Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 201 del 9/10/2002
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La seduta, sospesa alle 14,10, è ripresa alle 15.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE PUBLIO FIORI

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il ministro della salute, il ministro dell'interno ed il ministro per i rapporti con il Parlamento.

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

(Priorità tra le opere necessarie per realizzare il «passante» di Mestre - n. 3-01445)

PRESIDENTE. L'onorevole Stradiotto ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01445 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 1). Ricordo all'onorevole Stradiotto che ha un minuto di tempo a disposizione.

MARCO STRADIOTTO. Grazie, Presidente. Signor ministro lei conosce bene la situazione della tangenziale di Mestre; tantissimi sono i danni recati all'ambiente ed all'attività economica determinati dalle continue code in tangenziale. Ad un anno e mezzo dalla sua nomina, tanti sono stati gli annunci e le promesse, ma pochi i fatti.
L'ultima conferenza di servizi tra gli enti interessati risale al novembre del 2000 e, ad oggi, non è ancora chiara quale sia la soluzione progettuale scelta. Pur sapendo che non vi sono le risorse economiche sufficienti, sia lei sia il Governo sia la regione sostenete entrambe le ipotesi progettuali: il tunnel sotto la tangenziale e il «passante largo» Dolo-Quarto d'Altino. Gli unici progetti esistenti sono un tracciato di massima per il «passante largo» ed un progetto preliminare per il tunnel. È in atto una procedura di verifica da parte della Commissione europea per constatare se con l'affidamento diretto alle società autostradali delle concessioni si possa configurare un danno alla libera concorrenza.
Signor ministro, la situazione ci sembra molto confusa; chiediamo se sia sua intenzione convocare una conferenza di servizi tra gli enti interessati, per sapere quale tra le due opere venga ritenuta prioritaria e per conoscere i tempi previsti per l'inizio e la fine dei lavori.

PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, professor Lunardi, ha facoltà di rispondere.

PIETRO LUNARDI, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, onorevole Stradiotto, nella delibera del CIPE del 21 dicembre 2001, n. 121, che costituisce l'atto di programmazione relativo alle opere strategiche di interesse nazionale regolate dalla legge n. 443 del 2001 - nota con il nome di legge obiettivo -, in armonia con il documento politico firmato il 6 agosto dello stesso anno dal Presidente del Consiglio dei ministri, dal ministro delle infrastrutture e dei trasporti e dal presidente della regione Veneto, sono stati inseriti i due nuovi attraversamenti del nodo di Mestre, ovvero sia il passante esterno sia il tunnel.
L'assegnazione in concessione del passante esterno è stata confermata dall'ANAS per un terzo ciascuno alle concessionarie delle tre autostrade che convergono nel «nodo». La nuova opera esterna, difatti, bypassa tre rami di dette autostrade sottraendo traffico alle tre concessioni in essere. Tale circostanza è stata chiarita alla Direzione generale del mercato interno dell'Unione europea, che, tuttavia, si è riservata di decidere circa l'ammissibilità della tesi. Si tratta, comunque, di una questione che verrà decisa in pochi giorni.
Le tre società autostradali consorziate hanno già presentato un piano finanziario


