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PRESIDENTE. L'onorevole Zanella ha facoltà di illustrare l'interpellanza Boato n. 2-00433 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 2), di cui è cofirmataria.
LUANA ZANELLA. Signor Presidente, l'agricoltura biologica rispetto a quella convenzionale usa le risorse in modo più efficiente e produce di più rispetto all'unità di energia consumata. I terreni biocoltivati conservano un'ampia comunità di organismi viventi che aiutano a preservare la biodiversità e la fertilità di un'area. È questo che emerge da una ricerca scientifica effettuata dall'Istituto dell'agricoltura biologica in Svizzera, durata ben 21 anni e i cui risultati sono stati pubblicati da Science. I due metodi di coltivazione, quello convenzionale e quello biologico, sono stati messi a confronto per un periodo così lungo perché la fertilità e la biodiversità del suolo si sviluppano - come è noto - in modo molto lento. In entrambi i sistemi, con l'utilizzo dello stesso terreno e con le identiche condizioni climatiche, sono stati coltivati patate, orzo, grano, barbabietole, trifoglio. Sono dati che consiglio di consultare al ministro delle politiche agricole e forestali o a chiunque ne abbia interesse, poiché sono molto interessanti e molto importanti.
La nostra interpellanza urgente è tesa a verificare l'applicazione delle leggi che sono state pensate ed approvate per la promozione della corretta alimentazione e per la promozione di un'agricoltura e una zootecnia più rispettose dell'ambiente e della salute. I Verdi hanno contribuito fortemente affinché queste leggi fossero approvate, infatti sappiamo che, anche in modo autonomo, in molti comuni sono state promosse ed attivate mense biologiche nelle scuole che erogano, al presente, 440 mila pasti giornalieri. Tale esperienza è stata accompagnata da attività di educazione alimentare rivolte al personale della scuola e ai genitori.
Ai sensi dell'articolo 59 della legge finanziaria 2000 per promuovere lo sviluppo di una produzione agricola di qualità ed ecocompatibile, nell'ambito di un sistema di regole in materia di salvaguardia del territorio rurale e di tutela del lavoro e della salute dei consumatori, dal 1o gennaio 2000 i produttori e i venditori di alcuni prodotti fitosanitari e mangimi integratori contenenti farine e proteine animali devono versare un contributo per la sicurezza alimentare, che finanzia a fondo per lo sviluppo dell'agricoltura biologica e di qualità. Il Governo impiega questo fondo per finanziare campagne di promozione e di informazione dei consumatori a supporto dei prodotti rientranti nell'agricoltura biologica e dei prodotti tipici e tradizionali.
L'articolo 59 prescrive che, per garantire la promozione della produzione agricola biologica e di qualità, le istituzioni pubbliche - è questo il punto centrale della nostra interpellanza urgente - che gestiscono le mense scolastiche ed ospedaliere prevedano nelle diete giornaliere l'uso di prodotti biologici, tipici e tradizionali, nonché di quelli a denominazione protetta, tenendo conto delle linee guida e delle altre raccomandazioni dell'Istituto nazionale della nutrizione.
Il medesimo articolo al comma 5 prevede che dal 1o gennaio 2001 il ministro delle politiche agricole e forestali trasmetta al Parlamento, entro il 30 aprile di ciascun anno, una relazione sullo stato di attuazione delle disposizioni or ora citate. Sappiamo che molte regioni hanno provveduto ad applicare, a loro volta, una volontà del Parlamento; ora ci chiediamo se il Governo è in grado di farci sapere quali e quante siano le strutture sanitarie ed assistenziali pubbliche che in Italia utilizzano alimenti biologici nei servizi di ristorazione collettiva e quali di esse abbiano usufruito dei contributi previsti dall'articolo di legge citato. Inoltre, ci chiediamo che percentuale di prodotti biologici venga utilizzata rispetto al totale delle
derrate alimentari consumata nelle mense, quanti pasti a base di prodotti biologici vengano erogati al giorno e a partire da quale data ne sia iniziato l'impiego in ospedali e case di cura.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali, onorevole Delfino, ha facoltà di TERESIO DELFINO, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Signor Presidente, con riferimento all'interpellanza in oggetto, concernente l'utilizzo di alimenti biologici nei servizi di ristorazione collettiva ed i contributi previsti dall'articolo 59 della legge finanziaria 2000, si precisa che la questione dei contributi per la sicurezza alimentare è stata affrontata inizialmente dalla legge n. 488 del 1999, all'articolo 59 (legge finanziaria 2000). Successivamente, l'articolo 123 della legge 23 dicembre 2000, n. 288 (legge finanziaria 2001), ha modificato ed integrato le disposizioni contenute nel predetto articolo 59. In tal modo, sono state garantite allo sviluppo dell'agricoltura biologica e di qualità specifiche fonti di finanziamento attraverso l'istituzione, presso il ministero, di un fondo alimentato da un contributo statale pari a 15 miliardi per ciascuno degli anni del triennio 2001-2003, nonché da un contributo annuale pari al 2 per cento del fatturato relativo alla vendita dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti di sintesi a carico dei titolari delle autorizzazioni alle immissioni in commercio di tale prodotto.
