Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 184 del 25/7/2002
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(Operazioni di controllo dell'identità dei partecipanti alle manifestazioni tenutesi a Genova tra il 18 e il 20 luglio 2002 - n. 2-00439)

PRESIDENTE. L'onorevole Mascia ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00439 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 11).

GRAZIELLA MASCIA. Signor Presidente, intervengo soltanto per sottolineare che questa manifestazione è stata assolutamente straordinaria sia per la partecipazione sia per il clima che si è instaurato. Centocinquantamila persone, di cui la stragrande maggioranza giovanissimi, credo che abbiano dimostrato a tutto il paese cosa sarebbe stata anche la manifestazione dello scorso anno, se non avessimo subìto le repressioni di cui tanto si è parlato in questo anno. Il nuovo ministro dell'interno ha ritenuto di ringraziare la famiglia Giuliani e tutti gli organizzatori nonché le forze dell'ordine per come tutto si è svolto.
Naturalmente, noi tutti siamo stati molto felici di questa esperienza; tuttavia, ho ritenuto con il collega Pisapia di sottolineare come anche in questa occasione, a nostro avviso, si siano compressi diritti costituzionalmente riconosciuti.
Signor Presidente, signor sottosegretario, si è verificato che ai caselli delle autostrade moltissimi ragazze e ragazzi siano stati sottoposti ad identificazione, cosa evidentemente legittima, ed alla richiesta di poter perquisire le automobili, cosa anch'essa legittima. È avvenuto - e ciò rappresenta, a mio avviso, una novità anche se il questore mi ha comunicato che era già avvenuto lo scorso anno e non è stato osservato - che questi ragazzi e ragazze siano stati filmati. Sono stati filmati i loro documenti, le automobili, nonché tutto quello che c'era nei loro bagagli. La cosa da subito ci è sembrata quanto meno stravagante o, comunque, meritevole di attenzione e sono andata a verificare tutto quello che ho potuto trovare in materia.
L'articolo 349 del codice di procedura penale stabilisce che i rilievi fotografici, perché di questo si tratta, possono essere esperiti solo nei confronti delle persone indagate per la commissione di reati. Ho consultato la legge n. 121, sulla famosa smilitarizzazione delle forze di polizia, e anche in essa si dice che la raccolta dei dati non può essere compiuta per una serie di ragioni, tra cui l'opinione politica o la scelta di aderire o di partecipare a movimenti, ad organizzazioni culturali, politiche, sindacali, eccetera. Ho verificato, altresì, che la legge sulla privacy è stata evidentemente violata. Mi riferisco, in particolare, all'articolo 9 della legge n. 675 che fissa i principi di proporzionalità rispetto alle finalità perseguite relativamente ai tempi ed alle modalità di raccolta dei dati personali.
Infine, si è verificato anche che nell'autogrill sulla Milano-Serravalle precedente il casello di Bolzaneto alcuni ragazzi sono stati avvicinati dalla polizia, identificati e, poi, obbligati a trasferirsi all'uscita del casello di Bolzaneto affinché la Digos potesse procedere alle operazioni di ripresa video. Siamo di fronte ad un caso che va oltre a quelli che ho citato prima perché è evidente che un'operazione di questo tipo incide direttamente sulla libertà personale. L'articolo 13 della nostra Costituzione stabilisce che qualsiasi forma di detenzione, ispezione o perquisizione personale deve essere attuata con atto motivato dell'autorità giudiziaria.
Vorrei sapere, dunque, dal sottosegretario in base a quale direttiva la questura


