigente, lo stato delle sperimentazioni di organismi geneticamente modificati presenti nella regione Lazio. A quanto ci risulta e a quanto si può apprendere dal sito del Ministero della salute, sono ben 19 i campi sperimentali di microrganismi geneticamente modificati. Di questi, 11 fanno riferimento alla gestione diretta dell'università degli studi della Tuscia a Viterbo, tre campi sperimentali sono gestiti dal Consiglio nazionale delle ricerche, mentre ve ne sono, se non sbaglio, altri 5 genericamente indicati e considerati nel sito suddetto.
ma poi, nei fatti, non interviene per chiudere le sperimentazioni e per garantire che, effettivamente, la nostra agricoltura sia libera dagli OGM.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la salute, onorevole Guidi, ha facoltà di ANTONIO GUIDI, Sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, ringrazio l'interpellante anche se, in parte, mi sembra si sia risposto un po' da solo.
PRESIDENTE. L'onorevole Cento ha facoltà di PIER PAOLO CENTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono ovviamente pienamente disponibile alla collaborazione. Al di là del merito della risposta fornita dal rappresentante del Governo, credo vada sottolineato che egli l'ha definita burocratica; pertanto se egli non è soddisfatto, figuriamoci come posso esserlo io!
PRESIDENTE. Onorevole Cento, non sia capzioso!
PIER PAOLO CENTO. No, signor Presidente, lo dico perché ritengo vada apprezzato il comportamento di un rappresentante del Governo, il quale si rende conto che spesso gli uffici forniscono risposte che sono completamente evasive rispetto ai quesiti posti negli atti di sindacato ispettivo. Addirittura, poi, si tratta di risposte sbagliate nei numeri: ci si chiede di fornire indicazioni e si dice che sono soltanto nove, per quanto riguarda l'università della Tuscia, le autorizzazioni alle sperimentazioni. Nell'interpellanza, che non vuole rappresentare la verità assoluta, ne sono indicate undici, con tanto di protocollo di autorizzazione! O si dice allora che due di queste sono frutto di un'invenzione - cosa possibile pur avendo attinto e verificati i dati attraverso la collaborazione del Ministero della salute - oppure non si può dire che sono soltanto nove: sui numeri infatti esiste una sola verità! Possiamo interpretarli diversamente, ma o sono nove o sono undici. Così come sui cinque campi privati, basta consultare il sito del Ministero della salute e si individuano le vie, le strade e i proprietari. Non è mia abitudine avvalermi della copertura del sindacato ispettivo per fare nomi e cognomi in ordine a questioni che vanno verificate, tuttavia, signor rappresentante del Governo, basta visitare il sito del Ministero della salute dove i cinque campi privati sono indicati con il nome e il cognome di chi ne è il titolare. Si possono, quindi, compiere tutte quelle verifiche che nell'interpellanza vengono richieste sul rispetto delle norme vigenti.
hanno alcuna tutela e rischiano di vivere una competizione nel mercato, nel quale le carte sono «truccate» dal fatto che qualcuno utilizza organismi geneticamente modificati, mentre altri invece rispettano le normative vigenti.
È del tutto evidente che la presenza di questi diciannove campi sperimentali contrasta con le linee, le indicazioni che il ministro dell'agricoltura Alemanno ha più volte pubblicamente dato a questo Parlamento rispetto all'utilizzo delle sperimentazioni in campo agricolo di organismi geneticamente modificati. Si contraddice il principio di precauzione più volte richiamato, anche in atti formali, da parte di questo Parlamento. Sorgono, quindi, fondati dubbi sul non rispetto delle normative di sicurezza che questo Parlamento, questo paese si sono dati in materia di OGM.
Noi siamo molto chiari: diciannove campi del Lazio debbono essere chiusi, debbono essere chiuse le sperimentazioni e riportate, ricondotte all'unico protocollo firmato dall'allora ministro dell'agricoltura Pecoraro Scanio il quale, dopo una contenzioso serrato con il mondo della ricerca, autorizzò una sola sperimentazione su tutto il territorio nazionale.
