Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 184 del 25/7/2002
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Seguito della discussione del disegno di legge: S. 628 - Integrazioni alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, in materia di protezione della fauna selvatica e di prelievo venatorio, in attuazione dell'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE (approvato dal Senato) (2297) e delle abbinate proposte di legge: Vascon ed altri; Beccalossi e Saglia; Romele ed altri; Alboni; Moroni; Benedetti Valentini ed altri (881-1182-1290-1338-1422-1434) (ore 14,30).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato: Integrazioni alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, in materia di protezione della fauna selvatica e di prelievo venatorio, in attuazione dell'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE; e delle abbinate proposte di legge di iniziativa dei deputati Vascon ed altri; Beccalossi e Saglia; Romele ed altri; Alboni; Moroni; Benedetti Valentini ed altri.
Ricordo che nella seduta del 23 luglio scorso sono iniziate le votazioni sugli emendamenti.

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 2297)

PRESIDENTE. Riprendiamo, dunque, l'esame dell'articolo unico e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 2297 sezione 1).

MARCO BOATO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori (Vivi commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, abbiamo di fronte un fascicolo di 232 pagine.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Questa è una provocazione!

MARCO BOATO. Lei sa che ai gruppi, come prevede il regolamento, è stato richiesto di segnalare gli emendamenti da porre all'attenzione dell'Assemblea.
Le chiedo, signor Presidente, di far distribuire ai colleghi l'elenco degli emendamenti che lei - doverosamente, a questo punto, in quanto ha assunto le sue decisioni, che non condivido - porrà in votazione.
Dunque, rispetto ad un fascicolo di 232 pagine, le chiedo di far distribuire ai colleghi l'elenco dettagliato degli emendamenti che saranno posti in votazione, al fine di consentire loro - visto che la


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maggioranza di quest'Assemblea ha approvato l'inversione dell'ordine del giorno - di conoscere cosa si sta via via votando.

PRESIDENTE. Onorevole Boato, ciò che lei dice è giusto; dunque, per maggiore comprensione, preciso che l'emendamento Azzolini 1.264 è a pagina 46 del fascicolo.
Passiamo, dunque, alla votazione dell'emendamento Azzolini 1.264.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Panattoni. Ne ha facoltà (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).
Colleghi, ha chiesto di intervenire sull'emendamento e ha diritto di parlare. Prego, onorevole Panattoni.

GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, ritengo che, vista la rilevanza di questo argomento, si debba riportare un po' di calma in aula. Abbiamo affrontato argomenti di grande serietà, ne abbiamo scartati altri di serietà ben superiore rispetto a quello dei fringuelli. Penso e mi auguro che ognuno di noi abbia il senso del ridicolo e sappia affrontare questa situazione con la calma e la serenità richieste da un argomento così importante, non soltanto per i cacciatori ma anche per quelli che subiscono l'azione dei cacciatori. E sono dell'opinione che questo versante sia molto delicato, perché tocca la sensibilità personale di ognuno di noi.

GIUSEPPE ROMELE. Presidente, i tempi sono esauriti!

GIORGIO PANATTONI. Io, per esempio, ho nei confronti della fauna selvatica un moto di spirito che contraddistingue l'amore, più che l'aggressione, l'odio o la distruzione, che, ovviamente, la caccia in qualche modo porta con sé. E proprio questa sensazione di bontà - così vorrei chiamarla -, molto laica, in questo caso, non rivestendo significati di altra natura, forse mi deriva da una fanciullezza trascorsa insieme a tanti animali domestici che sono rimasti impressi nella mia memoria (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo). Sono rimasti impressi, perché mi hanno dato molto di più di quanto molti uomini mi abbiano permesso di stratificare nel mio vissuto personale.

PRESIDENTE. Onorevole Panattoni, la prego di concludere!

GIORGIO PANATTONI. Sì, Presidente, certo. La conclusione è talmente ovvia, Presidente. Io inviterei ognuno di noi ad apporre la propria firma a questo emendamento, per dare il senso di un'adesione collettiva a questo momento di grande unanimità nei confronti di un argomento così importante (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Pecoraro Scanio. Ne ha facoltà.

