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PRESIDENTE. L'onorevole Pappaterra ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01447 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).
DOMENICO PAPPATERRA. Signor Presidente, signor ministro tra le misure di contenimento della spesa pubblica, la legge finanziaria per il 2003 prevede l'erogazione delle cure termali in convenzione con il servizio sanitario nazionale esclusivamente per le categorie dei grandi invalidi civili, di guerra e del lavoro, escludendo dal beneficio tutti gli altri cittadini compresi i bambini e gli anziani appartenenti alle fasce più deboli, che saranno, invece, tenuti a pagare un ticket di 70 euro per ricevere le cure.
Signor ministro, la protesta al momento molto garbata ma fortemente risentita delle associazioni di categoria unita alle preoccupazioni degli operatori del settore termale e di quello turistico-alberghiero evidenzia che misure di questo tipo non solo contrastano con il principio di assicurare il diritto alla salute dei cittadini, ma rischiano di provocare la perdita di migliaia di posti di lavoro.
Signor ministro, la sua buona volontà è nota e sappiamo che si sta adoperando in questa direzione. Tuttavia, le chiediamo una maggiore determinazione per cercare di riconsiderare una scelta all'interno del Governo che non produce, dal nostro punto di vista, risparmi significativi e, nello stesso tempo, rischia di arrecare al settore termale italiano danni irreparabili.
PRESIDENTE. Il ministro della salute, professor Sirchia, ha facoltà di GIROLAMO SIRCHIA, Ministro della salute. Signor Presidente, il Governo ritiene le cure termali importanti non solo per la salute, ma anche sotto il profilo sociale. È in coerenza con tale consapevolezza e con la necessità di dover mantenere per la loro efficacia tali prestazioni tra quelle erogate dal servizio sanitario nazionale che si è posto il problema di dover decidere di chiedere ai cittadini una maggiore partecipazione al loro costo. Tale intendimento è dimostrato dall'inclusione dell'erogazione delle cure termali nei livelli essenziali di assistenza e confermato dalle numerose iniziative in corso per l'ulteriore verifica di efficacia di queste prestazioni.
PRESIDENTE. L'onorevole Pappaterra, al quale ricordo che ha due minuti a disposizione, ha facoltà di DOMENICO PAPPATERRA. Signor Presidente, signor ministro, ho apprezzato molto la sua risposta alla mia interrogazione. Naturalmente non la condividiamo e, soprattutto, non ci tranquillizza perché riteniamo che in questo settore debba arrivare una risposta in termini maggiormente risolutori. Peraltro, sappiamo che le proteste di questo periodo sono arrivate anche al suo Ministero. Qualche giorno fa durante la prima conferenza nazionale sul turismo svoltasi a Lamezia Terme, dove lei era presente, le associazioni di categoria termali e quelle turistico-alberghiere le hanno rappresentato un profondo stato di disagio.
Riguardo, poi, alla riduzione della spesa sanitaria derivante dall'incremento del ticket sulle cure termali (70 euro per ogni ciclo) con l'esclusione di alcune particolari categorie, si fa presente che il risparmio del servizio sanitario nazionale è stato stimato in circa 31 milioni di euro.
L'orientamento del Governo, dunque, non è assolutamente quello di liquidare le cure termali, ma solo di razionalizzarne e quantificarne l'erogazione.
Le oggettive limitazioni che deriveranno dalla norma inserita nel disegno di legge finanziaria non sembrano tali da scardinare il sistema erogativo né intaccare oltremisura l'indotto economico ed occupazionale che il termalismo garantisce ed a cui il Governo guarda con la massima attenzione. Comunque, il disegno di legge finanziaria è all'attenzione del Parlamento e, dunque, è emendabile.
Tenga conto che la suddetta norma è drammaticamente in contrasto con gli interessi delle comunità che ospitano gli stabilimenti termali e rischia di provocare effetti devastanti. Non conosco il quadro complessivo italiano ma in Calabria - vengo dalla provincia di Cosenza - vi sono le terme Luigiane, stabilimento tra i più importanti del Mezzogiorno, o le terme Sibarite che in questi giorni, proprio per gli effetti di tale norma, avrebbero già calcolato una drastica riduzione di personale dei loro stabilimenti. Non so quali danni all'occupazione potrà creare una misura di questo tipo se proiettata in tutta Italia.
Lei ha parlato di 31 milioni di euro che risparmieremmo attraverso questa misura e che andrebbero a contribuire ad un risparmio per il servizio sanitario internazionale. Credo che il diritto alla salute dei cittadini e, soprattutto, gli effetti nefasti che potremmo avere sul terreno occupazionale non giustifichino una norma che considera questo settore solo dal punto di vista della riduzione economica.
Come lei ha detto nella parte finale del suo intervento che ho apprezzato, sicuramente valuteremo un emendamento per questa misura perché riteniamo che il ministro dell'economia non possa pensare di raccogliere risorse tagliando in maniera drastica il diritto alla salute dei cittadini.