Ci domandiamo come mai a quel protocollo, che ebbe grande rilevanza pubblica, non abbiano fatto seguito nei mesi successivi, con il cambio di Governo e con la nomina del ministro Alemanno, atti coerenti e concreti per la riduzione e la chiusura dei campi di organismi geneticamente modificati.
Voglio essere molto chiaro: nel nostro paese sono in corso ampie mobilitazioni; la stessa interpellanza in oggetto nasce in seguito ad una azione di disobbedienza civile e di denuncia fatta durante il vertice FAO da un ampio schieramento di associazioni agricole, di movimenti cosiddetti no global, di cittadini che sono andati a mettere direttamente gli occhi e i piedi laddove queste sperimentazioni vengono fatte; sono andati a verificare che non esiste alcun rispetto delle norme precauzionali previste dal nostro ordinamento.
Se le sperimentazioni si debbono fare si facciano sotto controllo e in maniera limitata, come previsto dal protocollo sottoscritto nel 2001 dal ministro dell'agricoltura e, soprattutto, si faccia rispettare la norma perché abbiamo il diritto e il dovere di sapere se i campi intorno alle aziende del Consiglio nazionale della ricerca o dell'università della Tuscia - ad esempio, i campi di agricoltura libera - sono inquinati da OGM che vengono trasportati dall'aria, se sono mantenute le distanze, se vengono incappucciati i prodotti su cui è in corso la sperimentazione di organismi geneticamente modificati. Abbiano il diritto di sapere se quei prodotti arrivano nei nostri mercati, se in questi mercati sono etichettati come prodotti che contengono OGM, ossia se è rispettata tutta una serie di norme e di valutazioni che riteniamo indispensabili e su cui vi è un ritardo grave, al di là delle parole pronunciate da parte dei ministri competenti, in particolare dal ministro dell'agricoltura, cui non consentiremo più di continuare ad andare nei convegni ad affermare che gli OGM sono da eliminare, a dire che egli è un ministro dell'agricoltura «verde» che si batte contro gli OGM
Per quanto concerne il ministero della salute debbo far riferimento ad una norma, il decreto legislativo n. 206 del 2001, che non detta regole per l'emissione deliberata nell'ambiente di OGM (queste, infatti, sono dettate dal decreto legislativo n. 92 del 1993), ma solo per l'utilizzazione di microrganismi geneticamente modificati (MOGM) in ambiente confinato e, cioè, all'interno di laboratori all'uopo autorizzati sulla base di specifici requisiti riportati nel citato decreto legislativo n. 206 del 2001.
Le emissioni deliberate nell'ambiente di OGM, autorizzate dalla commissione interministeriale di valutazione (Ministeri della salute, dell'ambiente e della tutela del territorio, delle politiche agricole e forestali, delle attività produttive, dell'istruzione, dell'università e della ricerca, accanto ad esperti dell'Istituto superiore di sanità, dell'ISPESL, dell'ANPA ed altri nominati dai predetti ministeri), ai sensi del decreto legislativo n. 92 del 1993 ed in ogni atto, sono regolarmente riportate, per l'anno cui si riferiscono, nel sito Internet del Ministero della salute e, pertanto disponibili per chi ne abbia interesse.
Le relative autorizzazioni al rilascio nell'ambiente sono deliberate solo dopo che la citata commissione ha valutato il relativo impatto sia sulla salute umana sia sull'ambiente, sulla base delle disposizioni della normativa vigente in materia (ad esempio, sperimentazioni presso l'università della Tuscia).
Riguardo al riferimento nell'atto ispettivo all'esistenza di cinque campi a controllo di privati dove si producono il melone ingegnerizzato, la barbabietola da zucchero resistente ad un erbicida ed il pomodoro resistente al virus del mosaico del cetriolo, che dovrebbero essere in sperimentazione nel territorio della regione Lazio, si fa presente che le relative notifiche non risultano essere state presentate al Ministero della salute e, pertanto, non è stata rilasciata alcuna autorizzazione da parte del ministero stesso.