ALFONSO PECORARO SCANIO. Signor Presidente, intervengo a titolo personale, innanzitutto per accogliere l'invito del collega Panattoni ed apporre la mia firma all'ottimo emendamento del collega Azzolini, come spero faranno gli altri colleghi. Ci auguriamo, però, di ascoltare Azzolini, per sapere come mai - e ne siamo molto contenti - sia riuscito con coraggio e con grande abnegazione a rappresentare, anche dai banchi della maggioranza, i tanti amici degli animali che esistono nel nostro paese, dove l'87 per cento dei cittadini è contro la caccia selvaggia. E qui dentro non si ha il coraggio di dire «no» a pochi armieri e a pochi estremisti venatori!
Chiedo ai colleghi di tirar fuori un po' di coraggio: una volta tanto votate secondo la vostra coscienza, senza subire ricatti a Brescia o altrove! Chi è eletto a Brescia e chi è di Brescia vota per la caccia e per le armi, contro gli animali. Colleghi, il 90 per cento di voi non è cacciatore. Privatamente,


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ci dite: siamo solidali ma, purtroppo, siamo obbligati (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale). Da chi siete obbligati a votare? Colleghi, questo vi chiediamo: esprimere un voto libero e sottoscrivere questo emendamento.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Pecoraro Scanio.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, vorrei che l'Assemblea sapesse cosa dice l'emendamento Azzolini 1.264. Esso dice: «Per l'attuazione delle deroghe deve essere stabilita preventivamente l'intesa con il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e con il ministro delle politiche agricole». È un emendamento di carattere istituzionale, che non ha nulla di ideologico e che fa riferimento, fra l'altro, al ruolo del Governo nazionale in una materia ricompresa nel secondo comma dell'articolo 117 del nuovo titolo V della Costituzione. L'emendamento fa anche riferimento alla giurisprudenza costante della Corte costituzionale e della Corte di Cassazione e al testo dell'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE - la cosiddetta direttiva «uccelli» -, che mette le deroghe in capo agli Stati membri.
Pertanto, mi pare che un emendamento più corretto dal punto di vista istituzionale, in relazione alla direttiva comunitaria del 1979 e al titolo V della nostra Costituzione, non si possa...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Boato.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Chiaromonte. Ne ha facoltà.

FRANCA CHIAROMONTE. Signor Presidente, intervengo per accogliere sia il contenuto, ma soprattutto le motivazioni poetiche del collega Panattoni e per aggiungere la mia firma a questo emendamento. Inoltre, per passare dalla poesia alla prosa, ribadisco e ricordo che dovrebbe essere interesse del Governo il coinvolgimento dei suoi ministri in decisioni così significative.
Quindi, faccio mio l'invito a tutti i colleghi e le colleghe dell'Assemblea a sottoscrivere questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cento. Ne ha facoltà. Ricordo che il gruppo Misto-Verdi-l'Ulivo, con questo intervento, ha esaurito i tempi per gli interventi a titolo personale.

PIER PAOLO CENTO. Signor Presidente, ho chiesto la parola per un intervento a titolo personale per rispondere positivamente all'appello che è stato fatto in precedenza dal collega e per poter sottoscrivere questo emendamento, che mi sembra di carattere istituzionale e di buon senso, come ricordavano i colleghi che mi hanno preceduto.
Vorrei anche ricordare al Presidente che siamo ormai alla fine del tempo che era stato previsto da parte del Presidente della Camera per l'esame di questo punto all'ordine del giorno e che, quindi, la seduta potrebbe essere sospesa per passare al dibattito previsto.

PRESIDENTE. Dopo la votazione, ovviamente.

PIER PAOLO CENTO. Signor Presidente, ritengo che avevamo, ovviamente, ragione quando mettevamo in guardia l'Assemblea e la Presidenza sul fatto che questa forzatura, questo cambiamento dell'ordine del giorno, avrebbe determinato la paralisi dell'esame sui punti che anche dall'opposizione erano condivisi, a cominciare dalle ratifiche dei trattati internazionali.