PRESIDENTE. L'onorevole Zanella, cofirmataria dell'interpellanza, ha facoltà di LUANA ZANELLA. Signor Presidente, vorrei ringraziare il rappresentante del Governo. La mia interlocuzione non vuole essere né di censura né espressione di soddisfazione perché mi rendo conto che prima la vicenda del metanolo nel vino, poi quella della BSE, ovvero della cosiddetta «mucca pazza», dovuta all'utilizzo sconsiderato da parte degli allevatori privi di scrupoli di mangimi di origine animale, infine la vicenda del pollo alla diossina ed altre emergenze alimentari note hanno sicuramente sollevato una seria preoccupazione e reso più attenti i consumatori ma anche i governi.
Le aree di intervento sono così di seguito individuate: sostegno allo sviluppo della produzione agricola, mediante incentivi agli agricoltori ed agli allevatori che attuano la riconversione al metodo di produzione biologico, nonché mediante adeguata misura di assistenza tecnica e codici di buona pratica agricola per un corretto uso dei prodotti fitosanitari; potenziamento di attività di ricerca e di sperimentazione in materia di agricoltura biologica, nonché in materia di sicurezza e salubrità degli alimenti; informazione dei consumatori sugli alimenti tipici e tradizionali.
Entro il 30 ottobre di ciascun anno, gli assessori regionali possono presentare al ministero proposte di programmi regionali. Rispetto a tale situazione normativa, la legge 9 marzo 2001, n. 49, recante disposizioni urgenti per la BSE, ha disposto l'assegnazione di dieci dei 15 miliardi stanziati dalla finanziaria 2001 in favore di tale emergenza. Pertanto, la conferenza Stato-regioni ha approvato il piano di riparto dei restanti 5 miliardi per azioni a favore della ricerca e dell'informazione di consumo dei prodotti biologici.
La comunità europea ha approvato l'iniziativa a favore della ricerca, ma non ha ancora fatto conoscere le proprie valutazioni in merito ai programmi sulla comunicazione. Non sono stati previsti per il 2001 programmi a sostegno del settore da realizzarsi con i proventi derivanti dal contributo annuale del 2 per cento del fatturato relativo alla vendita dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti di sintesi, in quanto le risorse finanziarie non sono ancora disponibili sul relativo capitolo di spesa del ministero. Comunque, sono ancora oggetto di osservazione da parte dell'Unione europea che ha aperto procedure di infrazione.
In conclusione, si fa presente che, per l'anno 2001, non sono stati erogati finanziamenti specifici per le mense che utilizzano prodotti biologici in quanto sono state privilegiate le iniziative previste dal comma 2 dell'articolo 123. Devo anche riferire che non sono pervenuti a questa amministrazione richieste specifiche di finanziamento per le mense che intendono utilizzare prodotti biologici da parte delle singole regioni.
Per quanto attiene, invece, allo stato di conoscenza delle strutture sanitarie e scolastiche che utilizzano questi prodotti biologici, i dati chiesti alle regioni o in via di richiesta (su tale aspetto specifico non posso essere preciso) non sono ancora disponibili.
Mi riservo quindi di far conoscere agli interpellanti, non appena saranno note, relativamente agli anni 2001 e 2002, tali informazioni.
Credo che l'azione in questo senso vada assolutamente implementata. Lo sforzo e l'impegno sia economico-finanziario sia in termini di iniziativa politica vanno assolutamente perseguiti. È sempre più diffusa la consapevolezza della necessità di avere garanzie e conoscenze rispetto all'intero percorso produttivo, dal campo al piatto, come si suol dire. Non si tratta soltanto di sicurezza e igiene, ma anche di qualità dei prodotti da certificare, non soltanto in base a parametri chimico-fisici oggettivi, ma anche secondo altri metri di giudizio.
L'analisi organolettica di un vino o di un olio, svolta da un degustatore, è qualcosa di più di un test di laboratorio; mette in campo la soggettività, l'esperienza, la competenza e l'esercizio del gusto e dell'olfatto che consentono una valutazione completa di qualità, l'individuazione dell'origine, le modalità di vinificazione in caso di vino o di produzione in caso di altri prodotti.
«Siamo ciò che mangiamo» diceva Feuerbach, riferendosi allo stretto rapporto fra cibo e persona umana, in cui è l'intreccio di cultura e natura che caratterizza appunto l'essere umano.
Per rispondere alla domanda di qualità, di sicurezza e di certezza rispetto all'intera filiera, e anche per promuovere l'agricoltura e la zootecnia più rispettosa dell'ambiente e della salute, l'Italia deve assolutamente promuovere, con leggi nazionali e regionali, il consumo di alimenti prodotti biologicamente. È un settore infatti in netta espansione e corrisponde ad una domanda che va sempre più consolidandosi; inoltre, esso corrispondente ad una potenzialità di essere più presenti, non che non lo siamo, nel mercato europeo ed anche extraeuropeo.