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all'ANAS, già approvato dalla stessa. Inoltre, come previsto dal decreto attuativo della legge obiettivo, il decreto-legge 20 agosto 2002, n. 190, entro il termine di sei mesi dalla sua entrata in vigore, il soggetto aggiudicatore - nel caso di specie l'ANAS - trasmetterà al ministro delle infrastrutture e dei trasporti il progetto preliminare, attualmente in fase di approntamento da parte delle tre concessionarie consorziate, per pervenire all'approvazione da parte del CIPE e, quindi, all'affidamento ad un contraente generale.
Tutto ciò, come si vede, è in perfetta linea con la rapida tempistica prevista dalla nuova normativa varata in materia di grandi opere. La soluzione in tunnel, bypassante l'attuale tangenziale per nove chilometri, è in approntamento diretto da parte dell'ANAS, che la presenterà negli stessi termini di tempo al CIPE. Potenzialmente, quindi, le due opere potranno essere avviate in modo contemporaneo entro il 2003, dopo l'aggiudicazione del contraente generale.
Infine, in specifico riferimento al quesito posto è da ribadire che la scelta di avviare contemporaneamente le due opere, il passante ed il tunnel, è già stata operata con il raggiungimento dell'intesa tra il Governo ed il presidente della regione Veneto, che ha portato proprio al programma sancito con la delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121.
Va ricordato, inoltre, che la procedura prevista dalla «legge obiettivo» include la valutazione di impatto ambientale della localizzazione urbanistica nell'iter approvativo del progetto preliminare, che si conclude al CIPE.
Tale procedimento, come già ricordato, è iniziato con la predisposizione dei progetti preliminari che saranno presentati entro i sei mesi previsti dall'entrata in vigore del decreto attuativo.

PRESIDENTE. L'onorevole Stradiotto ha facoltà di replicare. Le ricordo che ha due minuti di tempo a sua disposizione.

MARCO STRADIOTTO. Signor ministro, non sono soddisfatto della sua risposta. Lei conosce bene i motivi per i quali, dal 1997 ad oggi, non si sia riusciti a sbloccare la situazione. Tante sono le responsabilità della regione Veneto che, in cinque anni, non è riuscita a trovare una soluzione progettuale condivisa dalla maggioranza degli enti interessati. Nel 1999 la regione e gli enti locali avevano delegato il Governo nazionale ad effettuare tale scelta. Nel novembre del 2000 il suo predecessore convocò una conferenza di servizi, ed in quella sede il ministro Nesi comunicò che la scelta era caduta sulla realizzazione del tunnel sotto la tangenziale. Lei condivideva tale progetto ed in più occasioni è venuto a spiegare, in qualità di consulente del ministro Nesi, i motivi che avevano spinto la commissione tecnica ad operare tale scelta. Una delle motivazioni era che il tunnel poteva essere realizzato in tre anni e che con questa soluzione si evitava la trafila burocratica degli espropri, la quale richiede tempi lunghissimi ed incerti. In quel periodo la regione «si mise di traverso» rispetto a tale soluzione, tanto che sugli organi di stampa il governatore Galan la definiva una «soluzione del tubo».
Signor ministro, a distanza di un anno e mezzo dalla sua nomina sembra che le sue convinzioni di allora non siano più le stesse; prevedere entrambe le opere è una cosa assurda ed irrealizzabile, in quanto non ci sono le risorse. Sembra che scrivere tra le ipotesi quella della soluzione del tunnel sia un contentino che il governatore Galan a concesso a lei ed alla Lega. Secondo noi, le date che lei ha comunicato oggi sono eccessivamente ottimistiche; ammesso che tutto proceda senza ricorsi ed intoppi, è molto probabile che l'inizio dei lavori del passante largo potrà avvenire nel 2005 e la fine dei lavori nel 2012, dieci anni da oggi. Nel frattempo, cosa succederà? Avremo altri dieci anni di code, di inquinamento, con danni incalcolabili per l'economia e la salute dei cittadini.
Signor ministro, pensavamo che il suo buonsenso ed il pragmatismo del premier Berlusconi vi avrebbero fatto scegliere la soluzione più veloce. Potevate risolvere il problema della tangenziale di Mestre nel


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corso di questa legislatura, con vantaggi per la collettività e con ricadute positive - di consenso politico - per il vostro Governo.

PRESIDENTE. Onorevole Stradiotto, la invito a concludere.

MARCO STRADIOTTO. Avete scelto la strada più lunga e più ricca di insidie; nel frattempo, per altri dieci anni, i cittadini resteranno in coda sulla tangenziale.

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