Sarebbe auspicabile che l'onorevole interrogante, nello spirito di collaborazione tra istituzioni dello Stato, qualora in possesso dell'informazione, indicasse i campi sperimentali ai quali si riferisce, al fine di permettere agli organi di vigilanza del Ministero della salute e della regione Lazio di intervenire puntualmente per la contestazione di eventuali irregolarità, punibili con le sanzioni previste dal decreto legislativo n. 92 del 1993. Pertanto, aiutiamoci a scoprire le illegalità.
Per quanto riguarda i campi sperimentali per OGM autorizzati nel Lazio, il loro numero non è, come indicato dall'interrogante, di 19, ma, attualmente, a conoscenza del ministero stesso risultano essere 9, tutti localizzati presso l'università della Tuscia.
Per quanto riguarda, infine, il ricorso al principio di precauzione, la commissione interministeriale di valutazione ne tiene, ovviamente, conto al momento di assumere le proprie decisioni, sulla base di alcuni criteri tra i quali quello che le misure da adottare devono essere proporzionate al livello di protezione prescelto; non devono introdurre discriminazioni nella loro applicazione; devono essere coerenti con misure analoghe già adottate; devono essere, infine, mantenute, finché i dati scientifici, giudicati incompleti, siano uniformati e devono essere riesaminate e, se necessario modificate, in funzione dei risultati della ricerca scientifica e del controllo del loro impatto.
Infine, per completezza di informazione, si fa presente che è in fase di recepimento la direttiva 2001/18/CE che abroga la precedente direttiva 90/220/CE sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati.
Tale provvedimento, oltre a richiedere maggiori dati in merito alla valutazione del rischio, sia per la salute umana sia per la protezione dell'ambiente, connesso all'impiego di OGM, stabilisce anche un sistema di informazione preventiva della cittadinanza in materia non solo di emissione sul mercato, ma anche di sperimentazione di colture transgeniche.
Questa è la risposta leggermente burocratica che consegno all'onorevole interpellante. È chiaro che intendo insistere su un punto: anch'io, per storia personale ed anche per la posizione attualmente ricoperta all'interno del Ministero della salute, sono assolutamente convinto del valore del rispetto della salute umana. Credo quindi, al di là delle distinzioni, in quello spirito di collaborazione di cui parlavo prima. Pertanto, se esiste qualcosa di cui non siamo a conoscenza, concordiamo insieme una strategia per conoscere e riconoscere le attività illecite.
Chiedo pertanto all'interpellante, al di là del suo giudizio, questo spirito di collaborazione interistituzionale, perché credo che la maggior parte delle persone abbiano a cura, nel vero senso della parola, il rispetto della biosfera e, all'interno di questa, della salute.
Mi limito a dire che, su questa materia, il Governo vive una contraddizione: da una parte, vi è il Ministero della salute che ritiene gli organismi geneticamente modificati, attraverso le parole più volte espresse da parte del ministro titolare del dicastero, utili e non dannosi; dall'altra, vi è il Ministero dell'agricoltura che pubblicamente afferma che occorre costruire le condizioni per un'agricoltura libera dagli organismi geneticamente modificati.
All'interno di questa contraddizione, la mia sensazione è che siano paralizzati i controlli, inefficaci le verifiche sulle autorizzazioni sperimentali. In realtà, il cittadino consumatore, così come gli altri produttori di un'agricoltura sana, non soltanto biologica ma anche tradizionale, non
Sarà pertanto mia cura continuare ad insistere su questo punto. Stiamo peraltro ultimando una ricerca riguardante tutte le regioni italiane rispetto alla presenza di campi di organismi geneticamente modificati e su tale aspetto mi auguro che l'impegno, almeno del rappresentante del Governo, così come egli ha dichiarato, sia fattivo ed utile ad aprire uno squarcio di luce per fornire informazioni corrette e colpire chi si muove, andando oltre le previsioni della legge vigente.


