Allegato A
Seduta n. 184 del 25/7/2002


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(Sezione 2 - Utilizzo di alimenti biologici nei servizi di ristorazione collettiva)

B)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che:
per assicurare alla popolazione un'alimentazione più sana e favorire un'agricoltura ed una zootecnia più rispettose dell'ambiente e della salute, l'Italia promuove con leggi nazionali e regionali il consumo di alimenti prodotti in modo biologico;
la presenza di residui di pesticidi ed antiparassitari negli alimenti, nonché di nitrati assorbiti attraverso i concimi, aumenta fortemente il rischio di contrarre tumori, soprattutto nei bambini, che, come afferma un organismo di ricerca statunitense (l'Environmental working group), «a causa della loro fisiologia, del tipo e della quantità di cibo che mangiano, dell'insieme dei residui che possono trovare negli alimenti, corrono rischi molto più elevati di contrarre tumori e, già all'età di sei anni, possono aver superato di dieci volte il livello di rischio accettabile nel corso dell'intera vita»;
con l'obiettivo di promuovere tra i cittadini un'alimentazione più sana ed equilibrata, nelle scuole di 342 comuni sono state attivate mense biologiche, che erogano 440.000 pasti giornalieri, un esperienza che è stata spesso accompagnata da attività di educazione alimentare, rivolte al personale della scuola e ai genitori;
ai sensi dell'articolo 59 della legge finanziaria per il 2000 (legge n. 488 del 1999), per promuovere lo sviluppo di una produzione agricola di qualità ed eco-compatibile, nell'ambito di un sistema di regole in materia di salvaguardia del territorio rurale, di tutela del lavoro e della salute dei consumatori, dal 1o gennaio 2000 i produttori e i venditori di alcuni prodotti fitosanitari e mangimi integratori, contenenti farine e proteine animali, devono versare per la sicurezza alimentare un contributo che finanzia un «Fondo per lo sviluppo dell'agricoltura biologica e di qualità», che il Governo impiega per finanziare campagne di promozione e informazione dei consumatori, a supporto dei prodotti rientranti nell'agricoltura biologica, di quelli tipici e tradizionali, nonché di quelli a denominazione di origine protetta, di cui ai regolamenti (CEE) n. 2081/92 e n. 2082/92 del Consiglio del 14 luglio 1992;
l'articolo 59 della citata legge finanziaria, al comma 4, prescrive che, per garantire la promozione della produzione agricola biologica e di qualità, le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche ed ospedaliere prevedano nelle diete giornaliere l'uso di prodotti biologici, tipici e tradizionali, nonché di quelli a denominazione protetta, tenendo conto delle linee guida e delle altre raccomandazioni dell'Istituto nazionale della nutrizione;
il medesimo articolo, al comma 5, prevede invece che dal 1o gennaio 2001 il Ministro delle politiche agricole e forestali trasmetta al Parlamento, entro il 30 aprile di ciascun anno, una relazione sullo stato di attuazione delle disposizioni dell'articolo 59 della legge n. 488 del 1999, con particolare riguardo ai contributi erogati a favore del «Fondo per lo sviluppo dell'agricoltura biologica e di qualità» e alla realizzazione dei relativi programmi;
la legge n. 76 del 1997 della regione Marche, all'articolo 12, prevede contributi


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ai comuni per svolgere attività di informazione, di aggiornamento e di educazione sui prodotti biologici, finalizzate alla loro introduzione nelle mense scolastiche e nelle mense degli ospedali delle aziende sanitarie locali che li sperimentino;
con la legge n. 15 del 2000, la regione Friuli-Venezia Giulia eroga contributi a soggetti che utilizzino prodotti biologici nelle mense pubbliche, mentre la legge n. 21 del 2001 della regione Umbria finanzia soggetti pubblici che impieghino almeno il 40 per cento di prodotti biologici nell'ambito di progetti di promozione, comunicazione ed educazione alimentare -:
quante e quali siano le strutture sanitarie e assistenziali pubbliche che utilizzano in Italia alimenti biologici nei servizi di ristorazione collettiva e quali di esse abbiano usufruito dei contributi previsti dall'articolo 59 della legge finanziaria per il 2000, a partire dal 1o gennaio 2001;
quale percentuale di prodotti biologici venga utilizzata rispetto al totale delle derrate alimentari consumate nelle mense, quanti pasti a base di prodotti biologici vengano erogati al giorno e a partire da quale data ne sia iniziato l'impiego nei singoli ospedali e nelle case di cura.
(2-00433)
«Boato, Pecoraro Scanio, Zanella».
(23 luglio 2002)