NICOLÒ CRISTALDI. Il tempo è scaduto!

PIER PAOLO CENTO. Quindi, dichiaro di voler sottoscrivere l'emendamento...


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PRESIDENTE. Onorevole Cento, la ringrazio, il tempo è scaduto.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ruzzante. Ne ha facoltà.

PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, ringrazio i colleghi del mio gruppo che sono intervenuti con passione e poesia i colleghi Panattoni e Chiaromonte, ma il gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo su questo emendamento voterà in senso contrario.
Vorrei anche chiarire alcuni aspetti del dibattito: ormai siamo in chiusura, ma credo sia giusto lasciare agli atti una dichiarazione anche di carattere politico. Il gruppo parlamentare dei Democratici di sinistra-l'Ulivo voterà a favore del provvedimento sulla caccia, come abbiamo già fatto al Senato, ma vorrei ricordare al collega Cè, intervenuto prima, che da parte del nostro gruppo vi era stata anche la concessione della sede legislativa per l'esame di questo provvedimento: allora, ritengo che, quando si è maggioranza in un Parlamento, ciò significhi poter governare il paese, ma anche assumersi le proprie responsabilità. Tra le responsabilità di una maggioranza vi è anche quella di indicare e individuare un calendario dei lavori dell'Assemblea, di individuare e indicare le priorità di quel calendario e tra le priorità del calendario dei lavori della settimana scorsa, di due settimane fa o anche di questa stessa settimana, questo provvedimento sicuramente non è stato considerato prioritario da parte dei colleghi della maggioranza. Vogliamo che le associazioni faunistiche e l'associazione venatoria lo sappiano e lo comprendano fino in fondo, perché le responsabilità politiche vengano assunte fino in fondo.
Oltretutto, nel merito e nei contenuti di questo provvedimento da parte dei colleghi dell'opposizione, devo dire la verità, pur non condividendo le posizioni dei gruppi di Rifondazione comunista e Misto-Verdi-l'Ulivo, vi era stata anche una disponibilità ad avanzare alcune ipotesi emendative, che se approvate - se approvate - potevano trovare da parte dei gruppi che si oppongono al contenuto di questo provvedimento un atteggiamento, comunque, di disponibilità e quindi non di tipo ostruzionistico, con l'impegno politico - è evidente - che al Senato il disegno di legge potesse divenire legge prima della pausa estiva dei lavori.

GIUSEPPE ROMELE. Deve andare al Senato.

LUIGINO VASCON. Irresponsabile!

PIERO RUZZANTE. Quindi, da questo punto di vista, pur ribadendo una posizione contraria nel merito di questo emendamento, ma favorevole su questo provvedimento, attraverso il mio intervento si vuole ridare la palla delle responsabilità a una maggioranza che propone il provvedimento della caccia a 15 minuti dalla fine dei lavori...

LUIGINO VASCON. Non erano 15 minuti!

GIUSEPPE ROMELE. Erano 25 minuti! Bugiardo!

PIERO RUZZANTE. ...Prima della pausa estiva e che ha bocciato...

LUIGINO VASCON. Siete bugiardi! Ipocriti!

PIERO RUZZANTE. Lo dico a lei, collega Vascon, conosco la sua sensibilità. Tuttavia, di fronte ad una maggioranza che boccia tutte le proposte emendative dell'opposizione si tratta di un segno di irresponsabilità. Se la legge sulla caccia non verrà approvata prima della pausa estiva, ciò sarà responsabilità esclusiva della maggioranza (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

LUIGINO VASCON. Bugiardi, falsi, ipocriti!


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alfonso Gianni. Ne ha facoltà.