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di Genova abbia disposto tali operazioni, se vi è un'ordinanza della questura stessa o una circolare del ministero, in base a quale legge e con quale finalità siano state effettuate queste operazioni e chi ha impartito tali direttive. Vorrei sapere dove sono finiti questi video, che uso si pensa di farne ed anche se le suddette operazioni siano state effettuate in altra occasione. Ripeto, mi è stato detto telefonicamente che ciò è avvenuto anche lo scorso anno, ma eravamo distratti da altre questioni.
Infine, poiché sono certa che almeno cinque di questi ragazzi fossero spagnoli, vorrei capire se tale materiale viene trasmesso alla polizia dei paesi di appartenenza.
Signor sottosegretario, noi siamo ormai abituati ad essere schedati: in tutte le manifestazioni di carattere internazionale che si sono svolte in Europa, non solo in Italia, le persone che partecipano vengono inserite in un elenco particolareggiato. È successo poche settimane fa a coloro che hanno partecipato alla manifestazione di Siena per contrastare un progetto dell'OCSE con la città di Siena e proporre un progetto alternativo: all'uscita dei caselli dopo la manifestazione sono stati fermati. È successo, persino, che tra questi vi fosse un deputato che ha presentato il passaporto di servizio; il poliziotto in questione ha chiesto la carta di identità avendo l'obbligo di rilevare anche il luogo di residenza e di abitazione perché il modello da compilare prevedeva tali dati.
Ora, ripeto, noi ci siamo un po' abituati ma penso che l'opinione pubblica ci si debba ancora abituare; tuttavia in questo caso mi sembra si sia superato un po' il limite. Ho fatto riferimento a questioni, leggi e regolamenti che conosco. Poi, evidentemente, il sottosegretario mi dirà quali siano gli altri elementi a cui fare riferimento, se siano in totale contrasto con le norme e con i diritti riconosciuti.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'interno, onorevole Mantovano, ha facoltà di rispondere.

ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario di Stato per l'interno. Onorevoli deputati prima ancora di esaminare i fatti nel dettaglio, vorrei ricordare che le misure adottate dalle forze dell'ordine hanno sempre come finalità la tutela dell'esercizio delle libertà costituzionalmente garantite. In tal senso, le eventuali azioni preventive e repressive, o di limitazione delle libertà individuali, sono strumentali a individuare e ad isolare i soggetti violenti, allo scopo di consentire a tutti i cittadini il pieno esercizio dei propri diritti, incluso quello di manifestare liberamente il proprio dissenso.
Nella specifica situazione richiamata dall'interpellanza dell'onorevole Mascia e di altri deputati, l'intervento delle forze dell'ordine è stato pianificato in base all'esperienza degli eventi verificatisi a Genova nel luglio del 2001, quando soggetti mescolati ai manifestanti - ma forse sarebbe meglio dire «alcuni manifestanti» - hanno trasformato una protesta che doveva essere corretta in una vera e propria devastante e per molti aspetti programmata guerriglia urbana.
In previsione delle manifestazioni connesse all'anniversario del vertice del G8, la questura di Genova ha predisposto, nei giorni precedenti e in quelli in cui si sono svolti i cortei, adeguati servizi di controllo del territorio con finalità di prevenzione, mirati a individuare eventuali detentori di armi improprie, nonché coloro che già in passato si erano resi protagonisti di episodi di violenza in occasione di manifestazioni di piazza.
Il controllo operato a tutti i varchi autostradali, nonché alle principali arterie di accesso alla città è stato effettuato con il concorso di personale dei vari reparti prevenzione crimine della Polizia di Stato, appositamente inviato in ausilio alla questura di Genova. Tale personale è stato affiancato da operatori della stessa questura, cui era affidato il compito di coordinare ogni servizio informativo e investigativo.
Nel corso dei servizi disposti con turni nell'arco delle ventiquattr'ore sono state identificate circa 3.650 persone. Per tredici di esse si è fatto ricorso a perquisizione personale, estesa anche agli automezzi, ai


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sensi dell'articolo 4 della legge n. 152 del 1975 in materia di ordine pubblico. Sette persone sono state denunciate all'autorità giudiziaria per possesso di armi improprie e di oggetti atti a offendere, tra cui coltelli, bastoni, mazze, noccoliere, fionde e bulloni.
L'effettuazione delle riprese video che non possono essere considerate attività di fotosegnalamento, in quanto non comportano alcuna forma di schedatura, è stata eseguita, su disposizione della questura di Genova, con finalità di prevenzione per acquisire immagini utili ad eventuali riscontri successivi in caso di disordine e per dare adeguati segnali preventivi, che peraltro si sono rivelati efficaci, se si valutano gli esiti delle manifestazioni che si sono svolte.
Preciso che del materiale acquisito con i video non è stato disposto l'inserimento in nessuna banca dati, né è stata disposta la trasmissione ad organi di polizia di altri paesi. Le riprese effettuate sono servite inoltre a documentare il regolare svolgimento delle operazioni di polizia. Anche i controlli effettuati dalla polizia stradale presso l'autogrill sull'autostrada Milano-Serravalle, nelle vicinanze del casello di Genova Bolzaneto, rientrano nel piano predisposto dalla questura di Genova.
In ogni caso, per ogni eventuale situazione di interesse operativo, era previsto un intervento del personale specializzato per svolgere ulteriori accertamenti nel più vicino posto di controllo attivato presso i caselli autostradali, nel pieno rispetto della legge. Tutti gli interventi di gestione dell'evento, sotto il profilo dell'impiego delle forze di Polizia, sono stati concepiti e organizzati in piena armonia con la normative vigente e a tutela della privacy.

