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PRESIDENTE. L'onorevole Giacomo Angelo Rosario Ventura ha facoltà di GIACOMO ANGELO ROSARIO VENTURA. Signor ministro, la triste realtà di Gela, purtroppo nota per essere preda di agguerriti sodalizi criminali operanti sul territorio, vede negli ultimi mesi un'ulteriore insidia sul fronte della propria convivenza civile. Si sono infatti registrati sbarchi di clandestini, tra i quali quello inquietante del 10 agosto scorso, che ha visto la presenza (stante agli esiti attuali dell'inchiesta giudiziaria e all'egregia operazione di polizia) di soggetti terroristi.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. La vigilanza del tratto di mare antistante le coste della provincia di Caltanissetta forma oggetto di un apposito piano di coordinamento per contrastare l'immigrazione clandestina nella Sicilia occidentale, che affida controlli e vigilanza anti-immigrazione, nelle acque internazionali, in via esclusiva alla Marina militare.
è in linea e, in alcuni casi, è superiore alle dotazioni previste. Complessivamente, operano 120 unità presso il locale commissariato, 87 unità presso la Compagnia dei carabinieri, 87 unità presso la Guardia di finanza. Sono, inoltre, presenti 15 unità della Polizia stradale e 30 unità presso l'ufficio circondariale marittimo, con il compito di presidiare il tratto di costa sottoposto alla propria giurisdizione.
PRESIDENTE. L'onorevole Giacomo Angelo Rosario Ventura ha facoltà di GIACOMO ANGELO ROSARIO VENTURA. Signor ministro, la ringrazio della risposta, tuttavia devo ritenermi non pienamente soddisfatto in quanto, in realtà, la preoccupazione che ho cercato di evidenziare nella mia interrogazione riguardava solo e specificamente il sito di Gela.
Quella costa è assolutamente sguarnita perché oggi è vigilata soltanto da un natante della guardia costiera, mentre è venuto meno il natante dei carabinieri, distrutto ad opera di mano ignota 4 anni fa e non sostituito; la Guardia di finanza infine è assolutamente sprovvista di natanti, sebbene quel tratto di costa sia notoriamente meta di traffici più disparati.
Ora, era prevedibile che accadessero tali fatti, ma è ancor più preconizzabile per il futuro, date le caratteristiche di quel tratto di costa, che tali fenomeni abbiano a reiterarsi. Si aggiunga che per la situazione interna allo stesso territorio, la notte si susseguono eventi criminali di ogni tipo a causa di un'assoluta insufficienza di uomini e mezzi per contrastarli.
Pertanto, con la presente interrogazione vorrei sapere come lei intende ovviare a questi problemi, di non trascurabile entità.
Tuttavia, in considerazione del crescente numero di sbarchi, verificatosi negli ultimi mesi sulle coste siciliane, sono state coinvolte anche unità navali ed aeree della Guardia di finanza e delle capitanerie di porto.
Il pattugliamento dell'arco territoriale è svolto, invece, da imbarcazioni della capitaneria di porto, della Guardia di finanza, della Polizia di Stato e dell'Arma dei carabinieri. La Polizia di Stato opera su questo tratto di costa con una squadra nautica con sede a Gela, che dispone di 13 operatori, di un'unità navale costiera, di un battello costiero e di un battello pneumatico oceanico. La vigilanza del tratto di mare prospiciente la città di Gela è attuata anche dai natanti dei carabinieri, dislocati a Licata e a Scoglitti di Vittoria.
Il dispositivo è stato recentemente potenziato con una motovedetta di altura dislocata a Pozzallo, che verrà destinata definitivamente entro il corrente anno. Sulla costa meridionale siciliana operano anche le squadre nautiche di Siracusa, Augusta e di Porto Empedocle, che dispongono di 2 unità navali d'altura, 2 unità navali costiere, 6 battelli pneumatici - di cui 2 oceanici - nonché di 28 operatori della Polizia di Stato.
Il coordinamento di tali dispositivi è in fase avanzata di definizione da parte dell'apposito gruppo interministeriale di lavoro, previsto dalla recente legge sull'immigrazione. Inoltre, nello stretto di Sicilia è stato attivato un dispositivo costituito da 2 unità navali in attività di vigilanza pesca e di controllo immigrazione clandestina e da motovedette della Guardia costiera, d'istanza a Pantelleria e Lampedusa, dalla rete radar costiera, con postazione a Favignana, Capo Passero e Pantelleria.
Peraltro, è attivo un costante scambio informativo con i dispositivi navali della NATO, operanti nel Mediterraneo orientale, su base bilaterale e multilaterale, con le marine militari di altri paesi europei, degli Stati Uniti e del nord Africa.
Desidero aggiungere, infine che, proprio nel corrente mese di ottobre, è stato reso possibile l'impiego della forza marittima europea che, pur non avendo come specifica finalità la lotta alla clandestinità, contribuirà sicuramente alla sorveglianza del Mediterraneo e, in particolare, della Sicilia.
Devo anche precisare che il litorale di Gela è interessato dal fenomeno degli sbarchi in misura limitata rispetto alle altre coste siciliane; su di esso, infatti, risultano giunte dall'inizio dell'anno, al 30 settembre, 127 clandestini a fronte dei 13.512 sbarcati nell'isola.
La lotta all'immigrazione clandestina è anche uno dei principali obiettivi del piano operativo nazionale di sviluppo per la sicurezza del Mezzogiorno d'Italia, nel quale si individuano tre momenti essenziali: l'avvistamento e il rintraccio di clandestini attraverso l'acquisizione di mezzi dotati di strumentazioni ad alta tecnologia nonché la gestione degli immigrati e l'adozione dei provvedimenti conseguenti.
Per quanto riguarda la presenza delle forze dell'ordine a Gela, preciso che l'organico
Infatti, in tanto spiegamento, risulta trascurato proprio quel tratto di costa dove, peraltro, vi è uno stabilimento industriale. Sta di fatto che, ancora in questi giorni, si sono verificati - e sono dati che non risultano dalla risposta - rapine quasi quotidianamente, incendi di autoveicoli, appartenenti anche a consiglieri comunali, nonché di portoni e di beni immobili di vario tipo, senza che lo spiegamento di forze da lei indicato riesca, in qualche modo, a venirne a capo.
Ampio plauso ai tutori dell'ordine, ma il dato di fatto è questo. Temo che il mancato controllo satellitare di quel tratto di costa e di tutta la Sicilia - a differenza di quanto è stato previsto per la Puglia - possa facilitare un'intensificazione di tali fenomeni.
Il tratto di costa di Gela e la stessa città, trovandosi così sguarniti, credo possano essere meta di ulteriori eventi criminosi. E Gela di tutto ha bisogno tranne che di questo!
Dunque, signor ministro, la ringrazio della risposta; la mia sottolineatura riguarda proprio il sito di Gela rispetto al più ampio problema della Sicilia meridionale e del suo intero territorio (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).