ALFONSO GIANNI. Signor Presidente, intervengo per annunciare - naturalmente, confidando nell'attenzione e nella pazienza dei colleghi - il mio voto favorevole sull'emendamento Azzolini 1.264. Visto che sono già stati compiuti ragionamenti di merito molto elevati, vorrei esprimere il mio pensiero attraverso una metafora. Nel 1936, a Mosca, è stata rappresentata un'opera musicale e teatrale originale - più volte rielaborata anche ai giorni nostri - dal titolo «Pierino e il lupo», di Sergej Prokof'ev. Il meccanismo didascalico vuole che ogni personaggio o animale che entra in scena sia rappresentato da uno strumento musicale: nella fattispecie l'uccellino é il flauto

LUIGINO VASCON. È di un'ipocrisia unica!

ALFONSO GIANNI. L'operina ha anche una morale, infatti a Stalin non piacque. La morale è che il nonno cacciatore rappresenta un potere sovietico burocratico un po' oppressivo, il lupo è la frontiera, il nuovo, il diverso, mentre Pierino è lo spirito delle nuove generazioni che non accetta i consigli del nonno e si batte alla pari con il lupo. Un animale salverà Pierino dal lupo, dalla sua tattica melliflua con cui tenta di aggirarlo, ovvero l'uccellino (il flauto quando entra in scena).
Vogliamo uccidere il flauto, l'uccellino. Per favore andiamo in vacanza e piantiamola, onorevoli colleghi (Applausi dei deputati dei gruppi di Rifondazione comunista e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tolotti. Ne ha facoltà.

FRANCESCO TOLOTTI. Signor Presidente, intervengo per annunciare che voterò contro l'emendamento di cui si tratta per le motivazioni che ha esposto il collega Ruzzante. Se è deprecabile la strumentalità con cui è stata chiesta quest'ultima inversione dell'ordine dei lavori, con a disposizione un tempo che non permetteva questa discussione, è anche deprecabile il modo in cui, da parte di alcuni settori dell'Assemblea, si è risposto a questa richiesta. È deprecabile che si sia tracciato un quadro caricaturale di un'importante realtà come quella della caccia e di una città come Brescia. Non sono un cacciatore, non ho mai sparato un colpo d'arma da fuoco in vita mia, ma sono convinto che argomentazioni come quelle usate dal collega Pecoraro Scanio faranno aumentare il numero dei sostenitori della caccia (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

CARLA ROCCHI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CARLA ROCCHI. Signor Presidente, volevo intervenire nel merito, ma non lo faccio perché la qualità dell'emendamento si commenta da sé. Invece, chiedo a lei, che sta guardando l'orologio, un atto di oggettività. Oggi in aula su tutto siamo stati in contrasto tranne sul fatto certo che l'ora di sospensione dei lavori è passata ormai da quasi cinque minuti. Le chiedo di poter prendere atto di questo, di poterci lasciare liberi e le auguro buone vacanze!

MARCO BOATO. Sono passati otto minuti, Presidente! Deve chiudere!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non si possono interrompere le richieste di intervento, non le sapete queste cose? Io sono stato all'opposizione per sei anni!
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Delbono. Ne ha facoltà.

EMILIO DELBONO. Signor Presidente, anch'io preannuncio un voto contrario sull'emendamento in questione. Voglio svolgere anche una considerazione che i colleghi della Lega capiscono bene.

GIUSEPPE ROMELE. Ma piantala!


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EMILIO DELBONO. Non è possibile strumentalizzare dal punto di vista tempistico l'approvazione di questo provvedimento, poiché molti di noi vogliono votarlo. Tuttavia, non vi è ombra di dubbio che la maggioranza ha trovato il tempo per approvare - in tempi rapidissimi - leggi come quella sul falso in bilancio e sulle rogatorie. Siccome voi rappresentate la maggioranza, noi, attraverso il parere del presidente del mio gruppo, abbiamo espresso la disponibilità a lavorare.
È chiaro, quindi, che spetta in primis a voi la responsabilità di ciò che accade (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo)!

PRESIDENTE. Il Presidente sono io per ora, poi vedremo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Azzolini 1.264, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 426
Votanti 412
Astenuti 14
Maggioranza 207
Hanno votato
sì 43
Hanno votato
no 369).

Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Mongiello non ha funzionato.

LAURA CIMA. Presidente, la capogruppo Moroni vota doppio.

PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato.
Sospendo la seduta fino alle 15.

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