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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 24 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 2033-B sezione 21).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
TOMMASO FOTI, Relatore. Esprimo parere contrario sugli emendamenti all'articolo 24. Vorrei però aggiungere, con riferimento all'emendamento Vigni 24.1, che mi sembra opportuno che il Governo si impegni tassativamente, entro i termini indicati dalla legge, all'approvazione del decreto, perché non posso non ricordare a me stesso che in realtà la posizione di questo ramo del Parlamento era stata quella di abrogare la norma in questione.
Quindi, in sostanza, l'emendamento presentato non rappresenta altro che la prima indicazione di volontà della Camera. Atteso che l'altro ramo del Parlamento si è orientato diversamente, nel senso di ritenere abrogata questa norma solo successivamente all'approvazione del regolamento, ritengo necessario che il termine temporale debba essere il più breve possibile e, dunque, che il Governo si debba impegnare anche al fine di essere rispettoso della prima volontà di questo ramo del Parlamento.
PRESIDENTE. Il Governo?
ROBERTO TORTOLI, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore e, come già annunciato nella seduta di ieri, si impegna ad approvare il regolamento in tempi brevissimi.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Vigni 24.1 e Realacci 24.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vianello. Ne ha facoltà.
MICHELE VIANELLO. Colgo con favore l'impegno del Governo, tuttavia - mi permetta il sottosegretario Tortoli - non si capisce perché l'esecutivo al Senato non abbia impedito - come fa in molte altre occasioni - che questo emendamento fosse approvato.
La Camera deve sapere che questo emendamento ha come conseguenza il fatto che i rifiuti sanitari - quindi, da tutto ciò che esce da una sala operatoria ai medicinali scaduti, ai residui radioattivi - vengono assimilati a normali rifiuti urbani, vale a dire a quelli che ognuno di noi, ogni mattina, porta con il suo sacchettino.
Alla Camera abbiamo respinto più volte la possibilità che i rifiuti sanitari fossero assimilati ai rifiuti urbani. Ebbene, dopo l'esame del provvedimento al Senato, i rifiuti sanitari sono considerati rifiuti urbani, quindi possono essere smaltiti nelle discariche o negli inceneritori alla stregua dei rifiuti che ognuno di noi produce ogni giorno.
Tutto ciò non solo ha ed avrà effetti potenzialmente pericolosi sulla salute pubblica di tutti noi, ma comporta per alcuni signori, che gestiscono lo smaltimento dei rifiuti sanitari, un arricchimento abbastanza considerevole. Infatti, com'è noto, mentre il rifiuto sanitario assimilato a rifiuto speciale per essere smaltito comporta una certa lavorazione, il rifiuto sanitario per diventare successivamente rifiuto urbano deve essere sterilizzato (quindi, coloro che hanno gli impianti di sterilizzazione ci guadagnano qualche soldino),
deve essere trasportato in un normale impianto (quindi, chi trasporta ci guadagna qualche soldino) e deve essere successivamente incenerito (quindi, chi incenerisce ci guadagna un ulteriore soldino).
Con questa brillante operazione, fatta dalle solite lobby al Senato, lo Stato italiano non solo ci rimette da un punto di vista finanziario, perché lo smaltimento di questi rifiuti costerà ancor di più, ma l'assimilare i rifiuti, gli scarti di una sala operatoria ad un normale rifiuto urbano ha una qualche ripercussione anche dal punto di vista morale ed igienico-sanitario.
Dunque, come avevate già fatto, vi chiediamo - non è un problema di schieramenti, di destra o di sinistra, ma di buon senso - di esprimere un voto favorevole su questo emendamento.
Vorrei ricordare, senza essere provocatorio, che lo stesso presidente dell'VIII Commissione, l'onorevole Armani, aveva addirittura posto in discussione la sua carica se fosse passata l'impostazione voluta dal Senato. L'impostazione del Senato è passata, non chiedo coerenza perché in politica non sempre vi è, ma ciò serve a far capire la gravità di quanto sta avvenendo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Iannuzzi. Ne ha facoltà.
TINO IANNUZZI. Signor Presidente, la nuova formulazione dell'articolo 24, approvata dal Senato, rappresenta un autentico pasticcio legislativo.
