Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 182 del 23/7/2002
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(Incremento della dotazione organica degli insegnanti di sostegno nelle scuole - n. 3-01102)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca, dottor Caldoro, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Delmastro Delle Vedove il n. 3-01102 (vedi l'allegato A - Interpellanza ed interrogazioni sezione 3).

STEFANO CALDORO, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Grazie, Presidente. Il ministero


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continua a seguire con particolare attenzione le problematiche relative all'inserimento e all'integrazione degli alunni in situazione di handicap. Ciò trova conferma, tra l'altro, nella circostanza che per soddisfare pienamente le esigenze connesse all'attività di sostegno agli alunni in argomento è stata espressamente prevista, anche per il prossimo anno scolastico, la possibilità di istituire posti di sostegno in deroga, ad integrazione di quelli indicati in organico di diritto. In tal senso, infatti, dispongono sia la circolare ministeriale n. 16 del 19 febbraio 2002, sia lo schema di decreto interministeriale, allegato alla stessa circolare, relativi alle dotazioni organiche del personale docente per l'anno scolastico 2002-2003.
Per quanto riguarda la situazione del sostegno nella regione Piemonte, si fa presente che la competente direzione generale regionale, al fine di perseguire gli obiettivi di funzionalità in materia di integrazione scolastica, si è ispirata ad una logica di distribuzione equa delle risorse tra le varie province, tenendo conto delle specificità del territorio regionale e nella consapevolezza che il percorso di integrazione passa non già attraverso la delega al sostegno, bensì nell'assunzione globale del processo di integrazione da parte di tutte le componenti scolastiche. Ciò consente di utilizzare la totalità delle risorse per il conseguimento degli obiettivi. Dall'esame dei dati regionali relativi alla dotazione organica del sostegno per l'anno scolastico 2002-2003, risulta che ai 2986 posti assegnati al ministero come organico consolidato, sono stati aggiunti altri 563 posti come ex organico di fatto, nonché ulteriori 896 posti istituiti sotto la diretta responsabilità della direzione generale regionale, per un totale complessivo di 4.445 posti. A fronte di una richiesta da parte del centro servizi amministrativi di Biella di 231 posti, ne sono stati assegnati 225; la riduzione di 6 posti rispetto alle richieste è dovuta alla necessità di omogeneizzare la situazione al territorio regionale. Dalla comparazione dei dati di quest'ultima provincia con quelli dell'intero territorio regionale risulta che il rapporto tra insegnanti di sostegno ed alunni in situazioni di handicap è più favorevole nella provincia biellese rispetto al territorio regionale; ciò significa che l'ufficio scolastico regionale ha accolto le istanze formulate dalla scuola, in considerazione delle caratteristiche peculiari di quella realtà. La consistenza dei posti in deroga istituiti sotto la diretta responsabilità dell'ufficio scolastico regionale è testimonianza dell'attenzione posta al tema dell'integrazione scolastica; l'attenzione è stata particolarmente forte in relazione alle esigenze delle scuole biellesi, per le quali il rapporto, come ho detto, tra insegnanti di sostegno ed alunni in situazioni di handicap risulta quindi più favorevole del dato del territorio regionale.
È da tener presente, inoltre, che eventuali ulteriori posti di sostegno in deroga, integrativi di quelli già istituiti dall'ufficio scolastico regionale, potranno essere istituiti in organico di fatto dai competenti dirigenti scolastici, per inderogabili esigenze intervenute successivamente al 31 luglio, secondo le disposizioni in materia di organici sopra menzionati.

PRESIDENTE. L'onorevole Delmastro Delle Vedove ha facoltà di replicare.

SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Onorevole sottosegretario, la ringrazio per la sua risposta sulla quale dovrò riflettere, in ordine ai dati da lei esposti: lei certamente condivide il principio secondo il quale l'insegnante di sostegno, nell'ambito dell'ordinamento scolastico è espressione di civiltà di una comunità, traduzione concreta del principio di solidarietà e manifestazione tangibile di socialità vera.
Aver avviato un percorso di formazione e di istruzione per ragazzi sfortunati implica certamente l'impossibilità di un'interruzione del progetto di recupero e di offerta significativa di pari opportunità. Le famiglie, dunque, sono più che legittimamente angosciate laddove si prospetta l'ipotesi di un vuoto improvviso che rischia di vanificare un'esperienza essenziale per contrastare l'inevitabile tendenza all'emarginazione definitiva in una società che, già


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di per sé, esalta modelli contrastanti con la triste condizione di partenza dei giovani meno fortunati.
Sono consapevole - lo sono tutti nel nostro paese - delle difficoltà finanziarie in cui è costretto a muoversi il ministero. Non sarò certo io ad essere così irresponsabile da non rendermi conto che esiste un grande gap fra le molte cose, belle ed importanti, che si vorrebbero fare e le poche cose che si ha la possibilità di fare.
Peraltro, onorevole sottosegretario, proprio in questi giorni, la mamma di uno di questi giovani, invitandomi ad intervenire presso il Governo (la sua risposta è, almeno parzialmente, rassicurante), mi ha sollevato un'obiezione tecnicamente discutibile ma moralmente fondata. Pregandomi di intervenire presso l'esecutivo per tentare di trovare una soluzione soddisfacente e completa a questo grave problema, osservava che se il Governo, proprio in queste settimane, ha trovato i soldi per la FIAT - dopo che un management meno capace rispetto alle nostre supposizioni ha colmato di debiti l'azienda - può e deve trovarli anche per garantire a questi ragazzi il sostegno indispensabile per ottimizzare la loro formazione e la loro istruzione.
Onorevole sottosegretario, credo, inoltre, che gli sforzi finanziari in questo settore siano da considerare non tanto spese, quanto piuttosto investimenti e, in prospettiva, risparmi. Anche a non voler considerare, infatti, le valutazioni etiche - che restano, comunque, primarie ed assorbenti -, è evidente che più opportunità di inserimento offriamo e garantiamo, meno dovremo spendere dal punto di vista dell'assistenza, al fine di aiutare giovani altrimenti non accolti da una società certamente impietosa.
Onorevole sottosegretario, il Presidente Berlusconi, in molte circostanze, ha manifestato una straordinaria sensibilità su questi temi. Le famiglie biellesi - e più in generale le famiglie italiane - attendono che le petizioni di principio si traducano in atti concreti.
Ho il conforto di una risposta che mi rende decisamente più ottimista e che soprattutto mi induce a considerare la mia città come una delle più fortunate o, in ogni caso, delle meno sfortunate; ne prendo atto. La ringrazio per la sua risposta dichiarandomi soddisfatto e riservandomi di confrontare in concreto i dati con l'effettiva situazione della provincia di Biella.
Credo che tutti siamo concordi nel ritenere quella degli insegnanti di sostegno una priorità assolutamente indiscutibile, di grande valenza sociale e significativa della politica di un Governo che intende la socialità, non già come mera petizione di principio, ma come provvedimento amministrativo che si attua in concreto e come effettivo aiuto alle famiglie che ne hanno tanto bisogno.

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