PRESIDENTE. L'onorevole Mascia ha facoltà di replicare.

GRAZIELLA MASCIA. Signor Presidente, l'unica soddisfazione è che, purtroppo, anche questa volta ci abbiamo azzeccato, nel senso che l'imbarazzo del Governo nel rispondere a questa interpellanza urgente conferma che non dispone di elementi atti a motivare e a giustificare quanto è avvenuto.
Non solo, vi è un giudizio, espresso qui dall'onorevole Mantovano, rispetto alle proteste dello scorso anno che, come si vede anche dalle inchieste in corso, non corrisponde alla realtà. Non c'è stata nessuna programmazione delle partecipanti a trasformare una protesta assolutamente pacifica in una guerriglia urbana; infatti, in questi giorni, siamo di fronte agli esiti che dicono il contrario, vale a dire - a partire dalla scuola Diaz, ma possiamo anche tornare indietro ai fatti di piazza e a Bolzaneto - che la programmazione, in quell'occasione, vi fu da parte di qualcun altro e che l'obiettivo era quello di colpevolizzare quel movimento.
Vede, onorevole Mantovano, non sono state le vostre perquisizioni, le vostre identificazioni a garantire un esito positivo di questa manifestazione. I ragazzi che erano a Genova questa volta erano gli stessi che erano presenti un anno fa. Dunque, un anno fa, sarebbe stata la stessa cosa se non avessimo dovuto subire un'aggressione pesantissima.
Ritengo che le sue dichiarazioni non abbiano alcun sostegno dal punto di vista legislativo e regolamentare. Infatti, sulla privacy, credo sia sufficiente leggere un articolo e anche la questione relativa al casello autostradale di Bolzaneto corrisponde a quanto ho affermato.
Non siamo di fronte a persone che devono essere perquisite per la ricerca di armi improprie - infatti, lei sa che anche in questa ipotesi è necessaria una richiesta dell'autorità giudiziaria - ma a ragazzi ai quali è stato detto: oggi fate quello che diciamo noi. Questi ragazzi sono stati obbligati, senza sapere perché, a recarsi ad un casello scortati dalle auto della polizia.
Ritengo che tutto quello che è avvenuto contrasti con le garanzie. Nessuna prevenzione e nessuna emergenza possono costituire motivi validi per contravvenire ai diritti riconosciuti e per giustificare violazioni della libertà personale. Quando ciò avviene, tutti dovrebbero allarmarsi.
Purtroppo, confermo che quanto è avvenuto corrisponde semplicemente ad una


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schedatura di massa e che l'obiettivo è quello di intimidire questi giovani. Naturalmente, non è facile per ragazzi di 17 anni essere sottoposti a tali perquisizioni e a tali riprese.
Lei non può sostenere che queste non sono riprese fotografiche perché, come è noto, da un film è possibile tirar fuori ciò che si vuole. Lei mi ha risposto che non c'è nessuna banca dati, allora chiedo di acquisire la documentazione, in particolare l'ordinanza del questore che ha disposto questa operazione nonché gli atti che mi confermino che fine hanno fatto questi filmati. Se non c'è una banca dati, ci sarà una documentazione che garantisca in ordine alla distruzione di questi documenti.
Naturalmente - insieme al collega Pisapia, con il quale ho predisposto questa interpellanza - mi riservo di verificare quali saranno le iniziative successive, in quanto la vostra risposta ci preoccupa ulteriormente.

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.

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