Come, con serietà ed onestà intellettuale, poc'anzi e durante la discussione sulle linee generali di ieri ha riconosciuto il relatore, siamo di fronte ad un problema di estrema delicatezza, vale a dire quello del trattamento da riservare allo smaltimento dei rifiuti sanitari che, per loro natura, sono di straordinaria e complessa delicatezza.
Certamente, come tali, non sono assimilabili per alcun verso alle altre categorie e tipologie di rifiuti. Ebbene, come gruppo della Margherita, abbiamo già evidenziato, nel corso della discussione sulle linee generali di ieri, attraverso l'intervento della collega Carla Mazzuca Poggiolini, come la Camera dei deputati, in sede di prima lettura del collegato ambientale, si fosse preoccupata di eliminare dall'ordinamento giuridico una norma - mi riferisco al comma 1-bis dell'articolo 2 del decreto-legge n. 347 del 2001, convertito nella legge n. 405 del 2001 - che sostanzialmente ammetteva lo smaltimento in discarica, previa disinfezione dei rifiuti sanitari, come ha ricordato il collega Vianello. Ebbene quest'Assemblea e, precedentemente, la Commissione avevano riconosciuto la totale inaccettabilità della soluzione normativa contenuta nel comma 1-bis dell'articolo 2 del decreto-legge n. 347 del 2001 ed avevano ritenuto, con un consenso unanime, di dover espungere dall'ordinamento giuridico questa norma, cancellandola immediatamente e, quindi, neutralizzandone tutti gli effetti.
Ora, invece, nel corso dell'approvazione in seconda lettura del collegato ambientale da parte del Senato, viene introdotta una norma completamente diversa, con cui cessa l'immediata abrogazione della disposizione che consente lo smaltimento dei rifiuti sanitari in discarica; pur considerando tutti gli impegni che il Governo può assumere attraverso il sottosegretario Tortoli - sono impegni di ordine politico -, di fatto si rinvia la disciplina della materia ad un apposito regolamento che dovrà seguire il percorso ed il procedimento legislativamente previsto per la fonte regolamentare. Fra l'altro, tutto questo crea un ulteriore grave problema, sottolineato dal Comitato per la legislazione, che ha rilevato come l'ipotesi di rinviare ad una fonte regolamentare la disciplina di questa materia e, quindi, la cancellazione della norma del decreto-legge n. 347 del 2001 venga avanzata senza indicare le norme generali regolatrici della materia da delegificare, in ossequio all'articolo 17, comma 2, della legge n. 400 del 1988.
Il relatore, onorevole Foti, ha riconosciuto come le indicazioni inserite dal Senato al primo comma dell'articolo 24, per quanto riguarda le norme generali
regolamentatrici della materia, siano estremamente sintetiche. Aggiungo che sono assolutamente vaghe ed indistinte e conferiscono al Governo una discrezionalità estremamente lata, senza limiti e senza vincoli. Soprattutto, se l'obiettivo del Governo è la disciplina organica del trattamento dei rifiuti sanitari, non si comprende perché non si confermi sin d'ora l'abrogazione immediata della norma del decreto-legge n. 347 del 2001, bloccandone irreversibilmente tutti gli effetti, e perché si preferisca, invece, rinviare ad un regolamento che realizzerà, secondo i suoi tempi e i suoi percorsi, un'eventuale volontà del Governo.
Questo è un esempio di cattiva legislazione, è un esempio di un intervento legislativo francamente superficiale e poco responsabile in un settore così delicato come quello del trattamento dei rifiuti sanitari. È un esempio di legislazione estremamente affrettata e confusa che produce conseguenze sbagliate.
Vorrei dire alla maggioranza che il riconoscimento, avvenuto in Commissione e in aula, della natura sostanzialmente negativa del nuovo articolo 24, approvato dal Senato, non può salvare le responsabilità politiche né tantomeno la coscienza. Se si riconosce che una norma è sbagliata, si ha il dovere di eliminarla e di ripristinare la formulazione del vecchio articolo 17 sullo smaltimento dei rifiuti sanitari.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Vigni 24.1 e Realacci 24.2, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 362
Maggioranza 182
Hanno votato sì 168
Hanno votato no 194).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lion 24.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 374
Maggioranza 188
Hanno votato sì 176
Hanno votato no 198).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 24.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 369
Votanti 367
Astenuti 2
Maggioranza 184
Hanno votato sì 204
Hanno votato no 163).
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